RU FREEMAN.
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COME PETALI NEL VENTO.
Parte 1.
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Titolo originale: On Sai Mal Lane. 2013.
Traduzione di: Maria Bastanzetti.
2014. EDIZIONI PIEMME, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Secondo un'antica leggenda, il Paradiso terrestre si trovava in Sri Lanka, l'isola splendente. Ma poich, come dice la saggezza popolare, non esiste bellezza se non accompagnata da qualche forma di tenebra, un'altra leggenda vuole che l'isola sia nata da una lacrima dell'india. Pu il destino essere scritto nel nome? Di certo il suo corso  imprevedibile, come un vento che arriva all'improvviso a scuotere un giorno sereno e un giardino dorato.
Quando la famiglia Herath si trasferisce a Sai Mal Lane, quel vicolo della citt di Colombo  ancora un posto tranquillo.
All'ombra dei grandi alberi dai fiori rosa, convivono pacificamente famiglie molto diverse per credo religioso ed estrazione sociale. Sono i bambini, con i loro giochi, a unire il vicinato. Mentre i grandi scrutano con una certa diffidenza i nuovi arrivati,  proprio la comunit dei pi piccoli ad accoglierli per primi, coinvolgendo i figli degli Herath in gare di aquilone e di cricket, prime cotte e innocue rivalit. E lasciandosi contagiare da quei quattro fratelli cos uniti e cos speciali.
Ben presto, per, la minaccia della guerra civile - fino ad allora solo una notizia letta sui giornali o udita alla radio - si addenser anche su Sai Mal Lane, rischiando di aprire fratture latenti, spezzare legami profondi, travolgere destini in una furia inarrestabile che lascer, di quella stagione di giochi, musica e risate, soltanto un'eco lontana.
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L'AUTRICE.
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RU FREEMAN, nome completo Ruvani Seneviratne Freeman,  nata in Sri Lanka. Ha completato gli studi negli Stati Uniti, dove ora vive, e considera entrambi i paesi la sua patria. Giornalista militante,  impegnata nel campo dell'assistenza umanitaria e delle politiche del lavoro.
Cura un blog di letteratura e politica sull'Huffington Post.
La sua prima pubblicazione risale all'infanzia, quando ha scritto a un quotidiano una lettera di protesta perch il suo cartone animato preferito era stato interrotto da un discorso del presidente dello Sri Lanka. In seguito, i suoi racconti hanno avuto spazio sulle pi importanti riviste letterarie americane, mentre il suo romanzo d'esordio, Una ragazza disobbediente,  stato candidato al DSC Prize for South Asian Literature e tradotto in sette lingue.
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COME PETALI NEL VENTO.
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Dedica.
Ai miei fratelli, Arjuna e Malinda: Loka, che ha fornito la musica della nostra infanzia, e Puncha, che mi ha tenuta al sicuro pi che ha potuto.
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Una persona completamente spezzata non pu parlare, una del tutto integra neppure.
Nel dolore, fingi di essere senza paura.
Nella felicit, trema.
Jane Hirshfield,
In Praise of Coldness. (da Given Sugar, Given Salt).
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Cado in ginocchio e faccio ci che dev'essere fatto e bacio la mano di Achille, l'assassino di mio figlio.
Michael Longley, Ceasefire.
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Le famiglie di Sai Mal Lane.
Gli Herath
Suren
Rashmi
Nihil
Devi
Il signore e la signora Herath (genitori).
I Bolling
Sophia
Sonna
Rose
Dolly
Francie e Jimmy Bolling (genitori).
I Silva
Mohan
Jith
Il signore e la signora Silva (genitori)
Altre famiglie
La Vecchia Signora Joseph e suo figlio, Raju
Il signore e la signora Niles e la figlia, Kala Niles,
insegnante di pianoforte
Il signore e la signora Nadesan
Il signore e la signora Tissera e il figlio, Ranil
Il signore e la signora Bin Ahmed e la figlia
Il signore e la signora Sansoni e il figlio, Tony
Alice e Lucas
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Prologo.
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Nel 1976, il quinto giorno del mese di maggio - un mese
in cui la maggior parte del paese celebrava la nascita, la
morte e il raggiungimento del nirvana del Buddha con
lampioncini di carta, incensi profumati, fiori freschi e
preghiere che la sera si mescolavano al suono delle campane
dei templi - nelle giungle remote di Jaffna, nel Nord
dello Sri Lanka, un uomo si mise alla testa di un gruppo di
giovani e diede inizio a una guerra che, giur, avrebbe assicurato
al popolo tamil, il suo popolo, uno stato proprio.
L'anno prima quell'uomo aveva sparato a un altro tamil
mentre costui, il sindaco di Jaffna, stava entrando in un
tempio ind a Ponnalai, profanando cos il tempio e allo
stesso tempo la mente dei fedeli. Perci nessuno ritenne
saggio opporsi a ci che l'uomo disse quel giorno, il quinto
giorno del mese di maggio dell'anno 1976.
Prima di allora, l'isola aveva dovuto sopportare una sfilata
ininterrotta di visitatori sgraditi. Ai primi invasori, provenienti
dalla terra che poi sarebbe stata chiamata India,
seguirono i portoghesi, gli olandesi e, infine, gli inglesi, i
quali ritennero che il modo migliore per governare quella
nuova colonia fosse elevare la minoranza della popolazione
al di sopra della maggioranza, favorendo i tamil, in prevalenza
ind, rispetto ai cingalesi, per lo pi buddhisti. Le
differenze tra cingalesi e tamil erano cos infinitesimali, per
un occhio non allenato, che soltanto i nativi riuscivano a distinguerli,
grazie a dettagli come il drappeggio di un sari, lo
zigomo di un volto, il profumo di un olio per capelli. Ma,
per quanto minime, alcune differenze esistevano e il naturale
ordine delle cose alla fine avrebbe avuto il sopravvento:
il risentimento sarebbe cresciuto e la maggioranza
avrebbe reclamato il predominio sulla nazione.
E cos, dopo la partenza degli inglesi - quando di loro si
diceva che non esisteva nessun Commonwealth, ma che di
comune c'era solo il ladrocinio - la maggioranza trascurata
e sottomessa decise di restituire l'onore perduto alla
propria lingua. Il che, fra l'altro, signific che a scuola tutti
i bambini avrebbero seguito le lezioni nella loro lingua madre:
i cingalesi in cingalese, i tamil, i musulmani e i burgher
nelle loro lingue d'elezione, ma non in inglese, non
nella lingua del colonialismo, che sarebbe stata insegnata
esclusivamente come seconda lingua. E questa politica, insieme
a quella corrispondente di trattare gli affari nazionali
in cingalese - con traduzioni in quell'inglese appena
declassato e nella lingua ufficiale tamil -, cre nel paese un
sovvertimento dell'ordine prestabilito che sarebbe passato
alla Storia come Language Policy. Come se la Language Policy
fosse una fase temporale pi che una strategia politica
discutibile, mutevole e fatta dagli uomini, e in quanto tale
ben diversa dal tempo, che si limitava a trascorrere, indipendentemente da ci che accadeva.
Se le politiche britanniche e la strategia della lingua
erano la legna minuta da ardere, le voci e le dicerie furono
il fiammifero usato dagli uomini che volevano la guerra per
accendere il fuoco. E le voci erano sempre le stesse: donne
incinte a cui era stata aperta la pancia, bambini spezzati
come rami secchi, violenze, incendi, saccheggi e sciacallaggio,
fosse comuni, irruzioni notturne nelle case e altre
atrocit. Tutte accadute sotto i loro occhi, vale a dire
sotto gli occhi della sorella, del fratello, del padre, della
moglie. Occhi che avrebbero preferito essere ciechi piuttosto
che vedere simili scene. Scene che, una volta risapute,
richiedono che siano commesse atrocit equivalenti
sotto altri occhi. Occhi che a loro volta non meritavano
di assistere a scene del genere, perch, chi se lo meriterebbe?
Chi di noi, preso da parte e interrogato, riterrebbe
non solo possibile, ma sensato e auspicabile che qualcuno
debba essere testimone di tali atti?
S, un uomo parl a un gruppo di giovani uomini e
donne il 5 maggio 1976. E sebbene la radura in cui si trovava
distasse pi di trecento chilometri dal quartiere in cui
gli avvenimenti qui narrati ebbero luogo e dalle persone
che vi abitavano, la sua storia divenne la loro storia e la sua
guerra la loro guerra.
Chiunque vivesse in Sai Mal Lane rimase coinvolto,
compresi Lucas e Alice, che non avevano cognome n appartenenza
religiosa: i tamil cattolici e ind, i burgher cattolici,
i musulmani, e i cingalesi sia cattolici che buddhisti.
Le loro vite si stagliavano sullo sfondo di un conflitto
che sarebbe continuato per decenni e che avrebbe influenzato
i matrimoni tra persone di gruppi diversi e le politiche
della lingua ufficiale della nazione, ma anche nascite,
morti, matrimoni, relazioni extraconiugali - divorzi, mai -,
partite di cricket, problemi alla rete idrica, blackout elettrici,
coprifuoco, sommosse, e una bomba ogni tanto. E
anche se i protagonisti di questa storia sono persone comuni,
dobbiamo tenere presente che la loro Storia viene
da lontano e accordare anche a loro un racconto degno
del loro passato.
Chi sono io, vi chiederete?
Niente di pi che l'aria che pass attraverso quelle case,
aleggiando nelle verande in cui mariti e mogli si raccontavano
la giornata trascorsa e confrontavano le proprie prospettive
con quelle dei vicini.
Sono la strada nel cui petto i bambini giocavano a cricket
con le ginocchia strette, i piedi nudi in fiamme quando
segnavano il punto con una rudimentale mazza di legno,
scansandosi all'ultimo momento se passava una delle rare
automobili che sfrecciavano a tutta velocit lungo le poche
centinaia di metri della mia schiena sinuosa.
Sono un miscuglio di sogni, quelli affannosi che tormentano
notte e giorno chi li sogna, e quelli tranquilli che
dicono addio per spostarsi in altre strade, altri paesi, verso
altre vite.
Io sono tutti quei pensieri: quelli ribelli e insofferenti,
quelli seducenti, quelli tristi; i pensieri che nascono da piccole
preoccupazioni e quelli costruiti mattone su mattone
da intimi presagi di tragedia, quelli che fanno le capriole
con ostinata esuberanza o che trillano gentili per minuscole
gioie.
Per raccontare una storia che parla di tante vite diverse,
il narratore deve essere tutto e niente. Io sono cos.
E se talvolta doveste cogliere una qualche sottile preferenza,
un'immeritata generosit verso qualcuno, forse un
bambino, o magari un vecchio, perdonatemi. Essere tutto
e niente  molto pi facile di quanto non lo sia nascondere
l'amore.
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1979.
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In ascolto.
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Dio non aveva colpa per ci che accadde. La gente disse
che era il karma, la punizione in questa vita per i peccati
del passato, il fato. Disse che al mondo non poteva esistere
bellezza se non accompagnata da una qualche forma di tenebra
e, senza dubbio, quei bambini erano belli. Ma non
importava ci che diceva la gente: ci che accadde a loro
accadde a noi tutti.
I bambini Herath erano diversi da tutti gli altri che erano
arrivati in Sai Mal Lane e ci avevano abitato per un po'.
Non solo per i vestiti sempre in ordine, lavati, stesi al sole
e stirati dalla domestica, non solo per le unghie pulite, o la
riga nei capelli al centro per le femmine, di lato per i maschi,
per la loro fronte alta, gli occhi seri, e neppure per il
fatto che non sorridevano spesso, come se una qualche inquietudine
interiore immobilizzasse i loro lineamenti. Non
era perch studiavano musica o per la devozione verso le
divinit di tutte le fedi che entravano e uscivano dalla loro
casa con la prevedibilit delle piogge monsoniche. Era il
modo in cui stavano insieme perfino quando erano separati.
Quando parlavi con loro, non c'era mai un solo bambino
Herath, ce n'erano quattro. Ogni parola detta, ogni
sfida lanciata, ogni segreto custodito: tutto sempre insieme.
Queste cose, scoperte poco alla volta con il passare dei
mesi, giunsero ad avere un senso in un giorno di perdita,
un giorno cristallizzato in un momento che in seguito l'intero vicinato - compresi quelli che quel giorno l'avevano
incoraggiato - avrebbe fatto qualsiasi cosa per cancellare.
Un giorno che segn e separ le loro vite.
Ma torniamo all'inizio, all'anno in cui, in un edificio
parlamentare con grandi colonne affacciato sopra l'oceano
blu spazzato dal vento, fu approvato il Prevention of Terrorism
Act. Era una legge che ne rafforzava una precedente
e che dichiarava lo stato d'emergenza nel paese: il genere
di dichiarazione che rendeva gli adulti esitanti e ombrosi,
elevava piccole discussioni al livello di ostilit esplosive e
affossava anche le migliori intenzioni, perch come poteva
continuare a esistere la buona volont quando tutti erano
pronti al caos, quando tutti si aspettavano l'anarchia? Poteva
resistere solo fra i bambini, ignari di leggi e dichiarazioni,
bambini come quelli di Sai Mal Lane, appena trasferiti
in una casa nuova che portava con s la possibilit di
farsi nuovi amici.
Torniamo quindi ai primi giorni di quell'anno, che riempirono
tante persone di speranza per ci che la nuova famiglia
avrebbe portato loro. Facciamo attenzione alle parole
che queste persone dicono, al modo in cui entrano in
quella casa, uno alla volta o tutti insieme, venendo da vicino
o da lontano, i loro propositi inscindibili dalle loro
aspettative. Torniamo indietro per osservare il primissimo
giorno, che preannunci tutti quelli a venire.
Il giorno in cui la famiglia Herath trasloc nell'ultima
casa libera rimasta in Sai Mal Lane, posizionata esattamente
al centro, dove la larga via svoltava appena per proseguire
in salita, i bambini Herath stavano imparando inni
e alleluia dalla madre. La signora Herath, la madre per
l'appunto, che era una devota buddhista, aveva l'abitudine
di dedicarsi a fedi diverse, basandosi esclusivamente sulla
musicalit dei loro canti. Le assaggiava come altri assaggiano
i contorni di una vivanda, piattini stracolmi di crocchette
di pesce e verdure. In quel momento era in piena
fase cristiana, perch non aveva ancora scoperto i canti del
moderno saggio ind Sathya Sai Baba. Subito il primo pomeriggio,
prima ancora di occuparsi dei suoi anthurium,
delle aralie e di altre piante in vaso che erano state trasportate
fin l su una vecchia Citroen a noleggio, si sedette
al pianoforte per accompagnare i figli, due maschi e due
femmine, che cantavano a gran voce e in perfetta armonia
What a Friend We Have in Jesus.
Nella casa di fronte il vecchio signor Niles, ormai da
lungo tempo condannato a passare le giornate in una languida
apatia, abbandonato sulla sua poltrona, si riscosse.
Con un certo sforzo si mise a sedere e rimase in ascolto.
Bench fosse cresciuto in un ambiente cattolico, non fu
il suono familiare di quegli inni a smuoverlo, ma le voci.
Il vecchio spostava la testa a destra e a sinistra, cercando
di sbrogliarle l'una dall'altra. Riusc a distinguere quattro
voci diverse: una incredibilmente raffinata, che pronunciava
la parte finale delle parole in modo elegante e chiaro,
e teneva le note a lungo e perfettamente intonate; una seconda,
sensibile e ricca, straordinariamente melodiosa;
una terza che non sembrava preoccuparsi del ritmo e si innalzava
a tratti in anticipo, a tratti in ritardo, dando una
fresca piacevolezza all'insieme. La quarta, e ultima, era la
voce di un ragazzo e il signor Niles non riusciva a inquadrarla.
Sembrava ostinata e rassegnata allo stesso tempo.
Solenne, come per far contento qualcuno, eppure non totalmente
presa da quel compito, oscillava tra un'espressione
ardente e la mera articolazione di parole malinconiche
messe in musica. Il signor Niles si concentr su quella
voce, che parlava di uno spirito bisognoso di consolazione,
chiedendosi incuriosito cosa potesse turbare un ragazzino
cos giovane. All'insaputa di tutti - incluse la moglie e la figlia,
entrambe troppo prese dalle proprie personali preoccupazioni
del fine settimana - il vecchio rest in ascolto per
l'intero pomeriggio, mettendo insieme un pezzo alla volta i
sentimenti inespressi che giacevano sotto quelle voci angeliche,
evocando con la mente l'aspetto di ogni bambino e
immaginando per ciascuno una vita nuova nella casa in cui
si erano appena trasferiti.
Quella casa era simile a ogni altra costruzione di Sai
Mal Lane: rudimentale, anche se con un tocco di stile dato
dalle verande sul davanti e sul retro, ombreggiate da graticci
di legno intrecciato, e dalle siepi che nella via recintavano
- tranne due - tutti i giardini. Il cuore della casa era
un vasto ambiente che la signora Herath aveva trasformato
in soggiorno, dove il pezzo pi importante era il pianoforte
verticale. Nella parte posteriore dell'abitazione la signora
Herath aveva deciso di sistemare la sala da pranzo
che, cos, si trovava proprio accanto alla cucina, in aperta
sfida alle tradizioni secolari secondo le quali il tavolo da
pranzo non deve mai richiamare la cucina in cui si prepara
il cibo. I bambini condividevano due stanze, lei e il signor
Herath ne occupavano una terza e alla domestica, Kamala,
era stata assegnata la dispensa addossata al garage, per il
quale la signora Herath non aveva trovato un utilizzo valido
dal momento che non possedevano un'automobile.
Nessuno in Sai Mal Lane, un vicolo cieco percorso quasi
esclusivamente da pedoni, possedeva un'automobile, a
parte il signor Niles, che per non poteva pi guidarla;
ma non importava, poich tutti i vicini sapevano di poterla
chiedere in prestito in caso di necessit, cos come tutti
guardavano i propri garage vuoti con un senso di distaccato
possesso, pensando al giorno in cui avrebbero potuto
trasformarli in appartamentini da affittare.
Il motivo per cui la signora Herath aveva voluto proprio
quell'abitazione era la possibilit di avere un giardino
vero, che si sarebbe esteso tutt'intorno a tre lati della casa,
mentre il quarto era riservato al vialetto comune. Contrariamente
alle case dei vicini, ingentilite da ciuffi di ibischi
danzanti, cespugli di gardenie color panna ed esplosioni
di anthurium, la sua, che il precedente proprietario aveva
trascurato per anni, sembrava spoglia. Ma in poco pi di
un anno il giardino della signora Herath sarebbe diventato
un capolavoro botanico, adorno di felci, cespugli in fiore e
fragranti variet di orchidee di cui molti dei suoi vicini non
avevano mai sentito parlare. Lei stessa sarebbe diventata
un'autorit in fatto di giardini, e tutti i ladruncoli di fiori
che abitavano nelle viuzze vicine si sarebbero accalcati intorno
al suo giardino nelle prime ore del mattino per allungare
le mani sui suoi fiori, come grandi farfalle.
Quel giorno, per, il giardino era ancora spoglio e
l'unico che lo guardava - senza il cappello, bruciato dal
sole cocente del mezzogiorno immobile - si domandava
come mai a quei bambini, ben vestiti com'erano, potesse
piacere ci che li circondava.
Sonna, il figlio quattordicenne dei Bolling, aveva passato
la giornata appoggiato al cancello di suo zio, intento a
scrutare le attivit dall'altra parte della strada. Era arrivato
quel mattino con i vestiti che metteva per andare in chiesa,
ma se qualcuno avesse osservato che stava cercando di fare
una bella impressione, lui si sarebbe affrettato a negare.
Sonna era venuto per valutare il potenziale, cosa che,
nella sua mente, aveva solo due significati: la predisposizione
a essere prepotenti con gli altri o quella a subire le
prepotenze altrui. Aveva esaminato quei bambini tutto il
giorno, con un'espressione a met tra il disprezzo e il disinteresse,
sforzandosi di stabilire con esattezza a quale categoria
appartenessero. Ma non era ancora riuscito a decidere,
e neppure suo zio Raju, che sbirciava da sopra il
cancello insieme a lui, si era fatto un'opinione precisa.
Non si pu dire se siano bravi o no, finch non ci parliamo
insieme dichiar alla fine lo zio, tirandosi su i calzoni
mentre rientrava in casa.
Sonna continu a guardare. I maschi non erano robusti
e muscolosi, ma allampanati, con le dita lunghe e le bocche
piene e rilassate, che sembravano classificarli come vittime.
Ma, d'altro canto, c'era una fermezza nel loro sguardo,
quando l'aveva incrociato per la prima volta, che confondeva
Sonna. Gli avevano fatto un cenno con la testa, mentre
passavano trasportando borse e cartoni colmi di libri,
ma non avevano sorriso: questo significava, secondo lui,
che anche loro sapevano giudicare gli altri e che l'avevano
catalogato come vicino, ma non di quelli con cui avrebbero
fatto amicizia.
Sonna sput. Erano degli avversari, quei ragazzi, bench
al momento non fosse ancora in grado di identificare
la fonte della loro forza. Anche le femmine, con i loro vestiti
abbinati e le loro risate, avevano fatto resistenza al titolo
di vittime che voleva affibbiargli. L'avevano fatto evitando
del tutto di accorgersi di lui, anche se... com'era
possibile? Era alto, bello e forte, e se ne stava l in piedi
proprio di fronte a casa loro! E ci stava da ore! Come potevano
non averlo notato?
Snob di merda disse a suo zio, che era uscito a
chiedergli se voleva una tazza di t. Sono convinti di essere
troppo in alto per noi. Vedrai che vorranno parlare
solo con i ragazzi Silva. Saranno uguali a quelli l, garantito.
Comunque lo vedremo. Vedremo come riusciranno a
vivere senza parlare con noi Bolling. Cosa credono, di poter
parlare solo tra loro?
Magari oggi hanno tanto da fare, con il trasloco e tutto
osserv Raju. Non gli piaceva stare con Sonna quando non
era di buonumore. Temeva sempre che gliele suonasse per
qualcosa che, secondo lui, aveva detto o fatto. La pi piccola
sembra molto dolce aggiunse, guardando la bambina
che aveva abbandonato i fratelli e stava saltando in
veranda, con la corda che batteva ritmicamente sul pavimento
e sul soffitto. Dopo un po' chiam qualcuno che
non si vedeva, lasci cadere la corda e corse dentro. Raju
allung il collo verso la porta di casa, oltre la quale i ragazzini
erano scomparsi uno dopo l'altro. Dall'interno venivano
le note di un pianoforte che qualcuno stava suonando.
Non hanno sorriso nemmeno una volta mugugn
Sonna.
Raju abbass la testa, prevedendo guai. Si sforz di pensare
a qualcosa da dire per calmarlo, sapendo gi, come
sempre in quelle situazioni, che le parole gli sarebbero
mancate.
Sonna aveva gi accumulato una lunga lista di imprese
infelici: prepotenze verso le sue sorelle gemelle, viaggi in
autobus senza biglietto, e aveva tagliato i fili del bucato nel
cortile di tutti i vicini, esultando nel vedere la biancheria
pulita infangarsi. Tutte gesta compiute senza pensarci due
volte. Ma ci che gli piaceva di pi in assoluto era tormentare
suo zio. A dire il vero Raju, che sotto strati di ciccia
nascondeva muscoli da bodybuilder, avrebbe potuto atterrarlo
con un colpo solo, ma gli mancavano due cose che invece
Sonna aveva: l'idea che fosse suo diritto essere il capobranco
e - anche se questo poi sarebbe cambiato con
sua grande vergogna e costernazione - una ragione abbastanza
valida per fare a botte con il nipote.
Non provarci neanche a fare il leccaculo lo minacci
Sonna, mentre Raju alzava la testa e si metteva in ascolto.
Sonna gli rifil uno scapaccione. Tanto sei un ritardato
del cazzo. Quelli, con te, non ci vorranno mai parlare e
io non voglio vederti scodinzolare dietro di loro come un
cane di merda, capito? Lo allontan con un pugno e Raju
barcoll all'indietro. Capito? Guarda che se ti becco...
No, no, ma quale parlare, io non ci parlo. C'ho troppo
da fare si difese Raju, slacciandosi il primo bottone della
camicia per prendere un po' d'aria. C'ho troppo da fare.
Troppo da fare sbuff Sonna. Cretino, tu non hai
proprio un bel niente da fare. Trentacinque anni e vivi ancora
con la mammina. Manco un lavoro hai.
In quel preciso istante casa Herath esplose in un What
a Friend We Have in Jesus, e per Sonna fu davvero troppo.
Scost bruscamente Raju, sput di nuovo e se ne and
a grandi passi lungo la via, le mani sprofondate nelle tasche,
riflettendo sulla mossa successiva. Camminando inciamp
in una pietra; si volt per assicurarsi che nessuno
l'avesse visto, poi calci rabbiosamente il sasso fra i cespugli,
lasciandosi sfuggire un gemito quando colp un lato tagliente
con la punta dell'alluce.
Raju ascoltava distratto la musica dall'altra parte della
strada, seguendo con lo sguardo Sonna che si allontanava.
Le voci e il pianoforte erano ben equilibrati e il canto era
diverso da qualsiasi altro avesse mai sentito. I suoi vicini,
i Niles, avevano un piano e la figlia, Kala Niles, era insegnante
di pianoforte, ma non si sentiva mai cantare a
casa loro. Dalla loro porta arrivavano soltanto le note delle
scale che si susseguivano rapide e pezzi musicali difficili.
Raju si chiese se i bambini prendessero lezioni e, se non
era cos, se avrebbero studiato musica da Kala Niles. In
questo caso, sperava che non si limitassero semplicemente
a suonare e risuonare sempre gli stessi brani, ma che continuassero
a cantare come facevano in quel momento. Si
gir a guardare la casa dei Niles, domandandosi se anche
loro stessero ascoltando. Si fece ombra agli occhi con la
mano e osserv con attenzione i cespugli di rose di Kala
Niles, che spuntavano appena dall'orlo del muro che separava
le due case. A quell'ora del giorno i fiori impregnavano
di profumo l'aria pomeridiana. Raju alz la testa
e allarg le narici, inspirando profondamente mentre indugiava
ad ascoltare ancora un po' le voci che giungevano
dalla parte opposta della strada. Si sent risollevato. Qualsiasi
cosa Sonna avesse da ridire sui nuovi arrivati, non li
si poteva ignorare quando cantavano in quel modo meraviglioso.
Sentendo l'inno, i vicini pi prossimi degli Herath, i
Silva, si scambiarono un'occhiata. Casa Herath era stata
abbandonata a causa dell'omicidio-suicidio della precedente
proprietaria e del padre di Raju, tragico esito di uno
scandalo amoroso. Quella vicenda, e la conseguente follia
della vedova che gli era sopravvissuta, era una storia
da far rizzare i capelli, una storia che avrebbe dovuto dissuadere
da un acquisto frettoloso. Una storia che i Silva in
persona si erano premurati di raccontare alla signora Herath
il giorno in cui era arrivata da quelle parti in cerca di
case. Ma la signora Herath, con loro grande costernazione,
non aveva fatto una piega. E ora il signor Silva sospirava
rumorosamente, battendo le ginocchia una contro l'altra
in preda all'agitazione, irritato dalle ferventi note che
fluivano dalla veranda degli Herath e si diffondevano nella
sua. La determinazione e l'esuberanza della vicina minacciavano,
gi dal primo giorno, un'esistenza saldamente ancorata
a pochi, incrollabili pregiudizi e a un grande starsene
per conto proprio.
I figli dei Silva uscirono in veranda. Mohan, il maggiore,
si accigli sbirciando attraverso il gelsomino rampicante
che ne ombreggiava un lato. Un ciuffetto di fiori gli si impigli
fra i capelli e lui lo scost con un gesto brusco; qualche
fiorellino schiacciato cadde sul pavimento e subito la
veranda si riemp di un dolce profumo di gelsomino, una
fragranza che all'istante ricord a tutti e quattro la festa di
Poya al tempio, i mucchi di fiori, l'incenso e le fiammelle
delle lampade a olio che fremevano nel buio.
Cristiani? domand.
No, buddhisti gli rispose Jith, il fratello minore. Il
pi grande, Suren,  in classe con me a scuola.
Jith raccolse i fiori caduti e li dispose in fila sul gradino
che correva tutt'intorno alla veranda. Stavano gi iniziando
a scurirsi. Il ragazzo si butt su una poltroncina e
si mise a picchiettare sui braccioli. Lui e suo fratello erano
usciti per comprare delle biglie, ma sentiva che quel... quel
canto avrebbe rimandato la spedizione.
E allora perch cantano questi inni?
L'espressione di Mohan indicava che a disturbarlo non
era semplicemente che una famiglia buddhista cantasse
inni cristiani, ma il fatto stesso che quegli inni esistessero.
Guard il padre, in cerca della sua approvazione.
Belle voci, comunque comment la signora Silva,
senza riuscire a celare una nota di invidia nella sua. Era
comprensibile, d'altronde: nessuno dei suoi due figli aveva
ancora rivelato un qualche talento artistico e, dal momento
che avevano uno dodici e l'altro tredici anni, un'improvvisa
manifestazione di genialit era da escludere. Se proprio
qualcuno deve cantare, meglio che lo faccia chi canta
bene aggiunse con una risatina, tendendo con cura una
parte della tovaglia bianca che stava ricamando a fiorellini
gialli e lilla, nessuno dei quali somigliava a un qualsiasi
fiore che crescesse in terra tropicale o altrove. La donna
oscill la testa avanti e indietro, soddisfatta della propria
fervida immaginazione e abilit.
La signora Silva si compiaceva di incoraggiare il senso
di carit nei suoi figli, ma poich l'incoraggiamento si limitava
pi alle parole che ai fatti, i suoi sforzi non avevano
il successo che avrebbero potuto ottenere. Soddisfatta del
commento appena fatto, rivolse agli altri un sorriso gentile
e riprese a ricamare. Sentiva che c'era ampio spazio da dedicare
alla beneficenza, purch cattolici e ind, tamil, burgher
e poveri in genere - e ogni possibile combinazione
delle suddette categorie - si tenessero a debita distanza
dalla sua famiglia. Certo, la signora Silva era una rispettata
sostenitrice del tempio dall'altra parte del ponte, e spesso
raccoglieva indumenti smessi da distribuire ai bisognosi.
Ma era proprio quello il problema con certa gente, pens,
e il suo sorriso si affievol: trovavano sempre il sistema per
infilarsi nella sua vita. L'inno sembr innalzarsi nell'aria
con rinnovato vigore e la signora Silva ebbe un fremito di
disgusto sulla scia del suono.
Have ice trials and temptations
Is there trouble anywhere?
We should never be discouraged
Take it to the Lord in prayer.
 bello avere qualche bambino nuovo nel vicinato si
affrett a dire il signor Silva, notando il disagio della moglie
e cercando a sua volta di trovare il lato positivo della
questione. Si vantava di essere un padre deciso ma amorevole,
un ottimo esempio per i suoi figli, che su di lui potevano
modellare i propri comportamenti.
La signora Silva si ravviv. S, immagino di s. Almeno
sono come noi. In questa via abitano fin troppi tamil. Poco
ci manca che cambino nome alla strada.
Invece che in Sai Mal Lane, finisce che ci ritroviamo a
vivere in una strada che termina per vem!
Era stato Mohan a parlare. Aveva cominciato a capire
che, a scuola, mostrare antipatia per la maggioranza di ragazzi
ind tamil, compresi quelli che frequentavano con
lui i corsi in cingalese, gli aveva conquistato un influente
gruppo di amici ricchi e cosmopoliti che prima lo evitavano.
Piccole differenze erano diventate il suo arsenale
segreto, negli ultimi tempi. Come l'odore dell'olio di sesamo
che i tamil si spalmavano sui capelli: lo trovava disgustoso
in confronto all'olio di cocco profumato all'aneto
che usava lui.
Ma ci che gli dava pi soddisfazione, ancor pi dei
nuovi amici a scuola, era la sensazione di essersi in qualche
modo guadagnato l'approvazione di suo padre, che gli
era sempre parso irraggiungibile, chiuso com'era, a doppia
mandata, nelle sue incrollabili opinioni, mattino e sera, e
nella sua dedizione al giardinaggio nelle ore libere. Ultimamente
sembrava che il signor Silva facesse affidamento su
Mohan per tirar fuori il commento denigratorio sui tamil
pi adatto all'occasione. E Mohan migliorava di settimana
in settimana. La sua ultima osservazione era stata, tra le
righe, che i tamil non facevano altro che studiare e ottenere
i migliori risultati a scuola, e che lo facevano solo per
se stessi e per la loro razza, non per la scuola. Quel commento
aveva suscitato intorno al tavolo pi di un cenno di
approvazione e numerosi sospiri, e gli aveva garantito una
porzione extra di ossibuchi come ricompensa.
La signora Silva si mise a elencare i tamil della via,
aprendo una alla volta le dita della mano. I Nadesan,
che non spiccicano mai una parola, i Niles e Kala Niles,
la Vecchia Signora Joseph, che  tamil per matrimonio, e
suo figlio Raju. Anche Jimmy Bolling, perch in fondo sua
nonna era tamil, quindi lo sono tutti in famiglia: Jimmy e
Francie Bolling, le gemelle e quell'orribile ragazzo, Sonna.
E poi ci sono i Bin Ahmed, che sono musulmani, quindi
si possono tranquillamente contare fra i tamil. Il che significa
un totale di quindici tamil nella nostra via! Lo disse
come se si trattasse di una novit, non un conteggio che ripeteva
una volta alla settimana. Si sfreg le mani l'una contro
l'altra, due volte, come per spazzare via tutti i tamil che
aveva citato, e cominci un nuovo conto. E i cingalesi?
Ora come ora ci sono solo i Tissera e il figlio Ranil, oltre a
noi quattro. Sette in totale! Adesso con gli Herath almeno
diventeremo tredici.
E i Sansoni? Di solito li conti con noi osserv Jith.
Aveva passato tutto il tempo ad arrotolare la suola di
gomma delle infradito e la fascetta in mezzo alle dita del
suo piede destro si era staccata. Il ragazzo fu svelto a prendere
la ciabatta e a premere il tondo di gomma al suo posto
prima che la madre se ne accorgesse. Ma non c'era pericolo.
Ah, gi, li ho dimenticati. I burgher puri come loro
stanno dalla nostra parte si corresse la signora Silva.
Con loro complessivamente arriviamo a sedici. Sorrise a
Jith e si mise comoda sulla poltroncina, soddisfatta del risultato
raggiunto.
Il signor Silva si gratt il petto sotto la canottiera bianca
che portava a causa del gran caldo, e sospir di nuovo per
esprimere il suo assenso. Le sue gambe si agitarono con un
po' pi di energia nei calzoni corti. S, l'abbiamo scampata
per un pelo disse. Mi hanno detto che i Nadesan,
in fondo alla strada, avevano adocchiato la casa per uno
dei loro fratelli che sta in India. Se se la fossero presa, noi
saremmo stati in minoranza. Quel noi non si riferiva a
un gruppo al quale i vicini cingalesi del signor Silva - gli
Herath e i Tissera - sarebbero stati felici di appartenere, se
avessero saputo della sua esistenza. Era un noi, quello,
di cui ai Silva piaceva immaginare l'esistenza solo se le
cose fossero giunte a un determinato punto... ma, si
poteva obiettare, l'idea stessa dimostrava il fatto che una
divisione fra noi e loro non era poi cos lontana dal
diventare realt. Il signor Silva rimase seduto a lungo a riflettere
sullo scampato pericolo. Ogni mattina, al lavoro,
lui e i suoi amici si riunivano a discutere delle pretese dei
tamil. Un buon terzo dell'isola da destinare a solo il dodici
per cento della popolazione, dicevano, da Mannar a ovest
e Pottuvil a est fino a Kankesanturai! E sorseggiavano il t
del mattino, scuotendo la testa allibiti. Vogliono prendersi
le spiagge migliori, sostenevano altri, bench le spiagge
migliori non appartenessero a nessuna persona o gruppo
o istituzione, e ci fossero abbastanza spiagge migliori per
tutti nel paese che, in fin dei conti, era un'isola.
Be', disse il signor Silva con vivacit, lasciandosi alle
spalle una preoccupazione per passare a una un po' meno
molesta almeno cos ci saranno pi buoni che cattivi, fra i
ragazzi. I cattivi a cui si riferiva erano i Bolling, con cui gli
Herath avrebbero fatto presto conoscenza, anche se non
nel modo che Sonna Bolling avrebbe potuto prevedere.
Tacquero tutti e quattro, pensando agli altri ragazzi di Sai
Mal Lane, e i tre Silva pi grandi non si resero conto che
il pi giovane, Jith, non condivideva l'opinione della famiglia
riguardo ad almeno uno di quei bambini: Dolly Bolling.
Le note di un nuovo inno, Take My Hand, Precious
Lord, si riversarono sugli ascoltatori, che le seguirono con
crescente attenzione.
Sei passata da loro a portare qualcosa? chiese di
colpo il signor Silva alla moglie, alzando un po' la voce per
spezzare l'incantesimo che sembrava averli stregati tutti.
Dobbiamo assicurarci che stiano dalla parte giusta fin
dall'inizio.
La signora Silva fece schioccare la lingua e pos il lavoro
di ricamo. Ma non ti sei neanche accorto che quei bambini
sono stati qui tutta la mattina, mentre i traslocatori
andavano e venivano? Glieli ho guardati io, i bambini. Mi
sono perfino offerta di insegnare alle femmine a ricamare.
La pi grande ha talento, invece la piccola non aveva mai
preso un ago in mano. Ma ci pensi? Una femmina? Lo sa
il cielo come saranno da grandi, quelli. L'unica cosa buona
che hanno  la razza.
In ogni caso, meglio portare un po' di banane fritte,
magari, o qualcos'altro.
La signora Silva strinse le labbra per esprimere la sua disapprovazione,
ma mezz'ora dopo era ai piedi dei gradini
che conducevano alla veranda degli Herath, con in mano
un vassoio di t e biscotti. Savi? Savi? disse, chiamando
per nome la signora Herath e cercando di sovrastare il
pianoforte suonato da uno dei ragazzi. Gli altri erano gi
passati a un inno diverso, cos come la signora Herath, la
quale - la signora Silva l'avrebbe giurato - l'aveva vista
benissimo, ma continuava a gorgheggiare senza rispetto.
Savi! grid alla fine, e stavolta ebbe la soddisfazione di
sentir cessare musica, voci, pianoforte, tutto. La signora
Herath usc in veranda. Ah, non volevo disturbarvi. Cantate
bene, davvero.
La signora Herath sorrise. Cerco di far cantare i bambini
almeno una volta al giorno. In fondo gli fa bene, non
le pare? Certo, le ragazze studiano regolarmente musica
dalle suore, ma i maschi, sa com'... le scuole maschili non
dedicano mai abbastanza tempo alle arti. Dobbiamo fare
in modo di civilizzarli a casa.
A quello stadio iniziale della loro conoscenza, la signora
Herath non avrebbe saputo dire se l'idea di comportamento
civile della signora Silva combaciasse con la sua.
Ma avrebbe scoperto fin troppo presto che praticamente
ogni cosa architettassero i suoi figli era a dir poco incivile,
che fare musica era una pessima abitudine quasi quanto
il fatto di avere un marito che stava dalla parte dei comunisti,
e che molto altro sarebbe stato considerato dalla signora
Silva del tutto riprovevole. Si sarebbero combattute
battaglie sui confini delle propriet, si sarebbero costruiti
muri, si sarebbero pronunciate parole, ma in quell'attimo
tutto doveva ancora succedere. Grazie al cielo, per il momento
erano entrambe ignare e quindi portate a sperare
nella nascita di un'amicizia.
La signora Silva appoggi il vassoio e si accomod
su una delle sedie in midollino, con seduta rotonda e
schienale alto, che arredavano la veranda, e cerc di sbirciare
all'interno della casa. La qualit del mobilio, in massello
di teak, le stoffe a colori vivaci e tessute a mano per i
rivestimenti, i pavimenti lucidati a cera, le piante in vaso,
rigogliose e bellissime, distribuite con eleganza: tutto, l
dentro, sembrava normale e piacevole. Dentro di s la signora
Silva si accigli. Un gusto cos impeccabile per l'arredamento
e i tendaggi stonava con gli inni. Gli inni andavano
d'accordo con tessuti e pizzi sintetici, di cui non c'era
traccia in quella casa. Alla fine la donna accanton le sue
elucubrazioni, per riprenderle in seguito in compagnia del
marito, che riusciva sempre a risolvere certi enigmi, e inizi
a fare conversazione. Ho pensato che magari voi e i
bambini aveste voglia di una tazza di t. Immagino che fornelli
e tutto il resto non siano ancora a posto, no?
La signora Herath allung un braccio dietro la schiena,
prese la caduta del sari e la infil fra le pieghe del tessuto
in vita, prima di sedersi sulla sedia accanto alla vicina. S,
la mia domestica, Kamala, sta cercando di accendere i
fuochi, ma c' qualcosa che non funziona. Non arriva kerosene
allo stoppino. Sa com' con le cose nuove, ci vuole
sempre tempo per mettere tutto in ordine.
Dove ha comprato quella? chiese la signora Silva con
aria distratta, gli occhi fissi su una grossa ciotola in ottone
che appariva troppo pesante per essere stata acquistata in
citt. Se era antica come sembrava, allora gli Herath erano
di un lignaggio ben pi alto di quanto il loro comportamento
stravagante, fatto di danze e canti, lasciasse immaginare.
Oh, quella. L'ho presa da Sinappa Stores, in fondo alla
strada.
Sinappa Stores? Oh, cielo, Savi, le conviene avere un
po' pi di criterio e non comprare dai tamil. Sono ladri,
dal primo all'ultimo! La signora Silva si batt una mano
sulla fronte, tanto era il suo sgomento, ma era contenta di
avere fatto quella visita, mentre era ancora in tempo per rimettere
la signora Herath sul binario giusto.
La vicina sembrava divertita. Davvero? Non ho mai
avuto esperienze simili, anzi, al contrario. Ho sempre comprato
accessori e utensili nei negozi tamil, a Pettah, e non
ho mai avuto il minimo problema. Ero cos felice, quando
abbiamo deciso di trasferirci qui, perch saremmo stati vicinissimi
a Wellawatte e non sarei pi stata costretta ad
andare fino a Pettah a comprare tutto, compresi tessuti e
sari.
La signora Silva sbuff dal naso tutto il suo disgusto,
con un sibilo da rettile che fece raddrizzare di colpo la
schiena ai quattro bambini, seduti in ascolto dentro casa.
Sono tutti uguali, Savi, tutti dichiar, piegandosi in
avanti per enfatizzare il concetto e allungando la u del secondo
tutti a tal punto da rendere impossibile che anche
un solo negoziante tamil restasse escluso. Pettah, Wella-
watte sono strapiene di ladri, glielo dico io. Dovremmo
metterci tutti insieme e boicottarli, noi cingalesi. E servirci
esclusivamente in negozi cingalesi...
La signora Herath rimase per un pezzo ad ascoltare la
signora Silva parlare dell'infingardaggine di ogni commerciante
tamil, dai venditori di tessuti a quelli di oggetti elettronici,
per arrivare a orefici e mercanti di cereali e alimenti
secchi. La ascolt sostenere - come se si trattasse
di una particolare perversione dei tamil - che loro commerciavano
sempre e solo prodotti non deperibili, ci aveva
fatto caso? La signora Herath non sapeva cosa rispondere,
perch non aveva mai neanche pensato che qualcuno di
sua conoscenza potesse sottoscrivere opinioni simili, e anche
quando prov a controbattere le argomentazioni della
signora Silva sui prodotti non deperibili, dicendo Ma...
e chi vende betel, chi predice fortuna e futuro, chi intreccia
ghirlande?, fu rimbeccata con decisione dalla vicina.
Per, quando la signora Silva pass dai tamil a musulmani
e burgher, la signora Herath la interruppe chiamando i figli
con voce innaturalmente alta e garrula. Bambini! Venite
a vedere, zia Rani vi ha portato un bel t con i biscotti.
Andate a svegliare vostro padre. Ditegli che  pronto il t.
Nessuno dei bambini and a chiamare il pap, perch
erano tutti molto pi incuriositi dall'ospite e dalle cose che
le avevano sentito dire con quella sua voce profonda e autoritaria.
Inoltre, bench tutti e quattro avessero mormorato
un grazie e avessero atteso educatamente mentre la
madre conversava con la signora Silva - che se ne stava
seduta rigida e impettita nel suo lungi con blusa giallo
crema dalle cuciture impeccabili, con le ginocchia strette
e la schiena dritta - erano sicuri, dal primo all'ultimo, che
quella visita di zia Rani non prometteva niente di buono.
Rimasero seduti in veranda mentre veniva servito il t e venivano
espressi commenti entusiastici sulla bont dei biscotti,
e la madre parl a lungo della fortuna di assicurarsi
una casa in tempi come quelli. E ognuno di loro decise, fra
s, che avrebbe discusso di ogni cosa - della visita, dei biscotti,
di quei tempi - con i fratelli, quando fossero andati a dormire la sera.
...
.
...
Raju.
...
.
...
Se i ragazzi Herath avevano il dono, come tutti i bambini,
di vedere oltre le maschere indossate dagli adulti, c'era un
unico adulto in Sai Mal Lane che aveva imparato a vedere
attraverso tutti e chiunque: la Vecchia Signora Joseph,
che abitava nella casa rosa e grigia di fronte a quella degli
Herath e passava gran parte delle sue giornate seduta in
veranda a guardare l'andirivieni delle persone. Il suo giardino
era una serie infinita di cespugli di mussaenda rosa
salmone, tranne un unico cespuglio bianco che reclamava
il centro del prato malconcio, dove fioriva accanto
a una vaschetta per uccelli in rovina che veniva abitualmente
svuotata dall'acqua piovana per evitare che vi crescessero
larve di zanzara. La pi grossa delle mussaenda
offriva ombra e riparo all'anziana donna, che sorvegliava i
vicini. Quel pomeriggio la Vecchia Signora Joseph aveva
assistito a tutta la scena: dall'arrivo della signora Silva a
casa Herath, all'offerta del t e all'inizio della conversazione,
per concludere con il frettoloso congedo della visitatrice.
Aveva anche notato i due ragazzi Silva che dalla veranda
di casa osservavano la madre recarsi dai nuovi vicini.
Il ragazzo grande non va bene disse in tamil alla giovane
domestica, seduta sul pavimento accanto a lei in attesa
che finisse di bere il t. La ragazza non rispose e l'anziana
donna la scrut in volto, chiedendosi se fosse interessata
a Jith o a Mohan Silva, dal momento che non c'erano altri
ragazzi della sua et che potesse prendere in considerazione.
Be', s, c'era Sonna, ma quello era sgradito perfino
a una serva come lei.
I figli della nuova famiglia sono due maschi e due femmine
mormor la ragazza, grattandosi dietro la testa con
l'unghia del mignolo della mano destra, che teneva apposta
lunga. Magari loro vanno bene.
In quel momento i due figli maggiori degli Herath uscirono
di casa al seguito del padre con in mano cesti di vimini,
evidentemente per andare al mercato della domenica.
Un po' tardi per trovare qualcosa di decente comment
la Vecchia Signora Joseph. A quest'ora tutto il
mallun fresco e il pesce saranno finiti.
Magari stanno andando a comprare roba secca, cereali.
O il pane ribatt la ragazza. Con lo scacciamosche
diede un colpo deciso a una mosca che ronzava attorno
alla brocca del t sul vassoio accanto. Varie formiche rosse
si stavano raccogliendo intorno al frollino Nice che la Vecchia
Signora Joseph non aveva mangiato; la ragazza premette
leggermente il dito su ciascuna di esse, distratta
dalla sensazione che davano sotto il polpastrello, granulosa
e gommosa al tempo stesso, per poi scagliarle una
dopo l'altra verso la mussaenda, indifferente al fatto che la
maggior parte di esse ricadeva sul pavimento, si stirava e si
precipitava di nuovo verso il biscotto.
Dopo un po' uscirono gli Herath pi piccoli e si affacciarono
al parapetto che costeggiava un lato della loro
casa. La Vecchia Signora Joseph si allung sulla sedia per
scrutarli bene, poi bevve rumorosamente l'ultimo sorso
di t rimasto, con aria di disapprovazione. Se la bambina
non avesse avuto addosso un vestitino, la si sarebbe potuta
scambiare per un maschio, con quella pelle scura e i capelli
corti. Pass la tazza vuota e il piattino alla giovane domestica,
che si era alzata per prenderli. Be', non lo sapremo
ancora per un po', concluse, sforzandosi di essere imparziale
ma di sicuro saranno meglio dei Silva. Dobbiamo
solo aspettare e vedere che tipo di gente sono.
Si fece aiutare dalla ragazza ad alzarsi ed entr in casa
strascicando i piedi per andare a pulire la dentiera, come
faceva ogni volta che mangiava qualcosa, quasi che la dentiera,
come i denti, fosse insostituibile. La Vecchia Signora
Joseph, che non era poi cos vecchia - aveva acquisito quel
soprannome per le circostanze tragiche della sua vita matrimoniale
-, eccelleva nella diligente osservazione di ci
che i suoi vicini di casa facevano quando erano lontani dagli
occhi delle rispettive famiglie. Se il signor Niles aveva
compensato la mancanza di mobilit affinando vista e
udito e, di conseguenza, l'intuito, la Vecchia Signora Joseph
aveva trasformato i confusi sentimenti di vergogna e
rabbia per la perdita del marito - prima a causa di un'altra
donna e poi per il suicidio - nella capacit di valutare
le persone in modo severo ma giusto, basandosi esclusivamente
su prove concrete ed evidenti di comportamenti
sbagliati. Per esempio, sapeva che a Mohan, il figlio maggiore
dei Silva, non piacevano i Nadesan, n Kala Niles n
Raju, perch in pi di un'occasione l'aveva notato fare loro
boccacce dietro le spalle, sotto gli occhi di suo fratello. Sapeva
che Kala Niles, della casa accanto alla sua, si accorciava
la gonna arrotolandola in vita appena usciva di casa,
un gesto che smentiva la sua aria riservata. E sapeva anche
che il figlio del signor Sansoni, Tony, era omosessuale,
perch per la strada camminava sempre con un braccio intorno
alle spalle dello stesso ragazzo, ma lo lasciava cadere
quando si avvicinava a casa.
Bench non approfittasse di ci che sapeva per trarne
vantaggio - le bastava la consapevolezza di non poter essere
mai pi ingannata - la Vecchia Signora Joseph aveva
un grande potere. Ogni volta che si presentava in strada
per attraversare e andare da un vicino, qualsiasi cosa mormorasse
diventava vangelo. I bambini le stavano alla larga.
Suo figlio Raju, invece, non sapeva stare alla larga dai bambini.
Raju non si sarebbe mai immaginato - neppure nei suoi
sogni pi audaci, e i suoi sogni lo erano senz'altro - che la
pi preziosa e cara fra i bambini Herath, la piccola Devi,
l'avrebbe lasciato entrare nel suo mondo. Se fosse stato
un uomo solo debole, o un uomo solo forte, non sarebbe
mai successo, e si sarebbero evitati tanto i picchi quanto
gli abissi. Ma Raju era un uomo debole e forte allo stesso
tempo. Nei momenti di debolezza si faceva piccolo, strisciava,
era servile e umile. Ed erano proprio tutti quei
grazie, prego, per favore che spingevano Sonna a tormentarlo.
Nei momenti di forza, per, Raju sentiva di meritare
di pi. Sentiva di non doversi sempre e solo sforzare,
sentiva di dover essere ricompensato per la sua speranza.
Allora non si preoccupava pi di Sonna, non si preoccupava
di ci che la gente avrebbe potuto pensare di lui, non
si preoccupava del passato n del futuro; sentiva, semplicemente,
di essere - l e in quel momento preciso - disponibile
e pronto a tutto. Fu quest'ultima versione di Raju
che gli Herath pi piccoli incontrarono la prima volta che
lo videro.
Chi  quello? chiese Nihil, l'Herath di nove anni, alla
sorellina Devi, che ne aveva sette e mezzo. Non glielo domand
in quanto fonte di informazione abituale - di solito
Devi era del tutto ignara di ci che le accadeva intorno,
a meno che non gliel'avesse spiegato lui - ma perch era
l'unica sorella a portata di mano, visto che gli altri Herath
avevano accompagnato il padre a comprare la verdura al
pola della domenica.
 Raju, il figlio della Vecchia Signora Joseph, me l'ha
detto Amma rispose lei, facendo dondolare le gambe allo
stesso ritmo di quelle del fratello, seduto al suo fianco sul
parapetto che per un qualche oscuro scopo era stato costruito
lungo un lato del loro cortile.
Per Devi i piaceri della vita giravano tutti intorno ai suoi
fratelli maggiori, e a quello in particolare. Ogni volta che
poteva fare ci che faceva lui, era felice. Se Nihil tirava una
palla, quando la prendeva, Devi gliela rilanciava allo stesso
modo. Se Nihil divideva il suo riso e curry in palline identiche,
lei faceva lo stesso. Se Nihil camminava davanti a lei, a
Devi piaceva posare i piedi nelle orme lasciate dal fratello.
Secondo te perch  cos? chiese Nihil, interrompendo
il movimento delle gambe.
Devi smise a sua volta di dondolarle e alz le spalle.
Boh, magari  matto.
Per non sembra matto. Sembra uno che sta per piangere.
Devi, impegnata a confrontare i loro piedi e le relative
infradito - quelle di Nihil come sempre blu scuro, le sue
come sempre rosse, unica differenza tra i due -, alz lo
sguardo per posarlo su Raju. Era vero. Sembrava che stesse
per piangere. Ma Raju mantenne la stessa, identica espressione
per parecchi minuti, perci la bambina ne dedusse,
correttamente, che era la conformazione della sua faccia,
e che non indicava un grave stato di sconforto. Quest'ultima
deduzione era sbagliata. Raju aveva molti desideri, e
desideri grandiosi come i suoi di solito sono accompagnati
dallo sconforto. E cosa desiderava Raju?
Raju avrebbe voluto che suo padre non si fosse suicidato
insieme alla moglie del precedente proprietario di
casa Herath. Avrebbe voluto una madre pi bella, il genere
di donna affascinante capace di evitare, tanto per cominciare,
che suo padre se ne andasse a zonzo. Avrebbe voluto
emigrare in Australia dove, credeva lui, tutto si perdonava
e tutto era possibile. Ma pi di ogni altra cosa, bench
fosse a dir poco tondo e alto appena un metro e settanta
a dispetto di tutte le novene che aveva recitato in ginocchio
a san Giuda, avrebbe voluto avere un fisico da bodybuilder
in grado di competere con quello di suo cugino,
Jimmy Bolling, che aveva dato tanto lustro alla sua famiglia
vincendo la corona di Mister Sri Lanka. Per questo
Raju aveva trasformato il garage della madre in una palestra
di sollevamento pesi e si chiudeva l dentro ogni volta
che poteva. E in quel momento aveva appena concluso
una seduta di allenamento per tirarsi su di morale dopo
che Sonna se n'era andato. Cos era uscito a prendere una
boccata d'aria e a controllare se ci fossero stati sviluppi
con la nuova famiglia.
Secondo te ha fatto un incidente? chiese Devi a Nihil,
mentre, uno accanto all'altra, continuavano a fissare Raju.
La faccia del ragazzo li lasciava perplessi: era esageratamente
larga e davvero strana. Era attaccata alle spalle e
aveva la forma di un cono capovolto dai contorni grinzosi
e indistinti, come un jackfruit caduto troppo presto dall'albero
e rimasto troppo a lungo sul terreno. Aveva gli occhi
molto piccoli e una bocca grande circondata da labbra
gonfie e mollicce, piegate all'ingi perfino se rideva, come
quando si era affacciato al cancello di casa sua ed era entrato
per la prima volta nel campo visivo dei due bambini.
Non lo so. Forse potremmo chiederglielo.
Ma possiamo parlare con lui? domand Devi. Si fidava
a lasciarsi guidare da Nihil in ogni cosa che facevano,
anche in quelle non approvate dagli adulti. Rubare frutta
dagli alberi dei giardini altrui, per esempio, era una cosa
che le riusciva particolarmente bene, perch la sua figuretta
agile e snella stava in equilibrio senza difficolt anche
sui rami pi sottili, ed era un'arte che aveva perfezionato
sotto la direzione del fratello.
S, andiamo decise Nihil per entrambi, saltando gi
dal parapetto. Erano le uniche parole che potevano uscire
dalla bocca di un bambino come Nihil, cresciuto nell'idea
che non si devono giudicare gli altri finch non  indispensabile
farlo. Sarebbe giunto un momento in cui Nihil si sarebbe
pentito di quell'amicizia con Raju, ma nel frattempo
sarebbero accadute talmente tante cose che a quel punto
avrebbe dimenticato che la decisione iniziale, quella di
socializzare, era stata sua e non di Devi. E forse sono proprio
simili vuoti di memoria la dimostrazione dell'esistenza
di una mano divina nella vita umana, di una qualche invisibile
entit benevola che protegge allo stesso modo adulti e
bambini, permettendo loro di credere che ci che avviene
nel mondo  inevitabile e prestabilito e che nulla di ci che
 stato fatto avrebbe potuto essere fatto altrimenti.
Mentre si avvicinavano, Nihil not che Raju aveva addosso
soltanto un paio di slip molto ridotti i quali, per
giunta, coprivano un didietro molto piccolo e un davanti
molto grande. Ebbe un'esitazione e si pass le dita fra i capelli,
scompigliandoli e lasciandosi qualche ciuffo in piedi.
Abbass lo sguardo verso Devi, che lo scrutava da sotto
in su, la testa all'indietro, le sopracciglia inarcate, piena di
aspettativa. Si tratteneva il labbro inferiore con i denti e da
quell'angolazione, con il piccolo mento per aria, la forma
del suo viso era ancora pi a cuore del solito.
Piantala di succhiarti il labbro! le disse Nihil, come
faceva anche il resto della famiglia tutto il santo giorno,
ma senza risultati. Ripeterglielo in quel momento, per,
gli fece guadagnare qualche secondo. Devi lasci andare il
labbro e attese che lui distogliesse lo sguardo, poi riprese a
succhiarlo. Faceva sempre cos quando era in ansia o aveva
sonno, e in quel momento era molto preoccupata. Raju
non sembrava proprio il tipo che sua madre potesse approvare.
Perch la mamma era generosa con gli stranieri,
certo, ma usava la testa, lei, come ripeteva spesso ai figli.
I bambini raggiunsero il cancello grigio a cui era affacciato
Raju e attraverso le sbarre videro il suo corpo diviso
in strisce e fette di carne, parte delle quali debordavano
all'esterno. Nihil riflett su cosa dire per presentarsi.
Il pensiero che gli frullava costantemente in testa, la data
di nascita di Devi, il 7 luglio - numero che preannunciava
una sfortuna la cui grandezza era solo accresciuta dalla nebulosit
della predizione -, non era certo un argomento
da affrontare con una persona che conosceva a malapena,
e di sicuro non intendeva parlarne in presenza di Devi. Si
spremette le meningi in cerca di un aneddoto condivisibile
che li facesse sembrare pi interessanti degli altri fratelli,
e, naturalmente, di ogni altro bambino della via. Noi
siamo nuovi disse alla fine, dal punto in cui lui e Devi si
erano fermati, a met strada tra il vialetto in comune con
i Silva e la propriet della Vecchia Signora Joseph, decidendosi,
alla fine, per un'informazione che era allo stesso
tempo veritiera e indiscutibilmente diversa. Raju, il Raju
disponibile, pronto, speranzoso, apr il cancello e usc in
strada, con rivoli di sudore che gli scendevano sul torso e
le cosce per lo sforzo del sollevamento pesi. I bambini rimasero
spiazzati. Se gi era inappropriato che Raju si mostrasse
loro semisvestito com'era, era molto maleducato
che si presentasse nel bel mezzo della via con indosso solo
quelli che dovevano essere i suoi indumenti intimi. Entrambi
si augurarono che la madre non decidesse di uscire
a spazzare proprio in quel momento. Sperarono anche che
la signora Silva non avesse visto Raju, perch erano certi,
pur senza avere avuto ancora occasione di scoprirlo, che
avrebbe disapprovato. Si guardarono intorno, nervosi, ma
la strada era deserta, caldissima e identica a poco prima,
e trovarono una sorta di muto conforto nel fatto che in
giorni del genere, quando la calura si scatenava in tutta la
sua virulenza, nessuno uscisse di casa se non era costretto a
farlo da un'emergenza. Nessuno eccetto, ovvio, i bambini.
Ciao! S, lo so che siete nuovi, ho visto. Ho tenuto
d'occhio casa vostra per tutto questo tempo. Giusto due
settimane fa sono stati fatti dei lavori, c'erano gli imbianchini
e via dicendo. Oggi, no? Voi siete arrivati oggi...
Sorrise a Devi. Prima ti ho visto saltare la corda.
La voce sorprendentemente melodiosa di Raju avvolse
i bambini: alzava le consonanti, le coccolava, e arieggiava
le vocali. Era diversa da qualsiasi altro suono Nihil e Devi
avessero mai sentito, e bench nelle loro vite ascoltassero
molta musica, nulla era paragonabile alla voce di Raju, al
modo in cui sgorgava dall'implacabile bruttezza del suo
corpo e dalla bocca vagamente deforme come un essere
etereo liberato nel mondo da un dio infinitamente benevolo.
Ci siamo trasferiti da Colombo Seven. Io e mio fratello
andiamo al Royal College disse Nihil. Le mie sorelle
invece vanno al Convent of the Holy Covenant. Poi
aggiunse qualche altro dettaglio, giusto in caso Raju non
sapesse di cosa stava parlando.  una scuola che sta a Colombo
Three, vicino al mare.
Oh! Oh! esclam Raju, con la voce che si faceva pi
acuta alla fine di ogni parola fino a raggiungere, per quel
che ne sapeva Nihil, almeno un Do centrale, Re, Mi e Fa
minore, se non note ancora pi difficili. Sono ottime
scuole. Le migliori. Io sono andato al St Peter's, invece
mia madre  stata anche lei alla scuola delle monache. Ci
ha provato a iscrivermi al Royal, ma non mi hanno preso.
Abitavamo troppo lontano, e comunque, aggiunse come
un dato di fatto, scuotendo la testa eravamo cattolici.
I cattolici ci sono, nella mia scuola osserv Nihil, che
non lasciava correre la minima informazione scorretta. E
cominci a elencare i nomi dei ragazzini cattolici della sua
classe. David Roberts, Tissa Vancuylumberg, Frank Speldewinde,
Dimuth de Fonseka, Norbert Pereira... Devi lo
interruppe con il suo tono cantilenante, la sua voce dolce e
convinta; le mancavano ancora un paio d'anni prima di imparare
a parlare come i suoi fratelli. Anche la mia scuola
 piena, e io sono una delle poche femmine che sono buddhiste,
musulmane e ind. Ci sedevamo sempre vicine durante
l'ora di religione e le bambine cattoliche studiavano
la Bibbia. Credo. Ma Tha, che  mio padre... nostro padre,
ha detto che hanno fatto una legge e adesso si devono insegnare
tutte le religioni in tutte le scuole. Certe scuole non
lo fanno, per, ma da un po' nella mia scuola s. Quindi
adesso al convento a me insegnano il buddhismo, mentre
le bambine musulmane imparano l'islam e...
Guarda che queste cose lui le sa gi la interruppe
Nihil, irritato da quel lungo discorso. Il passaggio delle informazioni
toccava ai pi grandi.
No, no, no, non sapevo proprio niente! Non sapevo
niente di queste cose disse Raju, con aria molto allarmata,
che era poi - lo scoprirono a tempo debito - una delle sue
due espressioni pi frequenti. Ma quando  successo?
Tha dice che  un bene, spieg Nihil in tono rassicurante
perch cos tutti possono imparare la loro religione
e nessuno  costretto a imparare quella di qualcun altro.
Vostro padre lavora per il governo?  un tipo importante?
 nel ministero dell'istruzione, per questo sa tutto
rispose Devi, non sapendo se quell'informazione confermasse
il titolo di uomo importante per suo padre, ma
orgogliosa dell'effetto che quelle tre parolone le facevano
in bocca.
 un funzionario statale spieg Nihil, senza che nessuno
l'avesse interpellato. Aveva da poco imparato che fare
il funzionario era considerato un onore e che nel paese non
ce n'erano praticamente pi, a parte quelli della generazione
di suo padre. A quanto pareva, appartenere a una categoria
sempre meno numerosa elevava di rango una persona,
e lui era felice che suo padre fosse entrato in quel gruppo
prima che qualcosa - qualsiasi cosa fosse - avesse messo la
parola fine alle iscrizioni, alle selezioni o a ogni altra procedura
usata per conferire certe onorificenze agli adulti.
Oh!  un funzionario statale? esclam Raju, gli angoli
delle labbra rivolti all'ingi in un'espressione di grande seriet.
Scosse la testa, opportunamente impressionato. Alz
gli occhi verso la casa dei bambini, che da poco era stata
ridipinta di un confortante giallo crema, un colore che
soltanto gente raffinata come quella poteva scegliere, poi
con rinnovato rispetto riport lo sguardo su Nihil e Devi.
Spostava il peso da un piede all'altro, cercando disperatamente
di pensare a qualcos'altro da dire, qualcosa che lo
rendesse simpatico a quei nuovi bambini e al loro rispettabile
padre. Gli sembravano buoni, educati e disponibili, e
lui aveva bisogno di un po' di tregua dai bambini della via
che gli davano la caccia e che lo prendevano in giro anche
quando parlavano con lui, facendogli sempre un mucchio
di domande sul sollevamento pesi e sul suo garage-palestra,
come se gliene importasse qualcosa.
Dal canto suo, Nihil sperava che Raju dicesse qualcosa
da adulto, sul fatto che ora erano vicini di casa, oppure
su di s, sugli altri bambini, qualsiasi cosa utile ad accrescere
la sua statura intorno al tavolo da pranzo, quella sera,
quando avrebbe condiviso con il resto della famiglia ci
che lui e Devi avevano scoperto riguardo al vicinato.
Ora dobbiamo tornare dentro annunci infine, dopo
aver atteso qualche istante per vedere se la forza del suo
desiderio avrebbe fatto smettere a Raju di strisciare i piedi
e lo avrebbe fatto parlare. Andiamo disse poi a Devi.
La prese per mano, cosa che non faceva spesso. Il suo affetto
per lei era un sentimento che nascondeva dietro miti
rimproveri, piuttosto che ostentarlo con gentilezze che rischiavano
di moltiplicare le sue paure trasformandole in
un'inondazione inarrestabile. Devi annod le dita a quelle
del fratello e lui sent quanto fossero sottili, percep il peso
lievissimo della sua manina. La tenne con fermezza e la
guid lontano da Raju.
A presto! grid Raju alle loro schiene che si allontanavano.
Tornate a parlare con me! Sono sempre qui.
Zio Raju. Potete chiamarmi zio Raju. Non era sicuro che
lo avessero sentito. Rimpianse di non essersi presentato
cos fin dall'inizio. Zio Raju. Suonava magnanimo. Rimpianse
di non aver raccontato ai bambini di Kala Niles, del
fatto che era una maestra di pianoforte. Di certo sarebbero
stati felici di saperlo e di scoprire, in quel modo, che anche
lui era capace di apprezzare la musica, ne capiva l'importanza
nella crescita dei bambini. Magari gli avrebbero addirittura
chiesto di presentarli a Kala Niles... Quanto sarebbe
stato bello essere proprio lui a far incontrare dei bravi bambini
con una valida insegnante! Se la prese con se stesso imprecando
fra i denti, mentre rientrava nel cancello di casa
sua, pensando a tutto ci che non aveva detto.
Rimase fuori per qualche minuto, bruciato dal sole, con
una gran voglia di pioggia, ripetendo a mente la conversazione
appena avuta e rimuginando sulle informazioni che
aveva ricevuto. Ma, per quanto a lui sembrasse fondamentale
e importantissimo, quello scambio di battute straordinariamente
civile e, a suo parere, alla pari con i due bambini
nuovi non fu seguito da nient'altro, perci Raju torn
a rinchiudersi nel suo garage. Chi se ne frega di Sonna,
pens. Sono bambini simpatici e io sar loro amico. Sar il
loro zio Raju.
Sollev diverse volte un manubrio da venti chili, come
bonus per il proprio futuro, poi lo mise gi e and in casa
in cerca del curry bianco e del riso colloso che sua madre
gli propinava regolarmente a pranzo.
...
.
...
La visita delle sorelle di Sonna.
...
.
...
Nihil e Devi non potevano sapere che un giorno Sonna,
che non avevano ancora conosciuto, con parole pronunciate
con l'intento di ferire anche se non premeditate,
avrebbe squarciato la dolce sfera delle loro vite. In quel
primo giorno, tutti concentrati su Raju, sulle sue fattezze
e sulla sua voce, erano serenamente distratti e quando le
sorelle di Sonna andarono a trovarli, quella sera, neppure
Nihil colse un qualche motivo di allarme. Le semplici, ingenue
gemelle Bolling, Rose e Dolly, divennero di fatto le
persone pi vicine ai bambini Herath, e le cose andarono
cos non solo perch si meritassero quell'amicizia - e se la
meritavano, come un dono per la loro assoluta mancanza
di malizia e cattiveria -, ma perch fecero la prima mossa
e presero l'iniziativa di quella visita, il che le distinse dagli
altri bambini troppo timidi, compresi i Silva, che si erano
tenuti accuratamente alla larga da casa Herath.
Se Sonna avesse immaginato che le sue sorelle sarebbero
state accolte in quella casa sia dalle femmine che dai
maschi - quegli stessi maschi di cui lui non conosceva
l'origine della forza -, di sicuro avrebbe costretto le gemelle
a stare a casa, perch ci che era negato a lui doveva,
ne era convinto, essere negato anche a loro. O se avesse
immaginato che nella grazia della loro amicizia molto di
ci che era sbagliato nella sua vita sarebbe stato raddrizzato,
allora avrebbe potuto accompagnarle. Invece le bambine
non gli comunicarono dove stavano andando n gli
chiesero il permesso, come lui gli aveva insegnato a fare.
Semplicemente, se la filarono approfittando di un'assenza
del fratello. Uscirono di sera, perci avevano addosso solo
lunghe tunichette di tessuto sottile e senza maniche, ma
soprattutto niente gonna sopra la biancheria.
La signora Herath stava spazzando il giardino quando
arrivarono, e in un primo momento non si accorse di loro.
Raccoglieva le foglie cadute e lunghi tratti di radici morte
con l'estremit della sua ekel broom, e in ci che raccoglieva
non vedeva sporco e decadimento, ma fertilit in
potenza. Vedeva ciuffi verdi di paleo odoroso che avrebbe
potuto sradicare dal giardino di sua madre e ripiantare
nel proprio, vedeva una siepe identica a quella con cui era
cresciuta, vedeva un muro alzarsi tra la sua casa nuova e
quella dei vicini di sinistra, i Nadesan, con i quali aveva
gi affrontato il discorso. Proprio quel mattino, quando
la signora Nadesan aveva accompagnato suo marito a fare
la conoscenza del vicinato, con un casco di banane e un
pacco di biscotti allo zenzero avvolto in carta da giornale,
la signora Herath aveva condotto la conversazione sulla
progettazione dei giardini, la sua passione, e da l era passata
alla possibilit di costruire un muro di cinta.
Ho sempre desiderato un muro su cui far correre
l'edera fino a coprirlo tutto disse, descrivendo i suoi progetti.
Un fiore rampicante? domand la signora Nadesan,
con la voce bassa e l'accento piuttosto marcato, la testa
che si muoveva leggermente seguendo il ritmo delle parole.
Come le rose di Kala?
No, no disse cortese la signora Herath, posando il
palmo della mano sul morbido avambraccio della signora
Nadesan. Sentiva il profumo e vedeva qualche lieve traccia
del talco alla gardenia che la donna si era passata sul
viso e sul collo. L'edera non fa fiori, ma  davvero una
bella pianta, vedr. Pensi, signora Nadesan, tutti i cottage
inglesi ce l'hanno. E nel nostro paese possiamo coltivare
qualsiasi cosa. Una volta piantata, l'edera si arrampicher
sul muro fino a coprirlo tutto, anche dalla sua parte. Sar
come avere un muro verde, una parete di piante!
La signora Nadesan aveva annuito con la fronte lievemente
aggrottata, colpita sia dalla profonda conoscenza
del mondo vegetale della nuova vicina, sia dall'idea del
muro verde. Era contenta di avere ritoccato il pottu rosso
disegnato sulla fronte e di essersi messa un sari come si
deve, quello verde smeraldo che di solito riservava alle visite
dei parenti. La sua thali, poi, la collana d'oro massiccio,
che le dava importanza e rappresentava allo stesso
tempo la ricchezza e il matrimonio, la faceva sentire solida,
la degna vicina di una donna come la signora Herath,
che sapeva tutto sui giardini inglesi.
La signora Herath avr presto un bellissimo giardino
disse al marito quella sera, mentre gli serviva il t senza
zucchero ma con un pezzo di kitul jaggery, la soluzione migliore
contro il diabete. Pieno di felci, fiori e siepi. Proprio
come i cottage inglesi.
Il signor Nadesan si era limitato a sorridere. Indipendentemente
da ci che ne sarebbe stato del giardino, era
felice che i nuovi vicini, per quanto non ind tamil come
avevano sperato, fossero brave persone, chiaramente
senza pregiudizi, a giudicare dalla cordialit con cui avevano
dato il benvenuto a lui e a sua moglie. Per giunta, la
signora Herath non aveva neppure chiesto di dividere il
costo di costruzione del muro. Un buon segno.
Ora, in piedi in mezzo al giardino, la signora Herath ripens
a quella conversazione. Si ferm per un attimo a
esaminare l'unico albero che cresceva nel prato davanti:
era un asoka, con il fitto fogliame verde e i grappoli di
fiori bianchi. Nihil e Devi ne avevano gi scoperto il dolce
nettare, che succhiavano come uccellini. Contempl il miracolo
della sopravvivenza di quella pianta in mezzo a
tanta trascuratezza e consider l'impatto della sua ombra
sull'erba nuova che aveva intenzione di seminare. Era ovvio
che l'asoka doveva sloggiare. Ma con cosa sarebbe stato
sostituito, e dove? La donna lanci un'occhiata all'angolo
pi distante, quello pi vicino alla casa dei Nadesan, e si
immagin un albero da frutto. Un jambul, pens. I suoi
frutti rosso scuro, il cui gusto di solito variava tra l'acquosit
priva di sapore e un'asprezza pungente, avrebbero
dato colore al giardino senza che per forza dovessero essere
mangiati, com'era abitudine nel popolo. Inoltre, l'albero
avrebbe garantito la giusta penombra per le sue piante
succulente e per le felci in vaso. Fu mentre si stava girando
per tornare all'angolo che delimitava il vialetto dalla parte
dei Silva - con un albero di fuoco, che nella sua immaginazione
gi metteva radici in quel punto - che vide le gemelle.
Stavano una accanto all'altra, ciascuna in equilibrio
su un piede e la mano sinistra in bocca, a mordicchiarsi le
unghie. Fu colta talmente di sorpresa dalla loro presenza e
dalla concentrazione con cui svolgevano quell'attivit che
le ci volle un attimo per rendersi conto che erano praticamente
nude dalla vita in gi, sotto l'orlo delle tunichette
smanicate.
E voi chi siete? domand poi, cominciando a notare
anche i dettagli meno evidenti del loro aspetto: le spalle
larghe e le ginocchia nodose, i capelli lunghi e radi, di un
castano chiaro striato, le facce ovali sporche dei resti di un
pasto recente e di quello che poteva essere - s, lo era -
fango.
Io sono Rose e lei  Dolly rispose una delle due, poi
entrambe sorrisero. Due sorrisi impacciati e provocatori
allo stesso tempo.
Che la loro vita non prevedesse ci che percepivano
come normalit nelle case altrui era un fatto che le gemelle
Bolling davano per scontato. Non erano abbastanza povere
da chiedere la carit - Solo i servi prendono ci che
gli altri scartano diceva sempre Francie, la madre - ma
non abbastanza ricche da possedere un guardaroba completo,
perci nel fine settimana di mattina andavano in giro
con le gonne, poi le appendevano ad asciugare e uscivano
senza. Il padre e il fratello si mettevano la camicia solo le
domeniche in cui andavano tutti alla chiesa pi vicina. Il
sesso in casa loro non era n speciale n segreto. Era considerato
una faccenda quotidiana di cui le bambine erano
perfettamente al corrente, anche se non veniva sbrigata
proprio sotto i loro occhi, un favore che la sorella maggiore
da grande aveva dovuto restituire, prima di andarsene
di casa. Ciononostante, le gemelle erano pur sempre
due bambine ed erano l in cerca dei nuovi membri della
loro trib, con un interesse accresciuto dalla differenza.
Dove sono i bambini? si inform Rose, dando una
gomitata a Dolly mentre parlava.
Bench il sari Kandy le desse un'aria benevola, la signora
Herath - forse perch faceva la maestra - emanava
una certa aura di riprovazione che era difficile da ignorare.
In quel preciso momento i ragazzi Silva uscirono di
casa, facendo tintinnare le monete che avevano nelle tasche
dei calzoncini. Si scambiarono qualche bisbiglio, con
il pi grande che indicava i fianchi di Rose. Suo fratello distolse
lo sguardo dopo un rapido sorriso a Dolly, che si era
voltata a guardarlo al di sopra della spalla e lo salutava calorosamente
con la mano.
Ciao, Jith! Andate al forno? gli chiese.
No rispose Jith, i cui occhi non scendevano mai al di
sotto dell'orlo della tunichetta, sforzo che gli faceva rovesciare
la testa all'indietro e sembrare gli occhi sporgenti.
Se ne stava aggrappato all'orlo della camicia che aveva addosso,
blu scozzese sbiadita, ereditata dal fratello. Andiamo
al negozio di Koral a vedere se sono arrivate le biglie
nuove. Prima non ci siamo potuti andare.
Fatecele vedere, poi esclam Dolly. Le ultime che
avete preso erano cos carine! La mia preferita era quella
gialla e viola.
Jith sorrise e fece per parlare, ma Mohan gli moll uno
scappellotto e il sorriso spar. Jith segu il fratello gi per il
vialetto e insieme scomparvero alla vista. Dolly torn a rivolgersi
alla signora Herath.
A Mohan non piacciamo. Lui non  come Jith, il pi
piccolo. Jith  simpatico. Parla sempre.
Lui parla con te precis Rose, e sorrise alla signora
Herath. A Jith gli piace Dolly, per questo le parla spieg.
Che cosa volete, bambine? si inform la signora Herath,
un tantino sopraffatta da tutte quelle complicazioni,
con l'assurda speranza che quelle due monelle le chiedessero
qualcosa di gestibile, come cubetti di ghiaccio in prestito
o una telefonata.
Vogliamo giocare con i tuoi bambini, zia disse Dolly,
lanciando un'occhiata alla casa.
Hai proprio una bella casa, zia aggiunse Rose. Belle
sedie, bello tutto, no? Si alz in punta di piedi e, appoggiandosi
alla spalla di sua sorella, sbirci in casa.
Abitate in questa via? chiese la signora Herath, ammorbidendosi
un po', anche se continuava a tenere una
mano sul fianco, e con l'altra stringeva la ekel broorn ritta
davanti a s, sia per tenersi in equilibrio, sia per evidenziare
i suoi sentimenti riguardo a quelle bambine.
Rose indic col mento verso il fondo della strada.
Siamo i Bolling, abitiamo l. La prima casa che c' sulla
destra venendo in su. La recinzione grande, hai presente?
Il pap di nostro padre e la madre di Raju erano fratello e
sorella e in pratica quando la propriet  stata divisa nostro
nonno ha ricevuto di pi, per questo abbiamo noi il
pezzo pi grosso. La vedi la recinzione? Quello che ci sta
dentro  tutto nostro.
A dire il vero siamo la seconda casa la corresse Dolly.
La prima  quella dei Bin Ahmed, i musulmani che abitano
sull'angolo con la strada pi grande. Il signor Bin Ahmed
 in pensione e la signora Bin Ahmed non ha mai
lavorato, per per il Ramadan cucina un watalappan
buonissimo. Hanno una figlia grande che lavora in banca.
Sono gentili, ma non parlano tanto, ed  per questo che
Rose non li ha contati. Comunque siamo vicini. La nostra
recinzione  in alluminio, non si pu sbagliare.
La signora Herath assimil ogni cosa: le bambine, ci
che avevano e non avevano addosso, il loro terribile modo
di parlare, cos grossolano e spezzettato, e, cosa peggiore,
la loro vicinanza. Conosceva il posto, ed era al corrente
della storia. La signora Silva, dopo aver terminato la conferenza
sui tamil della via, le aveva raccontato dei giovani
Bolling, dei loro genitori e di tutto ci che combinavano,
ma purtroppo l'aveva anche avvertita riguardo a quella famiglia,
e la signora Herath detestava qualsiasi tipo di avvertimento.
Quindi, bench non le piacessero n l'aspetto
di quelle bambine n la loro evidente ignoranza di qualunque
convenzione sociale, e anche se qualcosa le diceva
che un incoraggiamento era l'ultima cosa da dare a quelle
due... nonostante tutto, decise di mostrarsi gentile.
Be', Rose... quanti anni avete?
Quasi dieci. Li compiamo il mese prossimo. E loro?
si inform la bambina, con un cenno verso la casa. Rose
aveva una voce nasale, come se soffrisse di un brutto raffreddore;
le sue parole suonavano dense, e ogni due o tre
tirava su col naso con uno strano sbuffo, come per respirare
meglio. La signora Herath stava gi cominciando a
pentirsi. Ecco, avrebbe esposto i suoi figli al rischio di beccarsi
qualche malattia. Prese mentalmente nota di chiedere
alla donna di servizio, Kamala, di preparare un po' di kottamalli
da far bere ai bambini al posto del t della sera,
come profilassi.
Be', abbiamo quattro figli. Il pi grande  Suren, che
ha dodici anni, poi c' Rashmi, che ne ha dieci, infine Nihil
e Devi. Nihil ha nove anni e la piccola sette e mezzo. Ora
li chiamo. Si volt per entrare, ma poi si ferm e fece
dietrofront. Bambine, aspettate qui e non muovetevi.
Vado io a prenderli.
Le gemelle si scambiarono un'occhiata, poi tornarono a
guardare la signora Herath. Aveva una bella linea, quella
signora. Non era alta, ma era longilinea, snella e soda,
come un piccolo animale dai muscoli ben esercitati. Sal i
gradini rapida e decisa, sollevando con due dita l'orlo del
sari. I suoi fianchi non ancheggiavano vistosamente come
faceva il posteriore della loro madre. Il didietro della signora
Herath era beneducato, si vedeva. Eppure, nonostante
la sua raffinatezza, quella donna doveva avere buon
cuore. Non le aveva praticamente invitate a entrare?
Nessuno, in tutta la via, le aveva mai invitate in casa
propria. Perfino la Vecchia Signora Joseph, che era loro
prozia, le cacciava via quando andavano a chiedere un po'
di ghiaccio. Ma adesso avrebbero avuto degli amici, nuovi
nuovi, e pure della loro et.
Secondo te gli piaceremo? domand Dolly a sua sorella,
sputando un pezzetto di unghia che non era riuscita
a masticare.
Rose scoppi a ridere. Tu? Guarda che tu non puoi
piacere a nessuno! Hai perfino la faccia storta.
Io almeno non ho l'aluhung come te. Rise anche Dolly
per le loro disgrazie condivise, e per l'assurda speranza di
una vera amicizia.
Comunque comincia a migliorare ribatt Rose, che
riponeva qualche speranza nel trattamento ayurvedico trovato
dalla madre per curare le macchie chiare che le costellavano
la schiena e si diffondevano a casaccio, disegnando
come una specie di pizzo strappato.
Fece per staccarsi dalla sorella e mentre si spostava
colse un movimento con la coda dell'occhio. Era un movimento
pieno di colore e di pace. Stanno arrivando. Oddio.
Guarda, Dolly, guarda come sono vestite bene. Ma
perch soltanto le femmine?
I maschi dove sono, zia? chiese Dolly con un sorriso.
La signora Herath ignor la domanda. Ragazze, se vi
possono far comodo vi do un paio di gonne in pi...
Non ce n' bisogno, zia, le abbiamo. Se venivamo di
mattina la gonna ce l'avevamo disse Rose, per poi mettersi
a ridacchiare. Non ci credi? domand, tra gioiosi
scoppi di risa. Tu non ci credi, eh, lo so! Ma guarda che
 vero! Siamo cos, noi. Puoi chiederglielo alla mamma, se
vuoi. Te lo dice pure lei. E riprese a ridere.
Non importa che le abbiate, per adesso mettetevi addosso
queste insistette la signora Herath, tendendo loro
le gonne. Le gemelle esitarono, spostando lo sguardo dagli
indumenti alle bambine Herath, come a chiedersi se
valesse la pena di fare lo sforzo. Poi Dolly fece un passo
avanti e prese le gonne. Ne pass una alla sorella e ne
tenne una per s.
Gliele riportiamo dopo disse Dolly.
No, no, bambine, potete tenerle. Tanto per averne una
in pi. Per la sera... s, voglio dire, visto che per la mattina
ce l'avete gi. La signora Herath era infastidita dal proprio
tono cantilenante e spezzettato. Stava imitando il loro modo
di parlare per convincerle, e non era sua abitudine. Per lei
era normale chiedere qualcosa e vedere i suoi alunni, i figli
e perfino il marito che - semplicemente - si alzavano e facevano
ci che aveva ordinato. Ma cos'avevano, quelle ragazzine?
Rivolse un pensiero risentito alla signora Silva, per
averle in un certo senso imposto quella linea di condotta.
Aspett con impazienza che le gemelle si infilassero
la gonna, appoggiandosi l'una all'altra per non perdere
l'equilibrio, poi chiam fuori i figli maschi.
I ragazzi Herath si schierarono davanti alla madre, che
pos i palmi sulle spalle dei due figli maggiori alle estremit
della fila. Sembravano uno stormo d'angeli alle gemelle
Bolling, i cui sorrisi si accesero immediatamente, per
spegnersi subito dopo, pi volte, per il timore reverenziale
che provavano. Rose e Dolly sarebbero giunte a convincersi
che solo una volta, una soltanto, avevano conosciuto
un vero stato di grazia, e che la grazia rimasta nei loro ricordi
giungeva da quei quattro bambini. Per il momento,
tuttavia, erano solo senza parole per lo stupore.
Venite dentro disse Rashmi e prese per mano Rose.
Dolly sent afferrare la propria da una manina pi piccola.
Era Devi.
Per la prima volta nella loro vita le gemelle si sentivano
intimidite. Salirono con reverenza i cinque gradini che
portavano alla veranda di casa Herath e si pulirono i piedi
con energia sullo zerbino di cocco davanti alla porta.
Possiamo giocare fuori se preferisci, zia disse Rose,
piena di gratitudine, alla signora Herath.
No, non c' problema rispose la donna. Potete entrare.
Aveva il cuore gonfio di gioia mentre pronunciava quelle
parole. Si sentiva buona. Lei era buona. E avrebbe fatto
cose buone. Avrebbe trasformato quelle bambine. Rimase
a osservare il gruppo finch l'ultimo bambino fu scomparso
dentro casa, poi torn a occuparsi del suo giardino.
...
.
...
Raccontare segreti.
...
.
...
Nella camera delle ragazze, i bambini si guardavano gli
uni gli altri: gli Herath seduti sul letto di Rashmi, le gemelle
su quello di Devi. Rose faceva respiri profondi, inalando
l'odore della stanza, un miscuglio di sapone al legno
di sandalo, cipria profumata e aria aperta. Dolly si
limitava a guardare tutto: l'almirah con le doppie porte e
lo specchio a figura intera, il tavolino da toeletta con due
pettini e un piccolo assortimento di trucchi Pears, vasetti
di cipria, acqua di colonia, e poi la scrivania con due sedie
vicino alla finestra, met immacolata e met coperta
da un ammasso di libri e fogli; in giro non si vedeva una
sola ragnatela, neppure negli angoli pi remoti del soffitto.
Guard le ragazze Herath. Le sembrava appropriato che
una stanza come quella appartenesse a ragazze cos, che indossavano
gonne e camicette abbinate - con un pizzo di
cotone sull'orlo e intorno al collo -, i piedi sempre pulitissimi
e infilati in un paio di ciabattine.
Alle gemelle i bambini Herath sembravano stupendi
anche solo per quanto erano diversi da loro in ci che c'era
di pi visibile: la pulizia e l'ordine. Rashmi e Devi avevano
entrambe i capelli tagliati alla perfezione, che si sollevavano
in piccole onde sulla fronte, incorniciando il volto,
e i maschi indossavano camicie dal colletto ben stirato,
nelle quali apparivano perfettamente a proprio agio con
se stessi e con il mondo. Quando ne parlarono, pi tardi,
le gemelle non si trovarono d'accordo. Per Dolly, Nihil e
Rashmi erano rispettivamente il pi bello e la pi carina.
Gli occhi sono stupendi, disse. Hai visto come le hanno lunghe
le ciglia? A Rose, invece, piacevano Suren e Devi. Mai
visto sorrisi cos, disse, come se tutto il mondo  buono.
I quattro Herath si erano trovati davanti due ragazzine
scarmigliate, grossolane, sporche, le unghie delle mani
mangiucchiate, le unghie dei piedi incrostate di terra. Ma
pur non riuscendo a dare un nome a quella sensazione,
avevano anche sentito l'innocenza che si schierava davanti
a loro. Avevano visto due amiche. Se si desse una bella lavata,
Dolly sarebbe abbastanza carina, disse Rashmi pi
tardi. Rose avrebbe una bella voce, se solo qualcuno le insegnasse
a cantare come si deve, comment Suren.
Alla fine Devi non riusc pi a trattenere la curiosit,
si alz, si avvicin alle gemelle, si arrampic sul letto accanto
a loro e si mise a esaminare i capelli di Dolly che, al
contrario del suo taglio corto e ordinato, penzolavano fino
alla vita in un'opaca sfumatura marrone. Con l'altra mano
la piccola prese una ciocca dei capelli di Rose, per confrontarli.
I capelli delle gemelle erano identici, decise alla
fine: stesso colore, stesso peso. Si pass le dita fra i suoi,
poi prov a fare la stessa cosa con le due teste che aveva di
fronte, ma non riusc. Le dita rimasero impigliate e le gemelle
sussultarono.
Ti posso pettinare? chiese Devi a Rose, tra le due
quella che la intimidiva meno.
Se ti va, rispose Rose ma anche la mamma non lo
sopporta di pettinarmi. Sempre pieni di nodi, i miei capelli.
Devi salt gi dal letto, and a prendere il suo pettine,
poi ci ripens e prese invece quello di sua sorella. Era pi
grande e aveva i denti pi larghi e, in ogni caso, qualsiasi
oggetto appartenesse a Rashmi era sempre meglio.
Cominci dalle punte dei capelli e risal a poco a poco
verso la testa, come aveva visto fare da sua madre quando
scioglieva la crocchia e lasciava cadere i suoi lunghissimi
capelli gi, gi, gi, fino alle ginocchia. Una volta - sua
madre non era in casa - si era arrampicata fino all'ultimo
ripiano dell'almirah della mamma per guardare la faccia
triste di Ges su una cartolina infilata sul fondo del ripiano
superiore e le si erano impigliate le dita nella piega di uno
dei sari buoni di sua madre: l'intera pigna era scivolata
gi, facendola cadere a terra. Quel giorno, in quel momento,
Devi aveva deciso che la sensazione provata mentre,
una dopo l'altra, le sete le scivolavano addosso, aperte
come fiori di loto, e si riversavano su di lei fino a coprirle il
corpo e la testa... quella era la sensazione del lusso. Aveva
in mente di farsi crescere i capelli come sua madre, per poter
tenere con s quella sensazione e portarla ovunque andasse,
una cascata scintillante che la circondava come una
protezione speciale. L'avrebbe fatto appena avesse compiuto
nove anni, ovvero appena sua madre le avesse dato il
permesso di far crescere i capelli.
Lavorando a lungo sulla testa di Rose, Devi si rese conto
che certi tipi di capelli potevano essere tranquillamente
considerati l'opposto della seta. Kohu, pens. S, era una
buona approssimazione per i ciuffi che giacevano inerti,
ispidi e senza carattere nella sua mano, proprio come le
fibre che Kamala strappava dai cocchi semisbucciati o
che cadevano dalla scopa che teneva in cucina. Se Rose,
per, li avesse lavati - come facevano lei e Rashmi - con
un po' di shampoo Sunsilk alle proteine dell'uovo oppure,
solo ogni tanto, con quello dello speciale flacone di Finesse
che una delle studentesse della mamma aveva portato
dall'America, allora forse anche i suoi capelli sarebbero
diventati belli.
Stava proprio per suggerirglielo, convinta che con la
determinazione si potessero migliorare anche le cose pi
sgradevoli, quando Rose parl.
Certo che voi qua, tra tutti, non  che parlate tanto
disse, rivolgendo un sorriso gentile agli altri tre giovani
Herath.
In casa nostra si parla sempre. Mioddio, quanto si
parla, no, Dolly? La mamma e il pap parlano, parlano,
parlano, e poi finisce che litigano. I vostri genitori litigano?
Non era una domanda alla quale, per una volta, Nihil
potesse rispondere con sincerit. Non che i suoi non litigassero;
il fatto era che le loro discussioni venivano regolarmente
complicate dal racconto del mattino dopo, a
voci alternate e spesso contraddittorie. Secondo la madre,
delle due l'una: il padre era sempre o uno stupido sventato
o comunque-un-brav'uomo. Per quanto riguardava il padre,
invece, non c'era mai stato nessun litigio, o, se c'era
stato, si era trattato di un normalissimo scambio di idee, la
cui essenza riconduceva sempre, come un fiume deviato
che ritrova l'antico letto, alle decisioni del governo e, dopo
un furioso turbinare, fluiva fino alla radice di tutti i mali:
la CIA. Quelle serate erano costellate dalle interruzioni di
sua madre, che prorompeva in God Bless America, My
Country 'Tis of Thee, God Save the Queen, e qualche volta,
tanto per cambiare un po', pensava Nihil, The Maple Leaf
Forever, inni che la signora Herath aveva annodato con
cura alle corde vocali di ciascuno dei suoi figli, tutti dotati
di un dono innato per la musica. Discussioni cos, in cui si
cantava di continuo, potevano essere definite litigi? Nihil
non aveva una risposta.
Accanto a lui, Suren cominci a canticchiare a bocca
chiusa, e poi, pian piano, a cantare:
In Days of yore,
From Britain's shore
Wolfe the dauntless hero came
Andplanted firm Britannia's flag
On Canada's fair domain.
Here may it wave,
Our boast, our pride
And joined in love together,
The thistle, shamrock, rose entwined,
The Maple Leaf Forever.
Che bella voce! disse Dolly, senza sorridere. Il che,
nel caso delle gemelle Bolling, significava timore reverenziale.
Nella nostra via soltanto Kala Niles conosce la musica.
Loro sono tamil. Suo padre non va mai da nessuna
parte, ma Raju dice che ci sente benissimo proprio perch
non si pu muovere. Kala Niles fa la maestra di musica.
A casa sua ci vanno dei bambini che non sono di qui
a fare lezione per imparare. E poi c' il figlio dei Sansoni,
Tony Sansoni, in cima alla strada. Secondo me lui ce l'ha
una chitarra, per non l'abbiamo mai sentito suonare. Abbiamo
sentito soltanto Kala Niles.
Ogni giorno lei si esercita e noi ascoltiamo aggiunse
Rose. Non andiamo troppo vicino alla casa. A loro non
gli piace. Voi l'avete sentita suonare?
Suren annu. Il pianoforte di Kala Niles era stato il
primo a fargli capire che quel trasloco sarebbe stato una
buona cosa, e anche se non aveva ancora conosciuto Kala
Niles, il ragazzo aveva indovinato nei suoi arrangiamenti
preferiti - la Patetica di Beethoven, per esempio, con le sue
ripetute dissonanze e risoluzioni - un orecchio fine e una
personalit complessa.
Dolly gli chiese di cantare un'altra canzone e Suren,
cortese, inton qualche verso di Hey Jude e Yesterday, due
canzoni che lui e Nihil avevano imparato ascoltando alla
radio la Beatles Hour per una settimana consecutiva.
Oh, che belle. Mi fanno venire la tristezza disse Dolly
con un sospiro. Con queste voci avrete pure vinto dei
premi, no? Potreste andare pure alla radio. C'avete provato?
Glielo dovete dire ai vostri genitori di provare, no?
Mi sa che loro vi possono mandare. Da quelli della radio.
Alla SLBC.
Rose, che fino a quel momento aveva alternativamente
tambureggiato e carezzato la coperta di cotone verde del
letto di Devi, diede manforte alla gemella. La Velona Hit
Parade trasmette tutte le canzoni famose. Quelle delle pop-
star americane. Ma voi cantate benissimo. Da grandi potete
fondare un gruppo. Voi cantate, noi balliamo e diede
una spinta alla sorella, mentre lo diceva. S, lei sa ballare.
E sono capace anch'io. Cos, guardate... Rose si alz e cominci
a roteare i fianchi, con le mani per aria.
Rashmi non bad allo stile della danza. Era troppo...
cosa? Decisamente troppo volgare, stabil. Ecco la parola
giusta. Fra i ragazzi Herath, Rashmi eccelleva per l'incessante
ricerca della perfezione: le sue dita si posavano sui
tasti del pianoforte con la curvatura esatta, la sua voce saliva
di tono ma solo quanto richiesto da ogni singola nota,
e quando danzava, come faceva durante le lezioni di danze
orientali, i suoi passi seguivano sempre con la massima
precisione il ritmo dei tamburi. Ma come accade di solito
con l'estrema perfezione, le esibizioni della ragazzina mancavano
di gioia. Dal canto loro, Rose e Dolly mostravano
un eccesso di energia incontrollata e si muovevano come
canne al vento, agitandosi e oscillando in un'interpretazione
del tutto fuori tempo di Ra Ra Rasputin, di Boney M.,
che all'epoca era in testa alla Velona Hit Parade.
Non credo che i nostri genitori sarebbero d'accordo
di vedermi in una band osserv Suren, con la sua voce
bassa. Aveva sempre parlato cos, perch fin da piccolissimo
aveva capito che quanto pi parlava a voce bassa,
tanto pi avrebbe ottenuto attenzione dai fratelli e perfino,
talvolta, dai genitori.
Rose smise di ballare. Allora non aspettarli! proclam.
Nostra sorella Sophia non ha mica aspettato di sapere cosa
ne pensavano i nostri. Si  trovata un ragazzo, e neanche
un burgher, ma un tamil ind, e se n' andata via di casa in
piena notte. E guarda che c'aveva solo quindici anni.
La ragazzina si lasci cadere sul letto di Devi mentre
parlava, e cominci a farsi aria con la maglietta. Curv le
spalle e la parte della pancia che spuntava oltre la cintura
della vecchia gonna di Rashmi le si pos dolcemente in
grembo come un cucciolo in cerca di consolazione.
Sentito?  cos che ha fatto Sophia. Lo puoi fare anche
tu. Con una voce come quella, a me non mi fermerebbe
nessuno. Giusto, Dolly? Farei dei film. Andrei a
Hollywood! E si lasci cadere all'indietro sul letto, ridacchiando.
Devi gir intorno a Rose per sistemare la maglietta e coprirle
la pancia, poi la spinse per farla rimettere seduta e
ricominciare a pettinarle i capelli. Di nuovo, per, mentre
le raccomandava di usare uno shampoo fu interrotta, stavolta
dalla sorella maggiore.
Sophia poi  tornata? chiese Rashmi, con una voce
che tradiva lo shock di quella notizia.
Altroch disse Dolly. Quella non fa che tornare.
Ogni volta che litiga col suo uomo se ne torna a casa, ma
non si ferma. Viene per quel giorno e se ne va prima di
sera. Sono follemente innamorati, quei due. Puoi giurarci.
Si capisce da tutti i lividi che ha sulle braccia. Dice che
ogni volta lui la prende per le braccia e le dice di non andarsene.
Hanno gi tre bambini. E un altro in arrivo. Speriamo
che siano gemelli, come noi.
La tenda della porta si mosse e tutti i ragazzi guardarono
da quella parte. Kamala infil dentro la testa. I suoi
occhi si posarono sulle sei facce, ma la domanda era indirizzata
a Rashmi: Baba, porto un t per loro due?.
S, Kamala. Porta del t e... ci sono biscotti?
Kamala fece segno di s con la testa e se ne and. La domanda
era una semplice questione di cortesia - il t era gi
stato preparato -, perch la donna torn quasi immediatamente
con sei tazze e dei biscotti Maliban ben sistemati in
cerchio su un piattino azzurro. Rashmi not con la soddisfazione
di una vera padrona di casa che ce n'erano sei per
tipo: biscotti al cioccolato, wafer alla crema, sfogliatine al
limone e frollini al latte.
Le gemelle si scambiarono uno sguardo. Non avevano
mai avuto una vera domestica, da loro, e nessuno aveva mai
servito il t in tazze con il piattino abbinato, n si prendevano
la briga di disporre i biscotti su un piatto, e di certo
non possedevano un vassoio. Per giunta, a casa loro il cibo
era sempre un problema, perch non ce n'era mai abbastanza
da poterlo dividere in parti uguali, e questo significava
che - come i genitori insistevano a dire - gli toccava
giocarsela fra loro. L, invece, c'era una porzione uguale
di tutto per tutti. Si misero sedute dritte e incrociarono le
gambe come aveva fatto Rashmi prima di alzarsi per dare a
ciascuno la tazza e prendere infine la propria.
Se usi un po' di shampoo tipo il Sunsilk alle proteine
d'uovo, i capelli ti diventeranno molto pi belli! esclam
Devi, che ottenne solo di essere zittita dagli altri tre.
Non  una cosa carina da dire, Devi la riprese Rashmi.
Dovresti scusarti con Rose. Subito.
Devi chin il capo, nascondendo gli occhi dietro una
cortina di capelli ondulati. Stavo solo cercando di aiutarla
a essere come noi disse.
Rose rise. Mioddio, non potrei diventare come voi nemmeno
fra un milione di anni! Non c' bisogno che ti scusi.
Io ho sempre i capelli conciati cos. Lo shampoo non ce
l'abbiamo, quindi uso il sapone per lavarli, e anche quello
solo se siamo fortunati  Rexona. Altrimenti Lifebuoy.
A quella notizia tutti gli Herath ammutolirono. Non
avere lo shampoo era una cosa, ma dover usare quello che
la loro madre definiva il sapone degli operai per lavarsi
i capelli, be', era davvero al di l di ogni immaginazione.
Devi decise di regalare alle gemelle le due confezioni speciali
di Sunsilk in omaggio col flacone che la mamma aveva
comprato per loro e che Devi aveva tenuto da parte per il
puro gusto di far scivolare fra i palmi delle mani le bustine
morbide e panciute. Non le importava cosa ne pensava
Rashmi; se lei fosse stata Rose o Dolly avrebbe tanto voluto
che qualcuno le regalasse un po' di shampoo Sunsilk.
Sistem i suoi biscotti in un cerchio perfetto sul piattino
e separ le due met del biscotto al cioccolato. Se lo port
alla bocca per grattare via la crema con i denti, ma Rashmi
le tocc il braccio e scosse la testa. No. Devi ubbid, rimise
insieme le due parti del biscotto e ne prese educatamente
un bocconcino.
Avete anche dei fratelli o solo una sorella? chiese
Nihil dopo un lungo silenzio, durante il quale anche lui rimise
insieme il suo biscotto al cioccolato prima che Rashmi
si accorgesse che si stava comportando male.
Un fratello. Sonna. Ma  fuori rispose Dolly.
Fuori? In che senso? domand Suren.
Dolly si strinse nelle spalle.
 il ragazzo alto che stava vicino a zio Raju? chiese
Devi.
Se gridava o sembrava arrabbiato, allora era lui rispose
Dolly. Stava gridando?
No, non gridava disse Rashmi, pensando al ragazzo
che aveva guardato lei e i suoi fratelli nella tarda mattinata
e anche per parte del pomeriggio. Avrebbe voluto dire agli
altri che secondo lei era un bel tipo, ma le sembrava inappropriato,
data la presenza delle sorelle del ragazzo. Perci
si limit a menzionare l'unica altra cosa che aveva notato.
Sembrava triste.
Le gemelle scoppiarono in una risata talmente selvaggia
che anche i bambini Herath cominciarono a sorridere. Il
nostro Sonna? Triste? Tu devi essere matta! disse Rose
sghignazzando.
Quello fa solamente due cose, spieg Dolly tartassa
noi due e litiga con nostro padre.
E picchia Raju, non te lo scordare! aggiunse Rose.
La conversazione scivol su altri argomenti e ci volle
poco perch succedesse ci che capita a tutti i bambini: i
sei cominciarono con totale sfacciataggine a raccontarsi segreti,
certi che qualsiasi cosa fosse stata detta sarebbe rimasta
confidenziale.
Rose rivel che la sua pi grande paura era che Sonna
litigasse con il padre e venisse ammazzato di botte, mentre
il suo pi grande sogno era battere il record mondiale di
permanenza su un piede solo su un palcoscenico a Viharamahadevi Park,
traguardo che sentiva assolutamente nelle sue possibilit.
Dolly disse: A me non piacciono i Silva che stanno qui
accanto, ma Jith s. Ma non riesco mai a parlare un po' con
lui perch la signora Silva non lo lascia mai venire fuori a
giocare con noi. E nemmeno Mohan lo lascia parlare con
noi. Jith mi piace. Mi piace un sacco. Rose ridacchi a
quel segreto, di cui lei conosceva ovviamente ogni dettaglio,
e Dolly le diede un pizzicotto sul braccio. E poi,
vorrei che Sophia tornasse a casa e ci restasse, continu
Dolly ma visto che lei non c', sono felice di essere una
gemella. Perch a lei suo fratello non piaceva. No, non le
piaceva neanche un po'.
La dichiarazione di Suren fu talmente chiara che nessuno
gli chiese spiegazioni: voleva che la sua vita cominciasse
e finisse ogni giorno con la musica e nient'altro, e
voleva che non ci fossero pi n matematica n scacchi, in
mezzo, ma solo altra musica.
Rashmi confid che intendeva raggiungere il rango di
prefetto nella sua scuola di suore, poi andare all'universit
e diventare medico, sposarsi e costruirsi una famiglia
con due figli maschi e due femmine insieme al marito ingegnere,
il quale avrebbe fatto in modo che nella loro casa ci
fosse abbastanza spazio da ospitare i suoi genitori anziani,
la cui senilit e la cui morte lei avrebbe assistito e pianto
adeguatamente.
Un giorno io giocher a cricket nella prima squadra
del Royal annunci Nihil nel silenzio che segu le parole
di sua sorella Rashmi, pi una rivelazione vera e propria
che una semplice aspirazione. E poi voglio anche che
Devi cresca in fretta e arrivi presto ad avere cinquant'anni,
cos potr finalmente smettere di preoccuparmi per lei. E
mentre lo diceva evit di guardare sia Suren che Rashmi,
ma mise un braccio intorno alle spalle di Devi, che ora era
seduta accanto a lui, e quelle parole e quel gesto diedero
alle gemelle Bolling la sensazione di essere state accolte
in un club molto privato. Perci dissero che anche loro
avrebbero controllato Devi, visto che ovviamente ne aveva
bisogno, dato che era la pi piccola di tutti e via dicendo.
Io ho tre quaderni, uno per i fiori, uno per le foto
strappate dalla pagina dei bambini nel SatMag che arriva
ogni weekend, e poi uno per scriverci sopra, ma  ancora
tutto bianco, perch non so cos' abbastanza importante
da scriverci disse Devi, e questa dichiarazione fu
seguita da una confessione che le sgorg dalla gola senza
che se ne rendesse conto. Una volta ho mangiato tutto
il sacchetto di hoonu bittara che zia Saddha mi aveva dato
da dividere con tutti voi, ma ormai sono gi due anni che
mi dispiace moltissimo, quindi non vi dovreste arrabbiare
con me, ecco e affond la testa in grembo a Rashmi, facendo
ridere tutti.
Mentre quelle storie venivano condivise nella camera
delle sue figlie, la signora Herath, sentendosi leggermente
sollevata dalla prospettiva del merito che le sarebbe stato
riconosciuto in futuro, canticchiava una vecchia canzone
d'amore, prendendosi cura del suo giardino. Kamala, la
domestica, era impegnata a lavare le tazze del t e, dietro
le insistenze di sua moglie, Lucas si preparava ad avventurarsi
oltre la soglia di casa per andare a presentarsi ai nuovi
arrivati.
...
.
...
Il custode di Sai Mal Lane.
...
.
...
Sai Mal Lane si chiamava cos per via degli alberi di sai mal
che crescevano nel quartiere e si raccoglievano in un boschetto
all'estremit chiusa della via. Quando gli Herath
traslocarono l, il boschetto era visibile ma non accessibile.
Era recintato da una barriera di filo spinato, nell'attesa che
le autorit decidessero se far passare di l una superstrada.
Una lunga discussione che avrebbe avuto una conclusione
favorevole per Sai Mal Lane proprio grazie a quegli alberi,
la cui bellezza e il cui significato religioso bloccarono definitivamente
ogni progetto di espansione, anche se poi ci
volle un bel po' prima che il filo spinato venisse rimosso.
La via si trovava pi o meno a mezzo miglio dal ponte
Pamankade-Dehiwela, il che la faceva rientrare, anche se a
malapena, nel territorio della citt capitale, Colombo. Era
un piccolo quartiere residenziale e tranquillo, che risultava
ancora pi calmo in confronto al traffico dell'affollata
strada principale, che intersecava Sai Mal Lane a un'estremit.
I veicoli che sfrecciavano lungo lo stradone non svoltavano
quasi mai nella via minore. Si limitavano a correre
via, trascinandosi dietro il furioso rumore della loro velocit.
A destra, su quella grande strada, c'era una curva a
gomito intorno alla quale gli autobus si rincorrevano, impazienti
di caricare i passeggeri, senza farne scendere quasi
mai. Sulla sinistra, invece, c'era la fermata del 120, dove
sostavano anche, con minore frequenza, il 135, il 116 e il
107, oltre al quasi mitico 109, del quale nessuno conosceva
il percorso, ma nella cui pancia vuota tutti i bambini smaniavano
di entrare, anche solo per viaggiare per un paio di
fermate in una direzione qualsiasi.
Dalla parte opposta dello stradone c'era un terreno abbandonato,
che giorno dopo giorno restava nello stato
di sporcizia e generale trascuratezza preferito dalla proprietaria,
la signora Ratwatte. La donna, vedova, dirigeva
un laboratorio di batik. Pretendeva di trasmettere un'impressione
di declino e problemi economici quando, con la
tipica andatura data dalle sue gambe arcuate, tallonava le
sue operaie - per lo pi giovani ragazze tamil provenienti
dalle piantagioni di t del Nord del paese - a un ritmo tale
da nauseare chi le osservava, e intanto guadagnava soldi
a palate con le creazioni artigianali che raffiguravano pavoni
blu-verdi e danzatrici Kandy rosso-arancio, destinate
ai negozi per turisti.
Nella messinscena della signora Ratwatte per sviare lo
sguardo dell'occhio del male era inclusa anche l'assegnazione
di una baracca a Lucas e a sua moglie, Alice, nell'angolo
pi remoto della propriet, unita a un magro contributo
in denaro. Nella sua mente quei due erano straccioni
rispettabili, gente che, si diceva, la rendeva ogni giorno
pi meritevole nell'altra vita. Ma erano anche utili, in virt
del loro aspetto miserevole, per dissuadere chiunque altro
dall'accamparsi nelle zone inutilizzate della sua terra.
Come la sua benefattrice, anche Alice aveva le gambe
storte. Inoltre, condivideva con la signora Ratwatte
l'espressione di costante sdegno per ci che il mondo le
perpetrava intorno. Nel caso di Alice, quello sguardo era
puntato quasi esclusivamente sul marito, Lucas. Se aumentava
il prezzo del pane, era perch lui aveva dato il suo
voto al nuovo governo. Se il traffico era frenetico e non le
permetteva di attraversare la strada, era perch lui aveva
deciso di accettare la carit. E cos via.
Quella sera, tuttavia, Alice era di buonumore. Era arrivata
una nuova famiglia e per lei si presentava anche la
prospettiva di un avanzamento gerarchico. I Silva, per i
quali non aveva mai nutrito grande interesse e che, in cambio,
non avevano mai degnato di uno sguardo n lei n suo
marito, ora avrebbero potuto essere ignorati in modo ancora
pi evidente quando lei, Alice, fosse entrata e uscita
dalla casa accanto alla loro in qualit - poco ma sicuro -
di gradita ospite. Quella era un'occasione impagabile per
dar vita a una storia nuova di zecca che spiegasse la sua situazione,
e forse poteva diventare addirittura un'opportunit
di lavoro, se i nuovi arrivati avessero avuto bisogno di
lei e se lei fosse stata in vena di generosit. S, poteva cucinare
per loro, qualche volta, o dare una mano in un momento
di bisogno; quando una domestica fissa se ne fosse
andata senza preavviso lei avrebbe potuto sostituirla. Ma
innanzitutto doveva essere presentata alla famiglia come si
doveva e le presentazioni erano sempre gestite meglio da
suo marito. Aveva gi cucinato tre pasti completi di riso e
sambol, due dei quali con pesce secco, per convincerlo a
darsi una mossa. Aveva anche affrontato la questione della
solidariet, perch quelli non erano soltanto nuovi ma,
aveva sentito dire, cingalesi buddhisti.
Se non ci vai oggi, ci andr qualcun altro protest, accovacciandosi
vicino al rubinetto che spuntava dalla parete
dietro la baracca e mettendosi a grattare per bene un cuociriso
di coccio annerito dal fuoco. Ci manca solo che donne
musulmane o tamil di Elakandiya ci battano sul tempo.
Lucas valut la possibilit che qualche poveraccio degli
slum andasse a offrire i propri servizi agli Herath. Improbabile,
concluse. Gli Herath erano troppo nuovi. Fece
schioccare i denti posteriori, liquidando cos le angosce
della moglie. Non c' fretta. Non ci va nessuno, per ora.
Non sono qui neanche da un giorno... disse, mettendosi
seduto sulla loro unica panca a fumare il beedi.
Alice si risucchi le guance, esasperata. Aveva sempre
saputo di avere sposato uno stupido ed era convinta
che, per quanto l'aspetto pi gradevole del marito e le sue
gambe dritte compensassero i difetti estetici che la caratterizzavano,
il suo albero genealogico non era neanche paragonabile
al suo.
E aspetta, allora. Entro domani al massimo la signora
Silva avr gi rifilato ai nuovi arrivati un mucchio di bugie
e quelli non vorranno avere niente a che fare con noi.
Aspetta, aspetta sbott Alice. Di solito invocare lo spettro
dei pettegolezzi era sufficiente a galvanizzare Lucas,
ma stavolta fu necessaria un'ulteriore dichiarazione. Oppure,
peggio ancora, se li prenderanno i lansi e a quel
punto chi potr aiutarli?
Al che Lucas spense con cura il suo beedi, infil la met rimasta
nella copertura di paglia della veranda per poterla recuperare
in seguito, e se ne and senza dire una parola.
Ma di preciso cos'era, dei Bolling, che indisponeva
tanto i loro pari, Lucas e Alice, quanto i Silva? La povert,
e l'ovvia trascuratezza che ne conseguiva, certo, ma Francie
Bolling, che un tempo era stata una stella del cinema, e
Jimmy Bolling, ex Mister Sri Lanka, avevano fatto di peggio:
non avevano sfruttato tutto il loro potenziale. Pubblicitari,
agenti e impresari di concorsi di bellezza, registi
e cineasti si erano volatilizzati alla nascita del loro primo
figlio e, a confermare il fatto che il sole della loro gloria
era definitivamente tramontato, un incidente imprevedibile
aveva lasciato a Jimmy Bolling un braccio sinistro rovinato,
che lui portava sempre piegato all'altezza della vita,
e l'arto perdeva sempre pi forza, anno dopo anno, finch
non sembr pi quel che era, ma piuttosto un ramo contorto
e nodoso. Non restarono altro che il ricordo di un
periodo fortunato e felice, e un futuro di completo anonimato,
anni e anni senza speranza n opportunit.
Jimmy Bolling aveva sperato che uno dei suoi figli bissasse
la gloria di cui lui e la moglie avevano goduto, ma
non era stato cos. Sophia aveva completamente ignorato
i concorsi di bellezza, Rose e Dolly erano ordinarie e di
struttura cos robusta che gente come la signora Silva le
paragonava a due piccoli buoi, mentre Sonna, dal punto di
vista di Jimmy Bolling, non era altro che un buono a nulla.
Lucas pensava tutte queste cose mentre camminava,
procedendo con cautela tra il fango e i detriti sparsi sul
terreno recintato. Neppure lui, per quanto passivo e indifferente,
poteva sopportare l'idea di non intervenire mentre
i Bolling si ingraziavano la nuova famiglia. No, era semplicemente
inaccettabile. Gli Herath avevano bisogno di
qualcuno che li proteggesse e ovviamente quel compito sarebbe
toccato a lui, come molti altri, in Sai Mal Lane.
Nonostante tutta l'importanza che si dava, Lucas era
un uomo fragile. Era stretto dalla testa ai piedi, con qualche
ciuffo sparso di capelli e peli grigi sul capo e sul petto,
braccia e gambe lunghe e ossute e un modo di strisciare i
piedi che Sonna definiva gamba pigra ogni volta che lo
incrociava. Inoltre, bench un attimo dopo avere attraversato
lo stradone ed essere giunto in fondo a Sai Mal Lane
si ricordasse sempre di srotolare il sarong dalla mezza misura
sopra il ginocchio fino alle caviglie, non c'era modo di
dissimulare il fatto che Lucas non era, nell'aspetto, il tipo
d'uomo che veniva preso sul serio dalla gente seria.
Sicuro delle proprie percezioni, tuttavia, mentre si sistemava
il sarong, quel mattino, Lucas si godeva la qualit ancora
sconosciuta dei nuovi arrivati. Le preoccupazioni di
sua moglie attendevano solo il momento giusto per esplodere,
lo sentiva, poich Alice di solito tendeva a lasciare
che la sua depressione prendesse il sopravvento e cominciava
a maledire chiunque incontrasse, dando per scontato
che esistesse un oscuro ordine universale che lei non aveva
la possibilit di dominare.
Dovette aspettare a lungo prima di riuscire ad attraversare
lo stradone trafficato, ma non gli dispiacque. Quello
era vero lavoro. Stava andando in un certo posto con uno
scopo preciso.
Ehil, signor Lucas! Dove vai di bello? grid Sonna
Bolling dalla porta della casa di suo padre. Si era tolto i
vestiti della domenica, quelli che usava per andare in chiesa,
e se ne stava appoggiato contro lo stipite con addosso un
paio di jeans e le bretelle flosce incrociate sul torace nudo.
Lucas alz lo sguardo, mentre passava, e fu colpito da
quello che gli sembr un tatuaggio sulla pancia di Sonna: un
pugno di serpenti che si contorcevano e le cui teste, in qualche
caso, sparivano sotto la cintura. Il tatuaggio era rosso e
blu. Non era un vero tatuaggio, ma semplice inchiostro colorato
preso da alcune penne a sfera con cui Sonna aveva
disegnato un'immagine, molto realistica e ben eseguita per
la verit, nel tentativo di nascondere quattro cicatrici poste
a distanza regolare l'una dall'altra che gli attraversavano
l'addome. Vedendo l'effetto che il disegno aveva avuto sul
vecchio, Sonna contrasse i pettorali. Dentro di s Lucas
ebbe un fremito d'orrore e continu a camminare.
Vai a parlare con quelli nuovi? si inform Sonna, in
tono beffardo. Raggiunse Lucas e imit la sua camminata
per qualche passo, borbottando piano e ghignando.
Da lontano poteva sembrare minaccioso, un ragazzo
nerboruto che stringeva un vecchio come quello, ma Lucas
non gli diede retta. Stava aspettando di raggiungere
il confine della propriet dei Silva, con lo steccato e l'albero
di aralia, il punto in cui di solito si voltava, picchiava
a terra il piede buono e rispediva Sonna a tutta velocit
sul suo trespolo, vicino alla recinzione del padre, come un
uccello incapace di volare. Quella mattina, per, fu privato
di questo fugace divertimento dall'arrivo di Raju, che
spunt fuori dal nulla, a tutta velocit, le mani - all'estremit
delle braccia sproporzionatamente lunghe - che gli
sbatacchiavano selvaggiamente ai fianchi. Di solito Raju
camminava con la testa piegata da una parte e ciondoloni,
come se esponesse servizievole il collo a un boia stanco,
ma quel giorno camminava pieno d'orgoglio, in pantaloni
grigi e maglietta rossa, a testa alta, con il fuoco negli occhi.
Sonna! Lascia in pace quel poveraccio! grid in tono
imperioso avvicinandosi. Sonna si allontan di un passo
dalle spalle di Lucas e affront Raju, il cui abituale aroma
dopobagno di sapone Lifebuoy era sovrastato da una
quantit decisamente esagerata di spruzzi di colonia Brut.
Chi sei tu per dirmi cosa devo fare?
Raju, nel pieno impeto del suo nuovo status di Amico
degli Herath, si ferm a un paio di metri dai due e si mise
le mani sui fianchi. Perch ti comporti cos? Ma guardati.
Sei un ragazzone. Vai a dare una mano a tuo padre o
a fare qualcos'altro, invece di disonorarlo in questo modo.
Siamo gente come si deve, noi, no? Noi Bolling e Joseph,
dico! Fila!
Lucas, che ansimava piano e stava in equilibrio sul piede
sano, si faceva ombra agli occhi con la mano per guardarsi
ben bene quel nuovo Raju autoritario. Appena i suoi occhi
incrociarono quelli di Raju, Lucas ebbe la terribile sensazione
di aver tradito le aspettative di sua moglie: aveva indugiato
troppo a lungo. Dove va di bello, signor Raju?
Vado a prendere delle... Raju fece una pausa e il suo
sguardo guizz verso Sonna, che sembrava altrettanto curioso
di conoscere i nuovi propositi di suo zio. Vado a
prendere un pacchetto di sigarette per il signor Herath
rispose alla fine. Lui non conosce ancora bene i negozi.
Sapevano tutti e tre che la corsa di Raju per comprare
le sigarette non aveva proprio niente a che vedere con
la poca familiarit del signor Herath con i negozi. C'entrava
invece, e molto, con il desiderio di Raju di ingraziarsi
la nuova famiglia. Il che per Sonna era comico - non
riusciva nemmeno a immaginarsi una famiglia disponibile
ad accettare Raju come aiutante - ma nello stesso tempo
gli seccava, perch, sebbene lo desiderasse molto, lui non
aveva il fegato di andare a presentarsi ai nuovi arrivati.
Fece un passo verso Raju e gli chiese, beffardo: Allora
adesso sei il servo di casa?. Poi aggiunse: Ma non ti vergogni,
no? Tu non sei come noi, i Bolling sono gente rispettabile,
sai? Noi non andiamo a fare servizi pakkali per
gli altri. Ti chiamano kolla!.
Dia a me i soldi. Ci vado io a prendere le sigarette. La
voce di Lucas si fece strada tra le frasi piene di sarcasmo
che tempestavano Raju. Lei non dovrebbe fare queste
cose, signor Raju aggiunse. Lei appartiene a una buona
famiglia, no? Pu essere amico loro. Non deve fare il servo.
Io posso fare lavori cos. Noi siamo qui per questo.
Lucas sperava in quel modo sia di recuperare il vantaggio
che Raju sembrava avergli rubato sotto il naso - quello
di fare da tramite fra la nuova famiglia e il panettiere, i
venditori di verdure e l'emporio della cooperativa - sia di
salvare Raju dalla furia del nipote. Ottenne solo un risultato,
per: Raju si frug in tasca e gett i soldi in mano a
Lucas, proprio mentre Sonna stringeva la testa di suo zio
in una morsa. Nello stesso istante sentirono un suono di
passi che si avvicinavano. I ragazzi Silva stavano tornando
dall'emporio. Jith portava un piccolissimo pacchetto fatto
con carta da blocchi usata. Lo teneva con grande cura.
A me piacciono di pi quelle marmorizzate sentirono
dire dalla voce di Jith. Il ragazzino guard suo fratello, poi
i suoi occhi sfrecciarono rapidi verso la casa dei Bolling.
Si strinse il sacchettino al petto con una mano e infil
l'altra all'interno, per tastare il contenuto. Estrasse una biglia
bianca, lattiginosa, con striature rosa e gialle, e rallent
per esaminarla meglio.
Io preferisco quelle trasparenti disse invece Mohan,
allungando una mano e prendendo un paio di biglie trasparenti,
una blu e l'altra verde.
Sentendo l'irresistibile suono delle biglie, Sonna si accan
ancora di pi su Raju, che gemette di dolore. Poi rivolse
una smorfia a Mohan, ma non ottenne alcuna reazione. I
ragazzi Silva si limitarono a girare intorno al gruppo evitando
qualsiasi contatto con gli occhi dei presenti, un po'
come se stessero evitando un mucchio di letame, e continuarono
a parlare delle loro biglie nuove camminando
senza fretta verso casa.
Lucas prese i soldi e torn sui propri passi, ma si ferm
davanti a casa Bolling e picchi sulla porta finch Jimmy
Bolling dall'interno non url: Si pu sapere perch continui
a picchiare contro quella maledetta porta, razza di
idiota? Entra!.
Sono io, Lucas, signore grid l'uomo.
Lucas! Apri quella porta e vieni dentro!
Lucas non si sognava neanche di farlo. L'ultima volta
che aveva cacciato la testa oltre quella porta, si era trovato
davanti Francie Bolling che girava per casa con addosso
solo la biancheria intima, sventolandosi con un giornale.
Nessuno dei Bolling sembrava minimamente turbato dal
fatto di passare le proprie giornate mezzo nudo, ma lui era
sempre stato convinto che Francie fosse superiore al resto
del clan, il che aveva reso la scena doppiamente scioccante.
Signore disse, alzando la voce per via della porta
chiusa. Il ragazzo... suo figlio sta facendo a botte per
strada con il signor Raju, signore.
Jimmy Bolling reag con un'imprecazione e Lucas lo
sent alzarsi da una sedia. L'uomo usc di casa in calzoncini,
la pancia, che accennava appena ad ammorbidirsi, levigata
e stranamente virile in tutta la sua nudit. Stava fumando
e aveva gli occhi socchiusi fra gli sbuffi di fumo;
Lucas pens che, se si riusciva a ignorare il braccio rovinato,
con la sigaretta in bocca Jimmy Bolling somigliava
a un attore di una volta, uno che si chiamava Marlon
Brando, il cui manifesto era stato affisso per una sera davanti
al cinema-teatro tamil, per la proiezione di un film
inglese. Prov a ricordare il titolo, ma era impossibile, soprattutto
con Jimmy Bolling che gli sbraitava a dieci centimetri
dalle orecchie.
Sonna! Vieni qui! Se esco ti prendo a cinghiate! Era
una minaccia che Jimmy Bolling usava di frequente, e con
grande successo. In realt poi lo faceva molto di rado, perch
la sua arma prediletta era il pugno destro, ma la sua
stazza, la collezione di cinture di cuoio nuove che aspettavano
di essere usate per chiss quale scopo, e il suo pessimo
carattere erano pi che sufficienti a dissuadere ognuno dei
suoi figli dal metterlo alla prova. Sonna apparve subito,
lanciando sguardi malevoli a Lucas.
Non stavo facendo niente, pap! protest Sonna.
Jimmy Bolling, che un tempo si era divertito a insegnare
a Sonna come camminare e parlare da divo del cinema, ora
trovava detestabile la vista del figlio. Delusioni inespresse
e reciproche erano appese tra i due come lanterne di Vesak
bagnate dalla pioggia, e - senza la minima speranza che
uscisse il sole a riaccendere i colori della carta, figuriamoci
poi a permettere di accendere le candele all'interno - padre
e figlio erano due perfetti estranei. Sta' zitto disse.
Lo so di cosa sei capace. Non puoi lasciare in pace quel
povero disgraziato? Guard in strada. Raju stava tornandosene
verso casa strascicando i piedi e, pi in l, Mohan
e Jith allungarono il passo. Vuoi fare a pugni? Allora vai
a prendertela con i ragazzi Silva. Questo s che ti render
pi forte.
Sonna chin il capo. Non avrebbe mai e poi mai sfidato
i due Silva, e suo padre lo sapeva. I ragazzi Silva erano
cos intoccabili che suo figlio non aveva mai neppure provato
a fare un commento sgarbato al loro passaggio, men
che meno a mollare pugni. Scroll la testa per esprimere il
proprio rinnovato disappunto, rivolse un cenno a Lucas e
torn in casa.
Non disonorare tuo padre in questo modo raccomand
Lucas, cavalcando l'onda della forza di Jimmy Bolling
e della faccia depressa di Sonna. Poi lo piant l e se
ne and a prendere le sigarette.
...
.
...
Sigarette buone.
...
.
...
All'inizio di Sai Mal Lane, Lucas torn ad arrotolarsi il sarong,
salut la signora Bin Ahmed, che stava spazzando il
cortile, attravers rapido proprio davanti a un autobus numero
120 e and dritto verso l'emporio Koral.
Era, per lo pi, un negozio che vendeva legna da ardere,
ma il proprietario, Koral, aveva deciso di espandersi e ora
vendeva anche Gold Leaf e Bristol e perfino qualche pacchetto
di Marlboro: le comprava da uno dei portuali che
aveva organizzato una lucrosa attivit collaterale grazie al
contrabbando. Esponeva orgoglioso i pacchetti accanto ai
beedi rollati a mano e ai bastoncini di zucchero a righe
bianche e rosa, ai testi scolastici, ai cerotti e ai soliti prodotti
secchi, cereali, riso, lenticchie, cocco, pesce in scatola
e spezie. Era un buon posto da cui cominciare, per Lucas,
l'occasione perfetta per annunciare a tutti la sua posizione
di favore con la nuova famiglia.
Koral! chiam. Il negoziante usc dal retrobottega,
dov'era impegnato a litigare con la moglie, che tentava
continuamente di convincerlo a lasciar perdere la vendita
della legna in favore di un pi allettante commercio al dettaglio.
Lucas Aiyya disse, passandosi una mano sul petto,
con un sorriso che era un miscuglio di compiacente premura
e umilt, il sorriso che pi irritava sua moglie, che si
considerava troppo superiore per essere la sposa di una
dhara mudatali.
Sono venuto a comprare le sigarette per il mio nuovo
padrone annunci Lucas, prima di rendersi conto che
non sapeva quale marca dovesse acquistare. Scandagli
con gli occhi i pacchetti, rosso, oro, blu, poi abbass lo
sguardo verso i soldi che aveva in mano: due banconote
da cinque rupie e due monete da una rupia. Quanto vengono
le sigarette? chiese infine.
Una Bristol sono ventidue centesimi... inizi Koral,
ma Lucas lo interruppe, le sopracciglia che scattarono e si
unirono al centro, esprimendo una severa disapprovazione
per quelle parole.
No, no, un pacchetto intero. Sono per la nuova famiglia,
quelli che hanno appena fatto il trasloco. Non  povera
gente. Comprano pacchetti interi, loro.
Ah disse Koral, con un'adeguata dose di reverenza
nella voce. Allora, il pacchetto di Bristol sono quattro rupie
e venti centesimi, uno di Gold Leaf costa quattro rupie
e sessanta centesimi e le Marlboro... be', le Marlboro...
Koral si massaggi la pancia e incurv all'ingi gli angoli
della bocca. Considerava la presenza di quelle sigarette
Marlboro nel suo negozio come una sorta di benedizione.
Gli piaceva guardarle e sentirne l'importanza - aumentata
dal costo e dall'origine oltreoceano - che gli si riversava
addosso. Lo facevano sentire piccolo e messo al suo posto,
il che era esattamente ci che dovevano fare i prodotti
migliori. Koral diede una rapida occhiata a Lucas.
S, stava ancora aspettando di conoscere il prezzo. Ovviamente
un pacchetto di Marlboro  piuttosto costoso.
La maggior parte della gente quelle non le compra disse,
con un'espressione che sembrava voler confermare il fatto
che quelle sigarette non erano solo costose, ma anche decisamente
cattive.
Quanto?
Per Koral quella parola fu come una frustata sulla
schiena. Il negoziante sospir. Se vuoi proprio comprarle,
devo controllare il prezzo. Prese una tavoletta di
legno coperta di scarabocchi fatti col gesso e finse di consultarla.
Un pacchetto di Marlboro viene dodici rupie.
Prendo quelle disse Lucas, soddisfatto dalla corrispondenza
tra i soldi e il prezzo delle sigarette: quella doveva
essere la scelta giusta, perch di certo il signor Herath
aveva mandato Raju a comprarle con i soldi contati.
Il resto della transazione fu condotto in silenzio, ed entrambi
gli uomini mantennero gli angoli della bocca all'ingi:
Koral per la mazzata appena ricevuta, Lucas per l'accresciuta
considerazione verso un uomo che fumava le
sigarette straniere pi costose disponibili sul mercato. Lucas
fece al contrario il cammino verso Sai Mal Lane con
rinnovato entusiasmo. Quelli erano proprio il tipo di persone
che sua moglie avrebbe approvato. Gente di buongusto.
Non era quindi preparato alla vista del signor Herath,
che se ne stava seduto in veranda, davanti a casa, praticamente
nudo, a parte il banian leggerissimo e un sarong.
Poteva scusare il banian, dato il caldo torrido, ma Lucas
si sarebbe almeno aspettato un color kaki. Accanto al signor
Herath, su uno sgabello in formica rosa salmone che
non si abbinava n al mogano scuro dei mobili della casa
n al midollino della sedia su cui stava seduto, c'era una
tazza di t. L'uomo aveva un libro in una mano e con l'altra
muoveva i pezzi della scacchiera che teneva in equilibrio
sulle ginocchia.
Lucas dovette tossire e strisciare i piedi per terra parecchie
volte prima che il signor Herath alzasse gli occhi, anche
se a ogni colpetto di tosse aveva inarcato le sopracciglia,
come se fosse stato sul punto di sollevare lo sguardo
pi volte prima di farlo davvero.
Ah, le mie sigarette disse. Grazie.
Quelle parole turbarono Lucas. Indicavano una mente
caotica, o, come minimo, distratta. Una persona incapace
di distinguere tra Raju, che era stato mandato a comprare
le sigarette, e lui, che era andato a consegnarle, non era un
bene, per Alice. Eppure c'era qualcosa di piacevole nella
voce del signor Herath, un'affabilit nelle sue fattezze nitide
che dava a Lucas il desiderio di buttarsi comunque.
Si schiar la gola e si appoggi il palmo della mano sul
petto. Signore, disse sono Lucas. Vivo a Ratwatte, sa,
quel grande terreno recintato. Mosse il palmo destro, con
le dita allargate, in un gesto che abbracciava l'altura oltre
la propriet degli Herath, e il palmo sinistro in un gesto
gemello che scendeva invece, nella direzione opposta,
fino alla strada principale. Rimase in quella posizione per
qualche attimo, per fare colpo. Conosco tutta la vostra
via, da cima a fondo. Conosco tutti, qui. Ero gi qui prima
che chiunque altro venisse ad abitarci. Fin da ragazzo. Mia
moglie si chiama Alice. Pu cucinare, se necessario. Sono
qui per dare una mano. Qualsiasi cosa le serva, signore, lei
chiama Lucas e io arrivo.
Molto bene disse il signor Herath, mettendo gi
la scacchiera e prendendo la tazza. Sono certo che sarai
molto utile, specialmente a mia moglie. Sentivano entrambi
il fruscio della ekel broom dietro l'angolo della casa,
dove la signora Herath era ancora alle prese con il piacere
congiunto del giardinaggio e della riabilitazione delle gemelle
Bolling. S,  la nona. Le piace il giardinaggio disse
il signor Herath, calcando in modo particolare sulla parola
giardinaggio come se fosse un concetto che apparteneva a
un mondo lontano.
Lucas pieg la testa. Avete bambini, signore? domand,
bench sapesse gi la risposta precisa.
S, quattro. Due maschi e due femmine. I maschi vanno
a scuola con mia moglie, le femmine frequentano la scuola
delle suore a Colpetty. Dobbiamo trovare un modo per
portarle fin l tutti i giorni. Ecco cosa dobbiamo fare e
il signor Herath annu, la fronte scavata da tre solchi orizzontali
paralleli.
Lucas sospir di sollievo. Prima le sigarette, ora questo.
Conosco un uomo, signore. Si chiama Banda. Guida
una Morris Minor e porta le ragazze a scuola. Stanno un
po' ammassate in macchina, ma meglio che mettere due
bambine sull'autobus, credo. C' brutta gente, alla fermata.
Non va bene per loro. Abbass la voce e si sporse
in avanti, muovendo un dito e indicando la casa accanto.
Anche i ragazzi Silva che abitano l, signore, non vanno
bene per le sue figlie. Pure quelli sono brutta gente. Si
raddrizz. Posso dire a Banda di passare da lei?
Meglio dirgli di parlare con nona. Domani, magari?
Sar in casa dopo le due del pomeriggio, pi o meno. Fa
l'insegnante, quindi esce quando i bambini vanno a scuola
e la maggior parte delle volte torna alla fine della giornata
scolastica.
Lucas si imbaldanz per quel successo. Signore, lei
invece che lavoro fa? chiese, aggrottando la fronte e
piegando di lato il collo con la dovuta deferenza.
Sono nel governo. Ministero dell'istruzione.
Lucas rimase a bocca aperta. Funzionario governativo
in un ministero! Questo avrebbe reso il signor Herath il
datore di lavoro pi importante di tutta la via. E magari
il signor Herath sarebbe addirittura riuscito a mettere al
sicuro il loro pezzetto di terra, in modo che la signora
Ratwatte non potesse pi sfrattarli, cosa per cui sua moglie
si preoccupava sempre. E probabilmente poteva far
installare un rallentatore di velocit vicino al cinema tamil,
per impedire agli autobus di percorrere la svolta a velocit
pazzesche. E forse sarebbe perfino riuscito a far ripulire
ben bene la baraccopoli di Elakandiya, che arrivava al
torrente dietro casa sua. Lucas non vedeva l'ora di dirlo a
Alice. Si guard intorno, il giardino e la casa, e infine sorrise
al signor Herath.
Lucas Aiyya disse il signor Herath, e quell'Aiyya, il
titolo di fratello maggiore, fu il primo segnale che i sogni
di Lucas non si sarebbero realizzati. Quale padrone si sarebbe
mai rivolto in quel modo al suo servo? Non voglio
seccarti, ma io non fumo Marlboro. Fumo le sigarette di
qui. Bristol. Volevo un pacchetto di Bristol e una scatola di
Disprin. Pensi che potresti...?
Lucas barcoll per la delusione. Okay, signore, certo.
Gliele vado a prendere. Ma aggiunse poi con una certa
amarezza guardi che le Bristol fanno malissimo alla salute.
I prodotti locali non sono questo granch.
No, no,  il contrario lo corresse il signor Herath,
parlando molto lentamente, come faceva sempre, come se
qualsiasi cosa avesse da dire fosse gi stata dimostrata al di
l di ogni dubbio e non ci fosse la minima necessit di ripeterla,
anche se poi lui si prestava comunque a farlo, a beneficio
dell'umanit intera.
Il padrone di casa si pass una mano nella massa di capelli
ondulati, mentre Lucas seguiva ogni gesto con occhi
incantati, come avrebbe fatto qualunque uomo calvo. Dopodich
il signor Herath parl di nuovo. I nostri ricercatori
hanno eseguito numerosi test sulle sigarette e anche
su altri prodotti, come le medicine, per esempio, e hanno
scoperto che le merci locali sono di gran lunga superiori a
tutta la spazzatura che ci rifilano gli americani.
Lucas esit. Da un lato c'era quell'Aiyya, ma dall'altro
c'era una dichiarazione che sembrava carica di una conoscenza
superiore. Di una certezza, perfino. Di fatti belli e
buoni. Guard la faccia ben rasata del signor Herath - almeno
Alice quello l'avrebbe approvato - e si strinse nelle
spalle. Gente come il signor Herath conosceva cose che lui
non sapeva, dopotutto. Decise di passare l'informazione
a Koral. Quello stava cominciando a darsi troppe arie, a
furia di vendere biglie, palloni di gommapiuma marca Arpico,
sigarette e roba del genere, anzich limitarsi alla solita
legna da ardere.
Vado, signore. Vado subito a prendere quello che le
serve.
Lucas aveva gi fatto dietrofront quando sent uno
scoppio di risa dall'interno della casa che gli suonava familiare.
E avvert una stretta allo stomaco. Chiuse gli occhi e
rimase in ascolto per qualche attimo, poi si volt di nuovo
verso il signor Herath, che nel frattempo era tornato alla
sua partita di scacchi.
Signore. Devo dirglielo. Non posso badare adeguatamente
alla sua famiglia se non le dico tutto. Le gemelle Bolling
non sono brave bambine e tagli di netto l'aria con i
palmi delle mani per indicare l'esatto grado di indegnit.
Le tirano su malissimo, hanno due boccacce che sembrano
scaricatori di porto, e se ne vanno per la strada mezze
nude. Deve assolutamente tenerle fuori da casa sua. Io
c'ero quando sono nati tutti i figli dei Bolling. Anche la pi
grande, Sophia Miss. Lei era brava e buona. E anche la
madre non  male, devo ammetterlo, ma ha davvero fatto
un pessimo lavoro con queste due. Fece un profondo respiro,
perch aveva ripreso ad ansimare e sibilare a causa
dello stress di quel momento. Quelli non sono gente rispettabile
come lei e la sua famiglia, signore.
Il signor Herath sollev la testa e annu. Sono burgher,
giusto? In fondo alla strada?
S, sono lansi. Ma non come il signor Sansoni, che sta
in cima alla strada. Questi sono kabal lansi. La signora
Sansoni  diversa. Lei si veste sempre bene e va in chiesa.
Il signor Sansoni non beve e ha un lavoro come si deve. E
anche il Sansoni figlio  un bravo ragazzo. Ha perfino una
chitarra, mi hanno detto,  un giovane musicista. Non disturbano
mai, i Sansoni, e parlano in inglese addirittura
con me! Invece la famiglia Bolling... sono tutt'altro tipo di
burgher, questi. Il cognome Bolling in realt sarebbe un
ottimo nome, lo so, lo so benissimo, ma tutti i loro parenti
se ne sono lavati le mani. Non li vengono neanche a trovare.
Il padre del signor Bolling era molto ricco, lui, con
tutta quella terra, ha dato il nome a Jimmy Bolling, ma non
si  mai preso cura di lui. Sa com', signore, sono dei poveracci
e anche molto rozzi, volgari, dicono un sacco di parolacce...
e Lucas tacque, la faccia rattrappita in un'espressione
di assoluto disgusto.
Il signor Herath sospir. Non era esattamente il tipo di
discussione che voleva affrontare in una mattina di festa,
quando aveva solo voglia di dedicarsi al suo t, alla partita
a scacchi e alla sua sigaretta. Aveva voglia di sistemarsi
nella casa nuova. Doveva fare una telefonata al suo amico
Vasu per parlare della possibilit di uno sciopero generale,
con l'interruzione contemporanea del lavoro da parte di
tutti gli operai delle principali industrie. Sarebbe stata una
chiamata complessa e lui era stato grato per quel piccolo
momento di respiro, il t, gli scacchi, la sigaretta, prima di
comporre il numero. Ma poi era arrivato questo Lucas e
lui si ritrovava a dover pensare a classi sociali, caste, pettegolezzi
di bassa lega e chiss cos'altro. Sentiva sulle spalle
il peso di tutta la sua cultura che, lo sapeva, portava con
s la responsabilit di correggere chi sbagliava, perci
chiuse con una certa riluttanza il libro sulla famosa partita
tra Boris Spassky e Robert James Fischer, giocata al campionato
mondiale di scacchi del 1972 a Reykjavik, e cominci
a spiegare la propria idea sulle classi sociali a un
Lucas disorientato.
Lucas Aiyya, esord le gemelle sono bambine come
lo sono i miei figli. E noi non teniamo nessuno lontano da
casa nostra...
Alla fine del discorso Lucas sapeva tutto dei preziosi
contributi dei lansi alla vita del loro amato paese, sapeva
che il termine kabal poteva essere applicato a chiunque,
compresi i cingalesi come Lucas o il signor Herath stesso.
E sapeva quanto fosse importante capire che tutti sono
uguali, che la vita umana ha un valore inestimabile e che,
naturalmente, bisognava resistere agli americani, che Lucas
non aveva mai conosciuto - come del resto non aveva
mai saputo che fossero cos importanti nel suo ambiente -,
cosa che li faceva apparire allo stesso tempo invisibili e onnipresenti
e terribilmente malefici, a giudicare da come ne
parlava il signor Herath. Lucas si era seduto sui gradini
della veranda per ascoltarlo; ora si sentiva tutto intorpidito
e, soprattutto, si era reso conto di essere uno stupido,
un uomo fuorviato e disinformato, e decise che da quel
giorno in poi avrebbe dovuto fare uno sforzo continuo per
occuparsi delle gemelle Bolling. L'unico problema era sua
moglie: Alice sarebbe stata estremamente irritata da quel
cambiamento. E lui non sarebbe mai stato capace di dirle
cos'aveva dedotto dalla conversazione con il signor Herath:
gli Herath erano comunisti.
Alice odiava i comunisti, perch aveva sentito dire che
quelli i piatti se li lavavano da soli, e trovava la cosa inappropriata,
un insulto per gente come lei che aveva sempre
rispettato le gerarchie, che sapeva stare al proprio posto,
nella certezza che i propri superiori sarebbero stati al loro,
come si dava per scontato che facessero.
Dopo che la domestica degli Herath gli ebbe portato
una tazza di t che, riconobbe, gli era servita per assorbire
quanto era stato detto, Lucas and a restituire le sigarette
a Koral.
Dovresti smetterla di vendere questa schifezza disse
al negoziante, con un insolito tono di condiscendenza.
Non dobbiamo sostenere quei capitalisti figli di puttana.
Dobbiamo sostenere noi stessi e il nostro paese. Frug
nella cassa di Koral e si serv da solo, prendendo un pacchetto
di Bristol. Questo disse, battendo imperiosamente
il pacchetto con un dito. Questo  il futuro del nostro
paese. E sta qui, proprio qui.
...
.
...
Lezioni di piano.
...
.
...
Lucas aveva guadagnato molto grazie all'arrivo degli Herath,
una cos bella famiglia, che per giunta aveva subito
accettato l'offerta dei suoi servigi. Tuttavia Lucas sapeva,
avendo osservato le difficolt degli adulti che dovevano
occuparsi dei bambini, avendo visto il lucido pianoforte in
casa Herath, avendo sentito la musica che ne scaturiva...
sapeva che, se avesse potuto procurare delle lezioni di
piano comodamente posizionate dall'altra parte della via,
si sarebbe assicurato un vantaggio che avrebbe cementato
il suo rapporto con la nuova famiglia, rendendolo impermeabile
a qualsiasi altra presenza, inclusa quella di Raju,
che poteva a sua volta aspirare a una simile alleanza.
Potremmo dire, quindi, che Lucas fu la ragione della
rovina di questa famiglia, perch fu in casa dei Niles, nel
pieno del discorso sulle lezioni di piano, che Nihil sacrific
per la prima volta la propria felicit, e il sacrificio, indipendentemente
da quanto siano pure le intenzioni, non
pu mai garantire un risultato, serve solo a cullarci nella
convinzione che ci possa accadere.
S, potremmo biasimare Lucas, ma ci sbaglieremmo.
Perci gli lasceremo la sua buona azione, esattamente
come lui l'aveva intesa. Ed eccolo, qualche settimana dopo
il trasloco, informare la signora Herath, con grande gioia
di quest'ultima, che s, la figlia della famiglia di fronte, di
cui lei aveva ascoltato gli esercizi per le dita e le esercitazioni
notturne, dava anche lezioni private di pianoforte.
Kala Madam d lezioni private soltanto a bambini che
arrivano in macchina da fuori, non a quelli della via. Per
e qui rivolse un'occhiata di approvazione al sari Kandy
della signora Herath, misurandone la grazia con un gesto
della mano che parve raccogliere l'aria tra le spalle e i
piedi della donna per Herath Madam penso che si potr
fare un'eccezione. Anzi, non c' dubbio, io, Lucas, glielo
garantisco. Posso andare a chiedere, se vuole disse, tentando
di accrescere ulteriormente il valore del suo - chiaramente
gradito - ruolo come fonte primaria di informazioni
utili. Mosse a scatti la testa, da una parte e dall'altra, in su
e in gi, come fanno gli uccelli, cercando di spingere la signora
Herath ad assegnargli il lavoro.
Si trovavano fuori dalla casa, in giardino, e la signora
si allontan di un passo e gli volt le spalle. No, va bene
cos, Lucas disse, senza aggiungere l'Aiyya alla fine. La
signora Herath non aveva mai assimilato del tutto le tendenze
socialiste del marito, anche se in linea di principio
non era contraria a riconoscere il valore di una buona
azione, quando era evidente. Sei gi stato di grande utilit,
sono certa che lo sai. Questa  davvero una notizia meravigliosa
per i miei figli. Andr io a parlare con lei. Come
si chiama?
Miss Kala Niles. Per c' una cosa... aggiunse Lucas,
schiarendosi la gola. Sono tamil, cattolici, glielo devo
dire. Lucas si accigli, ma tenne d'occhio la signora Herath
per vedere se la cosa le importasse o meno. Sembrava
di no, quindi l'espressione dell'uomo si rischiar. Il signor
Niles ormai  in pensione, ma una volta era un funzionario
amministrativo distrettuale. Vestito di bianco, passava
sempre in gi per la strada per andare a prendere l'autobus.
Usava la sua Morris Minor solo se doveva accompagnare
la signora Niles da qualche parte. Tamil, certo, ma
 comunque un vecchio signore molto perbene. Lucas si
guard i piedi per qualche attimo e si accigli. Non andava
mai in su per Sai Mal Lane, ora che ci penso, andava
solo in gi. Tutti quelli che abitano in alto alla strada, per,
andavano in gi per parlare con lui. Molto strano. Tutti
questi anni nella stessa strada, e mai una volta che sia andato
in su! esclam, alzando lo sguardo verso la signora,
come se si aspettasse una spiegazione da lei.
La signora Herath aveva le sue teorie riguardo alle implicazioni
dell'andare in su lungo la strada per salutare qualcuno
e sul camminare in gi, per andare da una persona o
per lasciare un posto, ma sapeva che a un uomo come Lucas
le sue opinioni avrebbero fatto pi male che bene, quindi
si limit a mormorare con aria assente: In effetti  molto
strano, ma se  un brav'uomo non importa, giusto?.
Lucas sorrise. No, ha ragione. Se  un brav'uomo non
c' da preoccuparsi. Io non mi preoccupo. E nemmeno lei
deve preoccuparsi. Gliel'assicuro. Nessun problema dal
signor Niles.
Ci andr questo pomeriggio, allora concluse la signora
Herath, e dopo aver riflettuto su tutto l'aiuto che
quel vecchio aveva gi dato - e nello stesso tempo con l'intento
di assicurarsi la sua lealt per il futuro - un momento
dopo lo conged con una banconota da cinque rupie, decorata
da serpenti e uccelli di un colore pi pallido. Una
banconota che fu premuta nel palmo di Lucas cos rapidamente
che la transazione avrebbe potuto non aver mai
avuto luogo, con gli occhi dei due che si incrociarono per
un solo istante e subito schizzarono agli angoli opposti
della porta di casa, mentre gi parlavano del giardino della
signora e dell'idea di tagliare un albero d'asoka da fiore,
una potatura che per il momento era solo un progetto.
La signora Herath port con s tutti i figli quando and
a trovare la famiglia Niles, perch i quattro bambini erano
la sua arma migliore per perorare la causa. A sua insaputa,
i giovani Herath stavano incubando un certo desiderio di
autoaffermazione, ma nel frattempo la madre continuava
tranquillamente a vedere solo ci che si mostrava in superficie.
Beneducati e quindi affidabili, i quattro bambini
accompagnavano i genitori ovunque, perfino agli impegni
pi noiosi o a quelli pi movimentati: si sedevano
uno accanto all'altro, aprivano un libro preso in prestito
o trovato in giro, e si mettevano a leggere dall'istante in
cui arrivavano a quello in cui se ne andavano. Il loro ambiente
era ancora nell'et dell'innocenza, in pochi si erano
avventurati all'estero o avevano visto cose nuove, quindi
un tale comportamento era considerato dagli altri genitori
un dono a cui aspirare, qualcosa che i loro figli dovevano
imitare, pi che come una patina di funzionalismo che lasciava
presagire problemi futuri.
Intanto, per, come sistema per disarmare una trentasettenne
nubile che viveva con i genitori e aveva le idee
molto chiare sul modo migliore per allevare i bambini, i
quattro piccoli Herath erano un'arma inattaccabile.
Kala, se posso chiamarla cos esord la signora Herath,
lievemente sorpresa dalla rapidit con cui erano stati
accompagnati dalla porta d'ingresso, attraverso la veranda,
in soggiorno; la bottiglia di cordiale di mango che aveva
portato le era stata presa di mano, i rivestimenti di plastica
erano stati levati dai mobili della stanza e lei e i suoi figli
erano stati fatti accomodare sul sof imbottito e coperto
di cuscini e sulle sedie abbinate blu scuro che scricchiolavano
emettendo tutte la stessa nota.
Sono rimasta elettrizzata quando ho sentito la musica
uscire da casa vostra e ho sentito di dover salutare la
pianista. I vicini mi hanno detto che era la giovane figlia di
questa famiglia.
Kala Niles sorrise con compiaciuta compostezza. Oh,
non sono poi cos brava, e nemmeno tanto giovane! rise.
Prese la grossa treccia, cos lunga che le ricadeva sul petto
e le arrivava ai fianchi, e se la lanci dietro la schiena con
un grado di gaiezza che non combaciava con le pratiche
scarpe nere, n con l'ancor pi pratica gonna verde bottiglia
e con la camicetta bianca pieghettata.
Vero, mamma? Non sono cos giovane disse alla signora
appena ingobbita che era uscita dalla cucina
asciugandosi le mani con uno straccio a quadretti rosa ormai
sbiadito. La donna appoggi lo straccio, liber la caduta
del sari dalla cintura in cui l'aveva infilata per comodit,
sorrise e annu per tutto il tempo delle presentazioni.
La signora Herath not con un certo interesse che il sari
giallo in tinta unita indossato dalla signora Niles era fatto
con tessuto di ottima qualit, e non con il tipo di stoffa
scelto in genere dalle donne che portavano il sari alla maniera
indiana. Si era trattato di un errore o di una scelta
deliberata? Errore, decise, accorgendosi del modo disordinato
con cui la signora Niles aveva drappeggiato il sari:
pieghe irregolari, la caduta che arrivava a malapena ai fianchi.
La signora Herath sorrise con indulgenza alla nuova
vicina.
 giovane,  giovane sostenne la signora Niles, dopo
che tutti si furono di nuovo seduti, indicando la figlia, i cui
pochi capelli grigi erano stati eliminati dalla signora Niles
in persona proprio quel mattino con un paio di pinzette.
Kala insegna pianoforte al St. Margaret's e ormai  pronta
a sistemarsi. E bravissima anche nel ricamo. Vede queste
tende di pizzo? Le ha cucite tutte lei!
Kala Niles arross. Contorse la bocca in varie direzioni,
come se stesse cercando un posto per sistemarla. Strizz
pi volte gli occhi e sorrise, tirando le labbra a un punto
tale che le guance si tesero. I bambini osservavano con interesse
tutti quei tic facciali. Era evidente che in Kala Niles
c'era qualcosa di pi delle note classiche e ben eseguite
che fluttuavano fuori dalla sua finestra ogni sera. I quattro
non potevano vedersi, ma non sarebbero rimasti sorpresi
nel sentirsi dire che le loro teste erano tutte piegate
a un identico angolo di quarantacinque gradi, dando alla
maestra di pianoforte un'impressione allo stesso tempo
sconcertante nella sua non diluita intensit e tranquillizzante
nella sua accordata simmetria.
Allora, zia, i bambini sono questi? chiese alla signora
Herath.
Quest'ultima, che aveva lasciato vagare gli occhi sulle
pareti color pesca e sulle scene di vita pastorale inglese incorniciate
e appese ai muri del soggiorno, dovette inghiottire
l'amaro boccone. Da chi ha bisogno di qualcosa ci si
aspetta sempre un po' di adulazione, e di certo, in quella
situazione, lei aveva il ruolo della supplice, ma sentirsi
chiamare zia da una donna della sua et richiedeva un sacrificio
che non era certa di voler fare. Guard i suoi figli,
le loro mani remissive, le loro dita da artisti, di varia lunghezza.
Sospir, alz lo sguardo verso Kala Niles e sorrise,
con un lento sbattere delle palpebre inteso a comunicare
il fardello e la gioia della maternit. S, sono loro:
Suren, Rashmi, Nihil e Devi. Hanno rispettivamente dodici,
dieci, nove e sette anni e mezzo la pi piccola.
Dev'essere un grosso impegno, no? disse Kala Niles,
con il tono di chi si augurava caldamente che fosse proprio
cos. Non aveva ancora sentito Suren suonare, non aveva
ancora trasformato la propria casa in un rifugio per i bambini
del vicinato, quindi era solo ci che era stata fino a
quel momento: una donna di solito piacevole, vittima nonostante
tutto delle seccature e delle piccole crudelt che
nascono dalla noia e dall'essere sola in un mondo in cui il
matrimonio  l'attesa digressione, anche se forse interminabile
e prolissa, lungo la strada che porta alla tomba.
S, ma come vede sono cos beneducati che non devo
preoccuparmi proprio di nulla con loro ribatt la signora
Herath, senza pensare. Ma si riprese in fretta. Comunque
ha ragione: la vita allegra di una ragazza nubile come
lei non  certo roba per me! disse, e rise di gusto, pi che
pot, cogliendo non tanto la soddisfazione sul viso di Kala
Niles, quanto piuttosto l'espressione di curioso interesse
dei suoi figli, che non l'avevano mai vista prima comportarsi
in modo cos palesemente falso.
Kala Niles si sent in vena di fare qualche concessione, a
seguito di quell'ultima osservazione. I suoi figli sembrano
molto carini. Molto pi dei ragazzi Bolling, che abitano in
fondo alla strada. Quelli sono a dir poco tremendi. I suoi
invece sono pi carini perfino dei ragazzi Silva. Li ha gi
conosciuti? Quel Mohan, soprattutto. Ho una bruttissima
sensazione al suo riguardo. C' un che di sgradevole in entrambi,
non le pare?
La signora Herath avrebbe voluto poter convenire, ma
era un'esperta nell'arte di Fungere da Esempio per i Bambini,
cio i suoi alunni a scuola e i figli a casa. Ripieg su un
lieve accenno di spallucce (per far capire a Kala Niles che
era d'accordo con lei) e su un Be', in realt non abbiamo
ancora avuto modo di conoscerli (per comunicare ai figli
l'importanza del non giudicare gli altri).
Kala Niles raccont una serie di aneddoti su vari bambini
e ragazzi che vivevano in Sai Mal Lane, a partire da
Sonna, il peggiore, per arrivare al pi tranquillo, il figlio
dei Tissera, e perfino su alcuni che erano vissuti l ma si
erano trasferiti da tempo.
Una volta ho visto Mohan che imitava Raju camminandogli
alle spalle per tutta la via disse. E Sonna... Non
parliamone, non fa mai nulla di buono. Se lo incontri puoi
star certo che ha appena combinato qualcosa o sta per
combinarlo. E anche le gemelle Bolling sembrano due terribili
monelle, no?
I bambini Herath ascoltavano, incuriositi da quelle storie,
cercando di conciliare ci che sentivano con ci che sapevano
delle persone che avevano gi conosciuto.
Gradite un t? disse la signora Niles, riapparendo dal
nulla, bench nessuno si fosse accorto della sua assenza. I
bambini avranno sete. Prego, prego. La donna prese un
biscottino di sfoglia al limone Maliban e lo porse a Devi.
La bambina accett e i fratelli seguirono il suo esempio,
servendosi dei biscotti e tenendo le tazze in equilibrio sulle
ginocchia senza versare neppure una goccia di t.
Il ritorno della madre sembr agitare Kala Niles, la cui
voce riacquist la precedente acutezza. Allora, cosa fanno
questi bambini, zia? I maschi giocheranno a cricket, no?
indag alla fine, aprendo la questione delle attivit extrascolastiche
proprio quando era impossibile rimandare ulteriormente
la richiesta che - lo sapeva - stava per giungere.
La signora Herath bevve un sorso di t per schiarirsi la
voce e si lanci nel ruolo di imbonitore. Oh, fanno davvero
di tutto. Vanno a lezione di dizione e recitazione, e i
due grandi giocano a scacchi...
Scacchi? esclam Kala Niles con un velo di sdegno
nascosto dietro lo stupore. Bambini cos piccoli... Devono
essere molto intelligenti. Siete intelligenti? chiese
a Rashmi, che alz le spalle con noncuranza e lanci uno
sguardo con la coda dell'occhio a Suren, accanto a lei.
 solo che ci piacciono gli scacchi rispose Suren,
placido. Ci ha insegnato nostro padre. Kala Niles gli
piaceva, non per ci che raccontava, ma per le mani eleganti,
che teneva sempre raccolte in grembo. Quel modo
di tenerle implicava una sorta di rispetto e reverenza per
il loro lavoro.
E gli altri due? chiese la signora Niles, sempre pi
colpita a ogni nuova, minima informazione che raccoglieva
al solo costo di t e biscotti, e impaziente di saperne
di pi, soprattutto nell'inglese elegantemente articolato
usato dalla signora Herath, con tutte quelle t e o cos arrotondate
da rallentare la parlata e conferirle un suono regale.
Anche loro sono piuttosto creativi rispose la signora
Herath. Nihil e Devi non fanno che inventare giochi
nuovi. Organizzano concerti...
Io li dirigo e li produco disse Nihil, interrompendo
la madre.
Interrompere qualcuno che stava parlando era un comportamento
che di solito non era tollerato in casa Herath,
ma nell'ottica di ampliare il racconto di un adulto era considerato
accettabile, e perfino benvenuto. La signora Herath
rivolse un caldo sorriso al figlio.
Ah, li dirigi tu, tesoro? disse, conquistata, la signora
Niles. Hai un talento notevole...
Strano, no? I tre grandi hanno tutti nomi che cominciano
con suoni morbidi, su, ra e ni, ma la piccola no. Il suo
inizia con un suono duro. Come mai? Non siete riusciti a
trovare un nome adatto? domand Kala Niles, usando la
voce per far calare il vento della deferenza nelle vele di sua
madre.
In effetti, se non se ne accorgeva lei, con il suo orecchio
per la musica! esclam la signora Herath, cercando
di non cadere nella trappola. I primi tre sono stati fortunati
e gli akshara trovati per loro dall'astrologo erano i pi
morbidi, come ha giustamente sottolineato lei. Invece la
piccola  nata il 7 luglio e ha avuto un suono diverso, de,
ed  per questo che l'abbiamo chiamata cos.
Oh, il 7 luglio...? Una data infausta, no? Come dice quel
proverbio? Kala Niles finse di pensarci. Quello sui bambini
nati il 7 luglio, che non avranno altro che malasorte?
Chee, Kala. Non devi dire queste cose davanti alla piccola!
la riprese sua madre.
Ma Kala Niles era inarrestabile. Morte, addirittura, ho
sentito... continu. Te lo ricordi, mamma? La figlia di
quel tuo cugino, una vita di sfortune per poi morire in un
incidente stradale... Te la ricordi? Si gir a guardare la signora
Herath. Aveva solo diciannove anni, e stava pure
per sposarsi. Tra l'altro, non molto tempo fa, nella baraccopoli
al di l del ponte, a Elakandiya, un ragazzino 
morto di colera. Anche lui nato il 7 luglio. Ho sentito un
sacco di storie su questa cosa. Com' quel detto? Tu sai di
cosa sto parlando, vero? Ah, s: Jooli hathay mala keliyay.
Sa cosa vuol dire, zia? Sette luglio tremenda tragedia...
Kala! La signora Niles picchi una mano sulla
schiena della figlia. Poi si rivolse all'ospite. Sono tutte
sciocchezze. C' sempre qualcuno che tira fuori queste
assurde superstizioni. Ma solo in pochi, e parlando si gir
verso la figlia solo in pochi, gli sciocchi, credono davvero
a queste storie.
La signora Herath raddrizz le spalle, ma lasci filtrare
nella voce una nota calda, che si diffuse tranquillizzante,
nel suo flusso e riflusso, in tutta la stanza. Oh, non
si preoccupi, signora Niles. Non siamo una famiglia superstiziosa.
Si figuri che il compleanno di Nihil cade proprio
alle idi di marzo! Una data terribilmente sfortunata, secondo
i Romani!
Kala Niles sent un solletico strano e piacevole allo stomaco
quando riprese a parlare, ignorando il dolore alla
spalla e mirando dritto a quella che, ci avrebbe giurato,
era una terribile paura che si celava sotto quella voce cos
serena.
Per, contrariamente alle leggende romane, la
questione del 7 luglio fa parte delle nostre credenze. E
noi non dobbiamo ignorarle, no? Anche noi non siamo
superstiziosi. Andiamo in chiesa. Ma siamo ben consapevoli
di certe storie. Ogni persona che conosco ha almeno
una storia da raccontare a proposito di qualcuno che, nato
in quella data terribile, ha fatto una brutta fine. Non si sta
mai troppo attenti, in certi casi. Sent l'occhiata di sua
madre che la inceneriva e si affrett ad aggiungere: Una
bella bambina, comunque.
Kala pu dare lezioni di pianoforte ai bambini dichiar
la signora Niles, sdegnata per le provocazioni di sua
figlia. Si lasci cadere pesantemente su una delle sedie blu,
che si imbarc sotto la sua mole, e continu: Ha tempo
ogni pomeriggio dopo la scuola. Scelga lei l'orario, dopo
l'una e mezzo, e mandi i bambini quando le fa comodo.
Met prezzo.
Non ho tempo... fece per dire Kala Niles.
 libera tutti i pomeriggi. Luned, marted, mercoled,
gioved, venerd. In che giorni pu mandare qui i bambini?
Suren e Nihil possono venire il marted, mentre Rashmi
e Devi il venerd disse rapida la signora Herath, perch
non voleva giocarsi quel pizzico di buona sorte.
Cos'altro poteva fare Nihil, dopo una conversazione
come quella, infarcita di riferimenti alla sfortunata data di
nascita di Devi e a una serie infinita di indefinibili minacce
che aspettavano la sua sorellina? E cos disse: Io voglio
venire quando viene Devi. Lo disse molto piano, la voce
infantile che suonava particolarmente fragile mentre si faceva
largo nel tumulto di quelle adulte. Sua madre si volt
con altrettanta lentezza a guardarlo, trasformando le proprie
apprensioni nei confronti di Kala Niles in qualcosa
di meno distruttivo, e forse pi facilmente risolvibile, nei
confronti del figlio pi piccolo.
Sono io che decido quando puoi e non puoi venire,
Nihil gli disse.
Lui intrecci le dita delle mani e le fece scrocchiare. Io
qui non ci vengo, se non posso venire con Devi.
Non si pu fare, perch tu il venerd hai l'allenamento
di cricket.
Posso anche smettere di giocare. Il cricket neanche mi
piace.
La signora Herath inarc le sopracciglia e aspett per
vedere se Nihil avrebbe cambiato idea, ma quando fu
quasi ovvio - per l'atteggiamento risoluto con cui il bambino
sosteneva la sua occhiataccia - che non gli passava
neanche per l'anticamera del cervello, la madre decise che
toglierlo da cricket sarebbe stata una punizione adeguata
e, conoscendo la passione di Nihil per il gioco, ben pi
severa di quanto lei avrebbe potuto sognarsi. Distolse lo
sguardo dal figlio, raccolse le briciole che le erano cadute
in grembo e le mise con cura sul piattino.
...
.
...
Dire la verit.
...
.
...
Nihil rimase ad ascoltare, mentre si prendevano accordi
per le lezioni di piano, e dentro si sentiva una gran voglia
di piangere, un desiderio reso ancora pi palpabile
dal fatto che la sofferenza, pi che ogni altra emozione,
dev'essere necessariamente tenuta nascosta di fronte a
una minaccia. E, secondo Nihil, Kala Niles era una minaccia.
Si appoggi allo schienale rigido del sof e osserv le
schiene dei suoi fratelli, non pi in armonia con la sua. L,
seduto, il bambino scopr il peso della paura e della diffidenza
quando sono complicate dalla tenerezza dell'amore.
Devi appariva particolarmente vulnerabile, ancora di pi
quando sbirci verso di lui da sopra la spalla e Nihil vide le
briciole di sfoglia al limone che le erano rimaste sul mento.
Allora spolver il proprio per avvertirla e lei sorrise e si
pul la faccia con la mano.
Quanto... quanto tempo aveva per tenerla al sicuro?
Ecco, sarebbe stato costretto a rinunciare al cricket e da
grande non avrebbe mai fatto parte della prima squadra,
un'attivit per cui si era sentito particolarmente adatto da
sempre, bench fosse il sogno di ogni ragazzino della classe
quarta A e probabilmente di ogni alunno di ogni classe di
ogni anno dell'intera scuola. Ecco, non avrebbe pi sentito
lo schianto della sua mazza contro la nuova palla di cuoio
rosso, non avrebbe mai pi sentito le cuciture di quella
palla contro il palmo della mano mentre cambiava la presa
per dare al lancio un effetto diverso, e quel campo verde...
Per lui era perso per sempre. Nihil fiss lo sguardo sui fiori
di un vivace arancione del vestito di Rashmi e sul fiocco
dello stesso colore legato in vita. Era inutile piagnucolare.
Qualcuno doveva pur proteggere Devi dall'orchessa
che godeva tanto nel ricordare a tutti loro la data di nascita
maledetta della sua sorellina, e per quel lavoro si fidava
solo di se stesso. Bene, allora, mi pare che abbiamo
stabilito tutto disse la signora Herath, a conclusione di
una lunga trattativa su date, orari e possibili problemi di
sovrapposizione, per non parlare della valutazione dell'attuale
livello di conoscenza musicale dei bambini. Preferisce
essere pagata all'inizio o alla fine del mese, Kala? domand
infine.
All'inizio rispose Kala Niles. Per evitare qualsiasi
complicazione. Se i bambini saltano la lezione la colpa 
loro. Niente rimborsi. Il giorno o l'ora si possono cambiare
all'inizio di ogni mese, in modo che io possa organizzare
al meglio i miei impegni.
Nel silenzio che segu, la signora Herath si concentr
sul rumore del venditore di pane che stava risalendo la via,
suonando il campanello della bicicletta con il suo particolare
ritmo, squillo pausa, squillo squillo pausa, squillo
squillo. Si domandava, distrattamente, quali impegni, per
una donna con l'educazione e la situazione economica di
Kala Niles, potessero avere la precedenza sulla necessit
di assicurarsi un introito per vivere o una compagnia maschile
fissa. Il lavoro a maglia? Forse Kala Niles faceva
parte di un gruppo di lavoro a maglia che si riuniva nel
convento, in chiesa o magari...
Faccio parte della Women's Music Federation precis
Kala, leggendo nei pensieri della signora Herath con
una precisione che la lasci sconvolta. Sono anche la segretaria
dell'associazione. E gioco a tennis al Women's
Club. Ho una vita molto piena. Davvero molto piena.
La Women's Federation  solo l'associazione delle insegnanti
del St. Margaret's spieg la signora Niles alla
signora Herath. Quanto al tennis, Kala ha appena cominciato.
Prende lezioni da un certo signor Knower che abita
in Barnes Place. Saranno due settimane.
Mamma, tu non conosci tutto! sbott Kala Niles, scattando
in piedi. Gli Herath seguirono il suo esempio. Allora
ci vediamo la settimana prossima aggiunse poi rivolta alla
signora Herath, accennando qualche passo verso la porta.
Grazie tante per il t, signora Niles disse la signora
Herath, prendendosi la libert di una stretta sulla spalla
della donna con un cameratismo che comprendeva anche
una buona dose di simpatia.
Sono felice che siate venuti ad abitare in quella casa
ribatt la signora Niles. All that sad business. Fece due
passetti avanti e prese Devi in braccio, stringendo gli occhi
almeno quanto stringeva la bambina tra le braccia. Sei
una brava bambina le disse. Quando rimise Devi a terra e
alz gli occhi, fu premiata dai tre larghi sorrisi dei fratelli e
della sorella della piccola.
Nihil fu quasi tentato di ritirare la propria offerta di rinunciare
al cricket, tanto era stato affettuoso quell'abbraccio.
La sorellina gli era parsa non solo al sicuro, ma intoccabile
fra le braccia della signora Niles. Poi, proprio
mentre stavano per oltrepassare la soglia, dall'angolo del
porticato giunse un gemito. Tutti gli Herath si voltarono
da quella parte. In fondo allo spazio chiuso - la famiglia
Niles era stata la prima a prendere l'iniziativa di chiudere
la veranda aperta, lasciando volutamente qualche spioncino
qua e l - videro un uomo innaturalmente alto vestito
con un verti bianco di ottima qualit e una camicia di
lino bianco, leggero. Ai bambini apparve davvero formidabile,
bench fosse semisdraiato su una poltrona dai poggiapiedi
incorporati, che erano stati estratti perch ci potesse
appoggiare i piedi cos da suggerire che quello era il
suo modo normale di stare al mondo. Nihil cap che l'insolito
odore che aveva sentito quando erano arrivati proveniva
da quell'anziano signore. Era tanfo di vecchiaia
sedentaria che si mescolava a un profumo da uomo. Negli
ultimi anni prima di morire anche il suo bisnonno aveva
quell'odore, e per un attimo, prima che il signor Niles parlasse,
Nihil fu catapultato indietro nel tempo.
Non devi spaventarti, tesorino disse la signora Niles
a Devi, che si era rifugiata subito fra le sue braccia. Vieni,
ti porto io a salutare lo zio. Prese Devi per mano e l'accompagn
verso il vecchio. Nihil si fece avanti e si mise accanto
alla sorellina, con Suren e Rashmi un passo indietro.
La padrona di casa si rivolse all'uomo a voce alta. Loro
sono i bambini nuovi che abitano nella casa di fronte. Poi
si gir verso i quattro. Questo  il padre di Kala Akki. Gli
somiglia, vero?
Suren e Rashmi salutarono quasi nello stesso momento,
ma Nihil e Devi rimasero ammutoliti a fissare il signor Niles.
I suoi capelli, che evidentemente erano bianchi da cos
tanto tempo che ormai si stavano ingiallendo, erano ancora
soffici e lucidi sopra le sopracciglia severe che si univano
al centro, sovrastando due occhi in continuo movimento
e orecchie da cui spuntavano ciuffi di peli scuri che
non si abbinavano al resto. Aveva le braccia lunghe, una ripiegata
dietro la testa, l'altra abbandonata sul pavimento,
con le dita che fluttuavano sopra una pila ordinata di fazzoletti
bianchi. Per i suoi occhi, pens Rashmi, spostando
i propri dai fazzoletti al fluido che colava lentamente lungo
un solco ben scavato attraverso la guancia del signor Niles.
Perch lo zio piange? si inform Devi.
Non sta piangendo. Aveva una cataratta spieg la
signora Niles ed  stato operato, ma qualcosa  andato
storto. I medici stanno ancora cercando di capire aggiunse,
rivolgendosi alla signora Herath, che aveva lasciato
Kala Niles davanti alla porta principale, riccamente decorata,
e aveva raggiunto gli altri.
Devi, con le mani intrecciate dietro la schiena, fece correre
lo sguardo sul vecchio, dalla testa ai piedi. Perch
non ci dice niente?
Probabilmente adesso  stanco, tesorino le rispose la
signora Niles.
Io parlo quando ho qualcosa da dire disse il signor Niles
con voce profonda, guardando la bambina. Ma a quanto
pare Kala ha gi parlato anche troppo e l'unica cosa da dire
 che spero ti piaccia suonare il pianoforte, perch non sar
divertente stare con lei quando  di questo umore.
Nihil sorrise al signor Niles. A quel punto era certo di
non dover rinunciare al cricket perch, protetta dalla premura
e dall'intuito dell'anziana coppia, Devi sarebbe stata
abbastanza al sicuro. Proprio in quel momento il signor
Niles pos lo sguardo su di lui e quel pensiero rimase bloccato
tra il rimorso di aver fatto la proposta e il sollievo di
poterla ritirare.
Ti ho sentito cantare, il giorno del vostro arrivo, e mi
sono ritrovato a chiedermi come mai la tua voce suonasse
diversa dalle altre disse il signor Niles. Adesso lo so.
Parl lentamente, quasi come se avesse rimuginato su quel
pensiero molto a lungo. Ci sono pochissime cose nella
vita per cui vale la pena di rinunciare ai propri sogni, figliolo.
Trova qualcosa da tenerti stretto, solo per te stesso,
perch alla fine sar tutto ci che avrai. Ci che tieni per te
stesso. Vieni a parlare con me quando avrai trovato qualcosa
da tenere. Non puoi tenere per te la tua sorellina. Perch
lei non rester con te.
Nihil sent un presentimento forargli le piante dei piedi
e attecchire, per poi risalirgli pian piano su per le gambe,
fino allo stomaco e oltre, per fermarsi chiss dove nel
petto. Prese Devi per mano e fece dietrofront.
E una gentilezza dire la verit gli mormor il signor
Niles alle spalle, mentre si allontanava, poi aggiunse sottovoce
soprattutto ai bambini.
A presto! disse Rashmi salutando la signora Niles.
Suren fece un cenno di saluto al signor Niles, e promise:
Dir a mio fratello di venire a trovarla.
Il signor Niles sorrise. Sar importante per lui farlo.
Nihil usc da quel posto pi in fretta che pot, trascinandosi
dietro Devi, e non si ferm neppure quando la
gonna della sorellina rimase impigliata in un cespuglio spinoso
che cresceva accanto alla porta d'ingresso di casa Niles
e lei strill: Aspetta! Nihil! Piantala di trascinarmi
cos!. Dopo che il cancello si fu chiuso alle loro spalle,
sua madre lo rimprover per una moltitudine di colpe: per
l'incapacit di nascondere ci che pensava di Kala Niles,
mettendo cos a repentaglio le carriere musicali dei suoi
fratelli, per la sfacciata e indiscussa decisione di rinunciare
al cricket, sport in cui al momento eccelleva, e per averla
costretta ad andarsene da quella casa senza poter conversare
con il signor Niles, che era chiaramente molto malato
e bisognoso di compagnia.
Ascoltando la madre mentre camminavano tutti in fila
dietro di lei, costeggiando le lunghe siepi e passando sotto
i rami degli alberi di sai mal che si intrecciavano a volta
sopra la strada, Suren prese la mano libera di Nihil nella
propria. Rashmi prese quella di Devi. Nihil si sent sostenuto
da quella chiara, ancorch silenziosa, difesa delle sue
azioni, e dal grado supplementare di sicurezza che percepiva
nel gruppo. La quieta fermezza di Suren e la sensibile
sorveglianza di Rashmi costituivano un ulteriore supporto
al ruolo che lui si era assunto - senza chiedere a nessuno
cosa ne pensasse - di primo guardiano di Devi. Nessuna
maestra di pianoforte dalla lingua biforcuta sarebbe mai
riuscita a farle del male, quando camminavano tutti insieme
cos, pens il bambino con una giusta dose d'orgoglio.
Era una sensazione che sarebbe durata solo fino
all'ora di andare a dormire, il momento della giornata che
a Nihil piaceva meno. Quello in cui Devi veniva affidata
completamente a Rashmi che, per quanto volesse bene alla
sorellina, secondo lui non aveva a cuore la sua sicurezza
con la stessa intensit e preoccupazione.
Per Nihil sarebbe stato di grande aiuto sapere che
quella sua convinzione era sbagliata, e che le sue stesse
paure aleggiavano nella mente dei fratelli maggiori, ma si
trattava del genere di informazioni che Suren e Rashmi
non condividevano con nessuno: ritenevano pi prudente
tenere per s ansie e preoccupazioni, per non allentare mai
la vigilanza. Anche loro erano a conoscenza della notizia
della fragilit della vita di Devi, notizia che era, in realt,
null'altro che superstizione, una congettura pura e semplice,
ma che nelle loro menti portava con s l'autorevolezza
del passato - quando, ne erano sicuri, l'esistenza di
altri bambini era stata sconvolta da un capriccio del fato
che aveva fatto coincidere la loro nascita con quella data
sfortunata - ed era divenuta la responsabilit principale
della loro vita.
Rashmi, per esempio, si alzava pi volte, ogni notte, per
mettere le dita sotto il naso della sorellina e assicurarsi che
fosse ancora viva sentendone il respiro e la tiepida umidit
della pelle, mentre ogni sera Suren andava a dormire solo
dopo avere recitato - a voce bassa ma percettibile, in direzione
del letto di Devi - una preghiera speciale che aveva
composto personalmente. Nihil invece non aveva sistemi
particolari per rassicurarsi. Lui aveva soltanto il peso di
responsabilit e paura che rendevano agitate le sue notti e
immancabilmente assillanti i suoi sogni.
Ma quella notte, la notte del giorno in cui aveva incontrato
per la prima volta il signor Niles, quando il tempo
aveva ormai placato i suoi dubbi iniziali, Nihil sent un piccolo
sollievo in fondo al cuore. Se fosse riuscito a trovare
qualcosa da tenere per se stesso, come gli aveva suggerito
il vecchio signore, forse questo l'avrebbe aiutato a portare
il suo fardello con pi serenit. Ma cosa poteva essere? Il
ragazzino se ne stava sdraiato a letto, riflettendo. Il cricket
ormai era stato sacrificato. Agli scacchi avrebbe rinunciato
ben volentieri, se solo avesse avuto l'et per farsi valere. Le
sue piccole produzioni teatrali casalinghe non erano niente
di che. Cos'altro restava? Niente, pens, assolutamente
niente, a parte la sua sorellina, che era un piccolo miracolo
dolceamaro, pieno di bisogni e doni al tempo stesso. Proprio
mentre gli occhi di Nihil cominciavano a inumidirsi
per la particolare sfortuna del suo ordine d'arrivo in famiglia
e per il modo in cui la nascita di Devi aveva trasformato
lui da piccolo di casa in fratello maggiore, una specie
di babysitter... la voce di Suren interruppe i suoi pensieri.
Cosa mi dici delle tue poesie al contrario? gli chiese,
preveggente.
Quali poesie?
Quelle che reciti al contrario per i nostri spettacoli
spieg Suren.
Nihil guard il fratello mettersi un sarong cremisi e sfilarsi
poi da sotto i calzoncini color kaki. L'iniziazione di
Suren al mondo dei sarong era recente, perci il nodo si
sciolse e l'indumento gli cadde pi volte mentre eseguiva
quella manovra tipica da uomo adulto.
Normalmente Nihil sarebbe scoppiato a ridere, o
avrebbe mormorato qualcosa riguardo al momento in cui
anche lui avrebbe ricevuto un sarong, ma non quella volta.
Quella sera si limit semplicemente a guardare Suren che si
raddrizzava e si sfilava la camicia per prepararsi a dormire.
Le poesie sono facili disse Nihil.
Lo so. Ma se  facile recitare poesie, discorsi e canzoni
a rovescio, questo vuol dire che devi avere un modo speciale
di guardare le parole.
Infatti. Io le vedo come se fossero figure.
Pu essere questa la cosa speciale da tenere solo per te,
come ti ha detto il signor Niles disse Suren, sdraiandosi
nel letto e tirandosi sulle gambe un vecchio lenzuolo liso e
morbido, che lasciava scoperti i piedi.
Ha detto che devo trovare qualcosa da custodire dentro
di me. Significa che non verr da sola, quella cosa. Sono
io che devo cercarla replic Nihil quasi in tono interrogativo,
cercando conferma.
Pensaci tutti i giorni e prima o poi verr ribatt Suren,
prima di chiudere gli occhi.
Fu cos che Nihil scopr che la sua cosa-tutta-sua erano
le parole. Parole a rovescio e parole a diritto, parole nelle
immagini, parole in poesia ma, soprattutto, parole in prosa.
Una parola dopo l'altra di quelle che leggeva nei libri che
il signor Niles gli regalava. Parole con le quali tirava fuori
altre parole dalla bocca del signor Niles e parole che aiutavano
il suo cuore a riposare un po'. Parole con le quali
scuciva segreti a Raju, gentilezze a Lucas e un lasciapassare
a Sonna Bolling. Parole con cui ricordare lo schiocco
secco delle palle di cuoio rosso contro le mazze da cricket.
Parole per chiedere spiegazioni e parole per maledire il
mondo. Ma anche parole per consolare Devi e, in seguito,
se stesso, quando lei gli scivol fra le dita e pass oltre il
mai esplicitato, ma costante, bisogno delle sue parole.
...
.
...
Altrove.
...
.
...
Mentre gli abitanti di Sai Mal Lane a poco a poco si prendevano
le misure a vicenda, gli adulti parlando di arredamento
e giardinaggio, oppure politica e lavoro, i bambini
trovando giochi migliori da fare ora che erano abbastanza
da formare due squadre, la strada principale che incrociava
la via segnava un confine oltre il quale c'era un paese
in cui si preparavano guai.
Il genere di guai che presto si sarebbe riversato fuori dagli
argini e avrebbe inondato la nazione, trasformando le
piccole pozze di preoccupazione e le lacrime occasionali
di Sai Mal Lane in veri e propri affluenti di malcontento
popolare.
Facciamo quindi una pausa, per capire gli eventi che si
stavano svolgendo altrove lontani dai giochi dei bambini
di Sai Mal Lane.
Primo, lo sciopero generale che il signor Herath aveva
tacitamente sostenuto, quello organizzato dal suo amico
Vasudeva e costato anni di pianificazione, fu un fiasco monumentale,
un fallimento; lui torn a casa dicendo che la
decisione presa dai pi alti funzionari del governo, di licenziare
chiunque avesse partecipato allo sciopero, era
stata discussa nel porto, a bordo di una nave, perch non
c'era nessun edificio governativo disponibile dato che non
c'erano pi lavoratori.
Hanno annunciato che ogni impresa possibile e immaginabile,
sia pubblica che privata,  da considerarsi un servizio
al paese, raccont il signor Herath alla moglie e hanno
licenziato tutti per non essersi presentati sul posto di lavoro.
Quasi ottantamila persone. Cos, come se niente fosse. I bastardi,
poi, hanno vietato qualsiasi incontro pubblico, per
cui i raduni dei lavoratori sono fuorilegge, ma quelli del governo...
loro si sono incontrati, loro hanno organizzato comizi
e raduni di massa con tutti i loro sostenitori, loro.
E Vasu? Non pu fare niente?
Niente. Siamo finiti. Tutti. E non apr pi bocca. La
signora Herath non ebbe bisogno di chiedere chi fossero
quei tutti. Sapeva perfettamente che anche loro facevano
parte del gruppo.
A peggiorare la situazione, con una mossa a sorpresa che
pochissimi avevano previsto, l'ex primo ministro Sirimavo
Bandaranaike fu privata dei diritti civili e interdetta dai
pubblici uffici per sette anni, e bench fosse comunque rimasta
al timone, il suo partito, lo Sri Lanka Freedom Party,
o SLFP, appartenente all'area della Sinistra moderata, cominci
presto a naufragare. L'unica persona che si riusc a
trovare per sostituirla alle successive elezioni, Hector Kobbekaduwa,
non poteva neppure sognarsi di raggiungere la
statura politica su cui lei aveva potuto contare in quanto
prima donna capo di stato al mondo, matriarca amatissima
che la cittadinanza si era abituata a chiamare non con il suo
nome o con il suo ruolo ma, semplicemente, Madre, titolo
che tutti consideravano appartenere di diritto a chi era, da
un punto di vista politico e morale, immacolato.
Il signor Herath prese malissimo il crollo della signora
Bandaranaike. Lucas forse intu che qualcosa non andava
dal costante incremento del consumo di sigarette da parte
dell'uomo, ma non disse una parola in proposito, nemmeno
quando Koral fece domande. Si limit a ripetere il
mantra di Alice, le poche parole d'inglese che sua moglie
conosceva, Ours is not to reason why, ours is but to do and
die, A noi non tocca capire, a noi tocca fare e morire,
parole che mormorava con un certo grado di entusiasmo
ogni volta che consegnava al signor Herath un pacchetto.
Solo la signora Herath, comunque, conosceva la reale profondit
della disperazione di suo marito.
La situazione continuer a peggiorare le disse lui il
giorno in cui fu annunciata l'operazione, e pronunci quelle
parole prima ancora di aver messo gi la valigetta di cuoio,
e con un tono che trasmise alla moglie una tale ansia da farle
addirittura dimenticare di rimproverarlo per avere appoggiato
un mucchio di carte sul suo amatissimo pianoforte.
Grid a Kamala di portare due tazze di t. Aspett che
il marito si cambiasse e mettesse un sarong, poi prese i suoi
abiti da lavoro, e poich il signor Herath di rado portava la
cravatta, non fece caso a quella rimasta nel mucchio di vestiti
che gett tra i panni sporchi.
Adesso cosa succeder? chiese, offrendo al marito lo
spunto che gli serviva. Si sedette sul bordo del letto, si appoggi
alla finestra con un cuscino dietro la schiena e cominci
a pettinarsi, ascoltando il signor Herath elencare
le svariate miserie che li aspettavano a causa della politica
economica condizionata dai mercati adottata dal governo
dello United National Party, lo UNP: debiti, povert
diffusa, colonizzazione, privatizzazioni, furto delle risorse
nazionali, fine dell'autosufficienza, lussi che nessuno si sarebbe
potuto permettere, beni di prima necessit a cui nessuno
avrebbe pi avuto accesso e, come risultato di tutto
ci, una societ biasimevole piena di bisogni, avidit e
alienazione, molto simile a quella americana, e via dicendo.
Per quanto abituata al totale pessimismo del marito riguardo
al governo, e alle sue opinioni sugli Stati Uniti, la
signora Herath si sent incurvare le spalle sotto quell'interminabile
elenco di novit negative e di infinite umiliazioni
che li aspettavano, ma quando Nihil si affacci alla tenda
che chiudeva la camera da letto dei genitori per chiedere
se ci fosse qualcosa che non andava, la donna fin di legarsi
l'estremit della lunga treccia con un nastro, stringendo
forte, e gli rivolse un caldo sorriso.
Va tutto bene rispose alla fine.
Nihil si volt a guardare il padre. Anche Devi, che
l'aveva seguito nella stanza, rimase in attesa di una conferma
che tutto andasse effettivamente per il meglio, per
poter poi tornare a giocare e a occuparsi delle loro faccende.
La bambina strizzava ritmicamente fra le piccole
mani una palla Arpico di gommapiuma multicolore, le labbra
tese e risucchiate fra i denti.
Il signor Herath bevve un sorso di t. La signora B 
stata privata dei diritti civili.
I bambini queste cose non le capiscono intervenne la
signora Herath, che poi sorrise di nuovo a Nihil. Voi non
dovete preoccuparvi di niente, tesoro. I governi vanno e
vengono, e voi non avete ancora l'et per votare, quindi a
questi problemi non dovete ancora pensare.
Dovrebbero sapere... inizi il signor Herath.
Ma perch? ribatt lei. Sono troppo piccoli.
Proprio in quel momento si sent la voce di Rose che
chiamava Rashmi, e i due piccoli Herath lasciarono i genitori
e corsero dall'amica, cos la signora Herath non dovette
sottrarre i bambini al malumore e agli sfoghi politici
del marito, e il signor Herath non fu costretto a riformulare
le proprie opinioni in un modo comprensibile ai figli,
il cui interesse per qualsiasi argomento politico era in genere
fugace. Ma per il resto della giornata la signora
Herath lo vizi con una presenza sempre sollecita e con una
cena a base di stufato di coda di bue e pane di mais, cercando
di consolarlo un po'.
Alla fine, tuttavia, bench alcuni dei lavoratori per le cui
sofferenze il signor Herath si sentiva almeno in parte responsabile
fossero stati reintegrati nei loro posti di lavoro,
molti altri si suicidarono; nello scoraggiamento che segu,
molti - fatta eccezione per i pi ardimentosi e impegnati a
Sinistra - rinunciarono quasi a continuare la lotta per ottenere
la dovuta attenzione sul problema pi pressante del
momento: quelle che la minoranza tamil percepiva come
ingiustizie nei suoi confronti, ampiamente alimentate dai
sentimenti di gente come il signor Silva, che nutriva risentimenti
personali, e a malapena mitigate dai sentimenti di
gente come gli Herath, che non sentivano il bisogno di rassicurare
i vicini di casa tamil sulla propria benevolenza.
Che c'era, e tanto bastava, a loro parere.
Espressioni che balzavano fuori dal folto dell'inquietudine
reciproca, espressioni che in precedenza non si
erano praticamente mai sentite, come minoranza tamil e
maggioranza cingalese cominciarono a entrare nel gergo
comune dei salotti in tutto il paese, e per le strade le parole
Language Policy venivano ripetute spesso, e con gran
scrollare di teste, mentre si diffondeva sempre pi la voce
che i moduli da compilare per richiedere questo o quel
servizio negli uffici postali e nelle banche erano stampati
soltanto in cingalese.
Perch dovremmo avere tutto scritto anche in tamil, in
fondo? chiese il signor Silva alla moglie, mentre lavorava
in giardino. Che necessit c'? C' tutto scritto in cingalese
e, per quelli che non sanno leggere il cingalese, c' la
versione inglese. Lo sanno tutti, l'inglese, e chi non lo conosce
farebbe meglio a impararlo.
L'inglese  una lingua universale convenne la signora
Silva, che di recente si era abbonata a un secondo quotidiano
in inglese, costringendo i figli a leggerlo ogni fine
settimana. Ignorava il segnale evidente della loro mancanza
di cultura, dimostrata dal fatto che soltanto due sezioni
del giornale apparivano regolarmente stropicciate: le
pagine sportive e quella dei fumetti.
Proprio in quel momento arrivarono Nihil e Suren, entrambi
con un cesto pieno di felci prelevate dalle piante
pi rare del giardino della madre. Amma vi manda le due
piante che volevate, la felce pineapple e l'asplenio, e anche
qualche altra specie disse Suren.
Fatevi aiutare dai ragazzi per piantarle! grid la signora
Herath dal suo giardino dove stava bagnando un
nuovo jambul. Il signor Silva si avvicin alla parte di
vialetto di pertinenza degli Herath e si ferm, con una
mano sul fianco e l'altra sul manico della vanga, a parlare
della tecnica migliore per piantare le felci e delle loro esigenze
di ombra e acqua.
Voi non siete d'accordo, ragazzi? chiese la signora
Silva. Non dovremmo parlare tutti in inglese?
Amma vuole che noi quattro parliamo tutti un buon
inglese, ma Tha vorrebbe anche sentirci parlare un ottimo
cingalese la inform Nihil, offrendole la collezione di
felci. Appena fu alleggerito di quel peso si chin e si gratt
una puntura di zanzara che aveva sul polpaccio, lasciandosi
sulla gamba lunghe strisciate fangose.
A scuola impariamo anche il tamil aggiunse Suren.
Tha pensa che sia meglio imparare tutte e tre le lingue.
Pchah disse la signora Silva, schioccando la lingua
contro i denti e facendo seguire una smorfia con le labbra
sporgenti.
Stava pensando al suo Mohan e a come sembrasse sempre
incapace di prendere un bel voto nelle verifiche di lingua
tamil, a quanto andasse male in quella materia. Aveva
una sola F in pagella ed era sempre in tamil.
Lo pensa anche Amma, disse Nihil ma pi di ogni
altra cosa vuole che andiamo bene in inglese, ci tiene moltissimo.
Le lingue di minoranza sono una stupidaggine. Abbiamo
gi una lingua, ed  l'inglese tagli corto la donna
e, poich i ragazzini non obiettarono, anche se non sembravano
d'accordo, chiam fuori Jith e Mohan e mise tutti
e quattro al lavoro. Per il resto del pomeriggio i ragazzi
scavarono buche nel terreno, trasportarono piccoli vasi
da una parte all'altra del giardino e depositarono terra e
goma pohora secondo le indicazioni che ricevevano, chiacchierando
cordialmente in un miscuglio di lingue che non
includeva il tamil.
Forse potreste esercitarvi un po' di pi con il tamil
disse la signora Silva a suo figlio dopo che i ragazzi Herath
se ne furono andati, anche se prima si assicur che il marito
non fosse a portata d'orecchio. A quanto pare gli
Herath lo stanno imparando bene aggiunse.
E per cosa? chiese Mohan. Si freg i palmi uno contro
l'altro per liberarli dal fango secco, poi si pass le mani
sui calzoni corti, sotto gli occhi allibiti della madre.
Non fare cos! esclam lei. Guarda come hai conciato
quei calzoncini!
Io non sono n Suren n Nihil ribatt Mohan. Comunque
quei due non sanno un bel niente. E rientr in
casa come una furia, seguito da Jith.
Sentendo le ultime parole di Mohan mentre svoltava
l'angolo, il signor Silva domand: Cos' successo?.
No, niente sospir la signora Silva. Gli ho solo detto
che dovrebbe sforzarsi un po' di pi nello studio, tutto
qui. Entr in casa anche lei, pensando che con tutta probabilit
Mohan aveva ragione. I signori Herath sembravano
deprecabilmente ignoranti riguardo a certe questioni
fondamentali, perci quante possibilit c'erano che i loro
figli ne sapessero di pi?
In citt, intanto, le voci circolavano incontrollate. Voci
secondo cui la lingua tamil presto sarebbe stata bandita,
che i negozianti tamil stavano cancellando il termine tamil
dalle insegne, che i politici tamil si rivolgevano a tutti
solo in inglese e che lo facevano per paura. E se non tutte
le voci erano fondate, c'erano abbastanza ansia e paura in
circolazione da renderle credibilissime dalla prima all'ultima.
Il risultato fu che si cominciarono a gettare guanti di
sfida nelle sale dei consigli comunali dell'intero paese, con
la garanzia di riattizzare le fiamme dei conflitti interni. Nel
paese e all'estero, sia che coltivassero sia che respingessero
l'idea della secessione, i tamil seguivano con diligenza
le fortune di quei leader autodichiarati che sostenevano
di voler ferire di spada: Urna Maheswaran e Kuttimani
e, naturalmente, Prabhakaran, i cui sostenitori erano cresciuti
dalla prima, diffidente, raffazzonata folla che si era
riunita per ascoltare la sua dichiarazione di guerra, quattro
anni prima, a Jaffna, ed erano diventati una forza ordinata
e ben organizzata, dotata di molteplici settori che includevano
le pubbliche relazioni, la propaganda e varie squadre
di kamikaze in addestramento. Tutto ci ora aveva anche
un nome: Liberation Tigers of tamil Eelam, le Tigri
per la Liberazione della patria tamil, o LTTE. Le alleanze
si formavano e poi si rompevano, per riformarsi di nuovo
non soltanto tra fazioni tamil che tentavano di contrastare
Prabhakaran e ottenere il comando delle squadre di guerriglieri
a Jaffna, ma anche con chi era convinto che la giusta
combinazione di gruppi politici regolari potesse assicurare
la pace. Si cominciarono a ordinare assassini, a tal
punto che, presto, non ci sarebbero pi stati leader eletti
a rappresentare i tamil, ma esclusivamente una leadership
tutto-o-niente che immaginava, ovvio, di potersi accaparrare
tutto. La possibilit di andarsene con il niente non veniva
neppure presa in considerazione.
E qui, in Sai Mal Lane, tre persone avevano l'intensa
percezione che qualcosa nel loro modo di vivere stava impercettibilmente
cambiando: il signor Herath, a causa del
suo lavoro e del suo impegno politico; il signor Niles, che
assorbiva tutto tramite i notiziari che ascoltava, alternativamente
in tamil e in inglese, alla radio; e il signor Silva,
che si sentiva rinvigorito dalle linee precise che andavano
tracciandosi tra i suoi colleghi. Per il resto, la vita proseguiva
come sempre. Raju veniva quotidianamente travolto
dai suoi pesi, Sonna continuava a cercare di capire in che
punto della gerarchia sociale del vicinato si piazzassero i
fratelli Herath, e i ragazzi Herath cambiavano.
...
.
...
Il musicista.
...
.
...
Quello di primogenito o figlio maggiore non era un ruolo
di cui Suren andasse particolarmente orgoglioso. Infatti
scaricava su Rashmi molti dei suoi doveri, e cos spesso,
che la sorella si comportava come se fosse lei la pi grande:
si faceva avanti per ricevere istruzioni e prendeva in mano
la situazione quasi si stesse allenando a una vita dedicata a
crescere bambini. Ma Suren non poteva ignorare di essere
un maschio. Non poteva farci niente e, peggio ancora, non
poteva niente contro l'essere il primogenito. Gli veniva ricordato
ogni mattina, come se una bandiera venisse srotolata
e cominciasse a sventolare in una forte brezza; e lo richiamava
a gran voce prendendo l'aspetto delle speranze
che riempivano il suo programma quotidiano, fatto di musica
classica e scacchi avvolti in una ricca pastella di matematica:
il percorso testato e sperimentato verso una spensierata
vita da ingegnere.
A tredici anni, il giorno del suo compleanno per essere
precisi, Suren tent di alterare l'inesorabile corso della sua
vita. Io non voglio fare l'ingegnere annunci di colpo
attraverso il fumo delle candeline che aleggiava sopra una
torta fatta preparare su ordinazione dalla famosa bakery
Green Cabin, a forma di vagone ferroviario rosso. Una
torta molto pi adatta per un ragazzo diverso, e di un'altra
et. La torta, disposta al centro esatto del tavolo da
pranzo ovale, coperto dalla nuova tovaglia blu navy, era
circondata da vassoi colmi di eleganti sandwich con carote
e barbabietole, e croccanti cotolettine rotonde ripiene di
pesce, i piatti preferiti di Suren, che li chiedeva a ogni compleanno.
Davanti a quelle squisitezze ci si sarebbe aspettati
che Suren tacesse, ma lui, come gli altri bambini Herath,
stava crescendo. E crescere di solito significava che le
buone maniere - il comportamento che si aspettano due
bravi genitori che hanno allevato i loro figli come si deve -
erano destinate a essere scrollate via a mano a mano che i
bambini scoprivano la propria personalit, i propri gusti e
una moltitudine di altre caratteristiche, con le conseguenti
difficolt del caso. Per questo Suren non tacque.
La signora Herath, che aveva sempre provveduto alle
torte e festeggiato gli eventi pi importanti, si chin in
avanti per riaccendere una delle candeline azzurre infilate
nella base blu della torta. Agit il fiammifero che aveva
in mano per spegnerlo, poi rivolse un sorriso indulgente
al figlio maggiore. Ma che sciocchezza! Certo che vuoi
fare l'ingegnere. Lo vogliono fare tutti gli disse, non particolarmente
colpita dalle sue parole, ma decisa a domare
qualsiasi inopportuna espressione di libera volont. Perch
sapeva dove portavano atteggiamenti del genere: a
matrimoni inadeguati, matrimoni concordati in momenti
di spontaneit, anzich attesi fino al momento giusto.
Guarda i ragazzi Silva, per esempio continu. La madre
mi ha gi ripetuto varie volte che insiste perch studino
di pi e si migliorino. Il suo sogno  che almeno uno
dei due diventi ingegnere. Ma contrariamente a loro, tu, figlio
mio, sei un genio, e sei nato per fare l'ingegnere. E la
signora Herath scompigli i capelli del figlio, con aria rassicurante.
Suren, che era gi seduto a tavola, alz gli occhi sulla
madre, che appariva particolarmente vivace nel suo sari
rosa a fiori. I geni possono anche fare altre cose sugger,
imbronciato ma speranzoso.
Un genio pu scegliere, certo, convenne e corresse
al tempo stesso sua madre ma se fa scelte avventate, a
cosa gli serve essere un genio? Mmm? E si allontan da
lui per andare a prendere i suoi piattini da dolce preferiti,
di candida porcellana Dankotuwa, con i bordi delicatamente
pieghettati. Nel farlo, rivolse un pensiero pieno
di gratitudine al marito, che le aveva procurato quei deliziosi
piattini grazie a una conoscenza nella fabbrica che
li produceva, perch quel modello era destinato all'esportazione
e non alla vendita nazionale. All'epoca, infatti, il
paese era saldamente guidato dalla signora B, conservatrice
dal punto di vista fiscale; la sua politica di far cessare
le importazioni, accrescendo simultaneamente le esportazioni,
aveva garantito al paese un surplus di bilancio e un
riconoscimento perfino da enti come la World Bank, che il
signor Herath preferiva disprezzare.
Suren segu con lo sguardo i movimenti della madre
mentre considerava il suo pensiero. Sembrava aver senso,
eppure non l'aveva. Perch... a cosa serviva essere un genio
se poi gli era negata ogni scelta? In fondo, agli stupidi
si diceva cosa dovevano fare ed erano considerati stupidi
proprio perch ubbidivano sempre. Il ragazzino stava per
condividere questi pensieri con gli altri, quando gli giunse
un aiuto inaspettato. Suo padre parl.
E cosa vuoi fare, Suren? gli chiese, battendo il mozzicone
della sigaretta contro il pollice sinistro. Tap, tap, tap.
Suren si volt verso il padre. Ancora vestito con gli abiti
da lavoro, una versione modificata del costume nazionale
- pantaloni grigi e una tunica abbinata con il colletto alla
Nehru -, il signor Herath sedeva accanto a un tavolino per
il gioco degli scacchi, con gambe in teak curvato che sostenevano
una scacchiera riccamente ornata di ottone inciso.
L'aveva comprata all'unica asta a cui aveva partecipato insieme
alla moglie, rilanciando con tanta foga, ferocemente
preso dalla competizione, che alla fine non erano rimasti
soldi per la cappelliera con specchio su cui la donna aveva
messo gli occhi. Ma non importava. La signora Herath
aveva pareggiato i conti trasformando la scacchiera in un
tavolino da divano con tanto di tovaglia in seta, elenco telefonico
e telefono - quest'ultimo passato spesso con 4711
Eau de Cologne - sistemati in bell'ordine sopra. Aveva poi
appeso un orologio a cuc sulla parete sovrastante, riducendone
ulteriormente cos valore e prestigio. Eppure,
quello era l'angolo prediletto del signor Herath, proprio l
accanto al tavolino, come per scusarsi.
Non voglio studiare per diventare ingegnere ripet
Suren, con un velo di rabbia che gli incrinava la voce, anche
se la sua faccia rimase imperturbabile. Sono bravo
in matematica, ma in musica sono anche meglio.  questo
che voglio fare. Musica.
Rashmi guard sgomenta il fratello maggiore. Quella
non era una passione adatta al futuro. La musica era un
passatempo, non una vocazione. Eppure eccolo, Suren,
con gli occhi decisi, la bocca ferma, le spalle dritte, evidentemente
a proprio agio con quell'idea assurda.
Il signor Herath annu piano, si accese una sigaretta ed
esal un primo sbuffo di fumo. Vuoi studiare musica?
Suren sembr incerto. Il termine studiare era legato a
risultati e voti, e non era questo che lui voleva, soprattutto
dopo che un costante e regolare apporto di A in scuole
dove le A venivano distribuite con il contagocce gli aveva
impedito di godersi la vita in generale e la musica in particolare.
Vuoi suonare? chiese il signor Herath, guardando il
figlio e sforzandosi in tutti i modi di non perdere la concentrazione.
Il fallimento del recente sciopero e la situazione
della signora B erano pesi ingombranti nella sua
mente. Ma anche se il signor Herath non desiderava altro
che attaccarsi a quel telefono profumato e fare un giro di
chiamate a certi amici, per discutere di come soddisfare i
bisogni dei pescatori, dei contadini e dei poveri di citt,
cio coloro che non avevano voce - s, pensava in questi
termini - e della possibilit di far rilasciare alcuni compagni
incarcerati all'indomani dello sciopero, aveva
deciso di fare uno sforzo per essere presente all'indimenticabile
occasione dell'ingresso del figlio maggiore negli anni
dell'adolescenza. Si trattava di un prezzo caro da pagare e
il signor Herath voleva che la sua presenza contasse. Perci
ripet la domanda ancora una volta: Vuoi suonare?.
S,  questo che voglio. Suonare.
Ma tu suoni gi... intervenne la signora Herath, con
voce stridula, mentre qualcosa di familiare e bilioso le si
formava nella pancia, proprio come era sempre avvenuto
prima dell'insorgere di una preoccupazione. Tu suoni il
pianoforte. Tu suoni il flauto. E ho sentito dire che vuoi
perfino suonare la chitarra.
Possiamo tagliare la torta, adesso? intervenne Rashmi,
sapendo benissimo che al fratello maggiore serviva un'ancora
di salvezza e sperando che gli sarebbe stato grato per
quel diversivo. Ma Suren si butt a capofitto nella discussione.
Io voglio suonare, voglio fare musica per sempre. Non
voglio farlo dopo la scuola ed esercitarmi a suonare i pezzi
nel tempo libero... come un... hobby. Io voglio fare il musicista!
Concluse, incapace di trattenere quella nota di
trionfo alla fine del discorso.
I suoi genitori risposero contemporaneamente e per un
attimo Suren fu destabilizzato dall'armonia tra di loro, da
quel rimandare entrambi al futuro.
Sua madre, con il coltello per la torta in mano a enfatizzare
le sue parole: E come vivrai? Chi ti manterr? Chi
vorr sposarti?.
Suo padre: Bene. Ma se vuoi suonare, prima devi studiare
la musica.
Be', io taglio la torta annunci Rashmi, felice che almeno
Nihil e Devi appoggiassero la sua reazione all'atmosfera
che si stava scaldando tutt'intorno. Da una tale temperatura
non veniva mai niente di buono. Solo lacrime.
Alla fine qualcuno piangeva sempre. La ragazzina prese il
coltello dalla mano della madre e infil la lama nel dolce.
Nessuno sembr accorgersi che era stata lei a spegnere le
candeline sulla torta e che non avevano nemmeno cantato
Happy Birthday per Suren.
Suren fiss avvilito la fetta di torta nel piattino che
aveva davanti. La sua mente era lontana, molto lontana.
Stava pensando a Kala Niles, al modo in cui riusciva a trasmettergli
il proprio amore per la musica, con cura e affetto,
come se l'amore stesso fosse da custodire gelosamente.
Pensava a Tony, il figlio grande dei Sansoni, che
aveva portato Suren in casa sua e gli aveva mostrato la chitarra
nemmeno una settimana dopo il trasloco, e che gli
aveva suggerito di suonarla. Pensava ai Tissera, che si fermavano
ogni sera accanto alla recinzione di casa Niles per
ascoltare gli esercizi di Kala, ancora vestiti da lavoro, e a
come fosse evidente che non capivano niente di musica,
ma considerassero giusto e normale far parte del pubblico
della musicista. Pensava alle gemelle Bolling, che sapevano
cantare ogni canzone sentita alla radio, e senza il minimo
sforzo o difficolt. Pensava alla sua famiglia e a come le
loro vite fossero sempre state piene di musica, grazie a lui
e ai suoi fratelli che suonavano il pianoforte e cantavano,
per non parlare di tutti i concerti a cui i genitori li trascinavano
regolarmente, a seconda del gusto dell'una o dell'altro:
la madre a esibizioni di musica occidentale, dove gli
applausi, sempre educati e composti, venivano di tanto in
tanto coronati da una standing ovation e da molti inchini;
il padre a spettacoli di musicisti venuti dall'india oppure
locali, che si sedevano per terra e sembravano del tutto indifferenti
al pubblico, tanto che a malapena alzavano la testa
per vedere se qualcuno fosse andato a sentirli. Com'era
possibile che lui, Suren, fosse circondato da tutta quella
musica e poi gli fosse negato il diritto di vivere la sua vita
a tempo con i ritmi e i sottili equivoci del fraseggio musicale,
le accelerazioni e i rallentamenti e le attese, pi o
meno lunghe, pi o meno silenziose, tra le otto note, ordinate
e riordinate in modo da essere complementari a ci
che, esattamente e in quel preciso momento, erano i sentimenti
e le sensazioni del compositore e dell'ascoltatore?
Diatonica: si sent risuonare quella parola in testa. Cromatica,
pentatonica, esatonica, eptatonica, ottatonica, ogni iterazione
della scala offriva innumerevoli possibilit all'armonia.
Pens alla scala maggiore pitagorica, al comma di
Didimo, al modo in cui gli intervalli suonassero fuori dalla
melodia, quasi come se fossero note diverse. Era l, pens,
che le sue brillanti conoscenze matematiche si mescolavano
con l'amore per la musica. La musica era il regno in
cui il suo cervello matematico danzava libero.
Se ami la musica non ti serve studiarla disse alla fine
Suren, scegliendo il genitore in quel momento meno minaccioso,
anche se l'esperienza gli aveva insegnato che, se
c'era qualcosa da fare, suo padre rappresentava anche l'ultima
spiaggia.
A quel punto, sovrastando i mormorii ammonitori della
moglie, il signor Herath esercit la propria autorit aggiornando
la partita a data da destinarsi.
Ne riparliamo un altro giorno. Dai, Rashmi ha gi tagliato
la torta. E ora di mangiarla! disse. Spense la sigaretta
e schizz dalla sedia fregandosi le mani con l'aria di
chi ha voglia di festeggiare, come se anche lui, quando
l'occasione lo richiedeva, fosse capace di godersi abitudini
borghesi come le torte di compleanno.
L'altro giorno giunse, infine, e and in modo insolito,
ma con il solito risultato: non accadde nulla. Suo padre
torn a casa una sera e annunci che era riuscito a
trovare i biglietti per un concerto di Ustad Shahid Parvez
Khan. Accompagn Suren all'evento, poi scelse il dopocena,
con sottofondo di piatti e stoviglie sparecchiati, Kamala
che andava e veniva per eliminare ogni residuo della
cena, l'ora della sera che di solito era riservata a inutili discussioni
- perch, quale decisione si poteva prendere in
quell'oretta compresa tra la cena alle otto e il momento
di andare a letto, alle nove? - per esprimere la propria
opinione: Suren poteva essere mandato in India, a Bhatkhande,
per la precisione, per i suoi studi musicali.
La musica originale, spieg la musica che ha dato
inizio alla musica. Secondo il signor Herath, la lettura,
la scrittura, l'aritmetica, la coltivazione dei cocchi, l'igiene
e tutto ci che stava fra i due estremi aveva un'origine, e
nel presente non si poteva fare niente se non si ripercorreva
all'indietro la strada che portava a quell'origine e, una
volta l, non si leggeva tutto ci che fosse mai stato scritto
sull'argomento da chiunque, in qualsiasi parte del mondo.
Per quanto, se si era costretti a scegliere, allora era importante
leggere per primi i Grandi. La sua selezione di
Grandi era sparpagliata e multiculturale. Non faceva per
lui il miope aggrapparsi a una particolare nazione d'origine,
quando si trattava di argomenti fondamentali. S,
certo, anche l'America aveva la sua quota di Grandi, bench
quasi esclusivamente nella letteratura e nella fisica.
Dove?! chiese la signora Herath, in tono cos incredulo
che qualsiasi marito ragionevole avrebbe rifuggito
ogni ulteriore discussione. Ma la signora aveva un marito
irragionevole, uno la cui irragionevolezza prendeva
la forma dell'assoluta indifferenza verso questioni come il
tempo giusto per fare certe cose, il legame madre-figlio,
gli anni di diligente genitorialit che la donna andava fiera
di accumulare e, se non altro, la semplice logistica, perch
come si poteva mandare un ragazzino cingalese tredicenne
a vivere nella selvaggia landa indiana?
Bhatkhande ripet il signor Herath, come se sua moglie
non avesse sentito bene.
E tutto sarebbe potuto finire l, perch la signora Herath
era abilissima a demolire l'evocazione dei Grandi almeno
quanto suo marito lo era nell'evocarne il potere, se
non fosse stato per il fatto che Suren, tredicenne pieno di illusioni,
speranza e sollievo nel suo giovane corpo preadolescente,
esplose in una dichiarazione d'intenti. S, voglio andare
a Bhatkhande! Lo disse senza avere la pi pallida idea
di dove si trovasse quel posto, n quale grado di conoscenza
potesse conferirgli, n se il suo attuale livello di preparazione,
citato nel curriculum, fosse adeguato. Lo disse perch,
per la prima volta, gli era stato detto che c'era un posto dove
avrebbe potuto studiare musica, nient'altro che musica.
Fin cos, non in quel momento, ma molto pi tardi,
dopo una gran quantit di parole, tutte piene d'amarezza,
tutte pronunciate con il preciso intento di ricavarne il massimo
in termini di valuta emotiva, scambiata a tariffe da
mercato nero. Tutte pronunciate senza lungimiranza n
prudenza o considerazione per il soggetto o per il suo minuscolo
desiderio. E tutti e quattro i ragazzi Herath rimasero
svegli ad ascoltare, ascoltare, come vanno sempre le
cose con i genitori, per cui ci che riguarda i figli viene
messo da parte e gli adulti continuano a dilaniare le stesse
ossa stanche con le stesse stanche mandibole.
In quel caso, nel pieno del dramma la signora Herath
accus il marito di averle distrutto la vita, una devastazione
che, a quanto pareva, aveva preceduto la nascita del loro
primogenito, anche se i dettagli esatti di quella distruzione
non vennero rivelati. Lo accus di interferire in cose di cui
non sapeva un bel niente, come il modo giusto per tirare
su i figli. E lo accus di essere, in tutto, ma in particolare
nelle questioni di vita familiare, un incompetente nella migliore
delle ipotesi e sempre assente nella peggiore, perch
- e come avrebbe potuto negarlo, lui? - teneva molto di
pi alla politica che alla sua famiglia.
Dal canto suo, il signor Herath sparse calunnie sulla sua
capacit di fare la madre e la accus di non avere la necessaria
lungimiranza per riconoscere il vero talento, di rovinare
le vite dei suoi figli e di costringerli a vivere non come
loro avrebbero scelto ma come lei imponeva. Non erano
certo novit, ma avevano una nuova origine, e bench neppure
una delle cose che furono dette, da entrambe le parti,
fosse del tutto vera, neppure una era del tutto falsa, perci
entrambi se ne andarono a letto con il cuore ammaccato.
Nella camera dei maschi, dove i quattro figli si erano
riuniti, c'era la netta sensazione che quell'ultima delusione
di uno di loro fosse servita a rafforzare i legami reciproci.
A un certo punto, nel corso del lunghissimo litigio
- il primo che si fosse trascinato ben oltre l'ora in cui
i bambini andavano a dormire - Suren e i suoi fratelli capirono
che lui a Bhatkhande non ci sarebbe mai andato,
non perch uno dei genitori avesse preso quella decisione
esplicitamente, ma perch il desiderio di Suren di immergersi
a fondo nella musica, in quella casa sarebbe sempre
stato condizionato da ci che smuoveva le emozioni degli
adulti, di qualsiasi cosa si trattasse.
...
.
...
Non soltanto il piano.
...
.
...
A Suren non restava altro, a quanto pareva, che le lezioni
di pianoforte, approvate da entrambi i genitori, perci cominci
ad andare a casa di Kala Niles, con gli spartiti sottobraccio,
rassegnato al suo destino. Se avesse fatto pi attenzione,
Suren avrebbe intuito che Kala era consapevole
dell'eccezionaiit del suo talento, ma anche dell'amarezza
della sua delusione, perch quando decise di condividere
con lui la propria collezione di dischi, il primo che scelse
fu i 3 Intermezzi, op. 117 di Brahms.
Brahms diceva che gli Intermezzi erano ninnenanne
per consolare i suoi dispiaceri gli disse. Gli porse il disco
e indic le due righe scritte sull'etichetta rotonda al centro:
Schlaf sanft mein Kind, schlaf sanft und Schn! Mich
dauert's sehr, dich weinen sehn. E dal momento che non
tradusse quelle parole, perch si guard bene dal dirgli
Dormi, dormi, mio amore, dormi bene, bambino, che mi
fan male al cuore queste lacrime, piccino, Suren si limit ad
ascoltare semplicemente la musica, un'onda gentile che alternava
ci che si sentiva e ci che si ricordava, in cui ogni
nota sbocciava in piccoli fiori delicati, e quando fu alla fine
sfior il disco con reverenza.
Devi stare sempre molto attento, Suren, quando lo
usi si raccomandava Kala ogni volta che toglieva dal giradischi
il panno che lo copriva, fatto di un tessuto che aveva
ricamato con le sue mani a note colorate quando era ancora
adolescente.
Seduto a gambe incrociate sul pavimento della camera
dell'insegnante, Suren ascoltava compositori di cui fino a
quel momento aveva solo sentito parlare e mentre ascoltava
la loro musica sentiva che gli parlavano delle vite di
suo fratello e delle sue sorelle, delle difficolt e della naturalezza
delle loro infatuazioni quotidiane. Nell'Arabesque
n. 2 di Debussy colse i passetti di Devi, nei 6 Pezzi, op. 118,
Ballata in Sol minore di Brahms vide il movimento degli
aquiloni che volano in cielo e, ascoltando Oceano, lo
Studio op. 25 n. 12 di Chopin, percep le proprie paure e
quelle dei suoi fratelli. Nella musica che si innalzava cos
maestosa dai solchi concentrici dei dischi in vinile scopr le
sue note preferite, l'eroico Mi bemolle, il gentile Sol minore
e la perfezione del Do diesis maggiore, le note a cui
sarebbe tornato, un giorno, quando avesse composto il
suo primo pezzo musicale.
Una cosa, comunque, Suren la sapeva. In Kala Niles aveva
trovato una persona adulta che lo accettava pienamente,
che era pronta a sostenerlo ma anche a lasciarsi guidare dal
suo talento innato. Sapeva anche, Suren, perch gliel'aveva
detto la signora Niles, che Kala parlava di lui con le colleghe
che insegnavano pianoforte e che quando descriveva la
sua incredibile bravura si riferiva a lui dicendo il mio prodigio.
Le dita di Suren avevano la fortunatissima articolazione
che dava forza e autocontrollo al tempo stesso. Il suo impetuoso
si tranquillizzava nell'incalzando per dirigersi poi, se
non verso le mezze note delle raga che aveva cominciato ad
ascoltare grazie a suo padre, almeno verso interpretazioni
fino a quell'epoca tenute nascoste all'insegnante. Arrivava
con la faccia seria, determinato a conquistare a ogni costo
qualsiasi pagina di vecchi spartiti che Kala avesse deciso di
mettergli davanti. Tornava a casa dopo averle trasformate
in pezzi in cui le note corrispondevano alle sue dita, ma in
cui le esitazioni e le pause suonavano estranee alle orecchie
della maestra. Al tocco di Suren, le biscrome si increspavano
come mille minuscole onde e gli staccato schioccavano con
un'urgenza che, una volta alla settimana, portava Kala Niles
a uno stato di estasi, placato soltanto da quei suoi breve
tanto prolungati da spezzare il cuore, che fremevano nel silenzio
di una nota ricordata e facevano sembrare cannonate
i ticchettii del metronomo.
L'attesa di Kala Niles per le lezioni di Suren divenne a
un certo punto talmente spasmodica che l'insegnante inizi
ad aggirarsi in fondo al giardino di casa, dove, nascosta
dai cespugli della siepe, poteva sentirlo esercitarsi e aspettare
di cogliere il momento in cui il pezzo che lei gli aveva
insegnato cominciava ad appartenergli. Cercava ogni volta
di indovinare quale brano avesse scelto dalla prima scala
che provava per scaldare le dita. Chiudeva gli occhi e si
immaginava il foglio su cui il ragazzo aveva dissezionato la
musica, con gli accordi tonici, dominanti e subdominanti
ben ordinati e memorizzati. Se il pezzo era in La maggiore,
Kala vedeva gli accordi di La, Re e Mi scissi e trascritti.
Gliel'aveva insegnato lei, quel trucco, e Suren l'aveva assimilato
con facilit e lo utilizzava per padroneggiare ogni
brano che affrontava. Ma, soprattutto, Kala lo ascoltava
suonare. E non era la sola.
Senza dirlo a nessuno, le gemelle Bolling avevano aggiunto
una nuova abitudine alle loro giornate: accovacciate
davanti alla siepe che costeggiava il giardino della signora
Herath, stavano ore ad ascoltare gli esercizi di Suren
al pianoforte, anche se ogni volta che uno degli altri vicini
faceva la sua apparizione le due saltavano in piedi e fingevano
di essere immerse in una discussione, le facce vicinissime,
le teste chine, le dita intrecciate fra loro o quelle di una
in quelle dell'altra, come se si stessero bisbigliando segreti.
Un paradiso sussurrava Rose.
Anche meglio. Un inferno! mormorava Dolly, senza
che all'affermazione seguisse la solita risatina stridula.
La musica di Suren era allo stesso tempo ispirazione
e antidoto per le loro infantili infatuazioni, ma era un
gioco che potevano giocare soltanto mentre lui era seduto
al pianoforte. Nel momento preciso in cui smetteva di
suonare, la banalit tornava a invadere il mondo e loro ricominciavano
a sperare, contro ogni speranza, che il senso
della decenza e del rispetto in cui era stato educato - e che
doveva avergli insegnato a non respingerle -, combinato
con la purezza del loro bisogno, avrebbe assicurato Suren
all'una o all'altra. Le gemelle erano d'accordo nel pensare
che, con le attenzioni di Dolly gi puntate su Jith, la candidata
pi probabile era Rose.
In questo, nonostante tutta la miseria e l'approssimazione
della loro esistenza, le gemelle non erano diverse dai
bambini Herath: quando era il momento, desideravano il
meglio l'una per l'altra perch sapevano che la fortuna, se
mai avesse trovato il loro indirizzo, non si sarebbe trattenuta
a lungo, n moltiplicata.
A parte tutto, comunque, le gemelle potevano dedicarsi
all'ascolto della musica soltanto quando Sonna era
fuori casa. Il fratello, infatti, aveva accolto la loro amicizia
con gli Herath prima con sbalordimento e poi con una
buona dose di rabbia. Figurarsi, quelli vi considerano le
loro serve! aveva gridato quel primo giorno, stringendole
all'angolo dietro il cancello di Raju.
Non  vero! Ci hanno offerto il t con i biscotti. Su
un vassoio! aveva ribattuto Rose in lacrime, provando a
scappare da Sonna, che la teneva per i capelli appena pettinati
e intrecciati. Pi la bambina tentava di allontanare i
piedi da lui, pi doveva inarcare il collo all'indietro, cercando
disperatamente di alleviare l'acuto dolore che le tormentava
la testa.
Su un vassoio? biascic Sonna. Su un vassoio?
S! E ce n'era abbastanza per tutti, di ogni tipo di biscotto!
grid a propria volta Dolly, con la testa rovesciata
all'indietro da Sonna.
Non ci puoi impedire di essere amiche loro singhiozz
Rose quando finalmente lui moll la presa,
incapace di trovare una replica adeguata a quella storia dei biscotti
serviti su un vassoio.
Se vi vedo da quelle parti vi trascino via per i capelli
come la vesi in fondo alla strada. Perch  questo che siete
voi due. Due fottute puttane.
Quei litigi forsennati, che divennero frequenti e dolorosi
per le bambine, non venivano mai riferiti ai genitori.
Sia Dolly che Rose erano convinte, a ragione, che se il padre
avesse scoperto la pretesa di Sonna di autonominarsi
arbitro delle loro vite avrebbe potuto fare solo due cose:
o buttarlo fuori di casa, in mezzo a una strada, o pestarlo
finch non fosse stato troppo rotto per rimetterlo insieme.
E poich volevano tenere Sonna il pi possibile alla larga
dagli Herath, all'inizio Rose e Dolly andavano ad ascoltare
e qualche volta a chiacchierare solo quando non c'era
il rischio che Sonna tornasse all'improvviso e scoprisse
tutto. Alla fine, per, si fecero pi audaci e cominciarono a
giocare davanti a tutto il vicinato, non solo con gli Herath,
ma anche con il silenzioso figlio dei Tissera e perfino con
i ragazzi Silva, convinti a ignorare le opinioni dei genitori
dall'evidente divertimento dei giochi degli altri.
E a tutto ci, Sonna non sapeva dare una risposta.
Nel frattempo, il risentimento di Suren verso entrambi
i genitori - uno per avergli raccontato un sogno e l'altra
per averglielo distrutto - aveva messo radici in un angolo
nascosto del suo cuore. Quel risentimento si esprimeva di
tanto in tanto: per esempio, agli esami di met corso che
il ragazzino fece in modo di sbagliare, o quando dimentic
di portare a casa i risultati degli esami della London
Music School, per i quali la madre aveva pagato un contributo
extra e ai quali l'aveva accompagnato, standosene
poi seduta fuori dalla Masonic Hall mentre gli esaminatori
britannici, venuti appositamente per l'occasione, somministravano
i test di teoria e pratica della musica.
Oggi ho avuto un colloquio con la tua insegnante, Suren
disse una sera sua madre. Dopo cena.
Suren non apr bocca e sostenne il suo sguardo. La signora
Herath era sconcertata dall'espressione imperturbabile
del figlio, che aveva l'aria serena di chi  innocente e
sa di esserlo, rafforzata dall'evidente traccia di una vita interiore
del tutto personale. Nessun bambino di sua conoscenza
- e glien'erano passati per le mani a centinaia, ormai,
giunti a gruppetti frettolosi e mal assortiti e ripartiti in un
gruppo compatto, a passo di marcia, uniti dalla comune ammirazione
per lei - sarebbe mai potuto essere buono e bravo
come sembrava essere Suren. E aveva ragione. Nessun bambino
era cos. N Suren, con quella sua faccia da santarellino,
e di sicuro non Devi, la cui unica preoccupazione era
spremere da ogni giornata della sua vita il massimo divertimento
possibile, e di rado il divertimento  anche buono e
bravo. Non lo era Nihil, che avrebbe volentieri scambiato la
bont per la sicurezza, e nemmeno Rashmi, che, per quanto
apparisse completamente dedita alla bont, avrebbe presto
cominciato ad apprezzare le delizie delle cattive abitudini.
Consi mi ha detto che nella verifica di matematica
della settimana scorsa hai sbagliato quasi met delle risposte
prosegu la signora Herath. Mi ha presa da parte in
sala insegnanti. Era piuttosto preoccupata per te. Ha detto
che avevi finito il compito per primo e che l'hai consegnato.
Ed  rimasta scioccata quando l'ha corretto e ha
scoperto che era un disastro.
Suren non disse una parola, perch ci che avrebbe voluto
dire non poteva essere detto. Aveva deciso di dare un
taglio alla ripetizione continua degli stessi concetti. Era
stufo marcio di farlo, e si annoiava. La settimana prima
aveva provato - ed era riuscito - a fare il test di matematica
nazionale livello 10 del General Certificate of Education-
Ordinary Level del 1979, perci gli era sembrato del tutto
inutile convincere l'insegnante del livello 7A che sapeva dividere,
moltiplicare e costruire logaritmi quando in realt
sapeva fare ben altro. Anche se la professoressa di matematica
era la migliore amica di sua madre.
Qual  il problema? Non avevi studiato? Ma come hai
potuto fare tutti quegli errori? chiese sua madre, accigliata.
Suren alz le spalle. Se avesse divulgato i suoi esperimenti
sarebbe sembrato arrogante.
Lo struggimento che provava per il desiderio di dedicare
la vita allo studio della musica era ancora pi impossibile
da tradurre per la madre, la donna pi pratica, piena di
forza di volont e dedizione sulla faccia della terra. Come
poteva spiegarle che il suo amore per la musica nasceva da
una mente che bramava l'armonia, ma era costantemente in
tensione con i problemi pratici del vivere la sua vita, di occuparsi
dei fratelli, del farsi largo fra le mille banali pretese
della sua primogenitura?
Non lo so disse.
Ma come fai a non saperlo? La signora Herath appoggi
il mento sulle mani, la fronte aggrottata nell'espressione
di una preoccupazione autentica. L'aveva trascurato,
pens la donna, era l'unica spiegazione possibile
per l'imbarazzante situazione in cui si trovava ora. L'aveva,
semplicemente, lasciato da parte, non appena la sua
intelligenza e capacit di sopportazione erano state confermate,
come un vestito appena stirato, ed era passata a
occuparsi del successivo fra i figli. Rashmi non l'aveva neppure
presa in considerazione: quella bambina era nata perfetta.
Era stata distratta da Nihil, che non faceva altro che
darle nuove preoccupazioni, e da Devi, per via di tutte le
cose terribili dette alla sua nascita dall'astrologo, che confermava
le predizioni ogni volta che lei andava a visitarlo
e le spiegava la pergamena marrone punteggiata di simboli
e lettere che nessuno capiva tranne lui. Ammonimenti
sostenuti da ogni parente, amico ed estraneo sopra i quarant'anni.
Perfino le signore di Sai Mal Lane avevano riecheggiato
le oscure previsioni di Kala Niles su Devi, giusto
due sere prima, quando si erano fermate dalla signora
Herath a bere una tazza di t dopo aver dato un'occhiata
all'ultima novit del suo giardino, uno splendido albero di
fuoco, destinato a starsene un po' impacciato fra i graziosi
alberi di sai mal che crescevano ovunque, un po' come una
prostituta di strada in un simposio di vergini.
Non che ci sia qualcosa di cui preoccuparsi, disse la
signora Nadesan ma certo questa faccenda del 7 luglio
l'abbiamo sentita citare un po' tutte, una volta o l'altra.
Noi musulmani non crediamo in cose del genere,
aveva ribattuto la signora Bin Ahmed ma  sempre meglio
stare attenti. Prevenire  meglio che curare, in fondo.
Ero ancora una bambina, avevo nove anni, la prima
volta che ho sentito parlare di un morto aveva aggiunto
la signora Tissera, accavallando le gambe e sistemando il
corpo esile fino a occupare ancora meno spazio del solito.
La donna che veniva a cucinare da noi... be', suo figlio,
nato il 7 luglio, cadde nel nostro pozzo e mor affogato.
Conversazioni del genere, che sembravano ripetersi
sempre pi di frequente, l'avevano distratta e le avevano
impedito di rendersi conto che il figlio maggiore era a rischio,
pensava la signora Herath, senza distogliere lo
sguardo da Suren.
Parlo con il signor Pieris e gli chiedo di darti ripetizioni,
cos risolviamo il problema una volta per tutte. Ti rimetterai
in piedi presto, Putha, non preoccuparti.
Suren guard sua madre alzarsi e attraversare il soggiorno
per prendere la borsetta di morbido cuoio marrone.
Ne estrasse una piccola rubrica dalla copertina
rossa, piena di foglietti, e fece una serie di telefonate. Il ragazzo
ascolt l'affidabile musicalit del cerchio combinatore,
l'indice di sua madre infilato nello spazio di ogni numero
con brusca autorit, nel desiderio che il telefono si
sbrigasse. La ascolt parlare del suo calo nel rendimento
con una serie di amiche. Le sue migliori amiche: Consi,
Monica, Lakshmi e Chubba. Sua madre lo defin un inciampo,
un piccolo inciampo, per la precisione. Comunque
avrebbe mobilitato le forze delle ripetizioni private e
l'avrebbe riportato alla gloria di un tempo. Ora della fine,
Suren si stava chiedendo se non sarebbe stato pi coraggioso
limitarsi a rispondere correttamente alle domande,
ma ormai era troppo tardi per farsi venire i rimorsi. Il signor
Pieris sarebbe venuto a rinfrescargli un po' la matematica
e avrebbero cominciato il giorno successivo.
Come ulteriore ribellione, tuttavia, Suren inizi a prendere
in prestito la chitarra di Tony Sansoni, l'unico membro
della famiglia che interagiva con i bambini. Tony Sansoni,
che non sapeva suonare la chitarra, aspettava solo che
Suren gliela chiedesse. La richiesta di Suren e il fatto che
restituiva lo strumento in perfette condizioni elevarono il
livello della transazione e fecero pensare a Tony che un
tempo doveva averla saputa suonare quella chitarra, anche
se ora non se ne ricordava pi, perch altrimenti come
si spiegava che quel ragazzino musicista gliela riportasse
indietro con tanto rispetto? Con il passare del tempo si
rese conto di quanto fosse ridicolo tenere uno strumento
che non usava, uno strumento che qualcun altro, evidentemente,
adorava.
Puoi anche tenerla, oggi, Suren disse Tony un sabato
mattina. Non mi serve. E tese la chitarra al ragazzino, investendolo
con una zaffata di Azzaro pour Homme, un regalo
ricevuto di recente dal suo ragazzo.
Non posso comunque suonarla ancora, oggi, Tony
Aiyya replic Suren. Il suo programma quotidiano era
complicato dalle lezioni private di matematica. Aveva parlato
a voce bassa, in modo molto educato, ma, si rese conto
Tony, aveva tenuto la chitarra fra le braccia.
Tony si mise dietro l'orecchio un ricciolo che gli era scivolato
in un occhio. Allora domani. Puoi suonarla domani,
quando avrai tempo.
Suren ebbe un attimo di esitazione. La domenica andava
con le sorelle e il fratello, tutti e quattro vestiti di
bianco, al tempio di Dhaham Psal, e il resto della giornata
di solito era dedicato a prepararsi per la nuova settimana
di scuola. Portare a casa lo strumento poteva suscitare l'ulteriore
intervento di sua madre, perch di certo avrebbe
controllato come un segugio ogni nuova trasgressione alla
sua musica, in particolare con la chitarra, uno strumento
che la donna trovava inspiegabilmente grossolano. Perci
scroll il capo e rimise la chitarra nel suo astuccio, posato
sul divanetto in vimini della veranda dei Sansoni.
Il suo proposito dur ancora per un mese. Quattro settimane
pi tardi - grazie al fatto che Tony si sentiva sempre
pi in colpa per quella chitarra appartenente a un
non-pi-ragazzo che non la suonava mai, e che Suren impiegava
sempre pi tempo a rifiutarsi di tenerla e a rimettere
lo strumento su quel divano - la chitarra torn a casa
con lui, per rimanerci.
Quando smetti di suonarla puoi ridarmela, se vuoi gli
disse Tony, intuendo che quella poteva essere la spintarella
supplementare di cui Suren aveva bisogno. Ma davvero
preferirei che la tenessi tu. Io sto per trasferirmi all'estero
per studiare e non posso comunque portarmela dietro.
Due pensieri risuonavano nella testa di Suren e battevano
il tempo dei suoi passi mentre camminava per tornare
a casa: Andare all'estero per studiare e Adesso ho una chitarra.
...
.
...
Il segreto di Nihil.
...
.
...
L'affetto di Kala Niles per Suren ebbe il risultato di ammorbidire
il suo aspetto. Aveva iniziato a indossare gonne
scampanate dai colori pastello al posto di quelle severe, a
pieghe, che aveva sempre preferito, e a poco a poco era anche
diventata pi generosa nei confronti di tutti i bambini.
Tanto che perfino Nihil ricominci a prendere in considerazione
la possibilit di andare a casa dei Niles a fare lezione
di pianoforte. Subito dopo Natale Kala aveva permesso
ai quattro bambini Herath di aiutarla a tagliare la
frutta secca - mucchietti di uva sultanina e datteri, e poi
le noci - per aggiungere tutto all'impasto per il Christmas
Cake che stava preparando.
E prima, durante le feste di Deepavali, aveva accettato
di spostare la lezione a un altro giorno in modo che Nihil e
Devi potessero andare dai Nadesan e aiutarli a decorare il
vialetto d'ingresso per la festa ind delle luci.
Prendi anche i fiori aveva detto Kala Niles, porgendo
a Devi un sacchetto di carta marrone pieno di ramoscelli
del gelsomino nano che cresceva dietro casa sua, nel giardino
davanti alla cucina. Loro sanno come usarli per fare
ghirlande e cose del genere.
Devi aveva rubato qualcuno di quei fiori, uno da infilarsi
nella fascia blu alice, qualcun altro da pressare sotto le
copertine dei suoi bei quaderni, ancora intatti. A casa
Nadesan erano rimasti per ore seduti a gambe incrociate sul
pavimento, accanto alla signora Nadesan e al figlio dei Tissera,
aiutandoli a creare gli elaborati motivi cachemire e a
forma di cigni, dai bordi tracciati con riso colorato e poi
riempiti con polverine variopinte e petali di fiori. Era un lavoro
che richiedeva molto tempo, ma garantiva grandi soddisfazioni
agli Herath pi piccoli, che guardavano i disegni
prendere forma e restavano a bocca aperta vedendo ci
che riuscivano a creare sotto la guida esperta della signora
Nadesan. Il pomeriggio pass in modo molto piacevole, accompagnato
da una tazza di t liscio, caldo, aromatizzato
allo zenzero, e pi di una manciata di ceci caldi e speziati.
 cos bello che vorrei poter fare una foto! disse Devi
mentre andava da Kala Niles a consegnare il piatto di dolcetti
che i Nadesan mandavano come ringraziamento.
Meglio che vi sbrighiate a tornare a casa a darvi una
bella lavata per togliervi tutti questi colori dalla faccia e
dalle mani, prima che arrivi Amma disse Kala, cordiale e
sorridente, passando le dita su una striscia particolarmente
larga di vermiglio sulla guancia di Devi e macchiandosi.
S, Kala Niles aveva preso calorosamente in simpatia i
fratelli di Suren, e il suo calore non solo aveva l'involontario
effetto di far sentire Nihil pi rilassato quando era
nei paraggi, ma anche di fargli capire che tirar fuori qualche
parola da suo padre, il signor Niles, non era n gravoso
n di poca soddisfazione come si era invece immaginato.
Anzi, bench a volte, quando Nihil entrava in casa, il
vecchio signore sembrasse tormentato da un forte dolore
e si limitasse a girare lentamente la testa verso il ragazzino,
per poi sospirare senza dire una parola, Nihil continuava
a pensare che un posto gradevole per trascorrere il tempo
tra l'inizio della lezione di Devi e l'inizio della sua fosse accanto
al signor Niles. Era un bel posto dove sedersi, perch
l'angolo del signor Niles nella veranda parzialmente
chiusa era vicino alle rigogliose rose rampicanti della figlia,
i cui colori vivaci, giallo e rosso, uniti all'intensa, pura
fragranza sovrastavano in gran parte l'aspetto e l'odore di
vecchiaia e decadimento che vi aleggiavano.
Rendendosi conto che i rituali erano importanti per il
signor Niles, Nihil osservava una precisa routine. Mandava
Devi nella stanza per la lezione di pianoforte con una
spintarella tra le scapole, poi andava dal signor Niles in silenzio,
contando i fazzoletti che restavano ancora nella pigna
sul pavimento, accanto al vecchio. Trovava che quello
fosse un buon indicatore del grado di sconforto del signor
Niles: meno erano i fazzoletti, pi profondi erano i sospiri.
In quelle giornate Nihil si sedeva su una sedia e leggeva,
dopo che l'uomo aveva fatto capire con un sospiro di
aver notato il suo arrivo. Qualche volta il signor Niles gli
chiedeva della scuola, del mondo fuori o dei suoi genitori,
ma per lo pi taceva.
Alla fine, quando il peso di quei sospiri cominci a risultargli
pi lieve, e dopo notti di attenta riflessione, Nihil
sent che era arrivato il momento giusto per condividere il
suo segreto speciale. Aspett che il signor Niles avesse finito
la sua misera contorsione verso di lui prima di parlare,
in un silenzio sottolineato dalla poco fluida scala in
Fa diesis maggiore di Devi.
So ripetere qualsiasi parola a rovescio annunci. So
cantare canzoni, recitare poesie e scrivere frasi, tutto al
contrario. Come questa. Invece di dire Nella vecchia fattoria
ia ia ooh so dire la stessa frase cos: Hoo ai ai airottaf
aihccev alien. Cant il verso della vecchia canzoncina per
bambini e sorrise al signor Niles.
Bravo disse il signor Niles, anche se non sorrise. Gli
scapp una lacrima e se la tampon con un fazzoletto
bianco, liso, con una riga grigia che correva lungo i bordi.
Emmaif ni etnop lus avats ozzagar li recit Nihil. Il
ragazzo stava sul ponte in fiamme.
Stavolta il signor Niles sorrise. Felicia Dorothea Hemans...
allora leggi anche qualcosa di diverso da quei libretti
degli Hardy Boys con cui continui a presentarti qui, eh?
Nihil annu. Leggo poesia disse. Amma fa leggere
poesia a tutti noi.
Il signor Niles inarc le sopracciglia. E qual  la tua
poesia preferita? si inform, con aria divertita.
Oh, capitano! Mio capitano! rispose Nihil d'impulso,
mentre i restanti versi della prima strofa della poesia
gli inondavano la testa anche solo a citarne il titolo.
Whitman disse il signor Niles, e annu. Abraham
Lincoln. Guerra. E fiss gli occhi su Nihil, che se ne stava
seduto attento di fronte a lui e si chiedeva come mai fosse
la sua poesia preferita e non la sua capacit di recitare al
contrario ad aver colpito l'immaginazione del signor Niles.
Le celebrazioni alla fine di una guerra sono ancora
guastate dal ricordo dei morti disse il signor Niles.
Nihil, le cui preoccupazioni - con Devi sempre al primo
posto - erano cos vicine al cuore e al suo essere fisico, non
cap. Aveva imparato a recitare quella poesia con grande
sentimento: quel La nave ha superato ogni pericolo, l'ambito
premio  stato consegnato che si concludeva a voce
pi alta e con sguardo luminoso; il verso Sorgi, per te
 issata la bandiera, per te squillano le trombe in tono
implorante e accorato e, alla fine, quel Caduto, freddo,
morto pronunciato con il dovuto grado di dolore e amarezza.
Tutta quella perfezione, per, era arte imparata, non
sentita, perch nessuna delle situazioni di cui parlava
la poesia e che avevano sempre avuto un grande impatto
sulle generazioni del passato era una realt che Nihil potesse
capire davvero.
Il signor Niles, invece, al quale venivano letti i giornali
mattina e sera, e che ascoltava la radio in due lingue tutti i
giorni, taceva di fronte a quelle parole, perch le prendeva
in considerazione alla luce delle ultime novit. Da settimane,
ormai, arrivavano notizie di tensioni nel Nord del
paese, e dell'uccisione di molti oppositori di Prabhakaran.
Se ne parlava parallelamente alle notizie di altrettante tensioni
nelle aule del parlamento, dove i leader tamil erano
intrappolati fra due posizioni insostenibili, poich non
volevano appoggiare il gruppo terroristico guidato da
Prabhakaran, n riuscivano a strappare al governo qualche
garanzia riguardo alle concessioni che chiedevano per
i cittadini tamil di cui erano rappresentanti.
Sulla stampa e alla radio si ricordavano varie date, 1956,
1958, 1977, come se fossero solo quelli gli anni che contavano.
Ma cos'era successo alle cose che contavano sul serio?
Che fine avevano fatto i Capodanni, i Deepavali, i Vel,
i Ramadan e i Natali per cui l'intero paese si era fermato
e per cui lo spirito di tutti si era alleggerito? Dov'era il
paese in cui si acquistavano i libri nuovi per la scuola con
il loro profumo fresco e pieno di promesse, un profumo
amato dai bambini come Nihil, che lo inalavano con respiri
profondi e gli occhi chiusi, immaginandosi un nuovo
anno, una nuova classe, una nuova maestra, la possibilit
di scrollarsi di dosso una vecchia, fastidiosa reputazione
di bravo o cattivo, dov'era? Che fine aveva fatto il
paese con tutte le sue parate, le partite di cricket, i suoni
mescolati delle campane a festa per un matrimonio, il richiamo
alla preghiera e i dolci canti di pirith che si dipanavano
tutti insieme intorno al campanile, al minareto e alla
stupa? Quel paese sembrava diventato di colpo muto, era
come sparito, portandosi via tutte le sue tradizioni, perch
la radio e i giornali citavano solo date riferite a episodi
di violenza e tumulti, momenti in cui gente del tutto ordinaria
si era arrabbiata in un modo straordinario, e aveva
usato machete, pistole, fucili e fuoco come se omicidi e incendi
fossero la norma e non un'assoluta eccezione.
S, la guerra, disse il signor Niles non la vince mai
nessuno. E non aggiunse altro finch per Nihil non fu
l'ora di accompagnare Devi a casa e poi tornare per la sua
lezione.
Qualche settimana pi tardi, per, quando Nihil arriv
a casa Niles fu premiato da una rincuorante pila di fazzoletti
- segno evidente che il signor Niles si sentiva meglio -
e da un immediato saluto: Allora, Nihil, quei versi a
rovescio... esord. Tu pronunci ogni parola al contrario,
ma anche ogni frase, dico bene? Quindi potresti iniziare la
canzone o la poesia partendo dall'ultima parola e tornare
indietro fino alla prima, parola per parola, giusto?
Penso che potrei, s rispose Nihil, un po' accigliato.
Finora ho provato solo con versi singoli, ma immagino
che potrei farlo anche partendo dalla fine vera e propria.
Dovrei visualizzare la poesia intera, per vedere le parole
che sto dicendo.
Il signor Niles annu. Quindi tu vedi le parole mentre
parli o canti?
Devo vederle, altrimenti non so come sono composte.
Devo pronunciare ogni lettera, perci devo vedere ogni
lettera.
Per... notevole comment il signor Niles. Il medio
della sua mano sinistra disegnava cerchi concentrici sul pavimento
di cemento rosso, senza smettere. Notevole. Notevole.
Nel corso di una visita successiva, il signor Niles porse
a Nihil due libri. Quello di Twain  stato il primo libro
che ho comprato con i miei soldi gli disse. Il secondo,
di Harper Lee, mi fu spedito da un amico che nel 1958 era
andato a vivere in America. Non so se ce ne siano altre copie
da qualche parte, nel paese.
Nihil si sedette e inizi a esaminare i due volumi. Aveva
letto una versione ridotta di Huckleberry Finn e gli era
piaciuto abbastanza, ma non quanto i gialli, che erano i
suoi preferiti. Si disse che poteva cominciare dal secondo,
Il buio oltre la siepe.
La coscienza  l'unica cosa che non debba conformarsi
al volere della maggioranza dichiar il signor Niles.
La pi bella frase che abbia mai letto.
Nihil alz il libro all'altezza del naso e fece scorrere le
pagine con il pollice. L'aria che gli frusci sul viso sembrava
parlargli con un profumo di canfora e cannella. Si
chiese dove il signor Niles l'avesse conservato. And all'ultima
pagina.
Anittam al, ilgevs is meJ odnauq il are iul e disse. E
lui era l quando Jem si svegli, la mattina.
Il signor Niles scoppi a ridere.
Figliolo, tu devi imparare come si affronta una storia.
Si comincia a leggere dall'inizio e si continua fino alla fine.
 cos che si scoprono le ragioni per cui le cose sono in un
certo modo.
Anche Nihil rise. Lo far promise. Volevo solo mostrarle
come vedo io le parole certe volte.
Che cos'altro vedi, Nihil? gli domand il signor Niles,
con uno sguardo intenso.
Niente rispose il ragazzino, appoggiando i libri sul
pavimento accanto a s. Sono l'unica cosa che vedo. Le
parole. Un po' lo mortificava constatare che quella sua
notevole abilit fosse stata messa da parte tanto in fretta e
che gi ci si aspettasse qualcosa di nuovo.
Tu vedi altre cose, figliolo, disse il signor Niles, fissandolo
a occhi socchiusi solo che non lo chiami vedere. Lo
chiami conoscere, dico bene?
Nihil non apr bocca. I suoni incerti prodotti dalle dita
di Devi che suonava a orecchio le prime note di un semplice
allegro riempirono l'aria silenziosa, di colpo troppo
forti. Il ragazzino si domand se sua sorella avesse fatto
progressi dall'ultima volta, o se semplicemente fosse lui
che lo desiderava. Avrebbe dovuto esercitarsi di pi. Forse
gli conveniva preparare una tabella con un programma
preciso per entrambi: il tempo dello studio, quello del cricket,
gli esercizi al pianoforte, tutto ben sistemato e distribuito
nelle ore tra il pranzo e la cena. Ma era meglio dividere
il tempo dello studio fra le diverse materie o poteva
restare un tempo amorfo? Devi ce l'avrebbe fatta da sola a
eseguire ci che le era richiesto, con un periodo di tempo
da riempire e le istruzioni per finire i compiti? E poi, il
cricket sarebbe presto stato sostituito dagli aquiloni, e l
la faccenda non dipendeva da tabelle e programmi di lavoro,
ma dalla qualit dei venti. E lui sapeva che la sorellina
avrebbe voluto seguirli quando lui e Suren avessero
cominciato a far volare gli aquiloni, implorando che
le permettessero di tenere il filo. Ma poi non avrebbe saputo
muovere quel filo nel modo giusto, avanti e indietro,
e alla fine il loro aquilone sarebbe stato rubato dai ragazzi
delle baracche, che avrebbero mandato il loro aquilone
combattente a tirarlo gi. Tutti i bambini della via avrebbero
dato la colpa a Devi e se la sarebbero presa con lei.
No, meglio tenerla a casa, anche se questo significava che
nemmeno lui avrebbe potuto correre dietro gli aquiloni in
volo. E va bene, si sarebbe accontentato di aiutare a costruire
gli aquiloni, a preparare la colla tiepida in cucina,
con l'aiuto di Kamala, a tendere i vari pezzi di tessuto da
un lato all'altro delle strutture che Suren e Rashmi avrebbero
costruito. Questo almeno l'avrebbe placata.
Deve esercitarsi di pi disse il signor Niles, con un piccolo
cenno verso la stanza della casa da cui proveniva la musica.
Nihil trasal. E tu devi pensare alle cose che sai, cos
me le racconti quando torni qui, la settimana prossima.
Come faceva il signor Niles a sapere che lui riusciva a
percepire cosa riservava il futuro? Nihil ci rimugin sopra
mentre tornava verso casa, da solo, dopo la lezione
di pianoforte. Gli si leggeva in faccia, forse? Forse il fratello
o la sorella pi grandi avevano raccontato al padre di
Kala il modo in cui le sue paure lo sopraffacevano? Che
cos'avevano detto, di preciso? Era talmente immerso in
quei pensieri che continu a camminare oltre casa sua e arriv
quasi fino alla fine della strada. Avrebbe proseguito, se
Sonna non l'avesse fermato.
Vai a comprare il pane? chiese Sonna a Nihil. Quelle
parole educate gli salirono alle labbra perch prima il suo
zio deforme e poi quelle stupide delle sue sorelle erano
stati accettati dagli Herath? Sonna pensava che in quel
cerchio ci fosse posto anche per lui? Nihil, no? Tu sei
quello pi piccolo, giusto? Vai a prendere il pane?
Nihil non era mai andato a comprare il pane in vita sua e,
con la mente piena delle domande del signor Niles, all'inizio
non cap neppure di cosa stesse parlando Sonna. Pieg la testa
di lato e ripens a ci che aveva detto il ragazzo.
Pane? chiese alla fine.
S, amico, pane! Paan! E Sonna rise, un po' impacciato.
No, non ho pane rispose Nihil.
Se Sonna non avesse indossato una camicia sopra i jeans,
Nihil avrebbe potuto spaventarsi alla vista del teschio e
delle tibie incrociate disegnati sul suo avambraccio con la
penna biro e a quella della testa sanguinolenta tenuta per
i capelli da una mano chiusa a pugno, che un suo conoscente
gli aveva dipinto su tutta la schiena con il mehendi,
dopo averlo rubato alla sorella. Invece Nihil vedeva soltanto
Sonna, con la sua aria trasandata e un po' stravagante, che
gli chiedeva del pane.
Il sorriso svan dalla faccia di Sonna, anche se lentamente,
come se fosse dispiaciuto di quella sparizione e del
fatto di essersi spinto troppo in l. Mi stai prendendo in
giro?
No, non ti prendo in giro disse Nihil. Mi hai chiesto
se avevo del pane, ma io non ne ho.
Non ti ho chiesto se avevi del pane. Ti ho chiesto se
stai andando a comprarlo precis Sonna.
Nihil, che ora era in pieno in quella conversazione, gli
rivolse un sorriso disarmante. Oh! Scusa, non avevo capito.
Stavo pensando a un'altra cosa. E si pass una mano
fra i capelli, imbarazzato. Dovevo tornare a casa e non mi
sono neanche reso conto che avevo gi superato il cancello
ed ero arrivato fin qui.
Guard il tratto di strada che si era lasciato alle spalle,
per valutare a occhio la distanza percorsa. Il suo sguardo
corse lungo l'intera via silenziosa, con il fondo cieco e
l'unica macchina - quella del signor Niles, guidata tanto
di rado - a mantenerla sempre cos, sicura per i pedoni e
per i bambini come lui; corse lungo le siepi di Kala Niles,
lungo il giardino di sua madre, segnalato ai due angoli che
davano sulla strada dal nuovo albero di fuoco e dal jambul
dai frutti rossi, gi non pi visibili dal punto in cui si trovava;
corse oltre la casa di Raju e la propriet dei Silva, con
l'aralia a un'estremit e la barriera di canne e corteccia fittissima
di arbusti e cespugli, e ancora oltre la lunga striscia
di alluminio dei Bolling e quasi oltre la casa dei Bin Ahmed.
Infine, sbalordito, torn a guardare Sonna.
Bravo che mi hai fermato! Altrimenti avrei potuto
continuare a camminare fino alla strada grande! Un autobus
svolt l'angolo a tutta velocit, sputando una nube di
fumo dal tubo di scappamento, e quando fu passato Nihil
disse: Ma ci pensi? Avrei perfino potuto essere investito
da un autobus! Meno male che c'eri tu. Bravo.
Quanta gentilezza ci sarebbe da dare se solo chi pu
farlo sapesse di avere questo privilegio. E quanta gentilezza
spesso viene data senza volere, senza neppure rendersene
conto.
Bravo che mi hai fermato! Meno male che c'eri tu. Bravo.
Sonna non si era mai sentito dire bravo. Nessuno l'aveva
mai ringraziato per qualcosa che aveva detto o fatto. Forse
non aveva mai meritato ringraziamenti ma, in qualche occasione
ormai lontana, prima che si formassero in lui i
nodi e i grovigli che lo tormentavano, di sicuro si era meritato
almeno una parola gentile... Sonna si accigli e strinse
le labbra per placare quella strana mollezza che si sentiva
dentro. Osserv Nihil, che ancora sorrideva e scrollava il
capo per la propria sventatezza, guardando alternativamente
la strada principale in cui si era infilato l'autobus e
Sonna. Eccolo l, un bravo ragazzo di una famiglia perbene
dove il non far niente era una scelta, non una regola. Un
ragazzo appena uscito dalla lezione di pianoforte che stava
tornando a una casa da dove non lo mandavano a schivare
autobus e ubriachi molesti per andare a comprare il pane pi
a buon mercato. Bravo che mi hai fermato! Meno male che
c'eri tu. Bravo. Sonna raddrizz le spalle e fece due passi
decisi verso Nihil, che era pi basso di lui di tutta la testa e
aveva ancora in mano i libri di musica, Sonate semplici per
pianoforte e Esercizi di teoria musicale, insieme alla matita
Staedtler a strisce gialle e nere, temperata di fresco, e alla
gomma morbida della stessa marca. Sonna gli mise le mani
sulle spalle e si chin su di lui. Non andartene pi in giro
a quel modo gli disse. Che cavolo pu capitarti se non ci
sono qua io, la prossima volta? Rischi di andare a sbattere
dritto contro l'autobus. Lo sai? Pensare e camminare sono
cose che non si fanno insieme. Scompigli con una mano i
capelli di Nihil e si raddrizz.
Nihil, con tutti i capelli arruffati, gli sorrise. Lo so, lo
so disse. Si guard i sandali, poi alz lo sguardo verso
Sonna. So dire le cose al contrario gli confid, desideroso
di ricompensare Sonna per avergliela fatta scampare.
Al contrario? E perch?
Emmaif ni etnop lus avats ozzagar li recit Nihil. Che
significa: Il ragazzo stava sul ponte in fiamme.
E perch se ne sta l? domand Sonna, tirandosi indietro
e mettendosi a braccia conserte. Abbass il mento
verso il collo e guard Nihil con evidente scetticismo.
 una poesia che parla di un ragazzo affondato con la
sua nave in fiamme perch suo padre non sentiva la sua
voce. Casabianca.
Dillo ancora.
Emmaif ni etnop lus avats ozzagar li. Guarda, te lo scrivo.
Cos lo vedi anche tu. Nihil pass i libri a Sonna, sfogli il
primo fino in fondo e strapp un pezzo dell'ultima pagina.
Poi, appoggiandosi alla piccola pigna fra le mani di Sonna, a
testa china, scrisse in lettere maiuscole Emmaif ni etnop lus
avats ozzagar li. Poi porse il foglietto a Sonna.
Cosa me ne faccio di questa roba? gli chiese Sonna.
Niente. Lo tieni e basta rispose Nihil. Dopodich, dal
momento che incontri del genere non erano insoliti nella
sua vita, n particolarmente importanti, si volt per andarsene.
Sonna non sapeva se volesse che Nihil restasse. Non
sapeva di cos'avrebbero potuto parlare se il ragazzino si
fosse attardato ancora un po'. Ma, soprattutto, non sapeva
cos'avrebbe potuto dire perch Nihil restasse. Perci si limit
a raccomandargli Occhio, un'altra volta! quando
Nihil si gir a met verso di lui per salutarlo con la mano.
Jimmy Bolling sent soltanto quelle parole mentre si
avvicinava alla porta di casa, imprecando per qualcosa.
Quando usc, Nihil si era messo a correre. L'uomo lo
guard per qualche attimo, poi si rivolse a Sonna e disse:
Scegli qualcuno della tua et per fare a botte. Perch te la
prendi con un ragnetto come quello?.
Sonna non apr bocca. Si infil in tasca il foglietto e
torn dentro. Si butt sul letto e si mise a pensare ai ragazzi
sui ponti in fiamme, a Nihil, a se stesso nelle vesti di
un ragazzo pi grande con la capacit di guidare bambini
come gli Herath.
Quella sera, a cena, mentre tutti parlavano della scuola
e degli amici passandosi pagnotte tiepide di pane cotto e
affondando le dita nel curry di pesce e sambol, Nihil tacque.
Era la prima volta che teneva un segreto ai suoi fratelli.
Aveva troppa paura di dire che per un pelo non era
stato travolto da un autobus e non c'era modo di accennare
a Sonna e al suo buon lavoro senza riferire le circostanze.
In privato, poi, senza fornire a Devi tutti i dettagli
della storia (parl di un ragazzino inventato invece che
di se stesso), spieg a lungo alla sorellina i pericoli del sognare
a occhi aperti camminando lungo una via, non soltanto
la loro, ma qualsiasi strada e in qualsiasi momento.
Un autobus potrebbe investirti! concluse Nihil, soddisfatto
nel rendersi conto che Devi sembrava piuttosto
impressionata dai rischi che correvano le persone disattente.
...
.
...
La magia della chitarra rubata.
...
.
...
Dopo la conversazione con Sonna, per qualche settimana
Nihil non ebbe il tempo di riflettere sulla domanda del signor
Niles, perch ci fu grande agitazione in casa, quando
la signora Herath scopr la chitarra di Suren non-pi-in-
prestito. Nihil rimase in fila con il fratello e le sorelle mentre
Suren rispondeva alle domande della madre, sparate a
raffica, una dopo l'altra, come se la rapidit potesse garantire
una verit pi convincente.
Quando hai smesso di prenderla in prestito e hai deciso
di tenerla?
Dov' adesso il ragazzo Sansoni? E andato in Australia?
Perch ti ha dato la chitarra? Se l' fatta pagare?
I suoi genitori gli avevano dato il permesso?
Quando avevi intenzione di dirmi di questa chitarra?
Erano il genere di domande da cui, Nihil lo sapeva, si
potevano ricavare soltanto risposte facili, di quelle che non
spiegavano un bel niente. Ascolt le risposte del fratello:
sette mesi fa, non lo so, non lo so, a lui non serviva pi, no,
non lo so, non lo so. Gli sarebbe piaciuto che sua madre
non avesse tanta paura del talento di suo fratello. Avrebbe
voluto farle capire che essere bravi in qualcosa, com'era
Suren in tutto ci che riguardava la scuola, era una conferma
di intelligenza il cui premio avrebbe dovuto essere
una maggiore libert dall'usuale per inseguire ci che era
ancora ignoto. Ma questi non erano concetti che era in
grado di esprimere, erano sue sensazioni, perci Nihil tacque,
con le sorelle ai due lati, in attesa che finissero le domande.
In mancanza di quelle che lei definiva informazioni
concrete, la madre mise la chitarra in cima al proprio almirah.
Era una confisca che andava rispettata in virt del
semplice fatto che lei l'avesse stabilito, ma era destinata a
fallire in virt dell'opinione condivisa dei suoi figli, non
resa esplicita ma nota a tutti, che in realt era solo una ridicola
farsa per privare il fratello maggiore di uno strumento
che apparteneva alle sue mani. Il fatto che perfino Rashmi
fosse indignata per quella punizione era una conferma sufficiente
della sensazione comune che si trattava di un'ingiustizia
intollerabile.
Faremo a turno per prendere la chitarra dall'almirah
per Suren dichiar Rashmi.
Erano seduti nel loro solito modo, Rashmi e Suren sul
letto di quest'ultimo, Devi e Nihil di fronte a loro, sul letto
di Nihil. Erano rimasti cos turbati dall'accaduto che avevano
portato tutti e quattro il t in camera e si erano seduti
l a berlo, con la granella di zucchero che cadeva dalla superficie
dei biscotti dritta sui letti e nessuno che sembrasse
minimamente preoccupato dalle formiche che quelle briciole
avrebbero attirato.
Non mi importa se finisco nei guai dichiar Devi, facendo
ridere gli altri e rimettendoli di buonumore, perch
difficilmente passava giorno senza che Devi venisse rimproverata
da uno dei genitori, da un insegnante e perfino,
talvolta, da Lucas o Kamala, per averne combinata una
delle sue, per essersi servita di bastoncini di cannella senza
permesso, per esempio, o aver scavato pozze di fango nel
giardino della madre.
Se lo scopre le dir che l'idea  stata mia disse Suren.
No, le dir che ti ho chiesto di insegnarmi a suonarla
intervenne Nihil, suscitando un'altra risata collettiva, perch
la sua antipatia verso qualsiasi cosa avesse a che fare con
la musica era talmente nota che tutti, perfino le gemelle Bolling,
lo prendevano in giro per le lezioni di piano forzate.
Perci da quel giorno, nei pomeriggi in cui la madre si
fermava a scuola fino a tardi per dare lezioni private a studenti
bisognosi di un aiuto supplementare, si issarono a
turno su sgabelli e sedie, scelti a seconda dell'altezza di
ciascuno, per prendere la chitarra dalla sommit dell'amirah
e, seguendo la stessa perfetta alternanza a ritroso,
per rimetterla a posto prima che tornasse. Nei fine settimana
era lo stesso Suren che prendeva lo strumento, mentre
i genitori riposavano, e andava poi a casa Bolling. L,
nello spazio esterno tra la fine della casa e il muro di cinta
della propriet della Vecchia Signora Joseph, dove l'erba
cresceva, ma soltanto la pianta pi resistente - una singola
buganvillea dai fiori arancioni - era sopravvissuta, strisciando
a singhiozzo qua e l con una fioritura stupenda in
un punto, qualche ramo malconcio e disperato in un altro,
l, appunto, le gemelle avevano creato una specie di rifugio.
Avevano raccattato qualche mobile in disuso intorno a casa
loro e dalla Vecchia Signora Joseph, avevano costruito un
tavolo sistemando un'asse di legno su due pile di mattoni e
l'avevano coperto con una tovaglia, e avevano perfino convinto
Jimmy Bolling a fargli un tetto usando alcuni fogli
d'alluminio fissati tra le grondaie di casa sua e il muro
della Vecchia Signora Joseph. Era chiaramente un riparo
improvvisato, che minacciava di crollare al primo acquazzone,
ma era tutto loro, e quando Suren andava l a esercitarsi
con la sua chitarra, suonava le canzoni pop che le
gemelle gli chiedevano, una dopo l'altra, finch entrambe
non erano perse e adoranti.
Dai, suona I Want You to Want Mei strillava Rose,
solo per essere sovrastata dalla voce della gemella.
No, no, no! Non di nuovo quella! Suona We've Got
Tonight! pregava Dolly.
Suona The Rose diceva allora Rashmi, rendendo Suren
felice, perch quella melodia lenta gli piaceva molto,
e facendo tacere Rose, che lo ascoltava per tutto il tempo
con aria sognante.
In pi di un'occasione, Jith, il pi piccolo dei Silva, si
un al gruppo, e anche se rimase per tutto il tempo seduto
a dimenarsi per l'ansia che sua madre lo scoprisse, non se
ne and finch non se ne andarono tutti.
Dimmi se vedi mio fratello che viene a cercarmi, zia
diceva Jith a Francie Bolling ogni volta che entrava in casa
di corsa, e lei annuiva e lo mandava a sedersi insieme agli
altri bambini.
Dal momento che il suo cortile confinava con la casa di
Raju, anche Sonna poteva ascoltare dalla veranda di suo
zio, accanto a lui, senza mostrare il minimo segno d'interesse
per la musica.
La musica di Suren non era, per Sonna, altro che una
semplice estensione della musica dei libri che aveva tenuto
in mano mentre Nihil scriveva per lui quelle strane parole.
E anche se gli sarebbe piaciuto che fosse Nihil e non Suren
a suonare, ascoltandola provava una sorta di affinit con
Nihil e si muoveva seguendo il ritmo delle note di chitarra,
la mente ora piena di gente che ballava e si scatenava, ora
svuotata, a poco a poco, in una sorta di dolce tristezza che
lo faceva sentire bene.
Ormai, ogni volta che le sue sorelle o uno qualsiasi
dei suoi amici teppisti delle altre strade lo infastidivano,
Sonna cominciava a ripetere Emmaif ni etnop lus avats oz-
zagar li e se ne andava impettito. E poich nessuno sapeva
cosa significassero quelle parole, immaginavano che si trattasse
di un'imprecazione superiore che non potevano capire
perch non erano abbastanza intelligenti. Il che diede
a Sonna pi potere per se stesso e gli suscit ancora pi
simpatia per Nihil. Smise quindi di ossessionare le sorelle
quando volevano andare a casa Herath e si limit a tormentarle
di domande quando tornavano, nella speranza
- anche se nemmeno lui sapeva di sperarci - che Nihil
avesse detto loro qualcosa della sua buona azione, che
fosse stata un po' accentuata quella parte del suo carattere
che lo portava a proteggere i bambini per la strada, invece
di fare il bullo e strapazzarli. Niente di tutto ci era successo,
perci Sonna cercava di accontentarsi di ascoltare
la musica, e bench la bravura di Suren - una bravura che
lo faceva adorare dalle sue sorelle - a volte lo faceva arrabbiare
quando ci pensava, fino a quel momento quella
stessa musica non aveva mai mancato di calmargli l'anima.
Alla fine, anche se prov a resistere con tutte le sue
forze, anche Mohan fu attirato dalla bellezza di quella musica
un giorno in cui, mandato a cercare il fratello, pass
imperterrito davanti a Francie Bolling, che si era addormentata,
e trov Jith seduto con le gemelle e con gli Herath
nel cortile dei Bolling.
Mohan non era di buonumore, quel giorno. Il venerd
prima con un compagno di classe aveva avuto una lite che
era finita a botte. Gli aveva gridato una sfilza di pesanti insulti
e aveva rivolto al ragazzo, Jehan, un epiteto riferito
alla sua razza, dicendogli di andare a farsi inculare a Jaffna.
Aveva pensato che la punizione ricevuta dall'insegnante,
venti colpi di riga, valesse la soddisfazione di urlare parole
che si era tenuto dentro a lungo, ma non aveva calcolato
la possibilit di ulteriori rappresaglie, la prima delle quali
era giunta nella forma di una visita inattesa dei genitori di
Jehan a casa sua. Erano arrivati con un casco di platani in
dono e si erano seduti a discutere la questione con sua madre,
giusto quel pomeriggio.
Non ne sapevamo niente aveva detto la signora Silva.
Aveva offerto il t ai Canagaratnam con tazze e piattini
del servizio migliore, e aveva addirittura messo in tavola
biscotti d'importazione. Aveva fulminato Mohan - a cui
era stato ordinato di sedersi accanto a Jehan - con una serie
di occhiatacce, chiedendosi dove avesse imparato certe
espressioni volgari.
Perch hai detto una cosa cos brutta? aveva chiesto
la signora Silva al figlio.
Non c'era davvero nessuna risposta che Mohan potesse
darle, se non che - ne era convinto - quello se lo meritava.
Ma il ragazzo sapeva perfettamente di non poter dire una
cosa del genere davanti ai genitori di Jehan n davanti a
sua madre, che non si aspettava proprio di scoprire che
lui avesse l'abitudine di usare quel linguaggio. Aveva desiderato
con tutto il cuore che ci fosse suo padre, perch
di sicuro il signor Silva avrebbe preso le sue parti, avrebbe
capito la provocazione, come spesso definiva certi comportamenti,
ma purtroppo era andato a trovare la sorella. Mohan
si era quindi limitato a stringersi nelle spalle.
Sono sicura che non lo pensava sul serio aveva detto
la signora Canagaratnam. Sono ragazzi, si sa... E aveva
taciuto per qualche istante. Poi si era schiarita la voce e
aveva aggiunto, parlando molto in fretta:  solo che, di
questi tempi, be', penso che queste cose vadano affrontate
e risolte subito. Per questo siamo venuti. E aveva guardato
il marito, che aveva annuito.
Certo aveva detto la signora Silva. Sono sicura che
non lo pensa. Siamo persone perbene. Mohan non  stato
educato a usare un linguaggio del genere.
Appunto, il linguaggio aveva detto la signora Canagaratnam,
e aveva bevuto il t.
Quando se n'erano andati, la madre aveva dato a Mohan
uno scappellotto sopra l'orecchio e gli aveva chiesto
dove avesse imparato a parlare cos. Dai Bolling? gli
aveva domandato, e quando lui aveva fatto segno di no,
aveva aggiunto: Dove, allora? Che vergogna! Ritrovarsi
in casa dei tamil che vengono a dirti che tuo figlio parla
come uno scaricatore di porto!. E aveva continuato a singhiozzare,
spiegando e rispiegando a ripetizione al figlio
l'imbarazzo che provava.
Mohan era rimasto immobile: un po' gli dispiaceva per
sua madre, e si era anche sforzato, senza riuscirci, di pentirsi
di ci che aveva detto e fatto. Per l'unica cosa che era
riuscito a pensare era che aveva senso che un ponnaya
ipocrita come Jehan fosse corso a frignare dalla mamma. Perci,
quando infine era stato mandato a cercare suo fratello,
Mohan era stato ben contento di uscire e ogni passo che lo
allontanava dalla vista della madre in lacrime e dalla consapevolezza
di quanto il suo comportamento l'avesse sconvolta
gli dava la sensazione di sfuggire tanto alla propria
trasgressione che alle conseguenze.
Quando entr in casa Bolling, Suren stava suonando
Ob-la-di Ob-la-da e tutti gli altri cantavano. Le gemelle facevano
il girotondo con Devi, battendo le mani, e perfino
Jith e Rashmi ondeggiavano a tempo con il ritmo. Suren
alz gli occhi e stacc per un istante la mano destra dalla
chitarra per salutarlo e fargli cenno, dicendogli Vieni,
machang!. E Mohan sent che era la cosa pi naturale da
fare: raggiungere il gruppo e unirsi agli altri, lasciandosi
alle spalle guai e preoccupazioni almeno per un po'. Non
cant ma, quando incroci lo sguardo di Jith, gli sorrise e
gli diede una pacca leggera sulla spalla.
Non sarebbe durato, quell'armistizio, e sia Mohan che
Sonna si sarebbero ritrovati di nuovo a guardare da fuori,
uno per scelta, uno involontariamente. E anche gli Herath
si sarebbero allontanati dalle gemelle Bolling, ma per un
momento la chitarra di Suren faceva stare insieme tutti i
bambini e i ragazzi di Sai Mal Lane, e di questo possiamo
essere grati.
...
.
...
Visita al pronto soccorso.
...
.
...
Dopo che la signora Herath fu di nuovo sicura di avere
sotto controllo la disobbedienza di Suren e dopo che i suoi
figli furono di nuovo sicuri di poter ingannare la madre, a
casa Herath torn la calma e tutti tornarono alla loro vita
quotidiana.
Suren, confortato dalla sua piccola brigata di ammiratori
e amici scapestrati, si concentr nel migliorare sempre
pi la sua abilit al piano e alla chitarra. Inoltre, quando fu
rivelato il suo talento di chitarrista e cantante alla festa di
compleanno di un amico, Faizal Adamaly, Suren trov un
altro modo ancora per farsi gioco delle regole imposte da
sua madre, stavolta nella forma di un gruppo musicale che
chiam White Lies.
Rashmi, che aveva preso molto sul serio il lavoro di cucito
e ricamo, sfruttava il tempo libero per fare vestitini
nuovi per la bambola di Devi e ricamare greche decorative
sugli asciugamani della madre, un'attivit che fece sentire
pi alta di una spanna la signora Silva, la quale ripeteva
alla ragazzina e a chiunque si trovasse nelle vicinanze: 
cominciato tutto con me, quel primo giorno, vero, cara?.
Devi, che non amava stare ferma a lungo, passava un
sacco di tempo ad arrampicarsi sull'asoka, che ormai era
una parte talmente importante dei suoi giochi che gli era
stata salvata la vita. Spesso la bambina si sedeva a leggere
sui rami pi bassi, succhiando caramelle o mangiando
olive e mango con peperoncino e sale, con la faccia
che si raggrinziva a ogni boccone per il sapore acido
e piccante. Dai rami alti, invece, si divertiva a guardare la
strada, in un senso e nell'altro, e oltre le porte e le finestre
delle case, immaginando alternativamente di essere
una principessa che sorvegliava il proprio regno, oppure
una spia. Ogni tanto fingeva di essere un fantasma, e stava
immobile, senza rispondere se qualcuno la chiamava. Se
una persona che non conosceva passava sulla strada sottostante,
la bambina faceva frusciare le foglie, anche se poi
non riusciva a trattenersi dal ridere quando la sua vittima
faceva un salto indietro, spaventata dal rumore, e cercava
con lo sguardo tra i rami.
Nihil continuava ad andare a trovare il signor Niles, ma
con un piccolo cambiamento di programma. Mentre era
solito sedersi e leggere in silenzio, ora, nelle giornate in
cui la pila di fazzoletti era abbastanza alta da indicare una
disposizione d'animo favorevole, il ragazzino si sedeva
e leggeva Il buio oltre la siepe per il vecchio signore, che
ascoltava con un sorrisetto che gli aleggiava sulle labbra,
lasciandosi sfuggire un mormorio di approvazione
di tanto in tanto. Eppure, fu solo quando Devi inciamp
entrando in casa con i libri di musica in mano e si tagli
il labbro, che a Nihil venne in mente di raccontare al signor
Niles quali altre cose poteva vedere, oltre le parole
al contrario.
Devi incespic nella canna per innaffiare il giardino
che la signora Niles aveva lasciato fuori, nel pomeriggio
presto, perch era cominciato a piovere proprio mentre
lei cominciava a bagnare i fiori. L'istantanea preoccupazione
di Nihil per la sorellina fu sovrastata dal signor Niles,
che grid qualcosa a voce molto alta in tamil, cosa
che port la signora Niles a precipitarsi alla porta, con le
braccia tese, prima ancora che Nihil avesse raccolto i libri
di Devi dalla fila di piante di ixora rossa dov'erano
caduti. Quando ebbe recuperato i libri e la matita - che
aveva temperato per lei subito prima di uscire - dal basso
avvallamento ai margini del giardino dei Niles, Devi si
stava gi allontanando zoppicando senza neppure voltarsi
indietro, la met superiore del corpo avvolta nel sari
pota giallo della padrona di casa.
Appoggia i libri vicino al pianoforte e vieni a sederti,
figliolo disse il signor Niles, la voce tornata alla solita,
tranquillizzante profondit. La zia si prender cura di
lei. Nihil seppe immediatamente che era verissimo. S,
la signora Niles avrebbe medicato sua sorella, le avrebbe
messo una pomata sulla bocca, le avrebbe dato uno dei
suoi lecca-lecca alla menta e Devi avrebbe terminato la sua
lezione di musica di ottimo umore, con la sua drammatica
storia ripiegata ben stretta, pronta per essere svolta e raccontata
intorno al tavolo della cena, quella sera. Il labbro
gonfio sarebbe stato la fine di quella sua abitudine infantile,
perch il sapore salato e acidulo e il dolore furono il
miglior antidoto al suo succhiarsi continuamente il labbro,
e riuscirono l dove tutte le prediche e i sistemi tentati fino
a quel momento avevano fallito.
Nihil si pul i palmi delle mani sui calzoncini di jeans.
A volte so... mi sembra di sapere che cosa succeder nel
futuro di mia sorella, di Devi disse, sforzandosi di essere
il pi preciso possibile. Posso dire cosa sta per accadere
prima che accada.
Hai visto in anticipo che sarebbe caduta? gli chiese
il signor Niles, mentre con le dita cercava uno dei fazzoletti
impilati accanto al letto. Quel giorno la pila era bassa
e parlare per lui era una fatica.
Nihil si accigli. No rispose, sulla difensiva. Non
so cosa succeder, esattamente, solo ci che viene subito
dopo. Se sia una cosa molto brutta, come cadere, questo
non lo so.
E vedi qualcun altro quando vedi queste cose o vedi
solamente tua sorella?
Mia sorella. Gli altri compaiono sotto forma di nomi.
Soltanto Devi  lei tutta intera.
Il signor Niles tacque per un po' e la musica di Devi
riemp per l'ennesima volta lo spazio tra loro, punteggiata
dal suono del palmo di Kala Niles contro il fianco
del pianoforte. L'uso del metronomo era riservato a Suren
e Rashmi. Quando la musica si interruppe, per permettere
alla maestra di impartire delle istruzioni, il signor Niles indic
con gli occhi i suoi fazzoletti.
Questi vengono lavati ogni sera dalla zia. Li appende
ad asciugare e si alza alle cinque per stirarli. Ogni mattina,
quando loro due, la zia e Kala Akki, mi aiutano ad arrivare
fin qui, trovo i fazzoletti gi pronti. Non mi fanno stare pi
comodo, non prevengono le lacrime, n mi curano. Sostenne
a lungo lo sguardo di Nihil, poi pose la domanda:
Allora perch lo fanno?.
Nihil guard il signor Niles. Non aveva una risposta.
Inoltre, dopo avergli chiesto di dire cosa sapesse, non
riusciva a immaginare come mai ora il vecchio signore ignorasse
ci che lui aveva appena detto. Decise di riprovarci.
So le cose per cui posso aiutarla disse. So cosa fare
per aiutarla con i testi, con la musica, con i bambini del vicinato
o con i nostri genitori o con i suoi amici. So cosa
far lei dopo che  successa una determinata cosa, come
oggi. So che smetter di succhiarsi il labbro inferiore e che
stasera ne parler in un certo modo.
Il signor Niles sospir e fu un sospiro dolente e spezzato.
Queste cose che sai, nascono dall'aver paura, vero?
Il ragazzino annu con la testa, lentamente, su e gi, su
e gi. Poi sollev il capo e si pass entrambe le mani tra
i capelli, affondandole di qualche centimetro tra le onde
morbide, poi riportandole verso la nuca e ripetendo il movimento
finch non si fu massaggiato tutta la testa.
Nihil medit su quella domanda. Era paura ci che gli
faceva sapere cosa ci fosse in serbo per Devi? Se era cos,
allora lui era funzionale, lo sentiva, a far succedere ci che
sarebbe accaduto.
No, zio, non  perch sono spaventato.  solo che so
le cose, tutto qui disse, infine, optando per seguire la versione
che sentiva pi vera. Mentre se ne stava seduto in silenzio,
pensando a ci che gli aveva detto il signor Niles,
la signora port due tazze di t su un vassoio e le appoggi
sul tavolino accanto al marito. Ma quando se ne fu andata
e Nihil cerc di porgere al signor Niles la sua tazza, il vecchio
signore rifiut con un cenno della mano.
Nihil allora torn a sedersi e disse: So cosa sta per fare
Devi e so anche ci che la gente potrebbe fare a lei.
Il signor Niles, che aveva chiuso gli occhi, tacque tanto
a lungo che Nihil decise che si era stancato troppo e si
era addormentato. Moll il libro di Harper Lee e prese
il fumetto di Archie avuto in prestito da Mohan, che ne
aveva scaffali pieni. Cominci a leggere. Fu allora che il signor
Niles parl, interrompendosi una volta per chiedere
a Nihil di prendergli la tazza di t.
Ho bisogno di questi fazzoletti, ma non mi serve che
siano stirati e sistemati qui, con tanta precisione, cos in ordine
da renderli quasi inutili, come se non fossero destinati
a lavori come quello di asciugare queste lacrime. Non me
ne servono tanti quanti ne trovo qui ogni giorno. Due probabilmente
basterebbero, forse tre. Se me ne dessero due
o tre al giorno, si tratterebbe della giusta premura. Tutto il
resto, il lavare, asciugare, stirare, la pulizia in cui io comincio
ogni tranquillo giorno di questa mia vita... quello, figliolo,
 amore. L'amore  per la persona che ama, non per
quella che  amata.
Nihil ascolt con attenzione. In qualche modo, ci che
il signor Niles stava dicendo dei fazzoletti lo diceva di lui,
ma il ragazzino non capiva, perci non disse una parola.
Atama  ehc alleuq rep non visualizz, non per quella che
 amata. Atama  ehc alleuq rep non, atama  ehc alleuq rep
non, ripet a tempo con i propri passi mentre accompagnava
Devi a casa e poi tornava per la lezione.
Dopo quella conversazione, decise di tenere un taccuino
nel quale prendere nota di tutto ci che sapeva e
quando quel sapere gli si presentava, nel tentativo di quantificare
l'estensione e la profondit della sua preveggenza.
In un primo momento divise la pagina in quattro colonne,
una per ciascuno dei fratelli e una per se stesso, ma alla
fine del mese l'unica colonna in cui aveva scritto qualcosa
era quella di Devi, perci volt pagina e la divise in tre colonne:
Ci che so, Quando l'ho saputo, Che cos' successo.
Le sue annotazioni erano un po' confuse.
Devi sarebbe stata scoperta a passare un bigliettino in
classe e mandata dalla preside, dove sarebbe rimasta con la
faccia rivolta verso il muro per tutta l'ora e si sarebbe persa
la lezione di ginnastica, che a lei piaceva tanto perch adorava
correre e non le dava fastidio sudare.
Raju e Sonna stavano litigando e lui non era sicuro che
la cosa avesse a che fare con Devi, ma dal momento che i
due gli erano apparsi, scrisse i loro nomi.
Devi sarebbe stata colpita dietro la testa e le avrebbero
dato due punti.
Devi si sarebbe fatta male.
Devi si sarebbe fatta male.
Devi si sarebbe fatta male.
Credo che Devi si far male rivel a Suren alla fine,
non sapendo cos'altro fare con quel frammento di conoscenza
cos ripetitivo, senza dettagli.
S, certo gli disse Suren, imperturbabile. Devi si fa
male di continuo.
Ma stavolta sar un vero incidente insistette Nihil.
Uno brutto, penso, si far male sul serio.
Lo pensi o lo sai? gli chiese Suren, alzando gli occhi
dall'aereo di carta che stava piegando. Era seduto sul suo
letto, con il mento appoggiato a un ginocchio e l'altro ripiegato
sotto l'anca.
Nihil socchiuse gli occhi per ripararli dal sole che filtrava
attraverso le spesse tende gialle della loro camera,
ammantando suo fratello, l'aeroplanino e il letto di una
luce dorata. Sembrava un momento da dedicare a pensieri
positivi, non negativi. Penso di saperlo rispose, cercando
di unire il meglio di entrambe le possibilit.
Facciamo che lo sai e basta.
E quindi?
Quindi immagino che possiamo impegnarci a stare
particolarmente attenti.
Nihil si sdrai sul proprio letto, con le braccia sotto la
testa, e si mise a considerare quell'opzione. Sembrava saggio,
dopotutto, aspettare che le cose si facessero pi certe.
Negli ultimi mesi la sorellina si era comportata abbastanza
bene, e a parte i possibili punti, non c'era niente di cui
preoccuparsi. La preside... be', quella era ordinaria amministrazione,
il genere di cose che erano capitate a tutti loro,
a parte Rashmi, ovvio. Perch lei non trasgrediva mai.
I punti, comunque, ricevettero la qualifica di Incidente,
quando si verific.
Cinquantadue, cinquantatr, cinquantaquattro, cinquantacinque!
strillava Rose, passandosi l'assicella di legno
da una mano all'altra, prima dietro e poi davanti al
corpo. Suren lanci la palla dal basso verso l'alto e lei la
colp, spedendola gi per la strada, il posto pi ambito
per un colpo cos, perch la pendenza naturale faceva acquisire
velocit alla palla, che imboccava la svolta a passo
regolare, rimbalzando poi contro il cancello della Vecchia
Signora Joseph e schizzando via come posseduta. Nihil si
mise a correre dietro alla palla. Pi avanti, dalla sua parte,
piazzato al solito posto, con una spalla appoggiata alla
porta di casa, le braccia conserte, il peso tutto spostato su
una gamba, l'altra ripiegata dietro contro lo stipite, Sonna
guardava la partita.
Muovi quelle braccia! Ti fanno correre pi veloce!
grid a Nihil. Vai! Vai!
Nihil tir dentro le labbra, mosse le braccia con forza
e allung il passo, chiedendosi se gli altri avrebbero accettato
di far partecipare Sonna ai loro giochi. Raccolse la
palla e si volt per lanciarla. Magari potresti venire anche
tu, quando giochiamo a cricket url da sopra la spalla a
Sonna.
Sonna si spinse col piede per staccarsi dalla porta e prese
a camminare verso Nihil. Una volta giocavo... esord,
ma Nihil non sent il resto della frase perch in cima alla
strada scoppi una specie di tumulto, nel punto dove era
piazzata Rose e dove ora tutti, compreso un agitatissimo
Raju, si stavano raccogliendo intorno a Devi.
Mohan si sbracci verso Nihil e gli grid: Devi si 
spaccata la testa!.
Si  spaccata la testa. Us esattamente quelle parole.
Come se fosse colpa di Devi. Nihil part di corsa per raggiungerli,
e sapeva, sapeva che la sorellina avrebbe avuto
bisogno di quei punti, e che da quel giorno avrebbe avuto
per sempre una zona in rilievo dietro la testa, e che sarebbe
diventata una giocatrice timida in quel genere di
giochi all'aperto, sempre di pi, sempre di pi, fino a rinunciare
del tutto alle partite per dedicarsi a qualcos'altro,
un'attivit che coinvolgesse soltanto il suo corpo, solo ci
che lei era in grado di controllare personalmente. Come la
danza, l'andare in bicicletta o la corsa.
Se Sonna lo stava seguendo, e lo fece, per una parte del
percorso, Nihil non se ne rese conto. Quando finalmente
la raggiunse, Devi piangeva, ma non tanto quanto avrebbe
fatto se avesse potuto vedere la quantit di sangue che gocciolava
attraverso i folti capelli - corti come quelli di un ragazzino
- facendo diventare rossi i pois bianchi del suo vestito,
dalla nuca in gi.
I genitori non erano in casa, quindi Nihil corse dal signor
Niles a chiedere aiuto.
Io non posso pi guidare, figliolo gli disse lui, parlando
in fretta. Va' a dire a Jimmy Bolling di venire a
prendere la mia macchina. Le chiavi sono sopra il frigorifero.
Vai!
Era ancora un tempo di buon vicinato e piccole ferite,
danni minimi che si potevano riparare, che tutti capivano
e volevano curare, perci andarono tutti al pronto soccorso
con Devi. Sonna no. Diede un calcio al terreno e
non disse una parola seguendo con lo sguardo l'automobile
che rombava lungo la strada, con suo padre al volante
che guidava con la mano destra, e teneva il braccio sinistro
fuori dal finestrino.
Suren e Mohan si erano seduti davanti, mentre tutti gli
altri, Jith, Rose, Dolly e Nihil, erano sul sedile posteriore,
con Devi in braccio a Nihil, che le premeva una vecchia
federa dietro la testa. Jimmy Bolling continu a imprecare
per tutto il percorso nel traffico e, una volta raggiunto
l'ospedale, imprec ancora un po', finch non ci furono
sei o sette inservienti che correvano a destra e a sinistra
chiedendosi disperatamente come placare quell'uomo
tanto grosso, disgustato e probabilmente straniero, e come
fermarlo.
Nihil aspett fuori con gli altri finch Devi non riemerse
dall'ambulatorio, tenuta per mano da Jimmy Bolling, un
po' malfermo, ma sorridente, come la bambina.
Icy Choc per tutti, che ne dici? chiese Jimmy Bolling,
facendo il solletico sotto il mento a Devi.
Per tutti conferm Devi, e rise. Mi hanno dato due
punti, ma non ho sentito niente! annunci poi, orgogliosa,
girandosi per mostrare la parte posteriore della testa
dove, in un piccolo riquadro in cui i capelli erano stati
rasati, ora faceva bella mostra di s un morbido tampone
di garza, tenuto a posto da un bendaggio che le passava
sulla fronte.
Quindi doveva essere quello l'incidente che aveva previsto,
pens Nihil. Si accorse che qualcuno lo stava guardando
e quando alz gli occhi vide che anche Suren sorrideva.
Il suo sorriso si allarg quando cap che suo fratello
stava pensando la stessa cosa, e condivideva il sollievo per
il fatto che l'incidente fosse stato una questione del tutto
gestibile.
Quando tornarono in Sai Mal Lane, Raju - richiamato
in servizio con sua grande gioia - fu mandato a prendere
gli Icy Choc, cosa per cui dovette andare al di l del ponte,
poich l'unico negozio che vendeva prodotti surgelati era
Sunil; l fece segnare le otto mattonelle gelate sul conto in
continua espansione di Jimmy Bolling, che acquistava solo
a credito.
Mentre aspettavano, i bambini discussero fra loro della
visita al pronto soccorso, un posto che non avevano mai
visto, perch la violenza e le improvvise tragedie richieste
per entrarci erano sempre state lontane dalle loro vite. Parlarono
di tutto ci che avevano notato mentre erano l, accovacciati
in un angolo, spaventati, con tutta quella gente
che passava di corsa sulle barelle, urlando di dolore per
le ossa rotte, mentre un uomo che si era preso una coltellata
taceva in modo allarmante, con una terribile smorfia
in faccia, i denti scoperti e i pugni chiusi. La vista di
tante disgrazie ben peggiori di quella che li aveva portati
fin l rese tutti meno ansiosi per Devi, che intervenne
nella discussione raccontando storie giunte dritte dritte
dall'interno dell'ambulatorio chirurgico. Intorno a loro, la
strada, ancora fresca per l'acquazzone che si erano risparmiati
mentre erano al chiuso in ospedale, rilasciava vapore
come se fosse di buonumore, l'odore dell'asfalto e della
terra umida che si mescolavano. C'era una densa umidit
nell'aria e tutto era stato lavato, ma un po' come fanno i
bambini, una pulita veloce per togliere lo sporco pi visibile,
ma che lasciava intatto dietro di s il profumo dei
giochi e dell'aria aperta. Sopra di loro, il cielo ancora grigio
di nuvole era spezzato da incerte striature e la sera era
tinta di un bagliore purpureo.
L'ora tarda e l'eccitazione della serata fecero s che i
bambini Herath proponessero altri giochi, e anche se Devi
poteva soltanto guardare, giocarono ancora un po', correndo
scalzi su e gi per la strada, divertendosi con giochi
inventati al momento. Ridevano per la gioia di essersela
cavata con una ferita cos piccola, senza sapere che era
proprio per questo che si sentivano tutti un po' storditi e
distratti, completamente assorbiti dall'euforia di chi  rimasto
illeso.
Quando torn, Raju si divert molto a distribuire i gelati
ai bambini, inventandosi tutta una scena in cui serviva
prima i giovani Herath, e prima di tutti la piccola Devi,
con un'incredibile serie di inchini e complimenti. Fu solo
quando Raju aveva quasi terminato la distribuzione che
Jimmy Bolling di colpo si rese conto di non avergli fatto
prendere un gelato anche per suo figlio. Se n'era dimenticato
e questo lo mise a disagio, ma lo nascose prendendosela
con il ragazzo.
Pap, dov' il mio? chiese Sonna Bolling mentre tutti
si accalcavano intorno al sacchetto siri-siri pieno dei pacchettini
rettangolari di carta verde e argento del gelato che
stava gi diventando morbido. Pose la domanda a distanza
di sicurezza, ma poi, superando la paura del padre per via
di quella celebrazione cos speciale, si fece avanti e infil
una mano nel sacchetto.
Jimmy Bolling us il braccio buono per scrollare la
mano di Sonna finch il ragazzo non lasci ricadere il gelato.
Niente gelato, per te. Non ne hai bisogno. Gli Icy
Choc sono per i bambini.
Nihil, che stava scartando il suo, vide Sonna allontanarsi
gi per la strada. Zio Jimmy, posso dargli il mio. Io
faccio a met con Suren disse, avendo in realt gi deciso
e partendo all'inseguimento di Sonna.
No, no! Non dire sciocchezze ribatt Jimmy Bolling.
Prese bruscamente Nihil per il braccio e lo trascin indietro
fino al gruppo di bambini, che a quel punto si stavano
godendo il cuore bianco dei blocchetti di gelato rivestito
di cioccolato.  un maledetto delinquente! E
i delinquenti non mangiano Icy Choc! Jimmy Bolling
scoppi in una risata e si port due dita alla tesa del cappello
da cowboy, come se stesse parlando per esperienza
personale.
Nihil, che avrebbe scelto di dividere il suo gelato con
Sonna, se gli fosse stato permesso, fu subito contagiato
dall'entusiasmo deliziato degli altri bambini, quindi anche
lui volt le spalle a Sonna.
E bench i signori Silva non fossero minimamente felici
- e lo dissero a chiare lettere - che i loro figli se ne fossero
andati in giro come teppisti insieme a quel pazzo, e aggiunsero,
rivolgendosi alla signora Herath in persona, cielo,
Savi, bisognerebbe darci un taglio, no?, a tutto questo fraternizzare
dei nostri ragazzi cingalesi con tutti quei burgher
e tamil..., neppure loro riuscirono a smorzare l'eccitazione
dei loro figli per aver partecipato a quell'avvenimento cos
importante e al successivo festeggiamento a base di gelato.
Quando and alla lezione di piano, Nihil raccont allegramente
ogni cosa al signor Niles, descrivendo gli eventi
di quella giornata, la corsa fino in ospedale, il sapore delizioso
e dolce degli Icy Choc, e perfino la cura con cui Raju
aveva scartato il gelato per Devi.
Adesso va tutto molto meglio concluse. Sapevo che
avrebbe avuto un incidente e si sarebbe fatta male, ma ora
 successo ed  tutto a posto.
Che cos'altro sai, in questi giorni? gli chiese con un
sorriso il signor Niles. Sai per caso chi vincer le elezioni?
Dimmi che non  JR. Il vecchio signore scroll il capo
con aria grave. Non mi piace il modo in cui parla del
paese, sai? I tamil questo e i cingalesi quello. Le sue non
sono le parole di un uomo di pace. Non sono le parole
giuste da usare quando vuoi che un paese sia e resti unito,
e sono convinto che ci cacceremo in guai seri se finiremo
nelle mani di quell'uomo.
No, queste cose non le so. Solo mio padre le sa, rispose
Nihil per nemmeno a lui piace JR e questo  un
bene.
S, ridacchi il signor Niles  un bene. Forse ci sono
pi persone come tuo padre e me di quante ce ne siano come
quei Silva e quel ragazzo, Sonna, il figlio di Jimmy Bolling.
Sonna non  cattivo disse Nihil, lentamente, ricordando.
Il signor Niles inarc un sopracciglio. Ha sempre importunato
e tormentato tutti in questa via, figliolo. Devi
guardarti da lui. Io non posso uscire, ma seduto nella
mia veranda sento molto pi di quanto tanta gente creda.
Sento il modo in cui si rivolge alle sue sorelle quando sono
qui accanto, a casa dello zio. E so anche come parla a Raju.
 una vergogna.
Parla male,  vero, ma non  cattivo insistette Nihil,
aggrottando le sopracciglia nel tentativo di decidere
quanto poteva rivelare al signor Niles. Mi ha salvato, evitando
che venissi investito da un autobus disse alla fine,
con l'idea che il dramma che sarebbe potuto succedere potesse
convincere il vecchio signore.
Lui annu e abbass il sopracciglio. Poi tir su le
spalle fin quasi alle orecchie, esagerando il gesto per mostrare
quanto poco fosse d'accordo. Forse non  cattivo
come sembra. Ma insisto perch tu stia comunque attento,
figliolo. In quel ragazzo c' un fondo di marcio.
Nihil avrebbe voluto che il signor Niles non pensasse il
peggio di Sonna, che con tutta probabilit gli aveva salvato
la vita. Inoltre, a lui sembrava pi simpatico e gentile, nel
complesso. A volte, se nessuno stava guardando, Sonna arrivava
addirittura a salutarlo con un cenno della mano, alla
fermata degli scuolabus. Eppure qualcosa negli occhi acquosi
del signor Niles gli disse che non era ancora pronto a
lasciarsi convincere, perci Nihil non aggiunse altro.
Che cosa sai di tua sorella in questi giorni? gli chiese
ancora il vecchio signore con voce tranquilla, come se
avesse capito di averlo turbato.
In questo momento so solo un'altra cosa, e cio che
Devi ne combiner una a scuola.
Quindi puoi aiutarla?
Non serve rispose Nihil, che si sentiva fiducioso, una
volta tanto, e aveva gi dimenticato Sonna. Tutti ogni
tanto ci cacciamo nei guai a scuola, non c' problema.
Star bene.
Il signor Niles diede un colpetto alla pila di fazzoletti e
annu.  giusto che tu non tenti di salvarla da tutto. Altrimenti
come potrebbe sapere cosa fare, tua sorella, quando
 sola?
Nihil non comment. Devi non era mai sola, tranne
quando si trovava a scuola dove la cosa peggiore che poteva
capitarle era essere spedita nell'ufficio della suora preside
o essere oggetto dei pettegolezzi di qualche altra bambina
gelosa, ma non sent l'esigenza di precisare.
...
.
...
Nostra Signora del Perpetuo Dolore.
...
.
...
Nihil aveva ragione. Devi non era mai sola. O almeno, non
era mai stata sola. Tuttavia, come tutti i bambini di Sai
Mal Lane, compreso Raju, che a tutti gli effetti era poco
pi di un bambino, Devi giocava secondo le regole solo
finch non le si presentava l'occasione buona per infrangerle.
Fino a quel momento non era successo niente nella
sua vita che le rendesse necessario uscire dai precisi confini
che la sorella e i fratelli avevano tracciato per lei. Tuttavia,
non molto lontano, un giorno di mezze verit e giri
segreti attendeva nell'ombra.
In fondo al cuore, Devi sapeva che i suoi fratelli erano
resi unici da certe piccole imperfezioni. Suren, per esempio,
preferiva dire una bugia piuttosto che affrontare un
conflitto, e Nihil passava troppo tempo a leggere articoli
sul cricket, a ripassare punteggi e a calcolare medie di battuta,
anzich giocare davvero. Tuttavia, quella con cui lei
andava a scuola era Rashmi, perci la sua realt quotidiana
non era la confortante sensazione che anche a lei fossero
permesse piccole imperfezioni, ma, al contrario, l'impeccabile
record di bravura della sorella, ampliato dai continui
riferimenti - sotto forma di paragone e standard minimo
da raggiungere - da parte delle suore. Poich non
era un granch nelle materie pi importanti, matematica
e scienze, ed era particolarmente dotata nell'unica di solito
considerata di rango pi basso, la creativit, Devi non
era destinata a diventare la luminosa prediletta che Rashmi
era stata dal primo istante in cui si era seduta in classe,
alla scuola dell'infanzia, con i suoi quaderni ordinatissimi,
quasi mai segnati da una traccia di gomma per cancellare,
e i suoi modi deferenti. Devi non aveva quel sesto senso
che l'avvertiva del momento in cui un'insegnante laica o
una suora si dirigeva verso la classe con le braccia cariche
di libri, in modo da poter fare ci che ci si aspettava:
schizzare su dalla sedia e offrire il proprio aiuto. Passava
pi tempo a decorare la grafia elaborata e tutta curve delle
scritte in cingalese di quanto non ne dedicasse a rendere le
sue frasi grammaticalmente corrette. Faceva sempre confusione
tra mi e mu e alla fine il quaderno Weerodara che
usava per gli esercizi non fu altro che un turbine di segnacci
a penna rossa. Devi brillava soltanto in inglese, con
sforzi che passarono del tutto inosservati, poich superavano
di gran lunga le aspettative di una competenza rudimentale
della lingua, cos come la capacit di comprensione
dell'insegnante incaricata di istruire i bambini a un
livello di inglese base. Fu una sorpresa, dunque, scoprire
che in matematica Devi copiava le risposte? Lei pensava di
no, ma nessuno chiese la sua opinione.
Minoli Nugegoda! La voce dell'insegnante convoc
la capoclasse con palese disapprovazione. Porta Devi
dalla preside. Subito. Con questa nota.
Devi e Minoli uscirono in silenzio dalla classe e percorsero
il lungo corridoio. Appena furono abbastanza lontane
da non poter pi essere viste dalle compagne, le due bambine
divennero di colpo consapevoli - pur non sapendo
identificare la vera natura di quella sensazione - del tempo
e dell'autorit. Nelle classi, fila dopo fila, ferveva l'attivit
scolastica, ogni alunno e ogni insegnante a recitare il proprio
ruolo, ogni essere umano in un certo senso avvolto
nel suo bozzolo di comprensione e conoscenza. Chiunque
altro era al proprio posto a tare ci che si supponeva
facesse, e il tutto si combinava in una sorta di enorme
bolla - impermeabile, eppure trasparente - di buonsenso.
Tranne loro due. Loro erano state mandate fuori dalla
classe a vagare per corridoi dove non avevano nulla da
fare. Si tennero per mano e svoltarono un angolo prima
di aprire il biglietto: Scoperta a Copiare. E Pure Disobbediente.
Merita Punizione. Sinceramente sua, signora Sylvester,
diceva la nota, e c'era anche il maledetto PS: Sorella di
Rashmi Herath!
Le parole non devono iniziare tutte con la maiuscola
disse Devi, imbronciata e senza rimorsi, la voce che suon
chiara nel corridoio immerso nel silenzio. Solo la prima
lettera della prima parola di una frase va maiuscola, oppure
i nomi propri.
Questo magari non dirlo alla preside. Tienitelo per
te si raccomand Minoli, allo stesso tempo impressionata
dalla padronanza della lingua dell'amica e spaventata per
la sorte che l'aspettava fra i temuti confini dell'ufficio.
Presero la strada lunga che passava dallo spaccio interno
e per un po' rimasero a godersi il profumo dei panini
dolci e delle paste prodotti dalle suore del convento.
Poi si fermarono in bagno, dove entrarono tappandosi il
naso, e infine, avendo a quel punto esaurito tutte le possibilit
di rimandare l'inevitabile, raggiunsero la meta.
Stavi copiando? La suora preside alz gli occhi dal
biglietto che aveva appena letto. Si sistem la banda di tessuto
che teneva a posto il velo sulla fronte del viso lungo e
serio. Perch hai fatto una cosa del genere? E da chi copiavi?
Devi non rispose. Era una Herath, lei. E gli Herath non
tradivano gli amici. Lanci un'occhiata all'immagine di
Cristo appesa sopra la scrivania della preside, con un rosario
blu drappeggiato con reverenza. Al di sotto, su una
mensola fissata alla parete, c'era un mucchietto di novene
stampate su carta velina. Non os voltare la testa, ma gir
il pi possibile gli occhi e guard fuori dalla finestra. C'era
la grotta di pietra che proteggeva una statua a grandezza
naturale della Vergine Maria, con una lampadina blu
sempre accesa, giorno e notte. Un'iscrizione incisa diceva:
NOSTRA SIGNORA DEL PERPETUO DOLORE. A Devi
piaceva stare seduta per qualche minuto con Nostra Signora
del Perpetuo Dolore, la mattina, prima che cominciasse
la scuola, le piaceva il concetto di dolore perpetuo,
che suonava al tempo stesso disperato e stranamente rilassante.
Le piaceva anche toccare la pietra magica ai piedi
della statua, quella resa liscissima da decenni di carezze ricevute
dalle studentesse, che chiedevano buoni voti, ragazzi
e seni di dimensioni decenti. Prese mentalmente
nota di andare a toccarla di nuovo, il giorno dopo. Non
avrebbe chiesto niente, di rado lo faceva, ma avrebbe semplicemente
ringraziato Nostra Signora del Perpetuo Dolore
per l'amicizia. Quella delle amiche che ti fanno copiare
il compito di matematica.
Quando fu chiaro che Devi non intendeva rispondere,
la preside si rivolse a Minoli. Da chi stava copiando?
Il labbro inferiore di Minoli trem, come se anche lei
fosse implicata. Non da me! disse, prima di scoppiare
in lacrime.
Hai visto? L'hai fatta piangere disse la preside, facendo
avvicinare l'altra ragazzina, prendendole la mano e
consolandola con un abbraccio. Non piangere, cara, tu
non hai fatto niente di male. Dai, su, smetti di piangere.
Poi si rivolse a Devi - Se dovessi andare a confessarti non
continueresti a commettere peccati, mentendo e imbrogliando
senza poi neppure avere l'umilt di pentirti. Non
so a che punto stiamo arrivando, in questa scuola - e fin
mormorando qualcosa sulle religioni che non stabilivano
regole precise per i loro seguaci.
Devi osserv tutta la scena con caparbia indifferenza.
Piangere non era un'opzione che avrebbe scelto, mai. Tese
i palmi delle mani prima ancora che le venisse chiesto e si
prepar al colpo secco e doloroso del righello rigido che
si abbatt cinque volte su ogni palmo, stringendo i denti e
sgranando gli occhi, che rimasero perfettamente asciutti.
Poi torn in classe senza strofinarsi le mani una contro l'altra
neppure una volta.
Rashmi chiese a Kamala di far bollire dell'acqua e applic
compresse calde sulle mani di Devi appena arrivarono
a casa, prima ancora di pranzo. Le due sorelle si sedettero
una accanto all'altra sui gradini fuori dalla porta di
servizio, con le uniformi bianche ancora addosso e le cravatte
a righe della divisa scolastica.
Non hai nessun bisogno di copiare. Lo fai solo per
pigrizia disse Rashmi, ma non come se si aspettasse un
qualsiasi cambiamento nel comportamento di Devi. E la
sorellina la prese come il modo di Rashmi la Brava Ragazza
per condonare ci che aveva combinato.
Matematica e scienze non mi piacciono e anche cingalese
e buddhismo. A me piacciono solo inglese e studi sociali
disse la bambina, come se quella preferenza rimarcata
bastasse a liberarla dalle regole che valevano per tutte
le materie meno piacevoli ai suoi occhi.
Non puoi scegliere finch non arrivi al terzo anno. Potrai
decidere quello che preferisci solo dopo aver completato
i livelli ordinari d'istruzione.
Devi guard la sorella, ammirata e meravigliata per il
modo in cui riusciva a condurre la sua vita, libera da ogni
tribolazione, e senza mai arruffare le penne a nessuno: n
ai genitori n agli insegnanti, n alla preside n ai vicini,
n alla signora Silva e neppure a Sonna che, aveva notato la
bambina, bench a loro non rivolgesse mai la parola, guardava
Rashmi con un'inquietante espressione di desiderio
ogni volta che lei gli passava davanti.
Devi si domandava se a Rashmi riuscisse facile essere
cos, o se ci volesse impegno per far scorrere le giornate a
quel modo, in piena serenit ed equilibrio.
Pi tardi, quella sera, Nihil la commisero mentre se ne
stavano seduti sotto il portico dietro casa, intingendo biscotti
Marie nel t della sera, fissando la bevanda color
marrone-arancio e il modo in cui turbinava nelle tazze di
porcellana bianca. Dovevano parlare a voce leggermente
pi alta del solito, per sentirsi a vicenda e sovrastare il fruscio
della ekel broom di Kamala che spazzava i fiori rosa e
gialli e le foglie caduti dagli alberi di sai mal, che crescevano
nei giardini di tutte le case della via, un lavoro che andava
fatto due volte al giorno.
Va tutto bene. In ogni caso non ti sei messa proprio nei
guai disse Nihil, e Devi si sent subito pi felice. Quello
era il modo in cui reagiva lei, le sembrava pi giusto essere
grata per il peggio che era stato evitato piuttosto che piangersi
addosso per il male che le era toccato.
Volevo dirle che gli amici aiutano gli amici, ma non
credo che la preside abbia qualche amica, quindi non l'ho
detto spieg, sicura che Nihil avrebbe capito il suo ragionamento,
cio che se la preside avesse conosciuto la
vera amicizia nella sua vita, allora avrebbe capito che copiare
qualche volta era ammissibile.
Non provare neanche a parlare con la preside. Se lo
fai lei lo dice ad Amma e Tha e allora s che finisci in guai
grossi.
Continuarono a masticare, uno accanto all'altra, pensando
ai Guai Grossi: elaborate frasi di pentimento scritte
e riscritte cento volte, sempre cento volte, niente giochi
all'aperto e, quando la questione era davvero molto grave,
il bruciore della ciabatta che la madre usava a scuola sulla
pelle nuda. S, non c'era proprio bisogno di arrivare a quel
punto, pens Devi. Non ne valeva la pena, per un po' di
matematica.
Potresti aiutarmi a studiare queste stupide materie?
chiese a Nihil, il quale annu, continuando a bere il t.
L'aiuto scolastico divenne, come ogni altra cosa, uno
sforzo congiunto. Suren le diede ripetizioni di matematica,
spezzando con infinita pazienza ogni somma nelle
parti che la componevano, finch la sorellina non le vide
pi come problemi, ma piuttosto come disegni. Rashmi
le insegn il cingalese e il buddhismo, legando le due materie
tramite le storie dei Jathaka, piene di principi e demoni
sconfitti, finch la lingua divenne un'espressione di fede e
la scrittura una versione di favole conosciute intese ad alleviare
il dolore anzich ordinare la vita. Nihil si sedeva accanto
a lei e l'ascoltava ripetere le storie che si inventava
partendo dai fatti che aveva sentito nell'ora di scienze sociali,
una delle aste del compasso che usava per tracciare i
contorni del suo mondo, mentre l'altra, la migliore, era la
lingua che sceglieva per descriverlo. I genitori reagirono ai
suoi miglioramenti nella truppa dei dotati figli maggiori,
ciascuno secondo le sue personali preoccupazioni.
Tutte A e B pi! esclam la madre, stringendo a s
Devi, il giorno in cui port a casa la pagella. Perfino un
B pi in matematica! Sono cos fiera di te, tesoro. Baci
Devi sulla testa, inspirando l'odore di sudore e giochi dei
suoi capelli.
Come mai niente A in cingalese? le domand il padre,
il quale non dimenticava che un'ottima padronanza
della lingua natia era un prerequisito fondamentale per il
vero nazionalismo.
Suren, Rashmi e Nihil, le cui pagelle avevano a malapena
strappato una reazione - si dava per scontato che
fossero eccellenti - osservarono la scena e non dissero una
parola. Avevano gi deciso esattamente come avrebbero
viziato la sorellina per premiarla di quei successi.
...
.
...
La pagella di Devi.
...
.
...
E alla fine giunse: il giorno della ribellione di Devi era arrivato.
La pagella, che aveva finalmente trasformato un motivo
di disagio e imbarazzo - un sentimento che Devi aveva
espresso religiosamente, ma solo perch capiva che ci si
aspettava da lei una qualche manifestazione di vergogna -
in una fonte d'orgoglio, rese Devi pi spavalda. Aveva
delle informazioni che voleva condividere con i vicini, ma
secondo lei non richiedevano le voci di accompagnamento
dei suoi fratelli e neppure la loro presenza. Aspett che
Rashmi fosse completamente assorta dal giallo di Nancy
Drew che stava leggendo, si abbass dietro il frigo per nascondersi
da Kamala che passava per chiss quale commissione,
apr e richiuse la pesante porta di casa, tenendo
stretta in mano la nuova maniglia d'ottone e facendo scorrere
silenziosamente il nottolino nella sua scanalatura, poi
attravers in punta di piedi la veranda davanti a casa, apr
il cancello e corse gi per la strada.
Ho preso sei A e tre B! annunci alle gemelle Bolling,
che trasalirono per il suo arrivo improvviso in mezzo
a loro, dopo che aveva fatto irruzione attraverso la porta
socchiusa senza neppure bussare.
Caspita! Ma come hai fatto? le chiese Rose, con la
bocca piena di riso. Entrambe le gemelle indossavano ancora
la divisa scolastica, anche se avevano allentato la cravatta
e slacciato qualche bottone. In classe mia la maggior
parte delle ragazze tamil prendono voti cos belli.
Noi abbiamo avuto solo due C ciascuna e il resto tutte
D! la inform Dolly, facendo seguire la dichiarazione con
la solita risata.
Siediti, cara, siediti. Dov' tuo fratello? La signora
Bolling si abbotton il vivace chemisier rosso prima di
uscire a guardare in strada. Richiuse la porta e torn dentro.
Non ti avevo mai vista senza Nihil. E molto premuroso
con te, vero? Che ragazzo carino disse, appioppando
uno scappellotto sulla testa a Sonna, come una punizione
meritata per un crimine che avrebbe di sicuro commesso,
presto o tardi.
Ahi, mamma! Sonna si massaggi la testa e si incup.
Continui a paragonarmi a quelli! Ma io non sono come
loro!
Lo so ribatt la madre, e gliene appiopp un altro,
per confermare il concetto e sottolineare la propria disapprovazione
per quella differenza tra suo figlio e i ragazzi
Herath.
Nacque una piccola discussione nella quale la signora
Bolling e le gemelle cominciarono a esaminare in cosa, di
preciso, Sonna fosse diverso dai ragazzi Herath, e nella
confusione che segu, Sonna, che era seduto proprio accanto
a Devi, ne approfitt per osservarla incuriosito.
Non era mai stato tanto vicino a una delle ragazze Herath,
prima. Devi, che indossava un vestito da casa a vita
bassa a righe bianche e blu e aveva una fascia abbinata blu
alice a trattenerle i capelli, sembrava una bambola molto
amata. Aveva fatto il bagno quotidiano prima di uscire per
la sua avventura e sapeva di fresco, un misto di talco profumato
e sapone al sandalo. Qualcosa, in quel profumo, agitava
Sonna, che sent l'impellente necessit di prendere la
bambina per mano e riportarla a casa, dove sarebbe stata
al sicuro. Al sicuro dalla polvere e dalla sporcizia, dalle
macchine e dagli autobus, dai ragazzi maleducati e dalle
parolacce, al sicuro dalla gente di casa sua. Le offr il proprio
bicchiere d'acqua ed espir.
Dov' Nihil? le chiese alla fine.
Devi bevve un sorso, poi risucchi le labbra, come se
ci potesse esimerla dal rispondere, ma lui ripet la domanda.
 a casa ammise poi. Oggi ha molto, molto da
fare. E anche Rashmi ha da fare e Suren pure. Perfino Kamala
ha un sacco da fare. Per questo sono venuta da sola.
Non gironzolare per la strada per conto tuo. Non  sicuro.
Nihil te l'avr detto, no, dell'autobus e tutto, no?
S, me l'ha detto, ma io non ci vado vicino agli autobus.
Non preoccuparti. Sono solo venuta qui per dire a
tutti della mia pagella.
Sonna fece vagare lo sguardo intorno al tavolo, passando
in rassegna tutti i famigliari. Sorrideva, pieno d'orgoglio,
anche se nessuno di loro poteva sapere perch
fosse cos contento.
Devi si gir di lato per guardare bene in faccia Sonna e
ripet l'annuncio: Ho preso sei A e tre B.
Sono davvero voti belli. Nihil dev'essere molto fiero di
te le disse Sonna, sorridente.
S,  stato lui a insegnarmi, e anche Suren e Rashmi. Mi
hanno insegnato tutti.
Allora aspetta qui, che vado a prenderti un latte alla
fragola si offr Sonna, cogliendo di sorpresa perfino se
stesso. Non aveva un soldo e avrebbe dovuto rubare la
bottiglia, ma che cos'era, a confronto del piacere di offrire
una cosa buona a una bambina come lei? Vado e
torno, e poi ti riaccompagno a casa, okay? Non devi andartene
in giro da sola si raccomand, alzandosi da tavola.
Si sentiva importante. Si vedeva gi tenere Devi per
mano e camminare con lei verso casa Herath, per riportarla
alla sua famiglia. Magari l'avrebbero invitato a bere
un t e gli avrebbero offerto i biscotti su un vassoio. Sonna
si mise a fischiettare una melodia che aveva sentito suonare
da Suren e che aveva catturato la sua fantasia, anche se non
ne conosceva neppure il titolo: The Skye Boat Song.
Devi, che in genere si sarebbe illuminata al pensiero
della bevanda dolce, aveva appena bevuto a casa un bicchiere
di succo di lime fresco - bibita che era riuscita a ottenere
da Kamala con mille moine e per merito della sua
bella pagella -, perci non disse niente e si limit a guardarlo
uscire. Non poteva aspettare Sonna e farsi accompagnare
a casa. Se l'avesse fatto, tutti avrebbero saputo che
era uscita di nascosto da sola. Il Brutto Guaio cominciava
ad alzare la sua orribile testa. Devi si risintonizz sulle voci
che aveva lasciato in sottofondo.
Chiss cos'hanno preso i Silva si chiese Dolly.
Non i Silva, tu vuoi sapere solo cos'ha preso Jith!
esclam Rose, per punzecchiare la sorella.
Dolly prov, senza riuscirci, a nascondere il sorriso che
le era salito alle labbra. Sar andato bene, no? disse.
Caspita, non lo so cos'ha preso Jith, ma di sicuro Suren
deve avere preso un'altra volta un voto favoloso in musica
riflett Rose, i cui pensieri erano schizzati dal ragazzo
per cui sua sorella aveva una cotta a quello che aveva sempre
in mente lei. Quando suona la sua musica  cos carino,
no, mamma?
Devi ascolt la discussione sulla musica di Suren, sulla
sua voce e sul lungo elenco di meraviglie che caratterizzava
suo fratello, una conversazione nella quale ognuna delle
persone intorno al tavolo gridava pi forte della precedente.
A quanto pareva nessuno, l, era interessato ai suoi
voti. A parte Sonna, che per se n'era andato. La bambina
socchiuse la porta quanto bastava per scivolare fuori
e cominci a guardarsi intorno per decidere dove andare.
Guard gi per la via e pens di andare a trovare i ragazzi
Silva, che erano diventati molto pi cordiali con lei e i suoi
fratelli, ma poi decise che era meglio di no, perch abitavano
troppo vicino a casa sua. Accanto ai Bolling c'erano
i Bin Ahmed, ma erano talmente silenziosi e riservati, e
poi lei li aveva incontrati soltanto durante il Ramadan e in
occasione del Capodanno cingalese e tamil, quando le famiglie
di Sai Mal Lane si scambiavano dolci. Perci rest
dov'era, e continu a soppesare le varie opzioni. La grande
strada principale oltre la casa dei Bin Ahmed fu insolitamente
silenziosa e vuota per qualche istante, prima che
passassero tre veicoli rombando. Devi stava quasi per fare
dietrofront quando, in lontananza, vide Lucas che arrancava
verso la sua capanna. Corse fino al bordo della strada,
con il cuore che batteva all'impazzata alla prospettiva di
attraversare lo stradone pieno di traffico che non aveva
mai avuto il permesso neppure di avvicinare se non con
entrambe le mani tenute da uno dei suoi fratelli. Dovette
provare pi volte prima di riuscire a sfrecciare in mezzo
a una moto, due pullman e una macchina. Per evitare di
camminare lungo il margine della strada, dove lo spazio
destinato a marciapiede era ancora pi stretto di quello
che c'era di l, la bambina si infil con molta attenzione
attraverso la recinzione di filo spinato ormai allentato che
delimitava la propriet, trattenendo il filo con una mano e
riuscendo comunque a graffiarsi un po'. Si strofin il graffio
con un po' di saliva. Lucas Seeya! lo chiam, e lo raggiunse
un secondo prima che mettesse piede nella veranda
di canniccio ricoperto di argilla e fango della sua capanna.
Alice non si vedeva, ma si sentiva la sua voce e il rumore
che faceva lavando una pentola da qualche parte dietro un
boschetto di banani.
Appoi! disse Alice. Meno male che i tamil stanno
prendendosi una lezione. Bisognava buttarli fuori tanto
tempo fa. Quelli credono di stare a casa loro, qui. Ma ti sei
accorto che tutti i negozi buoni sono tamil? Negozi di tessuti,
negozi di alimentari... tutto tamil.
Devi, confusa per un momento, voleva chiedere a Lucas
come faceva un negozio a essere tamil, un particolare che
riteneva di poter presentare all'insegnante di studi sociali,
perch era un argomento che in classe non era ancora stato
discusso. Forse l'insegnante non lo sapeva: sarebbe stata
un'altra opportunit per impressionarla. Ma non pot fare
la domanda a causa del fuoco di fila di rimproveri che usc
dalla bocca di Lucas, spaventandola tanto da farle rispondere
solo facendo s o no con la testa.
Devi Baby! Ma cosa ci fai qui? Sei da sola? le chiese.
Poi scese, facendo attenzione, i gradini irregolari della sua
casa e and un po' oltre la bambina per guardare Sai Mal
Lane, che era visibile dalla propriet Ratwatte. C' qualche
problema? le domand, tornando verso di lei. Ma
perch sei qui senza Nihil Baby? Tu non la devi attraversare
quella strada! Lo sai, vero? E comunque, perch sei venuta
a casa nostra? Questo qui non  un posto per te! Okay,
okay, non fare quella faccia cos spaventata. Dai, vieni
disse, e le fece salire i gradini, tenendola per mano. Ti do
una ginger beer. Siediti, che la vado a prendere.
Devi aveva troppa paura per dire che la ginger beer non
le piaceva, perch frizzava e pizzicava troppo, o che aveva
la pancia gi piena di succo di lime. Per giunta era appena
spuntata Alice, con il solito camicione macchiato di
fuliggine e curry. Aveva due pentole, una per mano, e la
costernazione inacidiva ancora di pi le sue fattezze che
gi normalmente esprimevano disapprovazione. Ah, e
cos questa  Devi Baby, no? E cosa ci fai tu qui? Dov'
quell'uomo? Lucas Aiyya! grid. Lucas Aiyya!
Lucas Seeya  andato a comprare la ginger beer.
Alice sput un fiotto di betel da un angolo della bocca.
Ginger beer? Ti ha offerto il t?
Devi scosse il capo, anche se non voleva dare nessuna
colpa al vecchio. Si era gi pentita di essere venuta.
Avrebbe dovuto fare dietrofront e tornare a casa. O andare
da Kala Niles. Invece no, perch sarebbe per forza
dovuta passare davanti al signor Niles e lui avrebbe sicuramente
notato che se ne andava in giro senza Nihil. Zio
Raju, pens, e il faccino le si illumin. Doveva dirlo a lui!
Era sempre cos colpito da tutto ci che faceva la sua famiglia,
ma era chiaro che era particolarmente affezionato
a lei. Perch non era andata a trovare zio Raju per primo?
Si sarebbe salvata da quel gran pasticcio.
Va tutto bene, Devi Baby? le chiese Lucas, porgendole
la bottiglia di ginger beer tiepida che si era gi fatto
aprire da Koral. Porta un bicchiere! Porta un bicchiere!
disse alla moglie, come se un ritardo, combinato
con una mancanza di finezza, potesse far decidere a Devi
di rifiutare la bibita.
Ho preso sei A e tre B! disse la bambina, bevendo la
ginger beer con la cannuccia e decidendo che doveva almeno
ringraziare l'anziana coppia condividendo la buona
notizia.
Non va bene, per, bisogna prendere tutte A, no, Devi
Baby? Come i tuoi aiyyas e la tua akki. Ho sentito dire che
non prendono mai nemmeno B! disse Lucas.
Devi mand gi il resto della bibita a lunghi sorsi rapidi,
tenendo il bicchiere con entrambe le mani e prendendo
fiato tra un sorso e l'altro. Si pul la bocca sulla manica del
vestito e si lasci sfuggire una risatina dopo il ruttino che
segu. Adesso devo andare annunci, alzandosi.
Deiyyo saakki! Non puoi andartene cos. Vengo io a
farti attraversare per tornare dall'altra parte le disse Lucas.
Aspetta un attimo, vado a infilarmi una camicia e
torno.
Devi si rimise seduta per aspettarlo. Sent Lucas bisticciare
con Alice, in un basso risuonare di voci non particolarmente
minacciose, come se fosse una forma di comunicazione,
senza disaccordo. Niente a che vedere con i litigi
dei suoi genitori, pens. Quelli, in genere causati da divergenze
a proposito del governo o delle rispettive famiglie,
la svegliavano sempre dal sonno profondo. Allora si alzava
e andava in cucina a prendere un bicchiere dell'acqua bollita
e messa a rinfrescare nel frigorifero, oppure a fare la
pip, lasciando la porta del bagno aperta e facendo quanto
pi rumore possibile nella speranza che smettessero. A
volte succedeva, a volte no. Quando non la finivano di discutere,
lei svegliava Rashmi e insieme svegliavano i due
fratelli e qualche volta Devi piangeva e chiedeva a Suren
di andare a interrompere il litigio. Lui non lo faceva mai.
Si limitava a starle vicino e a carezzarle la testa.
Devi si domand se Lucas e Alice avessero mai litigato
cos. Ne dubitava. C'era un'aria di calma, intorno alla capanna.
Guard il tetto cadente e cont quattro beedi e una
sigaretta infilata tra le fronde di cocco intrecciato che lo
ricoprivano. La panca su cui era seduta era coperta con
un vecchio sari e diverse stuoie, che la facevano sembrare
quasi un divanetto. Fuori le mosche ronzavano e c'era un
odore di fogna che andava e veniva rapido, per poi tornare
e fermarsi un po' pi a lungo.
Okay, adesso sono pronto. Andiamo disse Lucas,
prendendola per mano. Si era infilato una bella camicia
bianca e blu - che Devi riconobbe, perch in passato era
appartenuta a suo padre - e si era srotolato il sarong, che
ora gli arrivava fino ai piedi. Si mise le ciabatte, che erano
state riparate un'infinit di volte e in modo piuttosto rozzo,
per cui i fili delle cuciture erano di vari colori.
C' di nuovo quella puzza disse Alice, uscendo dalla
stanza buia da cui era appena spuntato anche Lucas.
Quelli delle baracche continuano a buttare il loro schifo
nel canale, per questo succede cos. Devi Baby, non  che
tuo padre potrebbe risolverci questo problema?
Non fare queste domande a Devi Baby! disse Lucas.
Lo chiedo io al signore. Sono faccende che si risolvono
tra uomini.
Quando Devi guard dietro di s, Alice era ancora in
piedi sul gradino pi alto, con le mani sui fianchi. Aveva ripreso
a mugugnare.
Da qui posso andare da sola disse Devi dopo che
ebbero attraversato. Per quanto poteva giudicare, Lucas
aveva impiegato pi o meno lo stesso tempo che ci aveva
messo lei, ma gli era comunque grata per l'aiuto.
No, no, ti accompagno fino a casa rispose Lucas, occhieggiando
Sonna, che era appena arrivato in fondo alla
via. Aveva con s una bottiglia di latte rosa che, anche a
quella distanza, sembrava deliziosamente fresca, e a Lucas
venne l'acquolina in bocca al solo pensiero. Il vecchio deglut
e diede un'occhiataccia a Sonna, che li fissava in un
modo che metteva Lucas a disagio.
Le preoccupazioni di Devi, invece, erano altre. Se vieni
con me fino a casa loro scopriranno che ho attraversato lo
stradone e finir in un mare di guai gli disse con un filo
di voce. Per favore, Lucas Seeya, non dirlo a nessuno.
Lucas abbass lo sguardo su di lei. Va bene, ma tu me
lo devi promettere. Prometti a Lucas Seeya che non attraverserai
quella strada mai pi. Hai capito? Mai, mai pi.
Promesso disse Devi, e ne era assolutamente convinta.
A pensarci bene, ci di cui aveva bisogno, i suoi
fratelli, gli amici, la sua casa, stava tutto da questa parte,
in Sai Mal Lane. A scuola e alle feste di compleanno veniva
portata, quindi non esisteva la minima possibilit che
si trovasse a voler attraversare di nuovo lo stradone. Lo
prometto sul serio, Lucas Seeya ripet.
Ti accompagno fino a oltre la casa del signor Bolling
stabil Lucas, tornando a guardare Sonna, che li stava ancora
osservando, e Devi cedette. Quando raggiunsero
l'estremit della propriet circondata dalla recinzione in
alluminio dei Bolling, la bambina si avvi di corsa su per la
strada, poi si ferm, si volt e salut con la mano, per poi
andare a nascondersi in mezzo alla siepe dei Silva, schiacciata
fra piante e arbusti, finch non fu sicura che Lucas se
ne fosse tornato a casa. A quel punto attravers di nuovo
la via e and ad aprire il cancello della casa della Vecchia
Signora Joseph.
Il vialetto in sabbia e ghiaia era stato spazzato e vi erano
stati tracciati disegni regolari. Devi non voleva sciupare
tutto quel lavoro, ma non poteva fermarsi l, altrimenti la
Vecchia Signora Joseph l'avrebbe chiamata e invitata a entrare
nella vecchia casa e lei non sarebbe mai riuscita a dire
a Raju della sua pagella. Decise quindi di tentare la fuga di
corsa, ma lo fece seguendo il percorso a zigzag disegnato
dalla scopa sul vialetto, per rovinarlo il meno possibile e
raggiungere il garage dove, sperava, avrebbe trovato Raju.
Fu felice di sentire i suoi grugniti e il tonfo del bilanciere.
Il sollevamento pesi di Raju produceva un suono caratteristico
che i bambini Herath, come tutti quelli di Sai Mal
Lane prima di loro, avevano imparato a trovare confortante.
Dietro il cancello dipinto di grigio della madre, in
fondo al vialetto di sabbia e ghiaia, all'interno del garage
che non aveva mai ospitato una macchina, Raju grugniva
e sollevava e poi lasciava ricadere pesi con tale regolarit
che quel rumore era diventato la musica delle loro ultime
partite di cricket, dell'ultima corsa gi per la via con gli
aquiloni, delle ultime conversazioni bisbigliate con i nuovi
amici, prima che tutti dovessero rientrare nelle rispettive
case. Per Devi, che aveva tanti bisogni, in quel particolare
momento i suoni familiari erano come una melodia amata.
La parte anteriore dell'ex garage era una parete con una
porta che si apriva in un angolo. La bambina and a bussare
e attese, battendo le mani una contro l'altra, pianissimo
e pi volte, mentre aspettava una risposta.
Arrivo! Arrivo! grid Raju dall'interno, prima di
aprire.
Devi consider la possibilit che quello fosse uno dei
momenti in cui sua madre avrebbe commentato che lei,
Devi, aveva perso di vista il buonsenso. Perch il Raju che
le si par davanti non solo indossava gli stessi calzoncini
da ginnastica che portava la prima volta che aveva salutato
lei e Nihil, il giorno del trasloco, ma come se non bastasse
era tutto lucido di una mistura che sembrava fatta di olio
e sudore mescolati, con rivoli che gli gocciolavano dai capelli
e lungo la pancia. I calzoncini erano fradici. La bambina
arretr lievemente, inarcando il corpo, quando percep
l'odore pungente che impregnava l'aria, ma prima che
riuscisse a farsi venire in mente una scusa per andarsene,
Raju parl.
Devi! Vieni vieni vieni! Entra e siediti! le disse, guardando
dietro di lei e sembrando poi accettare il fatto che
fosse davvero sola. Ripul alla svelta un po' di spazio su una
sedia di rattan che pendeva dall'alto, appesa a una trave in
un angolo del garage, continuando a muoversi, come se temesse
che potesse andar via, se fosse rimasto fermo in un
posto. Mioddio. Non mi aspettavo certo una visita. Di solito
qua non ci viene mai nessuno, no, di solito sono io che
vengo a trovare voi. La vostra mamma  a casa?
Raju non usava mai Amma, anche se Rashmi gli aveva
spiegato un mucchio di volte che era cos che i bravi bambini
cingalesi chiamavano la mamma.
Non lo so rispose Devi, rendendosi conto che era
stata via un bel po' tra la visita alle gemelle Bolling e quella
a Lucas, e che c'era la possibilit che sua madre fosse ormai
tornata a casa dopo le lezioni pomeridiane. Guard
Raju, che si era seduto sul pi alto dei due gradini che dal
garage scendevano al cortile dietro casa. Si pass un asciugamano
sul viso, sul petto e sotto le ascelle, dai peli foltissimi,
per tamponare il sudore.
Sono venuta a dirti che ho preso sei A e tre B esclam
d'un fiato la bambina, perch, anche se un pizzico di buonsenso
e intuito le stesse dicendo che la sua presenza l, da
sola, era del tutto inopportuna, non riusc a fare a meno
di passare l'informazione.  la prima volta che prendo
voti cos belli. Mi hanno aiutato tutti,  cos che ci sono
riuscita. Altrimenti di solito prendevo A solo in inglese e in
studi sociali, che sono le mie materie preferite.
Le sopracciglia di Raju schizzarono in alto per lo stupore.
Ah, sul serio? Adesso prendi dei voti cos belli? In
una scuola come la tua, con tutti quei bravi insegnanti, voti
cos sono una gran cosa, sai? La bocca si inarc verso il
basso ancora pi del solito per dimostrare quanto fosse
davvero impressionato. Devi andarne molto fiera. E anche
la mamma sar fiera di te. E scommetto che il pap ti
ha comprato i cioccolatini e qualcosa di buono, eh? Te li
ha presi i cioccolatini? Raju sorrise.
Nonostante l'aspetto grottesco di alcune sue parti, il
sorriso di Raju comunicava una felicit genuina e Devi si
concentr su quella. Non sentiva pi il fetore che l'aveva
disgustata poco prima, e ora che Raju si era steso l'asciugamano
sulle ginocchia, coprendo la parte inferiore del
corpo, sembrava quasi vestito. La bambina si rilass sulla
sedia e gli rispose.
No, niente cioccolatini, per Nihil mi ha detto che
oggi, dopo i compiti, mi dar due dei suoi biscotti, al t
della merenda. E sono sicura che se lui me ne d due, lo
faranno anche Rashmi e Suren. Quindi ne avr sei in pi.
Che uniti ai miei cinque fanno undici biscotti Marie tutti
per me! La prospettiva la faceva sorridere.
Raju scosse la testa da una parte e dall'altra, evidentemente
deliziato quanto lei all'idea del bottino che l'aspettava.
Allora, cosa pu darti zio Raju? Anch'io devo darti
qualcosa. Anch'io sono molto fiero di te. Una bambina
cos piccola che ha fatto una cosa cos grande!
Le paure di Devi svanirono e il suo sorriso si allarg.
Era esattamente quella l'accoglienza in cui aveva sperato
e che non era riuscita a ottenere n da Rose e Dolly n da
Lucas. Ed ecco l, davanti a lei, una persona che capiva la
grandezza della sua impresa. Raccolse le gambe sotto di s,
si diede una spinta e si appese al sacco da box fissato al pilastro
che aveva accanto, poi si mise a dondolare avanti e
indietro, soddisfatta.
...
.
...
Raju rifiuta di farsi declassare.
...
.
...
Se a seguito del nuovo, recente status acquisito da Devi
- quello di sorellina degna dei fratelli maggiori, e in particolare
della sorella pi grande - semplicemente Rashmi
non fosse pi stata costretta a mormorare parole di commiserazione
quando le toccava andare in sala professori a
consegnare un messaggio, o quando sorella Helen Marie
la prendeva da parte per riferirle qualche misfatto riconducibile
a Devi, o ancora quando la signorina Atukoral
la chiamava per mostrarle un compito di Devi mal fatto,
Rashmi sarebbe stata soddisfatta. Invece no, i miglioramenti
scolastici di Devi l'avevano fatta diventare una specie
di mina vagante, a casa. La storia della bambina che
aveva attraversato lo stradone senza permesso e tutto ci
che ne era seguito era stata riferita ai fratelli Herath da
Sonna, che era andato dritto da loro mentre giocavano a
cricket a raccontare tutti i particolari:
un amico gli aveva detto che Devi era stata quasi travolta
da un autobus, mentre attraversava di corsa lo stradone
per andare da Lucas. Il fatto che il mezzo fosse un
109, poi, era sembrato particolarmente rilevante, come se
gli di stessi avessero inviato quell'autobus cos raro a titolo
di avvertimento;
Lucas aveva dato qualcosa da bere alla bambina;
Devi era stata per mezz'ora nel garage di Raju che, ormai
dovevano saperlo tutti, non era certo un tipo affidabile.
Se Sonna avesse deciso di riferire tutto ci per via di una
sincera preoccupazione riguardo al benessere di Devi, se
l'avesse fatto perch sapeva - tutti nella via lo sapevano -
quanto gli Herath pi grandi, ma soprattutto Nihil, sorvegliassero
la sorellina minore, o se, invece, avesse solo in
mente di mettere nei guai Raju e Lucas, gli Herath non furono
in grado di stabilirlo. Nihil era profondamente convinto
che la vera ragione del gesto fosse la seconda ipotesi.
Rashmi credeva con altrettanta convinzione che si trattasse
della prima, che Sonna fosse davvero preoccupato per
Devi, che avendo gi salvato uno dei giovani Herath da un
grave incidente si sentisse responsabile della sicurezza anche
di un'altra, e in particolare della bambina che si era seduta
accanto a lui e gli aveva confidato l'importante notizia
del suo successo scolastico. Nessuno pens che Sonna
fosse rimasto terrorizzato quanto lo sarebbe stato Nihil nel
vedere Devi attraversare quella strada per tornare indietro
con il vecchio Lucas, malfermo sulle gambe, rendendosi
conto che, quindi, aveva attraversato da sola lo stradone.
Credere a una cosa simile richiedeva il tipo di generosit
e fiducia che Sonna non aveva avuto molte opportunit di
guadagnarsi e, in ogni caso, tutti erano pi in ansia per l'incolumit
di Devi che per le motivazioni dell'ambasciatore,
cos Sonna non si sent dire neanche un grazie, perch
tutti gli Herath erano impegnati a chiedere spiegazioni alla
bambina. Neppure Devi, per la quale Sonna aveva litigato
con Sunil che l'aveva scoperto a rubare la bottiglia di latte
alla fragola, Devi, per la quale si era preso una manica di
botte dal padre quando gli era stato riferito l'incidente,
neppure lei l'aveva degnato di uno sguardo.
Ti avevo detto di fermarti le disse, con un ultimo
sforzo, stavolta cercando di infilarsi accanto agli Herath
pi grandi, per parlarle come un fratello maggiore.
Per tutta risposta, anzich dargli una spiegazione sul
perch se ne fosse andata, Devi lo guard con gli occhi
pieni di lacrime per averla tradita raccontando tutto agli
altri. Quella vista turb Sonna a tal punto che and a buttarsi
sul proprio letto, a casa, e ci rest per tutto il giorno,
rifiutando il cibo, finch sua madre sugger di chiamare un
dottore. A quel punto il ragazzo si mise seduto e se la prese
con lei, e tutto torn come prima.
Rimasero scioccati perfino i ragazzi Silva, che si erano
aggregati al gruppo, insieme a Rose e Dolly, mentre Sonna
raccontava. Nemmeno io attraverso lo stradone se non
c' Mohan disse Jith, facendo rimbalzare la palla sul terreno.
Faccio fatica anch'io, figurati. E ho una fifa blu quando
mi tocca attraversare ammise Mohan, e quando tutti sembrarono
sconcertati da quell'affermazione, aggiunse: Vale
anche per te, vero, Suren? Hai fifa anche tu, giusto?. Tutti
e tre gli Herath pi grandi annuirono con la testa. S. S. S.
Ma sei davvero andata in tutti quei posti? volle sapere
Dolly. Afferr la palla che era rimbalzata lontano da Jith e
gli sorrise, nel restituirgliela.
La casa di Raju il Pazzo  il peggiore di tutti dichiar
Mohan. E stava per aggiungere qualcosa, ma vide la signora
Herath che risaliva la strada, perci si limit ad avvertire
gli altri - Arriva vostra madre -, e tutti si dispersero
e ripresero la partita, perch non si poteva pi dire
nemmeno una parola finch lei era a portata d'orecchio.
La fine che avrebbe fatto la sorella minore se fosse stata
travolta dagli autobus o dalle macchine che percorrevano
a tutta velocit la curva cieca a destra di Sai Mal Lane,
o se avesse ingerito acqua non bollita a sufficienza - perch
tutti davano per scontato che fosse t ci che Lucas
le aveva offerto, e Devi non forniva dettagli - era atroce
come ci che temevano sarebbe successo a Devi se mai la
madre avesse scoperto che era andata in tutti quei posti
senza essere accompagnata.
Ma perch hai fatto una cosa del genere? le chiese Suren
quando ripresero l'argomento, il giorno dopo. Aveva
un'aria particolarmente seria, con le mani sprofondate
nelle tasche dei calzoni color kaki che portava ancora, perch
era appena tornato da una prova costumi per il musical
scolastico Tutti insieme appassionatamente, nel quale
interpretava Friedrich.
Lo sai che nessuno di noi ha il permesso di attraversare
lo stradone! le ricord Nihil, vicino alle lacrime. Era talmente
felice che la sorellina fosse tornata sana e salva che
le fece una carezza, ma bruscamente, perch l'ansia per
l'evidente indifferenza di Devi per ci che sarebbe potuto
succederle ebbe la meglio su di lui e gli faceva venire voglia
di tirarle i capelli, invece.
Non ti devi mai allontanare. Io devo sempre averti
sotto gli occhi, chiaro? aggiunse secca Rashmi, chiedendosi
nello stesso tempo come sistemare la questione e se
non sarebbe stato meglio dire noi dobbiamo anzich io
devo.
Suren si un a Nihil e Rashmi. I tre Herath pi grandi
erano uniti nella loro disapprovazione, seduti in fila sul
suo letto, appena rifatto con lenzuola fresche che il dhobi
aveva consegnato proprio quel pomeriggio in un fragrante
mucchio di biancheria inamidata, avvolto in carta da giornale
e legato con un giro di spago. Devi li guardava di traverso
dal letto di Nihil, dove, per quanto ribelle a ogni
imposizione, non poteva fare a meno di carezzare il copriletto
a righe bianche e gialle. Era cos liscio e pulito, e lei
aveva un gran bisogno di quel conforto tattile. Rashmi la
osservava, conscia che quella mancanza di pentimento non
era da prendere alla leggera. Si rivolse ai fratelli.
Dobbiamo essere certi che non sia mai lontana da noi
disse. Mai. A scuola la controller io, a casa lo faremo
tutti insieme.
Potete controllarmi quanto vi pare. Tanto io sono
grande e posso anche camminare su e gi per la strada da
sola. Proprio come voi ribatt Devi, incrociando le braccia
sul petto e guardandoli in cagnesco.
Devi sembrava il ritratto dell'impenitente, l, seduta davanti
a loro, con gli occhi fissi, ma Nihil era sicuro che
stava disperatamente trattenendo le lacrime, anche se non
si sarebbe mai messa a piangere, non per una sgridata del
genere da parte dei fratelli. Avrebbe tanto voluto aiutarla
a uscire dall'angolo in cui si era stretta da sola, rassicurarla
con una frase gentile, magari prenderle una mano e dirle
che andava tutto bene, in modo che si sentisse libera di
piangere e potesse promettere di non disobbedire alle regole,
ma tenne duro.
No, disse invece, pensando esclusivamente alla sicurezza
di Devi tu non puoi andare da nessuna parte senza
di noi.
Non potete fermarmi ribatt Devi. Se voglio ci vado
anche adesso! E si alz in piedi.
Si alz anche Nihil, e la spinse con il palmo della mano
sulla pancia, facendola ricadere all'indietro sul letto. Non
puoi ripet. E se lo fai, noi diciamo a Tha e Amma quello
che hai fatto e allora s che sarai in guai grossi. Vuoi metterti
nei guai? Perch guarda che se succede non ti aiuto
nemmeno io, dopo quello che hai combinato.
Rashmi rivolse uno sguardo di approvazione a Nihil,
perch in quel genere di discussioni di solito finiva per
prendere le parti di Devi, che cos si sentiva sostenuta, anzich
punita. Appunto, faremo proprio cos conferm.
Nessuno di noi ti aiuter.
Suren intrecci le mani in grembo, come se fosse in meditazione.
Poi disse: Siamo fieri di te e della tua pagella,
ma sei ancora piccola. Non puoi corrertene in giro dappertutto
senza dircelo, okay? Okay?.
Okay accett Devi, ancora imbronciata.
E non puoi andare da Raju, che  sempre mezzo nudo
aggiunse Rashmi. Okay?
Devi non conferm, anche se Rashmi ripet il suo
okay? un mucchio di volte, e anche questo fece preoccupare
non poco la ragazzina. Se Devi non avesse accettato
quello specifico punto, chiaramente non si sarebbe sentita
costretta a obbedire, e in tal caso a cosa sarebbe servita la
promessa pi solenne, quella relativa al contingentamento
delle sue attivit?
Nonostante la compattezza iniziale dei tre Herath pi
grandi, ora, con Suren sempre pi impegnato nelle prove,
il tutoring di matematica e le lezioni di musica dopo la
scuola, e Nihil soddisfatto, a quanto pareva, del sollievo
che gli dava lo stare seduto insieme al signor Niles, scaricare
su di lui tutte le sue preoccupazioni e raccontargli
le marachelle di Devi, Rashmi si sentiva decisamente sola
nella sua crociata contro il rapporto di amicizia tra Devi e
Raju. Nei mesi seguenti ci furono diverse occasioni in cui
le torn in mente quell'episodio in cui non era riuscita a
ottenere la risposta giusta da Devi - s, va bene, non ci sarebbe
pi andata a trovare zio Raju -, ogni volta che la sorellina
veniva trovata e riportata a casa, l'ultima volta tenuta
addirittura per un orecchio, che strillava Zio Raju
 mio amico!, mentre veniva trascinata via dal garage di
Raju, appena lui aveva chiuso la porta, verso il loro cancelletto
di casa. Per questo Rashmi sentiva che la questione
andava affrontata direttamente alla fonte dei loro problemi.
Andare a trovare Raju era una cosa che Rashmi avrebbe
evitato volentieri, a meno che ogni altra strada fosse gi
stata esplorata. Mentre tutti loro o sapevano o sospettavano
che Raju fosse uno di quegli adulti gentili ma mentalmente
ritardati, e perci del tutto inaffidabili, Rashmi accarezzava
l'idea di rifiutare Raju in blocco. Qualcosa nella
sua antiestetica fisicit e nel senso di incompiutezza che
emanava disturbava la mente ordinata e precisa della ragazzina.
Era disponibile a provare ad accettarlo solo fintanto
che la sua forma umana se ne stava lontana da lei e dai
suoi fratelli. Una volta, dopo che Raju si fu soffermato vicino
al loro decorativo cancelletto bianco, costeggiato su
entrambi i lati da una siepe che cresceva alta, a parlare
con sua madre che era uscita in giardino per bagnare le
piante, Rashmi fece una gran fatica a combattere la tentazione
di mandare immediatamente Kamala a spazzare il
punto dove si era fermato. E quando gli fu offerto un t, la
ragazzina si assicur che venisse versato in una certa tazza
che aveva segnato sul fondo con una pennellata di smalto
rosso per unghie preso in prestito da Rose. Quando Raju
se ne stava all'interno della cancellata di casa sua e li guardava
giocare a cricket, Rashmi si sforzava, pi spesso che
poteva, di colpire con tutte le sue forze la palla, mandandola
verso di lui, finch Raju tornava a rintanarsi nel garage
e riprendeva il sollevamento pesi. Perci, il rendersi
conto che Devi era cos compiaciuta di disobbedire ai fratelli
maggiori solo per andare a passare un po' di tempo
con Raju era pi di quanto Rashmi potesse sopportare.
Zio Raju mi ha regalato i bastoncini di zucchero del
negozio di Koral si vant Devi. E io mi sono seduta sul
dondolo e li ho mangiati tutti.
Perch te li ha comprati? Non sei una pezzente, tu.
Non hai bisogno di roba del genere da gente del genere
obiett subito Rashmi.
E tu sei gelosa perch sono io la sua preferita e a te i
bastoncini di zucchero non li compra. Comunque la prossima
volta te ne tengo uno. Zio Raju  una brava persona.
E Devi schizz su per la strada, la piccola gonna che ondeggiava
al ritmo dei suoi passi, mentre la bambina riviveva
la sensazione che le davano in bocca quelle caramelle,
il modo in cui si spezzavano quando le succhiava, la dolcezza
dello zucchero che si prolungava fino all'ultima minuscola
briciola.
Non ci sarebbe stata nessuna prossima volta, decise
Rashmi, mentre faceva sedere Devi tra i due fratelli, strappati
per l'occasione alle rispettive preoccupazioni, prima
di uscire per andare personalmente a parlare con Raju.
I tonfi provenienti dall'interno del garage erano attutiti
da uno spesso strato di gommapiuma che Raju si era
procurato chiss dove e aveva usato per coprire il pavimento.
La gommapiuma era gialla a macchie marroni e dava una
sensazione di umidit che nause Rashmi appena si affacci
sulla porta, gli occhi fissi sulla faccia sbalordita di Raju.
Cielo! Una visita anche oggi! Vieni vieni vieni. Mi sa
che dovr preparare un bel posticino in quest'angolo per
tutti voi bambini disse lui, indietreggiando e indicando a
Rashmi l'angolo dov'era appeso immobile il dondolo, in
attesa. Rashmi si immagin Devi raggomitolata su quel sedile.
Al di sotto, il pavimento era sporco di zucchero a
velo e c'era gi una fila di formiche che marciava verso il
bottino da una crepa vicino alla porta del garage. Una parete
era dedicata ai poster di Bruce Lee e Muhammad Ali;
uno particolarmente grande ritraeva il pugile e riportava la
frase Vola come una farfalla e punge come un'ape scritta in
bianco, con un carattere piuttosto elaborato, sul suo corpo
scurissimo. I due, come Raju, erano a torso nudo. Ma a
differenza di Raju, ci che indossavano sotto era decoroso.
Rashmi tese una mano verso di lui, con il palmo in su.
Raju... Zio Raju, sono venuta per discutere con te una
questione importante.
La faccia di Raju si raggrinz per esprimere allarme e
preoccupazione allo stesso tempo. Perch, perch? Che
cos' successo? Arrivano i tamil? La mamma ha detto che
quelli vogliono cominciare una grossa guerra, su al Nord!
Ha detto che verranno anche qui. Ma come? Noi siamo
gi qui, no? Ma tuo pap, lui sapr qualcosa di pi, no? Il
governo e cos via, cio. Dimmi, dimmi. Zio Raju si mette
una camicia e torna subito. Fece qualche passo, poi torn
indietro e le sorrise, un po' intimidito. Adesso che sono
amico della tua famiglia non vado in nessun posto senza
calzoni color kaki e camicia a maniche corte, te ne sarai
accorta, vero? Solo qui dentro mi vesto cos. Per il body-
building. Rise e spar di nuovo, voltando solo la testa per
dire: Aspetta qui, aspetta qui.
Rashmi immagin la testa che oscillava a ritmo coi passi.
Si lisci il dietro della gonna prima di sedersi sul dondolo
sospeso. Era una gonna di velluto color porpora, una delle
pi belle che aveva, e se l'era messa nella speranza che la
facesse apparire pi severa di quanto intendeva essere.
Scansando con cura le formiche, pos i piedi - al sicuro
nelle ballerine nere - sul pavimento, in modo che il dondolo
non cominciasse a muoversi. Evit anche di appoggiarsi
allo schienale. Si sistem un po' il colletto di seta
della camicetta.
Era vero: quella era la prima volta da molto tempo che
vedeva di nuovo Raju nella versione semisvestita. Ci pens
su per qualche momento, poi cominci a interrogarsi su
cosa intendesse dire Raju quando parlava dei tamil in arrivo.
Dove stavano arrivando? Forse poteva chiedere alla
signora Niles se conoscesse qualcuno in arrivo dal Nord.
Ma forse sarebbe stato meglio chiedere a suo padre, come
aveva suggerito Raju.
All'improvviso fuori si sent un tuono e la ragazzina si
alz dal dondolo, and alla porta e scrut il cielo che si faceva
scuro. Non stava ancora piovendo. Rashmi si augur
che non cominciasse prima che sua madre fosse tornata
a casa da scuola. Ora che si era presa in carico varie attivit
supplementari in quanto insegnante responsabile di
diversi club, di rado rientrava prima delle tre e mezzo, e
qualche volta le quattro. Rashmi sospir. Quanto avrebbe
voluto che sua madre tornasse a essere un'insegnante normale,
di quelle che salivano sugli scuolabus con i loro
alunni alla fine di ogni giornata scolastica, per fare ritorno
dalle loro famiglie. Perch lei doveva passare tutto quel
tempo a scuola? Perch doveva sempre andare in tanti posti,
perfino nel weekend? Se fosse stata pi tempo in casa,
forse ci sarebbe rimasta anche Devi. Quando fosse stata
madre anche lei, decise Rashmi, sarebbe stata meno distratta.
Avrebbe avuto denaro e bambini, prestigio e una
bella vita domestica. Tutto questo avrebbe richiesto alcune
scelte fatte bene.
Raju apparve sulla soglia della porta che conduceva al
garage dal cortile posteriore. Indossava un paio di calzoni
lunghi color kaki e una camicia gialla a maniche corte.
Adesso va meglio, disse mi sono anche dato una sciacquata.
Rashmi si rese conto che la situazione stava davvero migliorando.
Quando si metteva quei vestiti, Raju diventava
l'adulto perbene, non quello mezzo matto. Questo la incoraggi
e si sent un po' pi bendisposta verso di lui. Zio
Raju, sono venuta a chiederti...
No, no la corresse lui, con occhi gravi, i palmi girati
verso il basso. Non per chiedere. Per dire. Perch zio
Raju non sa niente. Io so qualcosa solo quando me la dicono
la tua mamma o il tuo pap. O Lucas. Qualche volta
anche lui mi dice qualcosa. E la mia mamma, per lei non
sa molto delle cose importanti, del governo e tutto il resto.
Sul vicinato, certo, posso ascoltare la mia mamma. Lei sa
tutto, su quello.
Rashmi si intromise e parl pi in fretta che pot per
non farsi interrompere. Sono venuta a chiederti di dire
a Devi di non venire pi qui a trovarti gli disse. Non ci
piace. E si mise a braccia conserte, pronta alla protesta
che - ne era certa - sarebbe giunta.
Ci che Raju poteva aver pensato della sua richiesta, tuttavia,
non fu comunicato immediatamente, perch proprio
in quel momento si sent vociare e Devi fece irruzione nel
garage, con Nihil e Suren alle calcagna. Rashmi balz in
piedi e and incontro ai fratelli. Devi aveva gli occhi pieni
di lacrime e i ragazzi cercavano contemporaneamente di
rimproverarla, farle capire la situazione e consolarla. Devi
corse da Raju e si aggrapp con entrambe le braccia a uno
dei suoi.
Zio Raju  mio amico! singhiozzava Devi. Lui ha
sempre tempo per me. E non mi dice mai di stare zitta o di
andarmene, lui!
Con sorpresa di Rashmi, anche gli occhi di Raju si inumidirono.
Non piangere, tesorino, non piangere. Zio
Raju  sempre amico tuo. Vieni, adesso, siediti, e ti faccio
dondolare le disse, la voce tornata alla solita cadenza
melodiosa. Devi si lasci accompagnare al dondolo e si sedette,
senza togliere gli occhi di dosso dai fratelli maggiori,
le lacrime che ancora le scorrevano gi per le guance in
mille rivoli.
Non vogliamo che venga qui da sola ripet Rashmi
con tutta la fermezza che riusc a tirar fuori date le circostanze.
Non  appropriato che una bambina come lei
venga qui. C' cattivo odore. Inoltre, aggiunse quando
sei qui dentro tu non sei mai vestito in modo decoroso!
Raju sembr rendersi conto dell'abbigliamento formale
della ragazzina solo in quel momento. Guard ogni
ragazzino dalla testa ai piedi, a turno, poi fece correre lo
sguardo sul suo garage come se solo allora si accorgesse
dell'assurdit di intrattenere gente ben vestita come loro in
un locale del genere. Scosse la testa. Hai ragione, Rashmi.
Questo non  un posto adatto a voi bambini. Soprattutto
una bambina come la piccola Devi. La prossima volta che
verr la far sedere in veranda promise.
S, vado l a trovare zio Raju! esclam Devi, con un
gran sorriso, asciugandosi la faccia con il dorso della mano.
Rashmi guard Devi, chiedendosi se lei o Raju si ricordavano
chi altri occupava quello spazio. O non se lo ricordavano,
o a nessuno dei due interessava minimamente.
 meglio che venga tu a trovare mia sorella a casa nostra
intervenne Suren, con un tono che voleva dare un
suggerimento facendolo sentire un ospite gradito. Puoi
portare anche le sue seeni kooru, se vuoi.
Raju guard Devi. Posso fare anche questo, s. Quello
che mi chiedete, zio Raju lo fa per voi bambini disse. E
tutto si concluse cos.
Era davvero tanto contento? Rashmi se lo domandava
mentre tornava a casa, nella posizione di sempre, a sinistra
della fila, con Nihil a destra, e Devi tra lui e Suren. Raju
l'aveva fatta sembrare come se l'avessero promosso e non
declassato. Rashmi, del tutto focalizzata sul suo mondo
dall'ordine perfetto e immutabile, sapeva poco o niente
dei desideri delle persone come Raju e del metodo migliore
per crescere i bambini. Anni e anni di niente, se non
le stesse cose, le stesse maledette illusioni, le stesse offese e
ingiustizie, avevano drenato ogni speranza da Raju. Ma poi
gli Herath avevano traslocato, Nihil aveva parlato con lui,
la loro madre gli aveva offerto il t e Devi era andata a trovarlo.
La sua botte era piena e nessuno poteva dire o fare
niente per sminuire l'importanza di tutto ci.
...
.
...
Tigri.
...
.
...
Raju mantenne la promessa e Rashmi fu costretta ad accontentarsi
del fatto che almeno ora potevano controllare le attivit
di Devi e assicurarsi che Raju non la incoraggiasse a fare
niente di insensato. Arriv il pomeriggio del giorno dopo,
vestito con una maglietta viola e un vecchio paio di calzoni
lunghi, tenuti su da una cintura, che suo cugino Jimmy Bolling
aveva scartato. Aveva con s non solo un sacchetto di
seeni kooru per tutti loro, ma perfino il dondolo completo
del suo groviglio di funi per appenderlo.
Questo l'ho portato per attaccarlo al vostro asoka annunci.
Cos Devi pu usarlo quando vuole.
Ma marcir, quando piove obiett Nihil, con le mani
sprofondate nelle tasche, nel tentativo di non lasciarsi distrarre
dalle caramelle per concentrarsi soltanto su ci che
era meglio per Devi.
Raju gli rivolse un gran sorriso e gli batt una mano
sulla testa. A-ha, a-ha, ma zio Raju ha pensato a tutto.
Sono andato da Koral e lui mi ha portato dal burusu kad
e... guarda! L'uomo della fibra di cocco l'ha fatto diventare
impermeabile!
Rashmi pass la mano sul rattan, ma non fu in grado di
confermare se ci fosse qualche differenza rispetto a quando
ci si era seduta lei, perci non disse nulla. Che quel dondolo
marcisse o no, che importava? Aveva Devi sotto controllo,
era quella l'unica cosa che contava davvero. Perci
assecond Raju mentre faceva tutta una scena andando a
chiamare gli operai al negozio di legna da ardere Koral perch
accorciassero le funi e appendessero il dondolo abbastanza
in basso da permettere a Devi di salirci da sola senza
aiutarsi con qualcuno dei rami pi bassi, ma abbastanza in
alto da evitare che i suoi piedi toccassero terra quando era
seduta. Rashmi diede un'occhiata ai corpi lucidi di sudore
dei due uomini che avevano fatto il lavoro, poi chiese a Kamala di servire a tutti succo di lime fresco, anzich il t, che
i due sorseggiarono rivolgendo le spalle a lei, ai suoi fratelli,
alla sorellina e persino a Raju, come se fossero imbarazzati
di farsi vedere a bere una simile delizia davanti a loro. La signora
Herath, che era in casa, seduta al tavolo da pranzo a
correggere i compiti dei suoi alunni, rimand fuori Kamala
con un piatto di ananas condito con sale e pepe, e anche
quello fu consumato dagli uomini con grande discrezione.
 la prima volta che bevo qualcosa di fresco a casa vostra
disse Raju, tracannando l'ultimo sorso di succo. Di
solito la vostra mamma mi offre il t.
Noi non chiamiamo mamma nostra madre gli
spieg Rashmi. Noi la chiamiamo Amma.
Perch noi siamo bambini cingalesi aggiunse Devi,
dal suo dondolo appeso all'albero.
Mohan, che stava ascoltando la conversazione dalla veranda,
grid la propria approvazione: S, i veri bambini
cingalesi sanno come si chiamano i genitori. Poi usc e si
avvicin alla bassa siepe che ora divideva il loro vialetto da
quello degli Herath, una siepe potata e innaffiata a turno
dalla signora Herath e da suo padre. Era quasi il tempo
della potatura e i rami sottili della parte superiore gli solleticavano
il mento. Rashmi e Suren alzarono le mani per
salutarlo.
Ma obiett Raju, accigliato anche i tamil dicono
Amma. Soltanto i burgher come i miei nipoti chiamano i
genitori mamma e pap.
Evidentemente i tamil copiano i cingalesi disse Mohan,
ma la sua voce fu sovrastata da quella di Nihil.
Nella mia scuola ci sono dei bambini che chiamano i
genitori mamma e pap anche se sono cingalesi o tamil
annunci Nihil, appena ebbe finito il succo di lime,
con la testa piegata all'indietro, succhiandone le ultime
gocce dal bicchiere rovesciato all'altezza della bocca, in
equilibrio.
Rashmi gli strapp il bicchiere dalla faccia e lo appoggi
sul vassoio a righe dai colori vivaci che Kamala aveva
lasciato su uno sgabello. Non possiamo controllare cosa
fanno le altre persone disse.
Raju - che, stando seduto con i bambini, aveva quasi la
sensazione di essere un membro della famiglia, e si sentiva
sempre pi a suo agio - disse: Ma voi bambini non dite
akki e aiyya, no? Me ne sono accorto. Tanti altri bambini
cingalesi non chiamano i fratelli e le sorelle per nome.
A quelle parole Rashmi si eresse in tutta la sua altezza.
Quello che noi decidiamo di fare nella nostra famiglia 
una questione privata disse, e non c'era il minimo dubbio
che Raju non apparteneva al caldo bagliore di quel noi
e di quel nostra. Nel silenzio che segu sentirono tutti la signora
Silva che chiamava Mohan da dentro casa. Mentre
il ragazzo faceva dietrofront per allontanarsi, Devi parl.
Quando arrivano i tamil, zio Raju? chiese, dandosi una
spinta con le gambe per allontanarsi dall'albero e rannicchiandosi
sul sedile per evitare di sbattere la testa contro
il tronco quando il dondolo torn oscillando verso di esso.
Rashmi guard Raju con palese disapprovazione. Aveva
riempito la testa della bambina anche con quelle storie
senza senso? Non arrivano disse poi a Devi. Ho chiesto
alla signora Silva. Mi ha risposto che non aspetta nessun
parente in arrivo da Jaffna.
Mohan, che era gi a met strada verso casa sua, grid:
S, l'ho sentito anch'io. Arrivano le Tigri tamil! Dobbiamo
tenerci pronti!.
Oddio. Non parenti! Tigri tamil! disse Raju nello
stesso tempo. Devi scoppi a ridere.
Chi sono le Tigri tamil? chiese. E parlano il Demala,
queste Tigri? Devo andare subito a dirlo ai Nadesan! e
balz gi dal sedile del dondolo. Corse verso il cancelletto,
e Rashmi la blocc.
Non devi uscire da questo cancello senza uno di noi,
ricordi la promessa? la ammon. Se vuoi andare a trovare
i signori Nadesan puoi farti accompagnare da Nihil.
Ma non andare a dire sciocchezze sulle Tigri che sono tamil,
perch ti riderebbero in faccia.
Ma allora tuo pap non vi ha detto di questa cosa?
chiese Raju, con aria ancora pi preoccupata del solito.
Ma... come? In questi giorni ne parlano tutti i telegiornali.
Anche i giornali di carta scrivono delle Tigri. Pap vostro
ne sapr anche pi dei giornali, no? Si asciug il sudore
dalla faccia con il bordo della maglietta, mostrando
la sottostante pancia glabra e rotonda. Molto strano che
non vi abbia detto niente di quello che sta succedendo. Ha
dato un mucchio di informazioni perfino a Lucas, ho sentito
dire. Sugli americani. Ora la CIA sta dappertutto. Anche
nei vecchi posti britannici!
Ma chi sono queste Tigri? chiese Rashmi, anche se le
seccava moltissimo ammettere di non sapere nulla di nulla
di informazioni che erano riuscite a farsi strada fin addirittura
dentro la testa dura di Raju; non aveva nemmeno voglia
di confessare che il padre difficilmente dava informazioni
di quel genere ai figli, anche perch nessuno di loro
aveva la pazienza di stare seduto per tutto il tempo necessario
alle sue intricate conferenze su questo o quello.
Raju si alz per andarsene. Meglio che chiedete a pap
vostro. Di certo ha le sue ragioni se non ve l'ha detto,
quindi io non voglio dirvelo e poi trovarmi nei guai. Magari
non stanno arrivando. Chiedi a pap tuo e poi puoi
dire le cose a zio Raju. Perch io non so tutto.
Rashmi apr e poi richiuse il cancello dietro Raju e fece
la stessa cosa, di nuovo, alle spalle di Nihil e Devi. La bambina
aveva deciso che voleva andare comunque a trovare
i Nadesan per chiedere il permesso di giocare con i colori
in polvere che conservavano per Deepavali. Da parte sua
Nihil sperava che avanzasse anche un po' di tempo per fermarsi
a chiedere di queste Tigri al signor Niles, prima che
gli scappasse di mente.
Non parlate delle Tigri si raccomand Rashmi alle
loro spalle, e si sent gratificata quando Nihil si volt e la
salut con la mano. Sorrise. Le piaceva il modo in cui si
stava comportando il fratello. Non si preoccupa pi cos
tanto, hai notato? chiese a Suren, tirandosi gi il vestito
fino alle caviglie, mentre si sedeva accanto a lui sui gradini
davanti a casa. Per qualche minuto riusc a sembrare una
qualsiasi ragazzina spensierata.
Si preoccupa, obiett Suren ma da quando ha cominciato
a scrivere tutto in quel quaderno per gli appunti
sembra che senta di avere tutto pi sotto controllo. Forse
 per questo che non ne parla pi tanto.
Secondo me anche il signor Niles lo aiuta parecchio
osserv Rashmi. Si domandava se fosse il caso di scoprire
di cosa, esattamente, Nihil parlasse con il padre di Kala
Niles, ma poi decise di no. Che motivo aveva di preoccuparsi
del signor Niles, dopotutto, un uomo che non poteva
nemmeno alzarsi dalla poltrona senza aiuto? Preoccuparsi
per Devi era gi abbastanza difficile per tutti. Non
c'era bisogno di aggiungere una nuova ansia per un altro
fratello. Guard distrattamente Suren e not che la cucitura
sulla spalla della camicia era strappata, in parte. Pass
le dita sullo strappo e gli sugger di darla a lei, quella sera,
quando se la fosse tolta, cos l'avrebbe riparata. Stava migliorando
molto nel cucito e anche nel ricamo, e le faceva
piacere esercitarsi.
Erano ancora seduti sui gradini quando la testa di Sonna
spunt sopra la sommit del cancello. Mia mamma mi ha
detto di venire a sentire se Devi  okay disse, anche se
non li guard negli occhi e non aveva l'aria di voler davvero
sapere se la loro sorellina stesse bene.
Sta bene gli rispose Suren. Di' a tua madre che Raju
verr qui a trovarla. Sar contenta.
Sonna annu, ma non se ne and. I suoi occhi incrociarono
quelli di Rashmi e lei si chiese se ci fosse qualcos'altro
che il ragazzo voleva dire. Prese in considerazione
l'idea di invitarlo a entrare, ma alla luce del recente
salvataggio di Devi dalla tana maleodorante di Raju, e
dell'invito rivolto a Raju di andare regolarmente da loro
in visita, non le parve prudente coinvolgere anche Sonna,
perci non disse nulla.
Un'altra volta, si disse, mentre i suoi occhi assorbivano
informazioni da ci che si vedeva al di sopra del cancello,
i capelli pettinati di Sonna, l'espressione rilassata. Quando
le cose saranno pi tranquille. Forse non  poi cos male.
Rimase seduta in silenzio mentre gli occhi di Sonna passavano
da loro al giardino, alle pareti della casa, al tetto, per
poi salire fino al cielo come per controllare se ci fosse pioggia
in arrivo. Dopo un momento distolse definitivamente
lo sguardo da loro e si avvi gi per la strada. Nel silenzio
che si lasci alle spalle, Rashmi pot sentire i passi irregolari
degli stivali di seconda mano che aveva cominciato a
mettere, e che avevano un tacco pi consumato dell'altro.
...
.
...
Sonna ricorda tutto e niente.
...
.
...
Seguiamo dunque Sonna gi per la via e osserviamo non
tanto le esagerate oscillazioni della sua andatura, quanto
piuttosto la postura delle sue spalle. Se eliminiamo i vestiti
sbrindellati che si mette addosso, se laviamo via tutti
i camuffamenti del suo corpo, se sfioriamo le sue cicatrici
con l'amore e il dispiacere di una madre che prepara la
salma del figlio per la sepoltura, se non ascoltiamo le parole
che pronuncia ma lo struggimento del suo silenzio, allora
ci accorgeremo che Sonna  soltanto un ragazzo che
sta in equilibrio e non sa scegliere se avvicinarsi o allontanarsi
da noi.
Nessuno aveva detto a Sonna di andare a verificare come
stesse Devi. Ci aveva pensato da solo. Voleva rassicurarla e
dirle che lui era un guardiano responsabile. Voleva accertarsi
che sapesse che si era affrettato a tornare il prima possibile
con il latte alla fragola, che aveva tutte le intenzioni
di accompagnarla a casa sana e salva, ma che quando era
finalmente riuscito a strappare la bottiglia a Sunil, dopo
una lunga lotta, Devi ormai se n'era andata, prima da Lucas
e poi da Raju. Perch avesse cercato Raju, Sonna non
riusciva neppure a immaginarlo. Il pensiero di una bambina
come lei, semplice, dolce, seduta in un angolo mentre
uno come Raju, orrendo e stupido, lanciava pesi da tutte le
parti, faceva letteralmente rabbrividire Sonna. E aveva intenzione
di informare i fratelli di Devi che lui ci aveva provato
a impedirlo.
Ma mentre si avvicinava a casa Herath, aveva rallentato
il passo per evitare di trovarsi faccia a faccia con Nihil
e Devi, appena usciti in strada. Ciononostante non si era
sentito in grado di parlare direttamente con loro. Alla fine
era pi probabile che i ragazzi Herath pi grandi, i due pi
vicino a lui come et, capissero ci che voleva dire.
Un momento prima che raggiungesse il cancello degli
Herath, mentre era ancora nascosto dal fogliame della recinzione
dei Silva, si era fermato di nuovo. Da l poteva
vedere Suren e Rashmi seduti sui gradini davanti a casa.
La mandevilla che la signora Herath aveva piantato ai lati
dell'ingresso della veranda fin dall'arrivo della famiglia, e
in seguito fatto crescere su appositi tralicci a V, ora ricadeva
a cascata dalla tettoia in cemento che riparava la veranda
dalla pioggia, e formava un pergolato rosso e bianco
sotto cui erano seduti a parlare i due ragazzini. Sonna non
riusciva a sentire cosa si stavano dicendo, riusciva a malapena
a cogliere il tono delle loro voci, quella di Rashmi,
un po' pi acuta di quella di Suren, che si avvolgeva intorno
alle parole del fratello e le rimetteva in ordine. Mentre
Sonna continuava a guardarli, Rashmi si era chinata
verso il fratello e gli aveva fatto una carezza sulla spalla. Gli
aveva detto qualcosa che aveva fatto sorridere e scuotere
la testa a Suren. Quella era una Rashmi diversa. Non era
cos quando camminava per la strada o andava a casa di
Sonna. In quelle occasioni sembrava irraggiungibile. Reso
baldanzoso da quel pensiero, Sonna si era fatto avanti per
chiedere della salute di Devi, anche se appena aveva cominciato
a parlare aveva perso tutta la fiducia e non aveva
detto ci che voleva ma, piuttosto, ci che pensava preferissero
sentirsi dire.
Sdraiato sul suo letto dopo essere tornato da casa Herath -
pieno di vergogna per le lacrime che aveva fatto salire
agli occhi di Devi e poi per il mancato benvenuto dei
ragazzi Herath - cercava di capire cosa fosse successo, in
che modo, esattamente, le sue buone intenzioni avessero
avuto un effetto contrario a quello voluto. Sua madre entr
con una tazza di t in mano.
Sonna, alzati a bere il t, che io cambio le lenzuola gli
disse, appoggiando la tazza sul pavimento accanto a lui.
Spicciati a berlo, altrimenti arrivano le formiche.
Non le voglio le lenzuola pulite disse Sonna, che era
stanco.
Perch? Il pap le ha appena ritirate dal dhobi. Alzati,
forza. Faccio in fretta, poi ti butti gi ancora.
Francie Bolling si chin sul figlio e gli scroll leggermente
la gamba pi vicina, il palmo posato sulla caviglia
destra di Sonna. Ma qualcosa, in quella gentilezza, lo fece
infuriare. Il ragazzo scans bruscamente la gamba e scacci
la mano della madre.
Lasciami in pace! grid. Se le lenzuola sono sporche,
lasciale sporche. Tutta questa casa  sporca da far
schifo. Chi se ne frega delle lenzuola? E le rivolse uno
sguardo torvo.
Sua madre si raddrizz. Mormor Allora rifaccio il
letto la prossima volta che ti alzi e usc dalla camera. Le
esplosioni di Sonna avevano perso da un pezzo l'effetto
che le facevano le prime volte che il figlio se la prendeva
con lei per alleviare qualche dispiacere che non aveva intenzione
di condividere. Ormai non piangeva pi.
Guardando sua madre che se ne andava, Sonna sent
dissiparsi la rabbia che aveva dentro. L'imbottitura in fibra
di cocco del materasso spuntava attraverso la tela sottile
del rivestimento e gli graffiava la pelle, e per un attimo
gli venne la tentazione di richiamarla e chiederle di
rifarglielo, quel letto. Aspett che gli passasse, e dopo un
momento i suoi pensieri tornarono all'unica cosa che gli
veniva in mente quando era di quell'umore: ricordava la
sensazione della mazza stretta fra le mani quando giocava
a cricket a scuola, quando ancora gliene importava a sufficienza
da svegliarsi e andarci per le sette e mezzo ogni mattino.
E anche se n i suoi genitori n le sue sorelle erano
mai andati a vedere una sua partita, ricordava ancora bene
com'era quando gli altri ragazzini gridavano a gran voce
un hurr per lui, quando tutto il resto si dissolveva e restava
soltanto lui, un ragazzino, con la sua mazza e la sua
partita da giocare.
Era quello il ricordo che di solito lo portava via dal presente
e gli dava la sensazione che la sua vita fosse diversa
da quella che era, ma quel giorno Sonna non riusciva a perdersi
in quel pensiero. La storia gli scivolava tra le dita e le
immagini erano continuamente sostituite da una scena in
cui lui cercava ripetutamente di colpire una palla che nessuno
gli stava lanciando, o almeno, lui non lo vedeva. Gli
spalti restavano deserti, per quanto lui si concentrasse a
guardare con attenzione, per quanto tentasse con tutte le
sue forze di riempirli di nuovo con la folla che ricordava.
Fuori dalla porta sentiva la radio, e la musica lo faceva
pensare a Suren, al modo in cui strimpellava la chitarra e
cantava le sue canzoni. Una volta aveva preso in mano la
chitarra, nell'unica occasione in cui lui, Suren, sentendo
i suoni di una processione del tempio che passava lungo
lo stradone, l'aveva lasciata sul tavolo da pranzo, ed era
uscito con gli altri bambini a guardare. Sonna ricordava la
sensazione che gli aveva dato lo strumento, ingombrante
eppure leggero, un vero mistero. L'aveva presa fra le braccia
per soppesarla, se l'era stretta al petto per sentirne
la leggerezza, ma quando le sue dita avevano sfiorato le
corde, producendo una nota non familiare, il suono gli era
parso stonato. Ma aveva continuato a tenerla, percorrendone
gli spigoli e le linee con un dito, finch aveva sentito
la voce di Rose, fuori, e aveva rimesso gi lo strumento,
per poi andarsene in camera sua.
La voce di Rose. Perch nella sua vita, si domandava
Sonna, non c'era mai stata musica, quando persino sua sorella
aveva trovato un modo di festeggiare la propria con
i canti e la danza? Perch sua madre lo trattava come un
problema che non aveva chiesto e che non si meritava?
Perch, da quando aveva memoria, suo padre era sempre
stato deluso da lui? Qualsiasi cosa facesse o non facesse,
l'unica emozione che Sonna riusciva a vedere negli occhi
di suo padre era una specie di rabbia crudele, una rabbia
che sembrava avere tutto e niente a che fare con lui. Ed eccolo
di nuovo a cercare di tenere lontano il primo ricordo
che aveva della propria infanzia. Aveva sette anni e stava
rincorrendo Rose mentre giocavano a ce l'hai. Rivide,
ancora una volta, il proprio braccio teso in avanti, la mano
che quasi la toccava, Rose che inciampava e cadeva di faccia,
un taglio sul labbro, un dente perso e sua madre che si
metteva a gridare.
Oddio! Oddio! Vieni, Jimmy! Vieni a vedere! Rose
perde sangue!
Suo padre, ancora snello, all'epoca, era uscito a grandi
passi da casa - dove fin dal mattino stava bevendo insieme
a un amico di passaggio -, l'aveva preso per i capelli e
aveva cominciato a scrollarlo a mezz'aria, come uno scoiattolo,
urlandogli in faccia: Che cos'hai fatto, piccolo pezzo
di merda? Che cos'hai fatto a tua sorella?.
Gli veniva mal di testa ogni volta che ci ripensava. Provava
dolore per i capelli strappati dal cuoio capelluto, provava
dolore per il rumore sordo che lo martellava da dentro,
mentre cercava disperatamente di spiegare che Rose
era semplicemente inciampata, tutto qui.
Tutto qui? aveva urlato sua madre, con voce acutissima.
Le hai rovinato la vita! Avr una cicatrice, per sempre!
E come potr partecipare ai concorsi conciata cos?
L'hai rovinata! Urlava e piangeva, fiumi di lacrime.
Non  carina abbastanza per partecipare a un concorso
di bellezza aveva detto suo padre, con voce pi
calma, ma quell'osservazione era servita soltanto a far infuriare
ancora di pi sua madre, tanto che aveva schiaffeggiato
il marito in piena faccia.
Avevano litigato di brutto per la prima volta, con Jimmy
Bolling che mollava di colpo Sonna, afferrava Francie e la
trascinava in casa, per uscire poco dopo come una furia e
partire in macchina a tutta velocit con l'amico, solo per ritrovarsi
con il veicolo capottato prima ancora di avere raggiunto
l'inizio di Sai Mal Lane. Sonna se lo ricordava, quel
rumore, lo schianto poderoso che aveva sovrastato tutti gli
altri suoni intorno a lui, compresi i suoi stessi urli, e ricordava
quanto fosse stato breve quell'intervallo assordante.
Aveva sentito suo padre che imprecava, parole incomprensibili,
suoni gutturali, feroci, mentre lui restava immobile
per quello che gli era sembrato un tempo lunghissimo, in
ascolto. Quando finalmente era corso sul luogo dell'incidente
aveva visto che la parte superiore del corpo di suo
padre era piegata all'indietro e lui era inchiodato sotto
la jeep dell'amico, il lato davanti del passeggero che gli
schiacciava il braccio sinistro. Sopra il gomito, il forte bicipite
che suo padre gli aveva mostrato tante volte per fargli
piacere sembrava sgonfio e sanguinava, con lo specchietto
retrovisore in frantumi attorcigliato intorno e il peso della
jeep che premeva. Un brandello di carne dell'avambraccio
era incastrato tra il vetro del finestrino e la met inferiore
della portiera, nella misteriosa fessura in cui scivolava il
vetro quando si abbassava il finestrino. Sonna aveva sentito
quel dolore, ne aveva sentito l'intensit, aveva sofferto
sapendo di non poter fare nulla per alleviarlo. La carne
sopra e sotto quella morsa sporgeva, gonfia in modo innaturale,
e il sangue, che non era n vivace n scuro, ma
solo stranamente ordinario, gocciolava e colava ovunque.
E si ricordava di essersi chiesto quando suo padre si era tagliato
il dito, perch aveva notato che aveva un sottile cerotto
antisettico intorno all'indice della mano sinistra, che
ora giaceva fremente nella terra davanti a lui.
Suo padre era disteso l, urlava e guardava in su, gli occhi
fissi in quelli di Sonna. Toglimi questa roba di dosso,
figlio di puttana. Tiramela via! Toglimi di dosso questa
jeep del cazzo!
Sonna si era messo a spingere contro il veicolo con tutte
le sue forze. Le ruote erano ferme, ormai. Il lato del guidatore
era sollevato per aria e l'amico di suo padre - Denton,
si chiamava - cercava di arrampicarsi per uscire dal finestrino
aperto. A ogni tentativo la jeep dondolava e sembrava
premere ancora di pi su suo padre.
No, zio, no! Fermo! aveva detto Sonna, senza fiato
per lo sforzo, ma anche dopo che sua madre, i Bin Ahmed
e perfino Lucas erano andati ad aiutarlo e nemmeno
la forza combinata degli adulti era servita a togliere la jeep
da Jimmy Bolling, e anche quando avevano dovuto aspettare
che Lucas tornasse con alcuni uomini da Elakandiya,
il bambino aveva capito che in qualche modo era lui
l'unico che aveva deluso suo padre.
Sonna tremava, rivivendo quel giorno, un giorno da cui
- non importava quanto tempo fosse trascorso - non era
mai riuscito a eliminare neppure una briciola di emozione.
Tutta la rabbia furibonda, le grida, le accuse, la stessa bruttezza
di sua sorella, la sua faccia gonfia, la bocca spalancata
nel riquadro frastagliato di un pianto penetrante, i muscoli
e i tendini raggrinziti del braccio di suo padre, le sue urla di
dolore: era rimasto tutto bloccato nella sua testa. E anche
se Sophia l'aveva preso in braccio e gli aveva asciugato le
lacrime - lui non si era nemmeno reso conto di piangere -
e anche se sua madre non aveva mai pi menzionato l'incidente,
dopo quel giorno, in casa Bolling era cambiato
tutto.
Suo padre aveva smesso di provare a insegnargli come
diventare un uomo forte, riempiendo piccoli barattoli di
sabbia e ghiaia, tastandogli i bicipiti sottili, correggendogli
l'andatura quando camminava e il tono di voce quando
parlava. Semplicemente lo ignorava. Era come se Jimmy
Bolling avesse deciso che se le sue figlie non erano abbastanza
belle da poter partecipare ai concorsi di bellezza, allora
suo figlio non sarebbe mai riuscito a fare nulla che lui
potesse rispettare e, per giunta, che se lui non sarebbe stato
pi in grado di usare un braccio, allora Sonna non doveva
neppure provare a impressionarlo usando entrambe le sue.
Non ci voleva molto a immaginare cosa potesse fare un ragazzo
se non era pi impegnato a prepararsi per diventare
come suo padre. Nulla di ci che Sonna studiava a scuola
riusc mai a dargli una risposta. I libri erano pieni di storie
su gente diversa da lui, con la matematica faceva a pugni, i
compiti a casa restavano scritti sul diario, testi e scrittura,
per quanto passabili, lasciavano il tempo che trovavano.
Non importava a nessuno. E lui smise di andarci, a scuola.
Sonna si pass i palmi sul petto e poi sulla pancia, facendoli
risalire fino al punto in cui la pelle, liscia e intatta,
fino a un certo punto, subito dopo era segnata da quattro
solchi sottili. Ogni volta che faceva domande a sua madre
al riguardo, lei si limitava a rispondere, con voce dolce, Le
cicatrici si attenueranno, Sonna, non preoccuparti, e si allontanava.
Una volta, una soltanto, aveva chiesto a suo padre,
e lui gli aveva risposto: Perch te le meritavi, ecco perch.
Sophia si stupiva sempre: Ma non ti ricordi? Lui si ricordava
della fame, una richiesta di cibo fatta dalla voce di un
bambino e di una forchetta in mano a suo padre. Ricordava
il sangue, anche. Era quasi certo che fosse stato suo
padre ad averlo trapassato con quella forchetta all'altezza
dello stomaco, con un unico movimento brusco, cattivo,
un movimento cos istintivo, d'impulso, che di sicuro non
era stato premeditato. Ma nessuno gli confermava mai che
la storia fosse andata davvero cos, e alla lunga si era appropriato
di quelle cicatrici, le sentiva sue. Era nato con
quelle cicatrici, e la storia era molto pi semplice.
Si raggomitol a palla, le dita annodate insieme e strette
contro lo stomaco. Sentiva movimenti, fuori, passi, qualcuno
che posava un pettine, il cancello aperto e chiuso, un
bicchiere riempito d'acqua. Era tardi. Sonna si era raggomitolato
su se stesso in quel modo la prima volta che suo
padre l'aveva picchiato. Aveva nove anni, allora. Ce l'aveva
fatta a sopportare concentrandosi non sulla forza del pugno
destro alzato di suo padre, ma, piuttosto, sul moncherino
del suo mezzo braccio sinistro, perch in quella sua
inutilit c'era qualcosa che rendeva meno dolorose le botte.
Sonna, stai dormendo? La voce di Rose.
Sua madre, che cercava di lusingarlo. Suren e Rashmi
ci hanno portato un po' di ananas e pure dei cioccolatini.
E ora Dolly. Li hanno regalati allo zio, non so chi, e
ne avevano tanti. Vuoi? Entr in camera, con un cioccolatino
posato nella stagnola pieghettata del suo pirottino
dorato, talmente elegante e fine che stonava con il palmo
della mano di sua sorella.
Di colpo gli tornarono in mente il profumo di sandalo e
di talco, le righe bianche e blu, una vocetta limpida che gli
parlava di bei voti e due occhi pieni di lacrime. Con quei
ricordi giunse anche l'improvvisa dolcezza dell'immaginare
cos'avrebbe potuto essere possibile, perci il ragazzo
continu a starci, in quella memoria, pensando a tutto ci
che non aveva il potere di cambiare ma domandandosi se
quel regalo di lusso fosse un segno di un miglioramento in
arrivo. Allung la mano e lo prese.
E cos, nonostante gli sfortunati eventi che l'avevano
portato a essere visto non come quello che voleva diventare,
un ragazzo affettuoso e responsabile, ma piuttosto
com'era sempre stato, un fannullone incapace che il vicinato
era costretto a tollerare, Sonna continu a provarci.
Ogni mattina si metteva fuori di casa e guardava i bambini
andare a scuola. Salutava Nihil con la mano quando
poteva e faceva un cenno a Suren, anche se non gli sorrideva
mai, neppure quando Suren lo faceva. La sera si rimetteva
al suo posto di vedetta per guardarli giocare. Ed
 per questo che vide Rashmi correre gi per la via, verso
di lui, fare un balzo e prendere la palla al volo. Aveva eliminato
Mohan, cos, e Sonna, guardando la scena, esult.
Bella presa! le grid.
Lei gli sorrise con gioia sincera, cosa rara per Rashmi, e
fu un sorriso che trasform del tutto il suo contegno.
Giochi davvero bene aggiunse lui. Rashmi, no? E
si sent la testa leggera, per quella possibilit di chiamarla
per nome.
Di solito lei non era una gran giocatrice, quello era stato
un colpo di fortuna, ma nessun quindicenne come Sonna
aveva mai avuto il coraggio di parlare con Rashmi. Lei sorrise
di nuovo, passandosi la palla da una mano all'altra,
ascoltandolo e dicendosi che Sonna non era niente male,
soprattutto quando era vestito come si doveva, come in
quel momento. Proprio come Raju: quando sono puliti e
vestiti non fanno tanta paura. Si domand se fosse il caso
di invitare Sonna a unirsi alla partita. Guard la palla che
aveva in mano e torn a guardare lui. Proprio allora, entrambi
sentirono il campanello del carretto dei gelati. Di
sicuro il venditore stava arrivando da quelle parti, con il
sarong rimboccato per accorciarlo e la cassa di legno in
equilibrio dietro la bicicletta.
Ti va un ice-palam le chiese Sonna.
Rashmi annu, conquistata da quel momento, da quello
scambio un po' affascinante e un po' imprudente, e perch
era la cosa pi educata da fare. Ma l'uomo non vendeva
ice-palam confezionati, marca Elephant House, vendeva
sorbetti a base d'acqua, che non bisognava comprare n,
tanto meno, consumare. Erano fatti con acqua non bollita,
probabilmente presa dal fiume. Rashmi ebbe un brivido,
ormai incastrata in quella situazione imbarazzante.
Guard su per la strada. Gli altri stavano discutendo di
punti. Sonna ferm il venditore e compr una porzione
da venticinque centesimi di sorbetto di un bel blu brillante.
L'uomo la mise sulla cialda con la mano e la pass
a Sonna, che la prese con reverenza e la offr a Rashmi.
Le scivol leggermente la mano, mentre avveniva lo scambio,
e le cadde la palla. Sonna l'afferr al volo. Poi prese
la mano tesa della ragazzina e appoggi la palla con delicatezza
al centro del palmo, come se si trattasse di un prezioso
tesoro che aveva trovato per lei.
La mano di Sonna era diversa da qualsiasi altra cosa
Rashmi avesse mai toccato. Non era n gentile n dura,
non era morbida come la sua n abile come quella di Suren.
Era calda e un po' sciupata e piena di un desiderio
senza nome. C'era un mondo dietro quel tocco fugace,
un mondo che la lasci sconcertata. Le sembr di colpo
troppo ragazzo, con quella voce da maschio, i vestiti da
maschio, i capelli da maschio e il suo odore da maschio. E
di colpo lei fu troppo ragazza.
Grazie disse, senza sapere cos'altro avrebbe dovuto
aggiungere, anche se voleva solo restare l, in quel momento
in cui c'era troppo di tutto intorno a lei, compresa
lei stessa, il che significava che non poteva portarsi alle labbra
il sorbetto, quel sorbetto sconosciuto fatto con acqua
non potabile. Ne vuoi un po'?
Sonna si strinse nelle spalle. No, non mi piace le
disse, anche se in realt gli piaceva e l'avrebbe voluto, solo
non aveva altri venticinque centesimi con cui comprarne
uno per s.
Si scioglie, se non lo mangi in fretta aggiunse, con un
sorriso, cercando di farlo suonare solo come un buon consiglio,
non come qualcosa a cui teneva.
Dietro di lei, le squadre si erano divise di nuovo e
Rashmi sent Jith chiamare il suo nome, riportandola di
colpo nella solita vita, quella dove non c'era mai niente
troppo, dove tutto era in equilibrio. Ringrazi Sonna
ancora una volta e part di corsa lungo la strada, con la
palla in una mano e il sorbetto nell'altra. Inciamp o lo
fece cadere apposta? Sonna non avrebbe saputo dirlo. Sta
di fatto che Rashmi non aveva ancora mangiato neppure
un boccone di sorbetto quando le scivol di mano e lei
si volt. Alz le spalle in segno di scuse, lo salut con la
mano e torn al proprio posto per riprendere il gioco. Il
grumo blu elettrico rimase a terra abbastanza a lungo da
imprimersi nella testa di Sonna, poi si sciolse rapidamente
sull'asfalto caldo.
Sonna stava ancora pensando a quel momento quando
attravers la strada, quella sera, per andare a chiedere
alla prozia, la Vecchia Signora Joseph, qualche cubetto di
ghiaccio per il drink di suo padre, una commissione che
aveva accettato di fare con un mugugno perch le gemelle
non erano in casa. Stava per aprire il cancelletto della Vecchia
Signora Joseph quando gli cadde l'occhio su casa Herath
e vide Rashmi, seduta in veranda a leggere un libro.
Giocava con una ciocca di capelli, mentre leggeva, avvolgendola
con aria assente intorno alle dita della mano destra
e passandola da un dito all'altro in una sequenza incantevole
che si interrompeva soltanto quando doveva girare
pagina. E bench Sonna sentisse i deboli rumori della fine
della giornata che uscivano dalle altre case - il soffiare di
un gatto randagio, una finestra scricchiolante, una mano
che la chiudeva di scatto, facendola cigolare, perfino il richiamo
della madre dei Silva ai figli -, la tranquilla e silenziosa
attivit di Rashmi rendeva quella serata calma e gestibile
per Sonna, che non riusciva a distogliere lo sguardo
da lei. Per un attimo Rashmi sollev gli occhi dal libro e
scrut nel buio, socchiudendo appena gli occhi, come se
si sentisse osservata, ma non torn in casa. Sonna rimase
a guardarla finch qualcuno non la chiam, dall'interno, e
lei si alz per rientrare, ma lui attese che la luce della veranda
venisse spenta, prima di andarsene.
Forse fu perch anche lei in qualche modo era stata
cambiata dalla nuova famiglia, che la Vecchia Signora Joseph
non disse a nessuno, n a Raju, n a Jimmy Bolling e
neppure a Sonna di averlo visto l, quella e molte altre sere
a venire, che guardava casa Herath, in attesa di qualcosa
o di qualcuno. E se anche Rashmi si era accorta della sua
presenza, neppure lei disse una parola, e tenne per s quel
primo segreto, senza confidarlo ai fratelli e alla sorellina,
come se fosse dispiaciuta di non essere il tipo di ragazza
capace di accettare ci che un ragazzo come lui avrebbe
potuto darle.
...
.
...
1981.
...
.
...
Blu e oro.
...
.
...
Con un fratello come Nihil a farle da guida, era normale
che l'evento pi emozionante della vita di Devi fosse
la centoduesima Battle of the Blues, l'annuale torneo di
cricket tra il Royal College (pubblico, buddhista) e il St
Thomas' College (privato, cattolico), e che cominciasse
con un litigio sul cricket.
Il primo dei tre giorni del match, tutti, a casa Herath,
erano gi svegli all'alba, a parte il signor Herath, che di solito
si faceva vedere al torneo soltanto a met del secondo
giorno, per non dire il terzo, sempre che decidesse di andarci.
Non partecipava a quel genere di attivit borghesi.
Partecipava a eventi in cui la sua presenza era distintiva e
rilevante e dov'era plausibile che potesse cambiare il corso
delle cose. Farsi vedere a una partita di cricket per esultare
e ubriacarsi con met delle altre trentamila persone
presenti non era rilevante in questo senso, perci molto di
rado il signor Herath si concedeva simili passatempi.
Amma, Kamala ha impacchettato tutte le cibarie, per
io da bere volevo le bibite fredde, non l'acqua! disse
Devi, entrando in camera della madre. Si ferm di colpo
quando la vide. La signora Herath indossava un sari di seta
blu turchese con tanti piccoli pavoni gialli ricamati sulla
caduta e sul palu. Ti sei vestita in blu e oro! esclam la
bambina, battendo le mani.
La donna sorrise alla figlia. S, tesoro, oggi  proprio il
giorno giusto per indossare questi colori, non credi?
Devi batt di nuovo le mani. S! Vinceremo! Nihil
mi ha regalato la sua vecchia bandiera, cos adesso ne ho
anch'io una tutta mia annunci. Corse via, poi torn indietro
per mostrare alla madre la bandiera a colori vivaci
con le tre larghe strisce blu, oro e blu.
La signora Herath le sorrise, poi torn a guardarsi nello
specchio. Pieg leggermente le gambe, mise un piede
sull'orlo del sari e si raddrizz di nuovo. Si gir di spalle
e volt la testa per vedersi anche dietro. Devi, puoi metterti
in ginocchio e tirarmi un po' gi il bordo? Cos il sari
 troppo corto.
La bambina si avvicin, inspirando i sentori di arancia,
rosa e sandalo del profumo di Elizabeth Arden della madre.
Era il Blue Grass, riservato esclusivamente alle occasioni
davvero speciali, pi importanti perfino di un matrimonio.
Quando si sofferm, prima di inginocchiarsi, per
inspirare ancora e lasciarsi riempire da quella fragranza
unica, Devi sent che quel torneo sarebbe stato fondamentale,
nella sua vita. Si abbass accanto alla madre e
tir l'orlo del sari finch non ebbe raggiunto la lunghezza
giusta. Poi, con il ricordo di quel profumo ancora nel naso,
la bambina usc di corsa dalla stanza. Si era gi dimenticata
delle bibite.
Dopo di lei in camera entr Nihil. Amma, possiamo
andare? Rischiamo di far tardi. I Silva sono gi usciti. Li ho
visti partire e mi hanno salutato con la mano e hanno detto
che eravamo in ritardo e dovevamo muoverci!
A dire il vero, Mohan aveva detto Se non vi spicciate
perderete tutto, e si riferiva ai minuti iniziali in cui
i giocatori scendevano in campo per riscaldarsi e fare qualche
lancio vicinissimo agli spalti.
Mi porto una penna speciale per farmi fare qualche
autografo aveva aggiunto Jith, lanciando a Nihil una stupenda
biro con pulsante a scatto. Aveva permesso a Devi
di giocarci un po', prima di riprendersela al volo e correre
via per raggiungere Mohan.
Secondo Nihil, andare alla partita qualche ora prima
dell'inizio non era solo desiderabile, ma necessario. Anche
se non andava pi agli allenamenti di cricket, andava
a vedere ogni partita che poteva, per copiare le mosse e
poi provarle e riprovarle nella sua testa, fino a convincersi
che se qualcuno gli avesse passato una mazza o una palla di
cuoio lui sarebbe riuscito a salvare qualsiasi partita. Un altro
giovane Royalist una volta aveva salvato una partita importantissima
battendo per quattro ore filate quando anche
gli spettatori avevano perso le speranze e tutti si aspettavano
una sconfitta. Fin da piccolo Nihil si era immaginato di diventare
un giocatore cos, un giorno o l'altro, quello su cui la
squadra poteva sempre contare, ma sapeva che non poteva
succedere finch Devi non fosse stata abbastanza grande.
Ma a quel punto probabilmente sarebbe stato troppo tardi.
Vedendo le spalle di Nihil curve per lo sconforto, la signora
Herath rise. Non fare lo sciocco, Nihil. Come facciamo
a essere gi in ritardo? Non sono nemmeno le otto e
la partita comincia alle dieci. Usciamo tra una mezz'oretta
gli disse.
Nihil sospir, incapace di dirle dove l'avevano portato
i suoi pensieri, perch di sicuro si sarebbe sentito rispondere
Io ti avevo avvertito, no? Perci rimase in silenzio di
fronte alla madre, guardando il proprio riflesso nello specchio.
Pass la mano sul tessuto lucido blu scuro con disegni
di carri gialli della camicia che indossava. Entr anche
Suren e si mise accanto al fratello, posandogli un braccio
intorno alle spalle.
Visto come siete belli con quelle camicie? disse la
signora Herath ai figli. Cos sapr sempre esattamente
dove siete.
Non preoccuparti, Amma, penso io a Nihil ribatt
Suren.
Lei fin di allacciarsi l'orologio da polso e rispose brusca:
S, ma io sar pi attrezzata!. Frug per qualche
istante nell'almirah e si volt mostrando un binocolo.
Ma quello  di Tha! Non te lo lascer portare al torneo
bisbigli Nihil.
La signora Herath diede un'occhiata al marito che, miracolosamente,
stava ancora dormendo, nonostante tutta
l'agitazione che c'era in casa, e si premette un dito sulle
labbra. Sst. Non si accorger nemmeno che l'abbiamo
preso.
L'autista dell'auto a noleggio percorse lentamente la
strada stretta, conscio dell'importanza del suo carico,
umano e inanimato. Mentre passavano davanti alla casa
dei Bolling, Sonna attravers di fronte alla macchina.
Sembra che quel ragazzo non vada mai a scuola osserv
meditabonda la signora Herath. Almeno Rose e
Dolly ci vanno.
Magari sta andando anche lui alla partita sugger
Rashmi. Magari ci va con degli amici. Lo disse sapendo
benissimo che Sonna difficilmente sarebbe andato a una
partita in cui non fosse coinvolta la squadra della sua
scuola e che, comunque, non aveva amici. Aveva voluto difenderlo,
ma quelle parole servirono solo a farla stare peggio
per la storia del sorbetto.
Come noi disse Devi, riferendosi al fatto che nemmeno
lei e sua sorella non avrebbero avuto motivo di non
essere a scuola, in quel momento.
Nihil, Devi e Rashmi si voltarono sul sedile posteriore
per osservare Sonna, che aveva attraversato di nuovo e ora
era in mezzo alla strada, con gli occhi fissi sull'auto che
procedeva lentamente. Nihil lo salut con la mano, un saluto
piccolo, prudente, e anche se Devi lo imit immediatamente,
Sonna non rispose al saluto.
Mi dispiace per lui disse Rashmi, che aveva la sensazione
di avere aggiunto qualcosa ai guai di Sonna.
Secondo me potrebbe migliorare sugger Nihil con
cautela, tornando a sedersi anche se adesso non  troppo
gentile. Forse se si unisse a noi quando giochiamo potrebbe
imparare a comportarsi come si deve...
Voialtri dovete stare alla larga da quel ragazzo,
chiaro? tagli corto la signora Herath, interrompendo
l'elenco delle buone intenzioni del figlio. Non vi farebbe
nessun bene. Francie mi ha appena raccontato che l'altro
giorno si sono perfino ritrovati la polizia in casa, per via di
una bottiglia di latte alla fragola che ha rubato al negozio
di Sunil. Nient'altro che guai, questo ha detto sua madre.
I bambini non aggiunsero altro, convenendo silenziosamente
che se la madre di Sonna si era personalmente lamentata
con la loro, non esisteva un solo argomento a cui
potessero aggrapparsi per difendere il giovane Bolling.
La signora Herath si sent in obbligo di aggiungere Una
madre sa, una sorta di dichiarazione enigmatica che era
sempre stata utile per stringere all'angolo i bambini.
Il primo giorno del match giunse e se ne and nel solito
modo, con il retro degli spalti pieno di ragazzi e uomini
che agitavano bandiere e danzavano a tempo con la musica
suonata a tutto volume da orchestrine messe in piedi
all'ultimo momento. Poich il pagamento avveniva in denaro
e bevute, rapidamente la musica diventava a malapena
riconoscibile e le voci pi che cantare emettevano
una stridula lagna. Devi partecipava con entusiasmo, cantando
a squarciagola l'inno della scuola dei suoi fratelli, allungando
le e e le a finch Rashmi cominci a pensare che
sembrava una bambina di campagna che stava imparando
l'inglese, pi che una bambina di buona famiglia come
la loro, istruita in un collegio di suore. Quando suon la
campana del pranzo, Suren e Nihil passarono accanto a
loro in una confusione di oro e blu durante la sfilata dei ragazzi
intorno al rettangolo di gioco.
Guarda, Rashmi, guarda! strill Devi. Portano Suren
e Nihil sulle spalle come bandiere! Voglio andarci
anch'io alla sfilata! aggiunse, dopo che si furono allontanati,
passando le dita sull'orlo del vestito. Voglio andare
con Nihil.
Non dire sciocchezze ribatt Rashmi.  gi abbastanza
grave che siamo qui con una falsa giustificazione.
Figurati se la suora ci vedesse partecipare alla sfilata...!
E rabbrivid, al pensiero della suora che aveva il compito
di controllare le attivit delle ragazze del collegio alla partita,
che teneva gli occhi incollati al televisore per vedere
tutto ci che si poteva vedere. Accontentati di essere qui.
 gi tanto.
Ma porre limiti a Devi richiedeva ben pi che un po' di
buonsenso. La mattina del secondo giorno, mentre la madre
aveva occhi solo per le sue amiche e Rashmi era impegnata
a sistemare i cestini con il cibo e le bevande per il
pranzo sotto i loro sedili, Devi sgusci sotto le corde che
transennavano gli spalti, usc dal cancelletto che separava
il campo di gioco dal pubblico e prov a mescolarsi con i
ragazzini che si scambiavano la palla esercitandosi a lanciare
e ricevere, mentre i giocatori di cricket si riscaldavano.
Era cos entusiasta di ci che stava facendo che non
si accorse assolutamente che i maschi si scambiavano gomitate
e ridevano di lei, finch non arriv Nihil e la chiam
nel momento esatto in cui si allungava per prendere una
palla rotolata dalla sua parte. Sentendo la voce del fratello,
si dimentic di piegare di lato un ginocchio e di metter i
palmi delle mani a coppa, e invece si accovacci. La palla
le rotol tra le gambe verso un altro ragazzo.
Bokku! Bokku! grid uno vicino a lei, con la visiera
del berretto blu sollevata.
Le femmine non sanno giocare a cricket! aggiunse un
altro.
Che cosa ci fai tu qui? chiese Nihil, prendendola per
mano. Devi si allontan di corsa dal fratello, si precipit
dal ragazzo pi vicino e gli diede dei calci negli stinchi.
Siete un branco di stupidi idioti. Sono capacissima di
ricevere la palla, io! E prese a calci ogni ragazzo che le
capit a tiro. Era come una splendente vespa gialla, un
lampo di colore in mezzo a un campo tutto bianco e verde.
Alla fine ci vollero due giocatori di cricket per sedare la
rissa, che si concluse quando uno dei due riport di peso
alla madre una Devi che strillava e si divincolava come una
forsennata.
Per il resto della giornata Devi fu costretta a stare seduta
in mezzo ai suoi fratelli, che rinunciarono volontariamente
alla loro vita in tenda con i compagni per gestire
la difficile sorellina. Il sabato, l'ultimo giorno del torneo,
il giorno della finale, dal momento che non si era minimamente
pentita delle sue malefatte, Devi fu lasciata a casa.
...
.
...
Il dono di Raju.
...
.
...
Se solo Devi si fosse comportata bene quel giorno al torneo.
Se solo avesse rispettato i limiti di accesso riservato
ai ragazzi stabiliti e venerati da ben centodue anni. Se
solo Lucas, non Raju, fosse stato incaricato di tenerla d'occhio
il terzo giorno della competizione. Se solo. Invece
tutte queste cose accaddero in un modo e non nell'altro.
Devi si comport male e fu scelto Raju.
La signora Herath convoc Raju per controllare Devi
con occhio di falco, perch la piccola volpe schizzer fuori
a razzo se dovessi distogliere lo sguardo da lei anche solo
per un attimo. E lui prese l'incarico cos seriamente che si
precipit a casa, si fece una doccia e, nonostante il caldo,
torn vestito con una camicia buttondown
a maniche lunghe
e i suoi migliori pantaloni di tela color kaki dotati di
cintura, le scarpe con i lacci, in cuoio lucido, che erano
state di suo padre, e i capelli radi ancora umidi e ben pettinati
all'indietro.
In confidenza, prima che uscissero per andare al torneo,
Nihil disse a Raju che quel mattino molto presto era
andato a riferire della punizione ai signori Niles, in modo
che Raju potesse ricevere un aiuto supplementare anche
da loro, in caso di necessit.
Il problema  che Devi non ascolta mai aveva spiegato
il ragazzino all'anziana coppia. Adesso magari imparer
la lezione. Non mi piace lasciarla a casa, ma non c' altro
da fare.  troppo cocciuta.
Vai tranquillo e goditi la partita, figliolo gli aveva
detto il signor Niles. E di' a Raju di venire a parlare con
la zia, se gli serve qualcosa. Comunque ci sar a casa anche
Kala, dopo la scuola.
Per non  giusto confid Devi a Raju quando l'agitazione
della partenza si fu placata e la realt della punizione
subita fu evidente. Loro fanno sempre tutto ci che
vogliono e solo io non posso. La bambina indossava i vestiti
di Nihil, un paio di calzoncini neri e una maglietta
blu scuro, i colori della scuola avversaria. Era una protesta
che nessuno della sua famiglia aveva commentato, neppure
Nihil, che l'aveva ferita pi di tutti.
Stanno solo cercando di prendersi cura di te, tesoro,
perch sei una personcina molto speciale, tutto qui le
disse Raju, con il tono di voce pi gentile che conosceva.
Non  meglio stare qui a casa a giocare e divertirsi, anzich
stare seduta sotto il sole a picco per tutto il giorno
guardando gli altri che giocano a cricket?
Ma a me il cricket piace! protest Devi, fissando Raju
come se fosse impazzito. A me piace tantissimo andare al
grande torneo. E adesso dovr aspettare un anno intero
prima di tornarci. Senza nemmeno essere sicura che l'anno
prossimo mi ci portino.
Raju la guard dondolarsi avanti e indietro sul dondolo
appeso all'asoka, le mani strette intorno al sacchetto di caramelle
Delta che le aveva portato. Chiaramente l'altalena
e i morbidi quadratini di mou non bastavano a farle dimenticare
la grave colpa di essere stata costretta a stare
a casa. E Raju si spremette le meningi per trovare qualcos'altro
da fare per lei, qualcosa di meraviglioso che trasformasse
il fatto di essere in casa entusiasmante come l'ottenere
il permesso di andare al torneo di cricket con la
madre e i fratelli.
Poteva comprarle delle mollettine per i capelli, si disse,
ma poi abbandon l'idea. Devi non era il genere di bambina
a cui piacevano certe cose. Lei era pi un tipo da cerchietto.
Medit sugli Icy Choc, fissando il faccino triste
che aveva davanti. Niente da fare, erano gi stati sfruttati
quando l'avevano dovuta ricucire. Doveva trovare qualcosa
di nuovo. Accarezz l'idea di portarla su per la via fino
dai Sansoni e aiutarla ad arrampicarsi sul muro di cinta per
farle raccogliere un frutto di guava maturo, ma poi accanton
il pensiero, rimproverandosi da solo per avere preso
in considerazione un gesto che avrebbe guastato l'innocenza
della bambina. Fece correre lo sguardo sul curatissimo
giardino della signora Herath, lungo tutte le siepi
dritte e potate alla perfezione che serpeggiavano in mezzo
e intorno agli alberi, la bella aralia Pride of Japan, l'ixora,
il gelsomino e la gardenia, le macchie di oncidium, con le
splendide orchidee viola, gialle e bianche che ricadevano
dai gusci di cocco usati come vasi e appesi al jambul; lungo
la sua collezione di limoni, lime e aranci, messi in modo
che il profumo fruttato dei loro fiori restasse a distanza di
sicurezza dai roseti che la padrona di casa aveva coltivato
con l'aiuto di Kala Niles, fino ai fiori della mandevilla sospesi
subito sopra, e alle foglie lievi come piume delle felci
verdi, bianche e viola, per giungere all'asoka e tornare infine
a Devi senza nessuna idea utile in mente. La bambina
era sempre seduta sul dondolo, e faceva ticchettare le unghie
o le strofinava l'una contro l'altra. Ssh sh, tic tic, ssh
sh, tic tic.
Io ho sentito il postino esclam all'improvviso, alzando
lo sguardo. Tu lo senti? Forse sto per ricevere una
lettera da qualcuno. Sar emozionante.
Hai un corrispondente dall'estero? Dall'Australia? le
chiese Raju, perch per i bambini Herath perfino una
cosa cos era possibile. Prese un fazzoletto e si tampon la
fronte e il collo. Pens di arrotolarsi le maniche della camicia,
ma decise che si sarebbe tenuto l'idea di riserva per
quando il caldo fosse diventato davvero insopportabile.
No rispose lei. Solo Rashmi e Suren. Neanche Nihil
riceve lettere. Nemmeno dalla nonna. Lei scrive soltanto a
Rashmi. E aggiunse questo all'elenco di ingiustizie perpetrate
ai suoi danni dalla famiglia.
Allora perch non scriviamo una lettera a Nihil? propose
Raju, illuminandosi. Cos lui sar felice quando la ricever
e magari ne scriver una a te.
Devi ci pens, poi fece no con la testa. Lui abita qui
obiett. Si cacci un'altra caramella in bocca e la spinse tra
la guancia e la gengiva, lasciandosi gocciolare sulla lingua
lo sciroppo di mou che si scioglieva piano, in attesa che la
facesse sentire un po' meglio.
Per Raju il ragionamento filava alla perfezione, perci
piazz tutti i suoi menti nel palmo della mano destra e rimase
a fissare con aria cupa in direzione del cancello, sentendo
il campanello del postino che si faceva sempre pi
vicino, finch si ferm davanti a casa Herath. Allora si alz
e gli and incontro. Apr il cancello e salut il portalettere,
un po' evasivo.
Ah, signor Raju, ha cambiato casa anche lei, adesso?
chiese questi, con aria d'intesa, facendo passare molto lentamente
il fascio di lettere che aveva in mano, prima di
estrarre diverse buste e bollette e batterle tutte insieme sul
manubrio della bicicletta.
Raju era troppo preoccupato per cogliere in quelle parole
la beffa del postino per il modo in cui lui stesso, raccomandata-firma-busta
in mano, aveva scoperto il padre
di Raju, Silver Joseph, con la sua amante, in quella stessa
casa, il pomeriggio prima che i due si suicidassero insieme.
No rispose. Sto badando alla pi piccola, mentre il
resto della famiglia Herath  alla finale del torneo. Ma la
bambina  un po' triste e sto cercando di trovare qualcosa
per farla sorridere. Raju lanci uno sguardo a Devi da
lontano.
Il postino sbirci oltre il cancello, verso la bambina, che
si dondolava piano. Ah, Baby! Perch tu triste, Baby? le
chiese in inglese, per poi tornare al cingalese. Baby, se stai
l seduta a piangere per tutto il giorno, la faccia ti diventer
verde e aspra come un bilimbi! le disse. E poi cosa dice
la tua Amma quando torna a casa e trova un bilimbi al posto
della sua bambina? Eh? Cosa dice?
Devi strinse le labbra, ma un sorrisetto cominci a scapparle
lo stesso. Be', le toccher prendere il bilimbi e fare
un po' di achchaaru grid. E nessuno sapr dove sono
e mi cercheranno tutti e alla fine saranno tristissimi per
avermi lasciato qui a diventare un bilimbi.
Il postino rise insieme a Raju. Vuoi venire a fare un giretto
con lo zio postino? le chiese. Ti porto in cima alla
strada sul manubrio della bici aggiunse. Poi si rivolse a
Raju: Posso prenderla?.
La faccia di Raju cambi espressione varie volte mentre
si chiedeva se fosse prudente permettere a Devi di uscire
dal cancello. Se correva tutto il tempo accanto alla bicicletta,
per, poteva tenerla sempre sott'occhio, no? Tra
l'altro, Devi si stava gi fiondando verso di loro, scalciando
via i sandaletti e sgusciando fuori dal cancello. E il postino,
magro e muscoloso, con i pantaloni tenuti su da una spessa
cintura stretta intorno alla vita sottile, stava gi legando
con la cinghia la posta al portapacchi della bici e tirando
su la bambina per metterla sul manubrio.
S disse in fretta Raju, un secondo prima che il portalettere
sorridente iniziasse a pedalare, con Devi che rideva
felice. S, per te la lascio portare una volta sola, fino in
fondo alla strada disse, cominciando a camminare veloce
dietro la bicicletta, le braccia che sbattevano contro i fianchi,
le dita delle mani aperte, la fronte aggrottata e la testa
piegata di lato ancora pi del solito per l'ansia.
Zio Raju, guarda! Vado senza mani! disse Devi, alzando
le mani in aria.
No! No! grid Raju. Sei matto? Dille di tenersi!
Il postino rise e disse qualcosa a Devi, che scosse la testa
e si tenne al manubrio mettendo le mani dietro la schiena.
Non che la presa fosse particolarmente salda, ma era meglio,
secondo Raju, dell'essere totalmente fuori controllo.
Il postino la port su per la via fino a casa Sansoni, e poi
in gi, fino al cancello di casa sua, e ancora indietro, in su,
avanti e indietro, tante volte, prima di fermarsi.
Adesso basta, Baby le disse, senza fiato, mentre lei insisteva
per continuare. Lo zio postino sviene se prova a
fare ancora una pedalata.
Con riluttanza Devi si lasci scivolare gi dal manubrio
e rimase accanto a Raju a guardare il portalettere che si allontanava
spingendo la bicicletta a mano, la camicia appiccicata
alla schiena sudata, per riprendere il suo lavoro.
Non c'era pi traccia di tristezza sulla faccia della bambina
e Raju ne fu davvero felice. Mentre se ne stavano ancora
l, Sonna, con una camicia bianca tutta sporca che sventolava
nella brezza, usc a grandi passi dal cancello di Raju,
lasciandoselo aperto alle spalle.
Ehi! Sonna! grid Raju, che si sentiva rispettabile, responsabile
e nel pieno controllo di s. Fece un cenno verso
casa sua. Chiudi quel cancello!
Chiuditelo da solo ribatt il ragazzo, fermandosi.
Sempre a creare problemi, questo disse a fior di labbra
Raju, lasciando Devi e attraversando la strada per andare
a chiudere il cancello. Era da tanto che non subiva
pi l'impatto delle prepotenze di Sonna. Aveva quasi dimenticato
com'era.
Senti chi parla di creare problemi, qua ribatt Sonna.
Quello che mette una bambina piccola come lei sulla bici
del postino. Ti hanno lasciato qua a guardarla, ma non sei
capace nemmeno di guardarti tu.
Raju era tornato accanto a Devi, che lo prese per mano,
piena di compassione per lui, e fu istantaneamente confortata
dalla familiarit di quel palmo, dalla strana morbidezza
dei rilievi. Zio Raju si occupa benissimo di me
disse, rivolgendosi a Sonna. Mi porta sempre le caramelle
e si veste bene quando viene qui a casa nostra a bere il t e
sta seduto vicino a me.
Aspetta che tuo fratello sappia che quello ti ha messo
sulla bici del postino. Sar la fine del tuo zio Raju, te lo
dico io! Sonna le rivolse uno sguardo torvo, chiedendosi
se la bambina fosse spaventata quanto bastava per starsene
lontana dai guai finch non fossero tornati a casa la sorella
e i due fratelli. No, non sembrava proprio. E meno
male, aggiunse altrimenti un giorno o l'altro questo ti
caccia in un guaio terribile. Non so proprio come fai a reggere
con un tipo cos brutto sempre vicino, tutto il santo
giorno.
A quella frase la faccia di Devi si trasform in una maschera
furiosa. Lui non  brutto. Tu sei brutto! disse,
picchiando un piede per terra nella sua direzione, come se
stesse cercando di scacciare un insetto.
Sonna rimase immobile e la guard a bocca aperta. Poi
gir sui tacchi e se ne and a grandi passi. Fai quello
che ti pare disse, anche se i due non capirono le parole
che pronunci, ma lo sentirono solo mugugnare. Vai in
bici col postino quanto vuoi, non me ne frega niente. Una
volta, due volte, tre... tre volte ci ho provato. E per cosa?
Tanto tu te ne stai con quello schifoso idiota. Ma vedremo
cosa succede, prima o poi. Spezz un ramoscello dall'albero
di aralia che sporgeva sulla strada ai margini del giardino
dei Silva e lo scagli via, la mano gi sporca della linfa
lattiginosa che continuava a gocciolare dal ramo spezzato
alle sue spalle. Io sono brutto. Io sono brutto?
Raggiunse casa sua, apr con un calcio la porta d'ingresso
ed entr. And dritto allo specchio a figura intera
appeso in camera di sua madre. Agitato com'era, con gli
occhi in fiamme, aveva un'aria spaventosa. I precisissimi
disegni a penna che si era fatto sul corpo ora sembravano
irregolari, il motivo confuso, a tratti, nei punti in cui l'inchiostro
si era sbiadito. Si colp pi volte nello stomaco,
preparandosi a ricevere ogni pugno. Si abbotton la camicia.
Si sforz di assumere un'espressione pi calma. Lui
non era brutto! Avrebbe voluto gridarlo con tutte le sue
forze. Invece scoppi a piangere, lacrime acri che gli evaporavano
dalle guance prima ancora che queste registrassero
il loro arrivo.
Raju, che aveva aspettato finch Sonna non era scomparso
alla vista, abbass gli occhi e scost i capelli dal viso
di Devi, mettendole una ciocca spettinata dietro l'orecchio,
grato del suo sostegno e sollevato dal fatto che Sonna
se ne fosse andato. Apr il cancello di casa Herath e port
dentro Devi.
Puoi trovare un'altra bicicletta, zio Raju? gli chiese la
bambina quando ebbero ripreso i posti di prima, Raju sui
gradini davanti a casa, seduto su un giornale piegato per
proteggere i vestiti dalla cera rossa del pavimento, lei sul
dondolo.
Raju fece no con la testa. L'unica bici che so sta a casa
mia, ma non funziona disse.  la Raleigh di pap, ma
e gir i palmi aperti in direzione opposta non funziona.
E tu non puoi farla funzionare?
Raju non, sapeva cosa, di preciso, non andasse con la
vecchia bici di suo padre. Non ci era mai salito, perch era
a misura di adulto e costruita per un uomo alto, ma aveva
immaginato di poterla usare, un giorno o l'altro, perci
l'aveva portata dentro, al riparo, e l'aveva appoggiata contro
il baule in cui sua madre conservava gli alimenti secchi.
Veniva spostata ogni giorno dalla loro domestica, che lottava
per toglierla e prendere cos i peperoncini secchi e le
spezie, cacciando allo stesso tempo gli scarafaggi, per poi
risistemarla coscienziosamente nel posto dove il padre di
Raju aveva sempre avuto l'abitudine di metterla. Ci che
un tempo era appartenuto ai morti era un oggetto sacro.
Poteva chiedere al signor Bin Ahmed, pens, mentre gli
si affacciava alla mente un vago ricordo del vicino che pedalava
su una bicicletta. O forse poteva portare la sua da Koral
e vedere se poteva dirgli cosa fare perch riprendesse
a funzionare. Oppure poteva chiedere a Lucas, che probabilmente
ne sapeva qualcosa, visto che era presente quando
la Raleigh era stata acquistata, nuova di zecca, la vernice
nera e argento lucidissima, quando Raju era un adolescente.
Guard Devi. Se andare in bicicletta poteva farle tornare il
buonumore, di certo valeva la pena di provarci.
Devi, le disse, convincendosi in quel preciso momento
di avere non solo l'autorit ma anche l'intelligenza
per prendere decisioni simili se prometti a zio Raju che
starai in casa con Kamala, io vado subito a vedere se riesco
ad aggiustare la bicicletta.
Devi sorrise. Certo che sto con Kamala. Tanto adesso
fa troppo caldo per uscire disse, come prova ulteriore
della propria intenzione di ubbidire, mentre il caldo torrido
e poco promettente le si parava davanti come le
sbarre di una gabbia. Chiedo a Kamala di darmi un bicchiere
di kurumba e ti aspetto dentro. Anche se non torni
fino a dopo pranzo io non esco. Leggo un po' il libro di
Rashmi, quello di Enid Blyton. L'ha preso in biblioteca la
settimana scorsa e non me l'ha lasciato ancora toccare, ma
io lo so dove lo nasconde e lei non c', quindi posso leggerlo.
Okay? Vai, adesso concluse la bambina, dando a
Raju una spintarella. Quando torni potrei anche avere finito
di leggere tutto il libro!
Raju corse davvero gi per la via in cerca di Lucas, che
trov seduto all'ombra di un'areca, il sarong rosso sbiadito
arrotolato stretto tra le gambe e infilato sotto il posteriore,
che si grattava i pochi capelli rimasti sulla testa calva e fissava
il cielo con una certa aria di belligeranza.
Signor Raju disse, con un cenno del capo, ma senza
alzarsi.
Lucas Aiyya, sono venuto a chiederti se puoi dare
un'occhiata alla bicicletta di mio padre.
Eh? Bicicletta? A cosa mi serve una bicicletta, adesso?
Non riesco nemmeno a camminare! ribatt Lucas, ridacchiando,
con un divertimento sincero che sgorgava dagli
occhi grigi per l'et e si riversava lungo le rughe del viso.
Non posso nemmeno camminare, signor Raju, non se n'
accorto?
Non voglio che ci vada tu spieg Raju.  per me.
Per portare Devi Baby su e gi per la via.
Lucas rest seduto, ma smise di ridere. E fece no con il
dito. Devi Baby non ha il permesso di uscire da casa sua
dichiar.
Lo so, lo so, sono io che devo controllarla. Il resto
della famiglia  andato alla finale del torneo, e a me hanno
detto di guardare Devi Baby perch sai com' quella bambina,
piuttosto tremenda, a volte disse, ridendo, per poi
tornare serio. Si corresse. Ma solo a volte, non sempre.
La maggior parte del tempo  una bravissima bambina.
Lucas si guard i piedi mentre assimilava quell'improvvisa
ondata di informazioni: che Raju aveva ancora la bicicletta
di suo padre, che gli Herath erano fuori tutto il
giorno e, dettaglio pi importante di tutti gli altri, che avevano
lasciato Raju, non lui, Lucas, ma Raju, a occuparsi
della loro figlia pi piccola. I pi piccoli erano sempre i figli
pi amati e protetti. Allora com' che quella piccola, un
fiore in mezzo agli altri piccoli del circondario, era stata affidata
alle cure di uno come Raju? Ripercorse con la mente
le ultime settimane. Aveva fatto qualcosa di sbagliato?
S, vero, Alice aveva finto di avere mal di testa l'unico
giorno in cui la signora Herath l'aveva mandata a chiamare,
perci lui aveva preso il posto della moglie per aiutare la
domestica degli Herath con i piatti, in occasione di una
grande festa che era stata organizzata per alcuni insegnanti.
E s, vero, Alice aveva finto di non vedere il signor Herath
quando il suo autista aveva fermato la macchina proprio
accanto a loro, mentre andava in ufficio, per chiedere notizie
della salute di Lucas. Cos'aveva quella donna che non
funzionava? Non faceva altro che rovinare tutto. E infatti
ecco, dopo tutto il suo duro lavoro per coltivarsi quella
posizione speciale, la piccola era stata affidata a Raju.
Ma forse, ragion tra s, in Raju c'era qualcosa di pi di
quanto lui avesse sospettato. Dopotutto bastava guardare
tutte le cose che Koral aveva cambiato dopo il trasferimento
del signor Herath in Sai Mal Lane. Non vendeva
pi sigarette estere, donava legna al tempio una volta al
mese, pagava di pi gli operai, da quando il signor Herath
gli aveva procurato un contatto per avere in vendita anche
olio di cocco e kerosene. Erano tutte cose positive, no?
Anche le gemelle Bolling sembravano vestite decentemente,
negli ultimi tempi. E la Vecchia Signora Joseph gli
aveva raccontato che una delle due aveva persino messo
gli occhi su uno dei ragazzi Silva. Tutte cose, anche queste,
che di sicuro c'entravano con il modo in cui gli Herath organizzavano
il loro mondo. Quindi, perch non Raju? Gli
Herath facevano tutto giusto. Quindi era ovvio che Raju
era stato scelto perch era il migliore per quell'incarico.
Lucas si alz e si spolver il dietro del sarong. Approv
con uno sguardo la camicia abbottonata di Raju e le scarpe
in pelle. Poi rese onore a Raju. Andiamo, signor Raju, Sir.
Vengo a vedere la bicicletta.
Quando Lucas arriv e chiese alla domestica della Vecchia
Signora Joseph di spolverare le ragnatele che si erano
formate nel tempo tra i raggi delle ruote e perfino tra la
canna e il carter della bici, due grossi ragni scapparono
e Raju si spost con un balzo e uno strillo. Anche dopo
essere stata ripulita, la bicicletta rimase storta, rovinata e
inadeguata agli occhi di Raju. Lucas la prese, ed era evidente
che anche secondo lui non era un veicolo adatto a
una bambina.
Mentre guardava Lucas avviarsi gi per la via, Raju rimase
turbato nell'immaginarsi che fosse suo padre, e non
Lucas, l'uomo che pedalava su quella bici, come aveva
fatto ogni mattina uscendo di casa per andare a lavorare,
con una pedalata sicura e la bella faccia pronta ad affrontare
la giornata, perfino in quell'ultimo giorno, quando era
uscito come al solito, ma non era andato al lavoro. Si era
limitato ad attraversare la strada con la bicicletta a mano,
l'aveva appoggiata contro il basso recinto del giardino ed
era entrato a uccidersi.
Raju aveva avuto l'incarico di rimuovere la bicicletta in
seguito alla scoperta dei due cadaveri, prima dei due funerali
separati. Nessuna delle due famiglie era andata a
fare le condoglianze ai famigliari dell'altro defunto, perch
il tradimento era troppo umiliante tanto per la vedova
quanto per il vedovo sopravvissuti. E ora ecco che quella
bici usciva dal suo nascondiglio e, se fosse stata riparata e
avesse ripreso a funzionare, forse Raju sarebbe riuscito a
dimenticare quell'ultimo giorno d'uso.
Raju rimase immobile nel caldo torrido, in attesa di Lucas,
ora ansioso, ora speranzoso, finch, un'ora dopo, pi
o meno, Lucas finalmente torn.
Abbiamo dovuto aspettare che uno degli uomini portasse
la bici al negozio di Sunil per far ingrassare gli ingranaggi
spieg. Vede com', adesso? Brilla, addirittura.
Koral l'ha fatta pulire per bene da suo figlio con non so
quale lucido. E adesso  abbastanza in ordine e ci pu far
salire Devi Baby e portarla in giro. Ma, alz un dito e la sua
espressione si fece seria stia molto attento.  la bambina
pi piccola e lei ha il compito di proteggerla, signor Raju,
Sir. Se succede qualcosa, la colpa  sua, non mia. Non 
colpa di Lucas Aiyya. Non venga a piangere da me.
Quando il sole fu un po' sceso, ma prima che gli altri
tornassero a casa, quando le ombre che filtravano tra le
chiome fitte dei grandi sai mal cominciarono a giungere
pi gentili sulla strada, Raju scort Devi fuori dal cancello
e la iss sul sellino della bicicletta, fiero del fatto che la due
ruote se ne stesse salda sul cavalletto mentre lui controllava
che fosse tutto a posto. Mentre lo aspettava, di buonumore
e con un nuovo equilibrio interiore, dopo il giro in
bici con il postino, Devi si era tolta i vestiti con i colori del
tradimento e si era infilata una gonna Pantalone blu e una
maglietta gialla. Cos era molto pi simile alla solita Devi.
Raju si arrotol le maniche della camicia, mise le braccia
ai lati della bambina, tolse il cavalletto con una pedata e
tenne saldamente il manubrio, spingendo a mano la bici
su e gi per la via, ignorando il sudore che gli colava lungo
il viso e impegnando nello sforzo ogni rotolo e ogni piega
del suo corpo, senza badare al fatto che braccia e gambe
cominciarono a tremargli per la fatica di sostenere il peso
della bambina e della bicicletta insieme, ignorando tutto
tranne la felicit di Devi, conscio di essere stato lui a farle
dimenticare la partita di cricket a cui l'avevano costretta a
rinunciare. N l'uno n l'altra si accorse di Sonna, che era
seduto di fronte a casa sua, su una sedia che aveva trascinato fuori.
...
.
...
Una strana alleanza e una piccola storia d'amore.
...
.
...
Se l'amicizia di Devi con Raju - lei cos piccola e piena
di illusioni e positivit, l'altro cos carente di simmetria
e di speranza - fece schizzare in alto pi di un sopracciglio,
ci conforta il fatto che la Vecchia Signora Joseph, che
era molto pi informata della maggioranza degli altri, non
disse nulla in proposito. Anzi, se c'era qualcosa che le sollevava
lo spirito e le allargava il cuore, spezzato in modo
irreparabile dalla persona che aveva scelto di amare, era
proprio la vista del figlio che viveva quella giornata con
uno scopo. Uno scopo che non era legato a un traguardo
impossibile come un titolo che non avrebbe mai conquistato,
ma qualcosa di semplice e raggiungibile: coccolare e
viziare una bambina che aveva bisogno di lui nella sua piccola
vita. Perci osservava Raju come faceva con tutti i vicini,
attenta a qualunque pecca, e felice, alla fine di ogni
giornata, di non averne colte. La sera, quando restava fino
a tardi in veranda, con un cardigan grigio-argento avvolto
intorno alle spalle per proteggersi dal minimo alito d'aria,
osservava Sonna.
Il ragazzo continuava a vegliare, anche se la Vecchia Signora
Joseph aveva l'impressione che la calma apparente
di quella prima sera, con il passare dei giorni e dei mesi,
fosse sfumata. Ormai, ogni volta che se ne stava l a guardare
sembrava pi agitato che placato dalle scene che si
svolgevano nelle stanze illuminate di casa Herath, quelle
visibili dalla strada: la veranda, il soggiorno, la camera dei
ragazzi, ciascuna palcoscenico di se stessa, con la sua raccolta
di arredi immutabili e con il proprio cast di personaggi.
La donna guardava Sonna e si domandava se per
lui fosse angosciante osservare le diverse interazioni tra gli
abitanti della casa, a volte semplici routine, a volte affettuose
in modo disarmante. Se, mentre guardava Suren che
aiutava Devi a esercitarsi con l'ennesimo brano musicale,
o Nihil e Rashmi ridere di una battuta che lui non aveva
sentito, o tutti e quattro giocare a carte insieme, ci che
vedeva non erano semplicemente quattro bambini qualsiasi
che crescevano nella stessa famiglia, ma bambini le
cui premure reciproche formavano un tutto, un legame
comune che lui non avrebbe mai sperimentato nella sua
famiglia, con le sue sorelle. Ormai il ragazzo si rilassava
contro il suo cancello - aveva notato la Vecchia Signora Joseph
- solo quando uno qualunque degli Herath in vista si
trovava da solo, impegnato in una qualche attivit intima
e personale come leggere o scrivere o, nel caso di Rashmi,
talvolta, cucire. Non si soffermava mai se Suren suonava il
pianoforte. C'era qualcosa, in quella musica, che sembrava
indispettire e disturbare Sonna.
Abbastanza presto, tuttavia, l'osservazione passiva di
Sonna e Raju da parte della Vecchia Signora Joseph la
rese testimone dello sviluppo di un'alleanza improbabile e
preoccupante, stretta tra Sonna e Mohan Silva.
I piccoli crimini di Sonna erano ripresi, uno dopo l'altro,
dopo il suo ultimo colloquio con Devi. Perch le sue parole,
e nient'altro, avevano convinto il ragazzo che era inutile
provare a essere un altro, quello di cui gli aveva parlato
Nihil, quello perbene. Che ne fosse consapevole o meno,
ci a cui mirava Sonna, a quel punto, era una demolizione
dell'armonia, che riconosceva soltanto nella misura in cui
non includeva, e chiaramente non avrebbe mai incluso,
lui. Guardava le sue sorelle ammesse nel porto sicuro di
casa Herath e dimenticava che quelle visite un tempo gli
erano parse una sorta di benedizione, per il modo in cui
gli avevano consentito di sperimentare qualcosa di simile
ai meccanismi di quella famiglia. L'aria soddisfatta di Lucas
lo urtava. Quando Suren andava a casa sua e suonava
la chitarra cantando le sue canzoni, tutte le donne di casa
e le ragazze Herath lo ascoltavano come non avevano mai
ascoltato lui, neppure una volta, e Sonna non poteva fare
altro che trattenersi dal fare irruzione nella stanza, afferrare
la chitarra e fracassarla. Ma soprattutto era sconvolto
dalla fiducia che consentiva a Raju di spingere Devi su e
gi per la via su una vecchia bicicletta, una fiducia che nessuno
aveva mai riposto in lui. Cosa rendeva Devi cos cieca
da impedirle di vedere la bruttezza di Raju? Quella bambina
sembrava non provare mai neppure un attimo di repulsione,
come sarebbe invece stato nell'ordine delle cose.
Cosa convinceva una ragazza esigente come Rashmi a lasciare
a Raju piena libert di andare e venire in casa sua?
Tutto ci confermava il peggior timore di Sonna: che neppure
gli Herath, sempre gentili e accoglienti con tutti, lo
ritenevano degno di considerazione.
Qualcuno ha messo escrementi di cane nella cassetta
per le lettere del signor Bin Ahmed disse un pomeriggio
il signor Niles a Nihil. Come sai, c' solo un cane nella
nostra via, e appartiene ai signori Sansoni. Chi pu avere
fatto una cosa simile, secondo te?
Nihil evit lo sguardo del vecchio quando rispose:
Non ho idea di chi possa essere stato.
E prosegu il signor Niles, senza distogliere lo
sguardo dalla faccia di Nihil proprio l'altro giorno Kala
mi ha detto che il giornale dei Tissera era stato rubato e
che l'avevano visto aperto su una sedia nel portico dei Nadesan.
Si vedeva dalla loro veranda. Tu che ne pensi?
L'hanno riavuto indietro? chiese Nihil, evitando la
vera domanda.
Loro non l'hanno chiesto, ma il signor Nadesan l'ha
restituito, dicendo che non sapeva come fosse arrivato da
lui. Qualcuno sta cercando di creare problemi fra i nostri
vicini e io penso che tu sappia chi potrebbe essere questo
qualcuno, vero?
Nihil si strinse nelle spalle e disse di non sapere niente,
ma era evidente che invece sapeva, proprio come il signor
Niles e tutti gli abitanti di Sai Mal Lane.
In quel genere di attivit, Sonna aveva un ammiratore:
Mohan.
Mohan aveva appena avuto problemi a scuola, stavolta
durante una lezione di storia, a causa di un commento sul
re tamil Eleara, che era stato sconfitto dal principe cingalese
Dutugemunu.
Abbiamo combattuto contro quel tamil finch l'acqua
intorno ad Anuradhapura non  stata tutta rossa di sangue
aveva commentato. Il sacrificio  stato grande. Ma
alla fine Dutugemunu ha vinto. E sar ancora cos.
Si era rifiutato di riconoscere davanti alla classe che
nella cronaca della storia antica della nazione, il Mahavamsa,
re Eleara era descritto come un monarca giusto,
che anche i sudditi cingalesi avevano rispettato, e che, per
quanto la battaglia fosse stata sanguinosa, Dutugemunu
stesso aveva reso onore al sovrano morto costruendo un
monumento per lui. No: Mohan si era limitato a subire la
settimana di punizione in un silenzio gelido, vantandosi
poi con suo padre di averla considerata il prezzo da pagare
per aver detto la verit.
Tu sei diverso dagli altri ragazzi cingalesi, che la pensano
come te ma non hanno il fegato di dichiararlo gli
aveva detto il padre. Sei un vero leader, figlio mio. Sono
fiero di te. Gli aveva dato una pacca sulla schiena e aveva
fatto un commento su quanto stesse diventando alto. Cominci
a sembrare davvero un giovanotto, Mohan.
Dopo quell'episodio, Mohan inizi a cercare altri modi
per distinguersi ancora di pi dagli altri ragazzi cingalesi, i
pi vicini dei quali erano Suren e Nihil, perch il figlio dei
Tissera era troppo piccolo e non contava. Bench avesse
sempre aborrito Raju, rese molto pi taglienti le battute
che gli faceva, aggiungendo commenti sulla sua razza
a quelli sui suoi problemi mentali e sull'aspetto fisico. La
Vecchia Signor Joseph, come il padre di Jimmy Bolling,
era nata da una madre tamil e da un padre burgher, ma
aveva rivendicato la razza tamil della madre quando aveva
sposato il signor Silver Joseph, a sua volta tamil, perci
Mohan si sentiva giustificato nel chiamare Raju tamil purosangue,
e cancellarlo dalla lista. Come se non bastasse,
Mohan cominci a evocare anche la razza della nonna di
Jimmy Bolling e cominci a riferirsi a casa Bolling come
alla casa dei sanguemisto, o dei bastardi. Non era mai stato
amico della famiglia Niles, e i Nadesan, in virt della loro
riservatezza, erano una minaccia. Gli era chiaro che i tamil
stavano prendendo il sopravvento e che, per giunta, si
stavano impadronendo della sua via. Avrebbe voluto che
i ragazzi Herath la pensassero come lui, se non altro per il
fatto che non c'era gusto a fare il capo senza nessuno da
comandare. C'era solo un'altra opzione: Sonna.
Ora, dal momento che le malefatte di Sonna si attestavano
al livello di quei comportamenti giudicati di scarsa
importanza, ma avevano in s il potenziale per far esplodere
il giusto tipo di aggressivit, Mohan cominci a prestare
pi attenzione. Osservava sia ci che Sonna faceva
per scombussolare il vicinato, sia l'estraniamento dalla sua
stessa famiglia, che consentiva a lui, Mohan, di separare
Sonna da qualsiasi denigrazione riferita ai Bolling e alla
loro razza mista. Inizi a salutare con un cenno Sonna a
ogni nuovo episodio, sperando che quel cenno bastasse
a comunicare la propria approvazione. Sonna, una volta
di pi isolato in uno spazio che non aveva davvero scelto,
moriva dalla voglia di avere un pari da chiamare amico, anzich
un branco di tifosi teppisti con cui scatenarsi all'occorrenza,
e si lasci attrarre con estrema facilit.
E tuttavia, bench sia Sonna che Mohan, ognuno per ragioni
personali, fossero determinati a rimestare nel torbido
e a creare problemi, e per quanto il genere di problemi a
cui puntavano sarebbe stato spazzato via da una valanga di
violenza che nessuno dei due avrebbe mai potuto prevedere
n, alla fine, accogliere con favore, le soddisfazioni che
si presero furono riequilibrate dagli sforzi altrettanto determinati
di un'altra coppia di ragazzini: Jith e Dolly.
Nessuno poteva esserne certo, all'inizio, ma alla fine
tutti convennero che Jith si era preso una sonora e pubblica
cotta per Dolly, confermata dal fatto che lui l'aveva
volutamente mancata quando poteva eliminarla senza problemi,
nel corso di una partita di cricket, in cui lei era rimasta
senza mazza, perch le era scappata di mano, e aveva gli
stinchi non protetti. Tutti dettagli venuti alla luce soltanto
a causa del putiferio che era scoppiato subito dopo tra le
due squadre: Suren, Rashmi, Rose e Jith da una parte, Mohan,
Nihil, Devi e Dolly dall'altra.
Non l'hai eliminata! strillarono Rose e Rashmi.
Machang, come si fa a giocare se non la elimini? aveva
chiesto Suren, come se la ragione potesse prevalere l dove
l'istinto viscerale a lottare - un tratto che definiva il carattere
nazionale, in particolare quando si trattava di cricket,
anche in quella versione annacquata - era chiaramente venuto
meno.
Perfino Raju, che stava per smettere di osservarli per
entrare in garage e dedicarsi alla seduta serale di sollevamento
pesi, rimase scioccato. Dio mio, Jith, non puoi
giocare cos, se vuoi vincere!
Sonna, che assisteva alla scena dalla sua solita postazione,
appoggiato alla recinzione di suo padre, rise, ma
perfino lui rise solo perch dava per scontato che Jith
avesse semplicemente commesso un errore.
Dolly si sent quasi levitare per il piacere di aver causato
tutta quella scena e, mentre rivolgeva un sorriso e uno
sguardo grato all'unico ragazzo che avesse mai fatto qualcosa
di carino specialmente per lei - gli Herath non contavano
perch la loro gentilezza era distribuita universalmente -,
apparve nelle sembianze di una ragazza dai
lineamenti graziosi e non in quelle di un bovino, come
l'aveva sempre descritta la madre di Jith, fin da prima che
i figli imparassero a parlare, il che rafforz ulteriormente i
sentimenti affettuosi di lui.
S, va bene, esco disse Dolly, sacrificando il proprio
turno di battuta sull'altare dell'onore di lui. La partita riprese,
ma c'era una certa elettricit nell'aria, che si diffondeva
anche al di l della parte di strada in cui stavano
giocando e si estendeva a tutte le case gi per la via. Era un
turbamento generale, del tipo che poteva cambiare forma
da un momento all'altro e che, se non fosse stato controllato
alla svelta, avrebbe portato al caos, senza ombra di dubbio.
In casa Bolling, quella sera, Rose fece l'annuncio quando
pane e dhal erano appena stati distribuiti nei piatti. Dolly
sorride sempre perch piace a Jith.
Sia Francie che Jimmy Bolling alzarono di scatto la testa,
con grande interesse. Una delle loro figlie aveva accalappiato
un Silva? Uno dei ragazzi Silva, in carne e ossa?
Francie Bolling fece una nuova valutazione dei tratti del
viso di Dolly, esamin le potenziali curve del suo corpo,
le trov favorevoli e scambi uno sguardo eloquente con
il marito.
Adesso non cominciare a comportarti come una sgualdrina
disse alla fine Francie. Se gli piaci, pu venire a
parlare con te vicino al cancello. Tu non devi assolutamente
andare a casa sua, mi raccomando. Se scopro che...
La signora Silva mangerebbe merda piuttosto che fare
avvicinare Dolly a casa sua, mamma, non preoccuparti!
disse Sonna, e scoppi a ridere, ma con una certa amarezza.
Prima gli Herath avevano accolto le gemelle in casa
loro con la stessa facilit con cui i vicini musulmani mettevano
gli anacardi tostati nel watalappan durante il Ramadan,
e ora Jith era interessato a Dolly? Decise di andare a
trovare Raju dopo cena, per vedere a che punto era con
quello stupido sollevamento pesi.
Oggi  successa una cosa molto strana disse Rashmi
in casa Herath mentre con i fratelli stava seduta a tavola
con la madre - il padre era stato trattenuto dall'ennesima
riunione al ministero - in attesa che Kamala sparecchiasse
i piatti della cena. Jith non ha lanciato la palla a Dolly per
eliminarla, anche se avrebbe potuto farlo senza problemi.
Lei per ha ammesso di essere comunque fuori, quindi
cosa importa? osserv allegramente Suren, assorbendo
l'ultimo cucchiaio di brodo con un pezzo di pane e passando
il piatto a Kamala, prima di sciacquarsi le mani nella
ciotola piena d'acqua che lei gli aveva messo davanti.
A Jith piace Dolly disse Devi, che condivideva l'entusiasmo
della madre per la riabilitazione delle gemelle Bolling
ed era particolarmente felice che quell'incidente nella
partita di cricket fosse occorso mentre Dolly portava uno
dei suoi vecchi cerchietti, a strisce rosse, nere e bianche.
Verr fuori un pandemonio quando lo scoprir zia
Rani disse la signora Herath, senza immaginare che sarebbe
stata comunque coinvolta nella scelta di una ragazza
da parte di Jith.
Cos'era tutto quel rumore che ho sentito? chiese il signor
Silva, dopo che sua moglie ebbe finito il giro intorno
al tavolo per servire tutti. La donna si sedette davanti al
piatto di noodle e curry di salmone e cominci a prendere
i peperoncini verdi, che a lei non piacevano e lui invece
adorava, per metterli nel piatto del marito. Lui pass
la salsa chili al figlio maggiore. Ci sono stati problemi?
No, niente disse Jith, sfregandosi nervosamente i
palmi delle mani sui calzoni corti. Sapeva cosa lo aspettava
se sua madre avesse scoperto qualcosa.
Jith non ha eliminato Dolly quando poteva e tutti si
sono messi a gridare spieg Mohan.
La signora Silva fu sfiorata da una vaga ansia e mand
gi in fretta il primo boccone. Non l'hai eliminata? E perch?
Jith non rispose, quindi lo fece suo fratello. Non si sa.
Dolly era senza mazza, aveva le mani libere e le gambe
nude, quindi lui avrebbe potuto buttarsi e toccarle
la gamba con la palla, invece l'ha lanciata su per la via
cos Dolly ha fatto in tempo a piegarsi per riprendersi la
mazza. Era chiaro che a quel punto il dispiacere di Mohan
era concentrato pi sul triste risultato della partita che
sulle deludenti preferenze di suo fratello, e men che meno
sulla sorte in agguato per Jith.
La signora Silva, che si era subito irrigidita alla menzione
delle parole gambe nude e toccare nella stessa
frase che descriveva la vicinanza di suo figlio a una delle
monelle Bolling, sent una rabbia covata a lungo invaderle
il petto.
Maledetta Savi! E lei che ha cominciato tutto con le
sue lezioni d'inglese e i vestiti delle sue figlie a quelle disgraziate
e tutto il resto. Da Bernard li ha comprati, quei
vestiti! E adesso quelle saranno convinte di andar bene per
chiunque. Compresi i miei figli!
Gli abitanti di Sai Mal Lane passarono tutti una notte
agitata, e il livello di agitazione dipendeva dalla vicinanza
di ciascuno alla questione. Il mattino seguente si svegliarono
tutti di pessimo umore.
Se non avessi lasciato entrare quelle due in casa tua,
addobbandole come una delle tue figlie, i miei ragazzi non
le avrebbero mai degnate di uno sguardo! rinfacci la signora
Silva alla signora Herath dalla propria veranda, a
voce ben pi alta del necessario.
Se i tuoi ragazzi fossero un pizzico pi intelligenti
e passassero pi tempo fra i libri e meno in mezzo alla
strada, non si sarebbero interessati a loro a prescindere
ribatt la signora Herath dalla sua veranda, sorpresa di essere
stata suo malgrado coinvolta in quella faccenda.
Io lo sapevo che sarebbe successo. L'ho detto fin
dall'inizio a mio marito che la vostra famiglia avrebbe solo
creato problemi continu la signora Silva, tirando l'orlo
della camicetta bianca finch non fu perfettamente dritto
e liscio sul petto. Cantare inni e correre in giro con quel
pazzo di Raju, mandare i bambini a lezione di musica da
un'insegnante tamil quando ce ne sono tanti bravissimi
cingalesi, per non parlare del fatto di far giocare in casa
tua quelle pezzenti mezzosangue. Guarda che bel risultato
hai ottenuto!
Sia la Vecchia Signora Joseph, che non si perdeva una
sillaba di quello scambio, sia il signor Niles, che suo malgrado
non poteva che sentire, ascoltarono le voci farsi
sempre pi alte. Il signor Niles, che non vedeva la strada,
poteva solo immaginare cosa fosse successo, e avrebbe dovuto
aspettare che Nihil andasse a raccontargli tutto, ma
la Vecchia Signora Joseph, che aveva visto la tempesta arrivare
e l'aveva prevista da molto tempo, fu deliziata da
quella scena. Era certa che, bench la signora Herath e la
signora Silva continuassero a scambiarsi battute acide a vicenda,
nessuna delle due sapeva di preciso cosa fosse trapelato
tra i bambini, per di una cosa erano sicure: le abituali
linee di confine erano state superate, e chiss come
sarebbe finita.
Non c'era niente da fare, in proposito, e per la verit era
comunque meglio cos, ma poche ore dopo quel brusco
scambio di opinioni, quando evidentemente le due fazioni
ancora fremevano, c'erano gi due geometri che prendevano
le misure del vialetto condiviso fra casa Herath e casa
Silva e nel pomeriggio un baas chiamato dai Silva cominci
a costruire un muro alto un metro e sessanta; fu dunque
necessario tagliare tutta la siepe che la signora Herath
aveva piantato e che era stata cos utile alle due famiglie
come amichevole separazione delle propriet. Per consolarsi,
la signora Herath chiam altri baas e aggiunse un
muro divisorio pi alto tra casa sua ed entrambe quelle
confinanti, dietro e a sinistra della propriet, cosicch, in
effetti, gli Herath si trovarono a risiedere in uno spazio
a U, circondato da muri su tre lati, uno dei quali - quello
che li separava dai vicini che non avevano mai conosciuto,
dietro la casa - fu coronato da schegge di vetro conficcate
in verticale per tenere alla larga qualsiasi piede avesse voluto
arrampicarsi in cima. La siepe sul davanti completava
il confine della carcerazione volontaria.
Una settimana dopo, su consiglio di Kala Niles, la signora
Herath richiam i baas e fece costruire un quarto
muro di cinta - per quanto abbastanza basso da abbinarsi
a quello dei Silva - dal lato esterno della siepe che dava su
Sai Mal Lane. E bench lo sfortunato risultato fosse quello
di nascondere il suo splendido giardino alla vista dei vicini,
la signora Herath si consol pensando che la siepe
impediva a lei la vista del muro stesso. Si fece anche un
punto d'onore nell'invitare tutte le signore della via, con
la notevole eccezione della signora Silva, a prendere il t
da lei, e lo fece servire da Kamala in veranda, in modo che
tutte potessero apprezzare la bellezza degli spazi esterni, e
quando se ne andarono mise in mano a ciascuna mazzolini
di fiori o rami delle sue piante.
La casa ha un'aria pi bella, ora disse Raju a Suren,
unendosi ai due Herath pi grandi, che se ne stavano in
strada a guardare il panorama tutto diverso da prima.
Adesso voi bambini sarete molto pi sicuri, e comunque
tutta la gente su ha case con muri di cinta e cancelli. Bello
che vostro padre li abbia fatti costruire.
Veramente  mia madre quella che ha fatto fare tutto
precis Rashmi, sperando che Raju se ne tornasse ai suoi
pesi e la smettesse di fissare in continuazione casa loro, le
partite di cricket e loro stessi. Per quanto si sforzasse, non
era ancora riuscita a farselo piacere, e a scrollarsi di dosso
la costante disapprovazione nei suoi confronti.
Nelle settimane che seguirono non ci furono contatti
tra i Silva e gli Herath adulti, ma i bambini continuarono
i loro giochi, anche se con una modifica: per giocare a cricket
si spostarono in cima alla strada, proprio davanti al
boschetto di sai mal, da cui era stata di recente rimossa la
barriera di filo di ferro. E se ci significava che Raju non
poteva pi vederli, il che rendeva Rashmi molto felice, significava
anche che spessissimo la palla finiva nel boschetto
e la partita doveva essere sospesa mentre tutti si davano
da fare a cercarla, camminando qua e l e frugando con i
piedi fra mucchi di foglie e fiori. Quell'attivit offr a Jith e
Dolly molte occasioni per chiacchierare e, poich l'esplorazione
di quello spazio era ancora una novit per tutti, nessuno
degli altri, compreso Mohan, fece grande attenzione
alla cosa. Anzi, a dire il vero i bambini cominciarono a inventare
scuse per non trovare la palla dispersa, e dedicarsi
a penzolare dai grovigli di rami di sai mal; la parte superiore
dei tronchi era interamente nascosta da intrichi cascanti
di corteccia, foglie e fiori che in una composizione
sarebbero apparsi decisamente eccessivi, ma nel boschetto
apparivano semplicemente come una giusta abbondanza, e
una vera benedizione per i giochi dei bambini.
Avete visto come scendono dall'alto, i rami? Sembrano
capelli disse Devi, allungando le braccia e saltellando per
raggiungere le ciocche pi basse. Afferr un filo tenero e
sottile dell'albero pi vicino e lo leg a un secondo dell'albero
accanto. Il nodo tenne per qualche momento, poi si
sciolse e i rami tornarono di scatto al proprio posto.
Come con i capelli ricci disse Rose. Puoi provare a
raddrizzarli, ma non ci stanno.
La Vecchia Signora Joseph non arrivava a vedere fino
in cima alla strada, e il signor Niles sentiva soltanto qualche
debole rumore del gioco, ed entrambi dovevano immaginarsi
come potesse essere lass, in fondo alla loro via.
Il signor Niles ricevette qualche informazione da Nihil, in
proposito.
Rose prende i fiori caduti e stacca un petalo alla volta,
facendo m'ama, non m'ama raccont.
E il lui chi ? chiese il signor Niles. Tu?
Suren rispose Nihil. Io non sono abbastanza grande
per lei. Ma lui non la ama.
E tu come fai a saperlo?
Suren ama la musica rispose semplicemente Nihil.
Cos il signor Niles chiuse gli occhi e si immagin Rose,
da sola, che bisbigliava fra s camminando, senza guardare
dove metteva i piedi, calpestando decine di possibilit alternative,
tutta concentrata sull'unico fiore che aveva sul
palmo della mano, assorbendone la complessit, gli stami
rosa dalle punte gialle fissati all'estremit del centro, che
aveva la forma di una testa di cobra e custodiva nel proprio
cuore il minuscolo dagoba bianco. Si immagin la
sensazione polverosa dei fiori color burro intorno a quel
dagoba, che secondo alcuni rappresentavano una folla di
fedeli in adorazione, e bench quello fosse un fiore sacro
per i buddhisti e non per un cattolico come lui, il signor
Niles trov consolante quell'immagine.
La Vecchia Signora Joseph, che un tempo amava molto
passeggiare su e gi per la via la sera, e che si era sempre
attardata fra gli alberi di sai mal, sentiva che era un bene
che i bambini avessero finalmente scoperto quel boschetto
ombreggiato.
Per met del tempo non giocano nemmeno le disse
Raju. Camminano sotto gli alberi. A volte, se non piove
da qualche giorno, si portano addirittura una stuoia e
fanno i compiti l. Mohan no, ma gli altri s.
E la Vecchia Signora Joseph si immagin i bambini seduti
sotto gli alberi, con i libri aperti in grembo e le pagine
che frusciavano, gomme e matite perse tra i fiori.
Pens che i bambini non ci badavano, perch sapevano
che quegli oggetti si potevano sostituire.
La signora Herath e la signora Silva non ruppero il silenzio
calato tra loro fino al giorno di Vesak, in maggio.
Quel giorno la signora Herath supervision non solo la distribuzione
delle lanterne di carta colorata con le candeline
accese nei cespugli e sugli alberi del proprio giardino,
ma fece anche mettere una fila di lampade a olio sulla sommit
del nuovo muro di separazione fra le due case. Per
non farsi superare, la signora Silva mand subito Mohan
in cerca di qualcosa per decorare anche casa loro.
Ormai Koral avr gi chiuso il negozio. Passa dalla
porta sul retro gli sugger.
Mentre lo aspettava, la signora Silva spost tutte le lampade
degli Herath verso il loro lato del muro, per fare spazio
alle sue. Ma anche se Mohan fu molto abile e riusc a
convincere Koral a vendergli abbastanza lampade, non
ci fu tempo di immergerle nell'acqua, il che signific che
l'argilla nuova assorbiva tutto l'olio di cocco versato all'interno
e costrinse Jith e Mohan a rabboccare continuamente
le lampade, per tutta la notte: una stravaganza che rovin
in parte il piacere della madre per quel colpo di mano.
 piuttosto bello con tutte queste lampade, vero?
comment la signora Herath dalla sua parte del muro,
dopo che le lampade furono tutte sistemate. Era vicina al
proprio cancello e osservava il lavoro della signora Silva.
Questa, colta di sorpresa, fu concisa nella risposta: S
disse soltanto.
Siete gi andati tutti al tempio? chiese la signora Herath,
notando che anche la signora Silva, come lei, era gi
vestita di bianco.
Andiamo sempre presto rispose la vicina, combattendo
con uno stoppino. C' meno folla e si vede tutto
benissimo.
La signora Herath riteneva che la bellezza di Vesak
consistesse proprio nel trovarsi in mezzo alla folla per le
strade, e di vedere le luci, sia sui pandal illuminati con le
lampadine sia nei templi pieni di migliaia di lampade, accese
e riaccese da ondate di bambini e adulti, ma decise,
nell'interesse di una possibile riconciliazione, di tenere
quel pensiero per s. Stava per aggiungere qualcos'altro,
un commento sulle lanterne di carta pieghettata usate dai
Silva, magari, o la bellezza dei disegni creati dai due ragazzi
nel disporle, quando Dolly e Rose uscirono da casa
sua, dov'erano andate a lavarsi le mani dopo aver aiutato a
riempire d'olio le lampade degli Herath. Anche la signora
Silva stava pensando a qualcosa di carino da dire, ma la vista
delle gemelle la lasci senza parole. Fece dietrofront
e rientr in casa, e cos fin per perdersi proprio ci che
aspettava di pi in occasione di Vesak: stare seduta in veranda
a contemplare il giardino illuminato mentre ascoltava
il pirith dal tempio.
Per il terzo anno consecutivo, le gemelle, con due vestiti
bianchi prestati, andarono al tempio insieme alla famiglia
Herath. Anche se la signora Herath fu costretta a
sgridarle, una volta, perch si mangiavano con gli occhi un
ragazzo, per il resto del tempo Rose e Dolly accesero incenso
e lampade, posarono le loro offerte di fiori sugli altari
gi coperti da mucchi di altri fiori e giunsero le mani in
preghiera, anche se gli Herath potevano solo immaginare
ci per cui pregavano e a chi si rivolgessero.
I ragazzi Herath e le gemelle parlarono animatamente
per tutta la strada del ritorno, pregando la signora Herath
di lasciarli fermare a un dhansala qui per bere qualcosa,
a un dhansala l per mangiare qualcosa, ricevendo sempre
un no come risposta. Ma quando raggiunsero la quiete
della loro via tacquero tutti, gli occhi fissi sulle fiamme
guizzanti delle candele e delle lampade che si vedevano
bene nel giardino dei Silva.
Dopo aver lasciato le gemelle a casa loro e averle viste
entrare, i quattro Herath si attardarono a cavallo del
muro divisorio a chiacchierare fra loro, con le teste che
si voltavano prima verso un giardino poi verso l'altro, le
facce illuminate dalla doppia fila di lampade a olio sulla
sommit. Alcune lanterne contenevano candele che bruciando
mandavano scintille, per un difetto dello stoppino
o per l'umidit. Altre avevano candele dalla fiamma salda e
ferma, e quelle sarebbero rimaste accese per tutta la notte.
Altre candele ancora erano leggermente inclinate e minacciavano
di dar fuoco alle cartine colorate che le circondavano.
Tuttavia, anche se diverse lanterne caddero a
terra con una fiammata improvvisa e rapidissima, la struttura
metallica calda al tatto, nessuna bruci sotto gli occhi
dei bambini e l'ultima immagine che rest nei loro occhi
quella sera fu di grande tranquillit, quando si lasciarono
alle spalle quei giardini da fiaba e, anche se con riluttanza,
andarono a dormire.
Nel cuore della notte, invisibile perfino alla Vecchia Signora
Joseph, che si era ormai addormentata, Sonna risal
Sai Mal Lane. Per la prima volta un uomo delle baracche
gli aveva offerto un kassippu e il ragazzo era un po'
malfermo sulle gambe. Vide la signora Silva, da sola, vicino
al muro, che riempiva di olio fresco sia le proprie
lanterne che quelle degli Herath, sul volto il riflesso della
pace della notte. Bench la maggior parte delle candele si
fosse spenta nelle lanterne ancora appese ai rami, grazie
allo sforzo della donna gli stoppini continuavano a bruciare
con fiamme vivaci nelle lampade sul muro. Sonna si
lasci scivolare a terra accanto al cancello della Vecchia Signora
Joseph e guard ancora a lungo quelle fiamme, anche
dopo che i canti degli ultimi pirith furono terminati e
le strade stesse ebbero ritrovato l'immobilit e il silenzio,
fino a quando anche l'ultima lampada si esaur.
...
.
...
Il trionfo della Vecchia Signora Joseph.
...
.
...
Quando gli Herath si abituarono ai muri di cinta, e l'edera
da tanto tempo promessa fu piantata lungo tutto il muro
che li divideva dai Nadesan, la signora Herath si stanc
di Ges Cristo. L'avvento di Sathya Sai Baba e dei relativi
bhajans divenne, dunque, la colonna sonora del conflitto
con la signora Silva. Diversamente dalle altre attivit
degli Herath, la loro musica non poteva essere contenuta
dai muri appena dipinti e dai nuovissimi cancelli scorrevoli
che sigillavano l'apertura del loro vialetto d'ingresso.
Bench avessero recuperato una parvenza di reciproca
cordialit, la signora Silva disapprovava ancora la signora
Herath per la stravagante abitudine di seguire strane religioni
e, soprattutto, per il continuo incoraggiamento alle
gemelle Bolling, che per lei non era un segno della gentilezza
della donna nei confronti delle ragazzine, bens della
sua slealt verso la famiglia Silva. La musica che si riversava
fuori da quella casa trovava la signora Silva in uno
stato quasi costante di shock e costernazione, al centro del
quale c'era il figlio pi piccolo. Se Jith avesse o no rinunciato
al suo passeggero - perch non poteva essere altrimenti
- interesse per Dolly, la madre non era riuscita a
scoprirlo. Il fatto di considerarsi pi in alto del resto dei
residenti di Sai Mal Lane aveva lo sfortunato effetto collaterale
di renderglieli inaccessibili.
Pass un altro mese prima che la signora Silva, ormai
rassegnata, annunciasse la propria intenzione di andare a
trovare l'unica persona della via in grado di raccontarle
tutta la storia di suo figlio.
Vado dalla Vecchia Signora Joseph disse la signora
Silva, un giorno di luglio, alzando leggermente la voce, in
modo che suo marito, incessantemente occupato a curare
il giardino, potesse sentirla.
Il signor Silva si alz e si pul le mani in uno straccio
che gli penzolava dalla tasca dei vecchi blue jeans. Le felci
che la signora Herath gli aveva regalato e che i suoi figli e
i ragazzi Herath avevano piantato insieme crescevano rigogliose
e l'uomo aveva appena diviso alcune piante e le
aveva messe in una borsa per portarle a un collega di lavoro
il giorno dopo. Guardando la borsa si domand se
la costruzione del muro avrebbe avuto un'influenza negativa
sullo scambio di getti e talee. Aveva seguito passo a
passo i successi della signora Herath con un ibrido di begonia
Elaine dalle foglie iridescenti che diventavano color
cremisi con la maturazione, e con un'echeveria verde pallido
dai bordi rosa, e aveva sperato di essere il felice beneficiario
quando fosse venuto il momento di tagliare.
E ringraziava il cielo di avere ricevuto in dono dalla vicina
una bocca di leone brasiliana prima che scoppiasse la
faccenda del muro.
Mi hai sentito? chiese la signora Silva.
S, s disse lui. La Vecchia Signora Joseph. Cos'ha?
 malata?
No. Ho solo pensato che sarebbe stato un bene andare
a trovarla. Sai... E si interruppe.
Il signor Silva annu lentamente e continu a pulirsi le
mani, abbassando lo sguardo e distogliendolo dalla moglie.
Cogliendo la preoccupazione nella sua voce, si dimentic
delle piante e sent un'improvvisa fitta di rimorso
per averla incoraggiata a fare amicizia con gli Herath, quel
primo pomeriggio, quando avevano dato una mano e si
erano resi complici dell'intera, sgradevole faccenda del
loro arrivo. Be', ormai non ci si poteva fare pi niente.
L'uomo sospir e rivolse uno sguardo di approvazione alla
moglie, mentre i pregiudizi e la pomposit di lei di colpo
gli apparivano virt che lui meritava di trovare in una consorte.
S, meglio andare a fare una chiacchierata con lei. Vai
in fondo alla faccenda.
La signora Silva si illumin e si alz dalla sedia. And in
dispensa, apr la porta con una delle tante chiavi appese a
un anello che teneva sempre alla cintura, e scelse una lattina
di cracker al formaggio Maliban, una graziosa scatola
di metallo con una fascia di brillantini rossi che di sicuro
sarebbe piaciuta alla Vecchia Signora Joseph.
Oh, buon pomeriggio, buon pomeriggio,  venuta a
chiedermi qualche informazione? disse la Vecchia Signora
Joseph, la bocca piegata in una smorfia che esprimeva
un certo disprezzo per la visitatrice e il suo dono.
Era seduta sulla sua poltrona, vestita con il solito garbo:
una gonna lunga color pastello e un top in tinta coperto da
una vestaglia da casa lunga fino ai piedi, con una stampa a
fiori su fondo blu e bottoni di chiusura dal collo all'orlo.
No, certo, cosa dice! Volevo solo fare un salto a vedere
cosa stava facendo di bello. In fondo  un bel pezzo che
non ci vediamo ribatt la signora Silva, e lanci un'occhiata
alla mussaenda pi vicina - che era cresciuta parecchio
dall'ultima volta che l'aveva vista -, come se desse la
colpa alla pianta per la scarsit di conversazioni socievoli tra loro.
La Vecchia Signora Joseph si domand se fosse il caso
di offrire alla signora Silva una tazza di t e qualcuno degli
stessi cracker al formaggio da una scatola che aveva tenuto
da parte, cos, tanto per metterla a disagio.
Proprio in quel momento, Raju, che aveva sentito le
loro voci, usc in veranda e mand tutto a monte con un esuberante benvenuto.
Oh, zia! Che bella cosa, sei venuta a trovarci. Oh,
cielo, hai anche portato i biscotti salati. Ma perch? Siamo
vicini di casa, no? Non  necessario portare un dono se si va a trovare i vicini!
Ciao, Raju disse la signora Silva, con una smorfia infastidita
nel sentirsi chiamare zia da un uomo solo di qualche
anno pi giovane di lei, ma nello stesso tempo compiaciuta
per l'espressione di raggelante disapprovazione
che aveva trasformato la faccia della madre di Raju.
Se ne accorse anche Raju, e si affrett a fare marcia indietro.
Certo, non per dire che non bisogna essere formali.
Essere formali va bene.  una cosa pi civile. Noi non siamo
come mio cugino Jimmy Bolling, voglio dire, quel tipo di
burgher come lui, no, mamma? Sent un piccolo fremito
nel pronunciare quelle parole, pensando nello specifico a
Sonna. E si infervor sull'argomento. S. Non dovremmo
nemmeno avere a che fare con tipi del genere. Ma come si
fa, zia, visto che siamo parenti? Tu lo capisci, no? Non possiamo
fare come fate voialtri, noi non li possiamo evitare,
no? Gir i palmi all'ins allargando bene le dita e li scroll
per mostrare con precisione la loro impotenza riguardo alla
parentela con una famiglia di indesiderabili.
Raju, vai a dire alla ragazza di prepararci un t intervenne
sua madre. E dille anche di portare un po' di torta!
aggiunse, rivolgendosi alla schiena in ritirata del figlio.
Raju fece una boccaccia, mentre se ne andava strascicando
i piedi. Se non lo diceva sua madre, l'avrebbe detto
lui, pens. S, subito dopo aver riferito l'ordine del t, sarebbe
tornato indietro e gliel'avrebbe detto, alla signora
Silva. Cos imparava quell'antipatica, che pensava sempre
di essere superiore agli altri, che non lo guardava mai,
nemmeno quando lui se ne stava sul cancello ogni sera e lei
faceva finta di non vederlo. Tutto il contrario della signora
Herath, che si fermava sempre a salutarlo, lo chiamava
per nome, con il suo nome, e gli offriva perfino il t. Visto
come andavano le cose? I ragazzi Herath correvano dietro
alle sue scalcagnate nipoti? No, era uno dei Silva a essere
stato accalappiato.
Come vanno le cose? E la casa? stava dicendo la signora
Silva quando Raju ricomparve.
La casa? chiese incredula sua madre. Che problema
ha la mia casa? E stata in piedi per tutti questi anni, giusto?
E continuer a starci dopo che sar morta. Perch, sta
pensando di comprarla lei, quando avr tolto il disturbo?
La signora Silva rivolse uno sguardo amorevole a casa
sua, gi pentita di quella visita e di aver portato la costosa
scatola di biscotti salati.
Zia, sarai preoccupata per tuo figlio. Voglio dire, per
quella cosa di Jith e Dolly esord Raju, senza riuscire a
trattenersi. Ma non ti devi preoccupare. Presto sar tutto
finito, sono sicuro. La tengo d'occhio io la situazione. Sono
sempre qui, io. Visto come mi occupo bene della bambina
pi piccola degli Herath?
Quale situazione? Non c' nessuna situazione, che io
sappia ribatt la signora Silva, scioccata al solo pensiero e,
peggio, all'idea che la gente desse per scontato che c'era una
situazione quando lei era abbastanza sicura che non fosse
affatto cos. Era andata a casa Joseph proprio per avere la
conferma della non-esistenza di una situazione.
Benissimo, allora, se non c' nessuna situazione possiamo
parlare d'altro disse la Vecchia Signora Joseph,
scegliendo un argomento che non lasciava margini di discussione:
Ha sentito cos' successo la settimana scorsa?
Alcuni teppisti cingalesi appartenenti alla polizia e all'esercito
hanno appiccato il fuoco alla biblioteca pubblica di
Jaffna. Quasi centomila documenti, ha saputo? Centomila
documenti. Foglie di palma, manoscritti, tutto andato.
Puf!. E la padrona di casa fece un gesto in aria con le
mani, per indicare le carte, il fumo, la sparizione.
S, zia, l'hai sentito? chiese Raju, che ricordando in
quel momento la notizia del disastro ne era nuovamente
sconvolto e premeva le ginocchia una contro l'altra, apri-
chiudi-apri-chiudi. Due poliziotti uccisi, e per questo
hanno bruciato la biblioteca, ho sentito dire.
Non soltanto la biblioteca. L c'era anche la sede del
Partito tamil. Ed  stata devastata anche la redazione del
giornale locale, Eelanaadu. E statue e monumenti in
tutta la citt. Sa quelli di Thiruvalluvar, Auvaiyar,
Arumuga Navalar? Tutto andato! Distrutto, abbattuto! continu
la Vecchia Signora Joseph. Si sporse verso la signora
Silva e parl in tono accusatorio: Tutto questo l'ha saputo?
Eh? L'ha saputo?.
L'altra non apr bocca e la Vecchia Signora Joseph riprese,
amareggiata. Maledetti idioti in cerca di guai! Quel
Velupillai Prabhakaran che pretende di essere il leader del
popolo tamil, bah! Quello non  il nostro leader, noi non
abbiamo votato per lui. Chi gliel'ha chiesto di essere il nostro
leader? C' lui dietro tutta questa faccenda, sempre a
istigare la violenza, ovunque e comunque! Sono sicura che
c' lui dietro. Altrimenti chi pu averli ammazzati, quei
poliziotti? Visto cos' successo dopo? Quello sta facendo
di tutto per far scoppiare una guerra. La sta cercando in
tutti i modi. E una guerra avr.
La signora Silva tacque talmente a lungo che Raju si
sent in obbligo di rispondere, per quanto non avesse ancora
capito se sua madre fosse pi sconvolta dal fatto che
Velupillai Prabhakaran pretendesse di guidare l'intero popolo
tamil o dalle devastazioni, con l'incendio della biblioteca
e la distruzione delle statue dei grandi intellettuali
tamil. No, mamma, disse con il tono di voce pi calmo
che riusc a tirar fuori non avevo sentito tutti questi dettagli.
Sapevo solo che c'erano dei problemini-ini-ini e
strofin pollice e indice uno contro l'altro per visualizzare
quanto piccoli fossero quei problemi, nella sua immaginazione.
Cosa succeder, adesso?
Non succeder niente. Non succede mai niente, a
parte il fatto che si presenta sempre la stessa gente a gridare
questo e quello, poi spuntano ovunque i manifesti
elettorali, si vota, e di nuovo, per l'ennesima volta, continua
a non succedere niente.
Ma questa volta per secondo me il paese  assolutamente...
Che cos' questa cosa, questa situazione tra mio figlio
e Dolly? chiese la signora Silva, interrompendo Raju
con quella che, si augurava, era un'aria di sdegnato interesse,
come se il tono giusto potesse bastare a far passare
sotto silenzio l'intera faccenda. La sorte della biblioteca
pubblica di Jaffna non era un suo problema e non lo erano
neppure le statue dei filosofi e poeti tamil. Ma era di sua
competenza il qui e ora, che consisteva in ci che stava
succedendo tra Jith e, Dio non volesse, Dolly.
Oh, sono certa che non c' nessuna situazione, assolutamente
disse la Vecchia Signora Joseph, riappoggiandosi
con grande piacere allo schienale della poltrona.
L'unica situazione di cui dobbiamo preoccuparci  il
problema che sta prendendo corpo su nel Nord. Presto,
mi dicono, si riverser tutto qui a Colombo. Anche nelle
nostre strade! Come a suggellare quelle parole, un'improvvisa
folata di vento trascin un turbine di petali e foglie
di sai mal per tutta la via, spingendoli fin negli angoli
pi remoti, nelle grondaie e sui davanzali.
Come al solito, Raju contraddisse la vecchia signora.
No, no, certo che c'! esclam, felice di tornare a un
tema a portata di mano e del tutto gestibile, diversamente
dalle bande di delinquenti nella lontanissima Jaffna, dagli
edifici in fiamme e dalle statue cadute. Ne parla tutta la
via. Perfino Koral. Ho sentito dire che si incontrano alla
fermata dello scuolabus, prima di andare a scuola e anche
dopo, al ritorno. Una volta, ha detto Sonna - perch
lui vede tutto, sapete com', no?, controlla sempre la via
da cima a fondo, con i suoi occhi di falco - che Jith aveva
addirittura annullato una lezione extra di matematica per
avere il pomeriggio libero, e sono andati insieme a vedere
un film tamil all'Empire Theatre!
Un film tamil? La signora Silva era furiosa. Ma quale
film tamil? Mio figlio non lo parla nemmeno, il tamil. Il
tono di voce implicava chiaramente che la padronanza
della lingua tamil sarebbe stata considerata una macchia
imperdonabile.
Appunto cantilen Raju, la voce piena di sgomento
per la bassezza a cui si era spinto il giovane Silva. Due posti
in ultima fila.
La signora Silva era allo stesso tempo inferocita e distrutta.
Era compassione quella che leggeva negli occhi
della Vecchia Signora Joseph, o sardonico disprezzo? E
Raju, si stava gustando il piacere di fare quelle rivelazioni
o era impietrito all'idea di essere il latore di simili notizie?
Con lui non si poteva mai dire. La domestica dei Joseph,
una ragazza dalla pelle scura, magra e forte, originaria
della zona delle piantagioni, port in veranda la teiera e
un piatto di torta, e offr il vassoio alla signora Silva, che si
serv una fettina di dolce ma la pos sul bordo del piattino
e non mangi n bevve nulla. La Vecchia Signora Joseph,
dal canto suo, sorseggi rumorosamente e con gusto il suo
t, facendolo passare attraverso la dentiera. Anche Raju
produceva rumori fuori luogo mentre mangiava e beveva,
facendo schioccare le labbra dopo ogni sorso.
La far finire dichiar la signora Silva, spostando
lo sguardo dall'uno all'altra. Ginger, se non le spiace,
chiederei a Raju di riferirmi tutto, direttamente a me, appena
ha qualche novit.
Se la signora Silva si era immaginata che rivolgersi a lei
con il nomignolo usato dal fu marito della Vecchia Signora
Joseph l'avrebbe rabbonita, si sbagliava di grosso.
Pu chiedergli quello che le pare.  adulto. Non ha
bisogno del mio permesso disse l'anziana donna, distogliendo
lo sguardo.
Raju sprofond ancora di pi nella sua poltrona, con
un'espressione di risoluta solidit, accettando di buon
grado il peso della responsabilit che gli veniva offerta.
Lo far anche ogni ora, se necessario, zia disse, rivolgendo
uno sguardo pieno di sentimento alla signora Silva,
che ebbe un fremito di disgusto. So gi praticamente
tutto di quello che succede su e gi per la via...
Sapere  un conto, prevenire  un altro osserv la
Vecchia Signora Joseph. Il silenzio sinistro che segu la sua
affermazione dur fino a quando la signora Silva si alz,
senza aver bevuto nemmeno un goccio di t, e usc da casa
loro, sforzandosi a malapena di mugugnare un arrivederci
striminzito.
Ma, di preciso, cosa stavano combinando Jith e Dolly?
Al cinema tamil, quando si erano seduti in ultima fila, quella
riservata agli innamorati, non erano riusciti a fare altro che
scambiarsi qualche carezza sulle mani e a piegare le teste di
lato per farle toccare. Alla fermata dello scuolabus - prima
e dopo la scuola - le loro comunicazioni erano quasi del
tutto silenziose, perch non era possibile avere neanche
un minimo di privacy in mezzo a tutti gli studenti con le
diverse divise scolastiche e l'abbonamento per lo scuolabus
in mano. Quando giocavano a cricket, come ormai facevano
soltanto fino all'ora in cui la signora Silva tornava
dal suo lavoro alla People's Bank, filiale di Thimbirigasyay,
continuarono a favorirsi a vicenda, fino a quando gli altri
decisero, all'unanimit, di aggirare il problema mettendoli
in squadra insieme. Si comunicavano l'affetto reciproco
per lo pi tramite i bigliettini che si scambiavano. Dolly nascondeva
i suoi sotto un mattone all'estremit della recinzione
in alluminio, Jith li lasciava nella fenditura del ramo
di un albero del giardino di suo padre, un'aralia ancora
giovane. Il ramo si sporgeva sulla strada, come se morisse
dalla voglia di liberarsi e uscire dai confini di quel posto e
dalle idee dei suoi abitanti. Che i due ragazzi non stessero
pi attenti era la dimostrazione della loro innocenza.
Cara Dolly,
ieri ho fatto una verifica e ho sbagliato met delle risposte
perch pensavo a te! Domani ne ho un'altra e rischio
di nuovo l'insufficienza. Oggi devo studiare, altrimenti l'insegnante
lo dir a mia madre! Quindi non posso venire a
giocare a cricket. Spero che tu faccia un sacco di punti!
Guarder fuori dalla finestra per vederti passare quando vai
a giocare. Se mi vedi, puoi salutarmi. Ma solo se non c' mio
padre! Se ti va, mandami una risposta in giornata. Posso prenderla
dal mattone quando vado a comprare il pane, stasera.
Con affetto,
Jith
Quello fu il primo biglietto che il signor Silva trov. Lo
ripieg con cura e lo rimise sull'albero. Avrebbe dovuto
dirlo a sua moglie, ma in fondo, cosa c'era da dire? I ragazzi
si comportavano da ragazzi e si scrivevano di verifiche
e di partite. Le uniche parole allarmanti erano Cara
e con affetto, certo, ma anche quelle rientravano nella
norma. Se qualche dettaglio avesse suggerito che la reciproca
infatuazione era sfociata in qualcosa di pi grande,
allora si sarebbe preoccupato e avrebbe parlato. Ma per il
momento decise di tenersi tutto per s. Come concessione
alla moglie, tuttavia, il signor Silva decret che i suoi figli
non dovevano pi partecipare alle partite di cricket.
Ormai siete grandi per questi giochi. Dovreste allenarvi
per provare a superare la selezione per la prima
squadra disse, anche se sapeva perfettamente che nessuno
dei suoi figli era dotato della disciplina o del talento
necessari anche solo per la seconda squadra.
Senza i ragazzi Silva e con Devi sempre pi diffidente
- a seguito della ferita alla testa era molto nervosa quando
si trovava vicina a mazze e palle - il gioco perse colpi e fin
per esaurirsi, e i bambini si gettarono con entusiasmo nella
stagione degli aquiloni, distogliendo lo sguardo dal pendio
irregolare della strada per rivolgerlo al liscio potenziale
dei cieli ormai caldi, come per scelta, e non per necessit.
...
.
...
La stagione degli aquiloni.
...
.
...
Il vento impetuoso che si lev in una breve tregua dei monsoni
stava cominciando ad agitare i bambini di Sai Mal
Lane. Strapazzava le divise scolastiche, rovesciava gli ombrelli
usati per ripararsi dal sole e pettinava e ripettinava i
capelli, prima da una parte e poi dall'altra. Bisbigliava Resta!
Resta! mentre aspettavano lo scuolabus alla fermata,
con qualche brivido nelle ore pi fresche del mattino, ma
loro cercavano di non ascoltarlo. Ridacchiavano per le
gonne sollevate di colpo e le camicie gonfiate dall'aria, le
mani distratte lasciavano cadere i libri di testo, e i nastri
che legavano trecce e code di cavallo, bianchi e blu per le
ragazze Herath, bianchi e verdi per le gemelle Bolling, rifiutavano
di stare annodati. Ma ogni sera tutti si calmavano.
Posavano i libri, indossavano i vestiti da casa e uscivano.
Andavano a far volare gli aquiloni.
Il primo di quei pomeriggi, Nihil and in fondo al libro
di parisaraya di Devi e, dopo avere sistemato con cura
un righello lungo una linea precisa, in modo da lasciare un
margine sufficiente a evitare che la pagina opposta poi si
sfilasse, sotto gli occhi della sorellina e con la massima attenzione
stacc una pagina. Avevano entrambi la lingua
che spuntava dall'angolo delle labbra mentre il delicato
compito veniva portato a termine, bench soltanto Nihil
fosse incaricato dell'esecuzione. Il ragazzino divise il foglio
in tre colonne, mattino, pomeriggio e sera, e prepar per
Devi una tabella di marcia che includeva lo studio delle
tabelline e la lettura in cingalese la mattina prima di andare a
scuola, gli esercizi al pianoforte, i compiti e lo studio dopo
la scuola, la recita del gth e la lettura in inglese la sera.
Devi lesse le istruzioni sopra la spalla del fratello, sempre
pi seria.
Praticamente non posso fare altro che studiare, studiare,
studiare! sbott alla fine, spalancando le braccia e
picchiando un piede per sottolineare il concetto.
No, ti ho lasciato un sacco di tempo per giocare ribatt
Nihil, facendole notare alcuni spazi liberi che lei
non aveva visto per l'ingombro dei tempi molto pi lunghi
da dedicare ai compiti. Nihil non solo era fiero della
sua ordinatissima tabella, ma aveva previsto anche la protesta
della sorellina, quindi si era preparato. Oggi, per
esempio, nel tuo tempo libero puoi aiutarmi a costruire il
nuovo aquilone! le propose. E sar il tuo aquilone. Ho
gi la carta velina nei tuoi colori preferiti e anche la struttura
 pronta.
Devi, gi dimentica del futuro grazie al divertimento di
cui avrebbe goduto subito, batt le mani e schizz verso
la cucina, gridando a Kamala di bollire un po' d'acqua e
prendere farina e sale, che facciamo gli aquiloni!.
La costruzione dell'aquilone della bambina fu qualcosa
di incredibile, con gli strati di carta velina blu e argento da
una parte, la struttura - preparata in anticipo da Suren e
Rashmi - dall'altra, e la colla casalinga e ancora bollente in
mezzo. Una volta finito e decorato con tasselli di carta velina
ritagliati un po' a fatica da Devi e con graziosi nastri di
carta fatti con la consueta abilit da Rashmi, l'aquilone risult
di gran lunga il pi elegante fra quelli che si alzarono
in volo quell'anno.
Nihil, tu tieni l'aquilone e io butto la pietra disse
Suren.
L'aquilone voglio tenerlo io! protest Devi. Guardava
Rashmi, appoggiata al muretto fuori da casa Sansoni.
Era l con tutti i bambini del vicinato, compreso Sonna
che, pur tenendosi in disparte, si era presentato per assistere
al lancio di quell'aquilone cos bello. Rashmi, che
guardava Sonna ed era persa nei suoi pensieri, non and
in aiuto di Devi.
Prima porto in alto l'aquilone, poi ti passo il filo e tu lo
fai volare promise Suren, posizionando la punta delle dita
di Nihil sull'aquilone che teneva gi sollevato. Quando fu
sicuro che Nihil lo reggeva nel modo migliore, Suren percorse
a piedi tutta la via, gettando il rocchetto del filo oltre
i cavi telefonici che zigzagavano sopra la sua testa tra le
case che avevano la fortuna di avere un telefono privato. Si
ferm quando ebbe raggiunto l'ultimo cavo, che correva
da casa Herath a quella dei Niles, e grid agli altri che era
pronto. Al tre!
L'aquilone si stacc senza difficolt dalle mani alzate di
Nihil, mentre tutti guardavano in cielo.
Suren  davvero bravissimo a far volare gli aquiloni
comment Rose, gingillandosi con la cinturetta rossa di
plastica che si era messa sul vestito rosa regalatole dalla signora
Herath. Dolly, con un vestito di seconda mano color
mauve con profili bianchi intorno al colletto e alle maniche,
avrebbe voluto aggiungere un complimento dello
stesso tenore, ma si trattenne per non urtare i sentimenti
di Jith. Gli rivolse una rapida occhiata e distolse subito lo
sguardo. Era accigliato.
Da grande voglio entrare nell'esercito sbott il ragazzo,
come se da molto tempo covasse l'idea di dirlo agli
altri.
L'esercito? Per combattere? pigol Dolly.
E cosa, se no? Se vai nell'esercito non stai l seduto a
guardarti un bel film, no? Combatti! replic Rose. Si fece
ombra agli occhi con i palmi intrecciati e continu a osservare
con un certo rispetto i colori che si innalzavano
nell'aria. L'aquilone tracciava disegni complicati nell'azzurro
del cielo quando Suren strattonava il filo di qua e di
l, ora facendolo danzare in un turbine di eleganti spirali,
ora facendolo sfrecciare in avanti, rapidissimo, come una
spada che si abbatte su un nemico invisibile.
Rashmi, che come tutti si era protetta gli occhi dal sole
con le mani, le abbass quando sent ci che aveva detto
Jith e si volt a fissare i due fratelli Silva. Sopra i jeans indossavano
due camicie identiche, a quadri arancio e rosso,
e sembravano particolarmente volubili.
Perch vuoi entrare nell'esercito? chiese. Per lei
l'aquilone era diventato insignificante a confronto della
sconvolgente frase da adulto di Jith, che in fondo aveva
soltanto quattordici anni.
Ci entreremo tutti e due disse Mohan. Prima io, che
sono pi grande, poi lui.
Perch volete entrare nell'esercito? ripet Nihil.
S, chi c' da combattere? aggiunse Devi. Sentiva che
tutto l'interesse per il suo elegante aquilone era stato spazzato
via dalla visione evocata dalle parole di Jith: i ragazzi
Silva in tuta mimetica, che imbracciavano fucili e marciavano
su e gi per Sai Mal Lane.
Chi? Le Tigri! Ma non li leggete i giornali? rispose
Mohan, sprezzante.
Non abbiamo sentito... fece per dire Devi, ma Rashmi
la ferm mettendole una mano sulla spalla.
Rashmi aveva raccolto informazioni sulle Tigri dalle sue
amiche, a scuola, una fonte molto pi attendibile e disponibile
del suo indaffaratissimo padre, qualunque cosa pensasse
Raju. Aveva saputo, per esempio, che la biblioteca
pubblica di Jaffna era stata bruciata e anche se alcune sue
amiche dicevano che di quasi tutti i documenti c'erano copie
anche negli archivi della capitale, il fatto che fosse stata
data alle fiamme una biblioteca l'aveva colpita moltissimo.
A lei, amante dei libri e grande lettrice, era sembrato un
gesto di una cattiveria inaudita.
Aveva sentito Raju che spiegava tutto a Devi, il giorno
prima, mentre lei, Rashmi, era seduta in veranda. La
mamma dice che la biblioteca di Jaffna  bruciata perch
Prabhakaran sta terrorizzando tutti aveva detto a Devi,
che intanto si arrampicava sull'asoka, in giardino, e non
sembrava minimamente interessata alla cosa. Rashmi era
stata a un pelo dal ricordare a Devi di comportarsi con un
po' di decoro (una parola che aveva imparato dalle suore)
e tenere il vestito stretto fra le gambe mentre passava da
un ramo all'altro, ma era rimasta troppo scioccata dal racconto.
Come? si era costretta a chiedere a Raju.
Ha ucciso due poliziotti le aveva detto Raju, ma non
aveva saputo rispondere al suo perch, quindi lei aveva
chiesto notizie durante l'intervallo a una sua compagna di
classe tamil, Kumu Jacobs.
Appa dice che nel 1956 c' stata una rivolta le aveva
risposto Kumu, serissima. Erano vicine ai campi da netball
e lei continuava a sfiorare la cravatta di Rashmi mentre
parlava, cercando di lisciare una grinza che si era formata
proprio sotto il nodo. Mi ha detto che  successo dopo
l'emanazione dell'Official Languages Act. Appa dice che in
realt imponeva il cingalese.
Ma noi a scuola abbiamo tutte le lingue, ed  cos dappertutto
aveva obiettato Rashmi. Non si usa solo il cingalese.
Tutto  sempre scritto in tutte le lingue, perfino il
cartello stradale che indica Sai Mal Lane!
Lo so, aveva detto l'amica lo penso anch'io, ma
quando mia madre ha provato a farglielo notare, Appa si 
messo a urlare, le ha gridato che si sbagliava e non si sono
pi rivolti la parola per giorni.
Secondo il padre di Kumu, tutti i leader tamil all'epoca
erano usciti dal parlamento e avevano deciso di fare un
satyagraha, l'annuncio di uno sciopero della fame aveva
reso tutti infelici e i sentimenti peggiori si erano concentrati
in un insediamento della Provincia Orientale, a Gal
Oya. Dall'insegnante di studi sociali Rashmi aveva saputo
che l'origine di quell'insediamento era stata la costruzione
di una diga su un fiume, con la creazione di quarantamila
acri di terre irrigate.
A quel punto aveva spiegato la signora Atukoral il
governo fu in grado di assegnare case e terreni a quasi cinquemila
persone. Ti immagini, Rashmi? Cingalesi, tamil,
perfino Vedda che vivevano in pace in cinquanta piccoli
villaggi. Ma dopo aver sentito i dettagli della sommossa
da Kumu, Rashmi non era pi cos convinta della descrizione
di quel luogo meraviglioso fatta dalla professoressa.
Nella sua mente un posto del genere, con tanta acqua, poteva
riuscire a raffreddare qualsiasi collera, ma non era cos.
E lei si immaginava tutta l'area asciutta, l'acqua evaporata.
 cominciato tutto con delle voci che giravano aveva
poi spiegato quella sera ai fratelli. Perch erano tutti
nuovi, in quei villaggi, quindi nessuno si fidava di nessuno.
Kumu mi ha detto che secondo suo padre qualcuno disse
che una ragazza cingalese era stata violentata e costretta a
camminare nuda per tutta Batticaloa da una banda di tamil
e che per questo i cingalesi attaccarono i tamil.
Cosa vuol dire violentata? chiese Devi, seduta di
fronte a Rashmi, sventolandosi con un foglio di giornale
che aveva piegato a fisarmonica.
Vuol dire che le hanno tolto tutti i vestiti rispose
Nihil a Devi.
Secondo Pradeep alla gente fu detto che un esercito
tamil stava andando a impadronirsi della parte cingalese
dell'insediamento di Gal Oya, e questo scaten tutti gli incendi
disse Suren.
Comunque sia,  stato un periodo terribile concluse
Rashmi, ricordandosi che lei e Kumu erano state cos prese
da quella conversazione che non avevano neppure sentito
la campanella alla fine dell'orario di mensa ed erano state
entrambe punite per essere tornate in ritardo in classe.
Suren aveva anche saputo, e fedelmente riferito ai fratelli,
che la rivolta del 1956 era stata presto seguita da una
violenza molto pi estesa nel 1958.
Alla fine la sommossa di Gal Oya era limitata ai confini
dell'insediamento disse agli altri, che stavano seduti
in fila sul letto di Nihil ad ascoltare le notizie. Tha mi ha
raccontato che il primo ministro aveva fatto un accordo di
pace con il leader tamil, ma i capi dell'UNP avevano protestato
e lui era stato costretto a infrangere il patto. Per
non mi ha detto che nel maggio di quell'anno, e anche
dopo che il governo ebbe dichiarato lo stato d'emergenza,
in giugno, ci furono problemi in tutto il paese aggiunse.
Quella parte Tha non me l'ha raccontata. Me l'ha detta
Pradeep a scuola.
 perch a Tha piacciono quelli alla Bandaranaike
disse generosamente Rashmi. Comunque, io ho sentito
che le proteste scoppiarono perch il governo aveva tentato
di trasferire quattrocento tamil a Polonnaruwa, tra i
cingalesi, dopo che gli inglesi ebbero chiuso la base navale
a Trincomalee.
Che problemi ci furono? chiese Nihil, che trovava i
dettagli di tutti quegli andirivieni politici troppo complicati
da assimilare e aveva scelto di concentrarsi su qualcosa
di pi facile da digerire, qualcosa che si esprimeva con una
parola facile come problemi.
Gente che correva in giro a incendiare edifici e ad ammazzare
altra gente spieg Rashmi, anche se non era ben
certa che fosse andata cos, ma riteneva che se erano accadute
cose terribili in tutto il paese dovevano per forza esserci
stati incendi e omicidi, le sue peggiori paure.
A Jaffna e Batticaloa i tamil hanno ucciso dei cingalesi.
In altri posti sono stati i cingalesi a uccidere i tamil
disse Suren a Nihil, scendendo ulteriormente nel dettaglio,
come se il fatto di identificare chi aveva commesso simili
crimini potesse renderli un po' meno terrificanti per tutti
loro, che se ne stavano nei loro bei pigiami, lavati e pronti
per la notte nella loro casa dove di solito regnava la pace.
Nihil decise che avrebbe chiesto al signor Niles di
spiegargli tutto, ma non pot farlo per parecchio tempo,
perch il padre di Kala si prese una brutta influenza e non
solo non pot stargli seduto vicino - la signora Niles lo allontanava
regolarmente con un Non avvicinarti, caro, o te
la prendi anche tu -, ma lo stesso malato sembrava decisamente
troppo debole anche solo per salutarlo quando
Nihil si affacciava alla porta, figuriamoci stare a chiacchierare
con lui. Se fosse stato in grado, il signor Niles
avrebbe detto a Nihil la verit. Avrebbe potuto spiegargli
che la questione della lingua, che non riguardava i cartelli
stradali, ma l'istruzione pubblica e gli esami, era stata
manovrata sia dai tamil che dai cingalesi, gli uni insieme
ai colonizzatori inglesi, gli altri dopo che il potere coloniale
era stato respinto. Avrebbe potuto anche dire a Nihil
come si fosse sentito lui durante la sollevazione a Gal Oya,
e offrirgli qualche altro spunto di riflessione, trovando un
modo per dare sollievo alla sua mente angosciata. Senza il
signor Niles con cui parlare, per, Nihil fu costretto a tenersi
dentro le proprie inquietudini.
Mentre ascoltava tutti quei discorsi, Devi prov a succhiarsi
il labbro inferiore, ma quell'attivit non riusciva
pi a calmarla, perci smise subito e cominci a pensare al
sangue, ai palazzi in fiamme e a donne come sua madre costrette
a girare nude per le strade. Quella notte si infil nel
letto di Rashmi, perch non riusciva a dormire.
Tutte queste cose e quelle che Rashmi aveva saputo
dalle compagne e dal fratello maggiore le avevano fornito
un quadro della situazione, per quanto distorto - proprio
come succede con qualsiasi dipinto a cui mancano vaste
zone del colore originale -, perci si sent in grado di ribattere
a Mohan con un certo aplomb.
S, certo che lo sappiamo disse. Tutti i leader tamil
sono usciti dal parlamento. Amirthalingam e anche alcuni
dei leader cingalesi come Muttetuwegama. Una delle mie
compagne di danza conosce sua figlia e ce l'ha raccontato.
Ci sono tamil che combattono contro il governo, ma credo
che il governo abbia soldati a sufficienza nell'esercito. Non
credo che ci sia bisogno di te concluse, e aggiunse: Potresti
venire ucciso.
Jith rabbrivid e Dolly sembr allarmata. Non farti uccidere,
Jith, lascia combattere i soldati che sono gi l.
Non sapeva se fosse tutto vero, e nemmeno chi combattesse
contro chi. Sapeva soltanto che qualche settimana
prima, seduti nell'ultima fila di un cinema tamil, lei e Jith
avevano progettato di scappare e andare in Australia, appena
avessero compiuto diciott'anni, e come facevano se
lui moriva prima?
Non siamo vigliacchi, noi disse Mohan, un po' sbruffone.
Bench le voci di tutti i ragazzi pi grandi stessero
cambiando, la sua aveva gi raggiunto una profondit virile
che diede pi peso alle sue parole. Era anche pi alto
di tutti gli altri e un anno di allenamenti regolari ogni pomeriggio
dopo la scuola nella veranda dietro casa gli aveva
procurato muscoli notevoli. E le due cose combinate assieme
lo rendevano particolarmente autorevole. Voi siete
ancora troppo piccoli per capire, ma tutti dobbiamo prepararci
a combattere. Anche Suren. Fateglielo sapere. Meglio
cominciare a prepararsi.
I tre Herath strinsero i ranghi e non dissero una parola.
Sostenere che Suren facesse altro, a parte suonare e
cantare, era una farsa che si svolgeva quotidianamente a
casa loro, con la costante insistenza della madre che pretendeva
di farlo diventare ingegnere. Intorno a loro anche
Rose e Dolly parlavano animatamente della prospettiva di
una guerra e di come si potesse salvare Suren da una simile
sorte.
Mohan inspir profondamente. La guerra non sarebbe
arrivata mai abbastanza presto per lui e se poteva fare la
propria parte per accelerare i tempi non vedeva l'ora di
farlo. Dobbiamo piantarla di frequentare le case dei tamil
dichiar, puntando il dito verso il fondo della via.
Tutti i tamil, qui, probabilmente aiutano le Tigri.
Suren, che aveva riportato a terra l'aquilone quando si
era reso conto che nessuno dei suoi fratelli era pi interessato
a farlo volare, raggiunse il gruppo giusto in tempo per
sentire quella frase. Continu a riavvolgere il filo intorno
al legnetto che teneva nella mano destra, alternando i lati,
avanti e indietro, a destra e a sinistra, con un'eleganza che
faceva a pugni con l'argomento di cui si stava parlando.
L'aquilone era per terra accanto a lui. Devi si avvicin e lo
raccolse, tenendolo davanti a s come uno scudo. Suren
fin di riavvolgere il filo e infil la matassina nella tasca applicata
sul davanti del vestito di Devi.
Sono i nostri vicini, Mohan osserv Suren. Perch
dovremmo smettere di frequentarli?
S, e sono anche nostri amici aggiunse Nihil. Il signor
Niles  un mio amico. Si sorprese da solo nel sentirsi
dire quelle parole a voce alta. Non gli era mai venuto
in mente prima che il corpulento e sedentario signor Niles
potesse interpretare quel ruolo. Pensava solo che si sentiva
a proprio agio in compagnia del vecchio signore, depositario
di tutti i suoi racconti e delle sue domande di ragazzino.
E cominci a considerare con crescente preoccupazione
l'eventualit che il suo tempo con il signor Niles
avesse le ore contate.
Chi ci insegner a suonare il pianoforte, se non andiamo
da Kala Akki? chiese Rashmi, a braccia conserte,
ergendosi in tutta la sua altezza nei blue jeans che ormai
indossava d'abitudine quando stava a casa.
Zio Raju  mio amico ed  tamil. E io non smetter
mai di parlare con lui dichiar Devi, sbirciando sopra il
bordo dell'aquilone per lanciare uno sguardo di sfida a
Mohan e a Rashmi.
Fate attenzione a quello che dite quando siete con loro,
dico solo questo bofonchi Mohan, colto di sorpresa da
quella dimostrazione di sostegno per gente che lui aveva
cominciato a vedere come nemica. Fece un cenno a Jith
e insieme tornarono verso casa, rimuginando su quella
conversazione. Bench avesse sempre nutrito qualche sospetto
sui ragazzi Herath e sul loro modo di vivere e pensare
da pappemolli, aveva creduto che sarebbero bastate
le informazioni giuste per portare tutti dalla sua parte,
Herath compresi, trascinati dalla piena. Per s aveva immaginato
un ruolo di primo piano, da comandante, in un posto
comodo e gestibile, nel suo quartiere. E ora cos'avrebbe
fatto?
Mentre tornavano a casa, Nihil salut gli altri e si ferm
dai Niles. La casa era silenziosa e la signora Niles gli apr
la porta con un dito sulle labbra. Il signor Niles dormiva
profondamente.
Sta un po' meglio? bisbigli Nihil.
Migliora pian piano bisbigli di rimando la donna.
Forse la settimana prossima riuscir di nuovo a parlare.
Poi gli scompigli i capelli con una carezza e sorrise, ma
non gli disse di entrare. Nihil torn a casa senza aver potuto
discutere nulla di ci che aveva saputo dalla sorella e
dal fratello, e senza avere avuto il conforto dell'opinione
del signor Niles, che sicuramente gli avrebbe confermato
che aveva ragione lui, che Mohan si sbagliava e non sarebbe
scoppiata nessuna guerra.
...
.
...
FINE Parte 1.